MA PER IL CAVALIERE PAGHIAMO NOI

Silvio Berlusconi.

Impegnato nell’ennesima fuga dalle proprie responsabilità politiche e giudiziarie, Silvio Berlusconi scarica come sempre sugli italiani il costo dell’avventura. Gli eventi di queste ore sono drammatici ma anche tipici: timoroso del passaggio parlamentare (che nelle democrazie normali è invece “sacro” e ineludibile), atterrito all’idea di dover votare contro il Governo con una sfiducia a viso aperto e sotto gli occhi del Paese, il Cavaliere butta giù tutto nel week end e senza vergogna accusa gli altri di “ricatto”. Lui che da mesi scappa davanti ai processi che lo inseguono e minaccia l’Italia intera: o mi graziate e inventate per me una Giustizia speciale o sfascio il Paese.

Silvio Berlusconi.

Come si diceva: drammatico ma anche tipico. Pensiamo a quanto sta succedendo in queste settimane. Siamo sul punto di  svendere Alitalia, dopo aver speso miliardi di euro pubblici per trattenerla nel 2009 quando avremmo potuto venderla con profitto, il tutto perché Berlusconi aveva bisogno di farsi propaganda con la “difesa dell’italianità”.

E la vicenda dell’Imu? Propaganda elettorale pure quella. Anzi, propaganda al cubo: gli italiani pagavano l’Ici, poi Berlusconi impose la più gravosa Imu; nella successiva campagna elettorale si fece bello promettendone l’eliminazione; e ora che il Governo delle “larghe intese”, per placarlo, ha eliminato l’Imu, scopriamo che tra Service Tax e aumento dell’Iva (perché il buco va in qualche modo coperto) pagheremo ancora di più.

Tutto sulla nostra pelle, tutto con le nostre tasche. Con le dimissioni dei servizievoli ministri che arrivano proprio mentre tutte le istituzioni economiche internazionali ci spiegano (e qualcuna quasi ci supplica) che aprire una nuova fase di instabilità significherebbe condannare l’Italia alla serie B dello sviluppo, tramutarla in un vagone impazzito del lungo convoglio che faticosamente cerca di riprendere slancio sul binario della ripresa. Un vagone che gli altri sgancerebbero volentieri.

E’ il cinismo di sempre, l’interesse dell’uno e dei suoi fidi finanziato dai sacrifici dei molti. Come le leggi ad personam, che hanno stravolto il sistema della Giustizia e inquinato la vita economica (pensiamo solo alla depenalizzazione del falso in bilancio). Come gli infiniti condoni. Come gli scudi fiscali, formidabili spot a favore dell’evasione fiscale che infatti, cifre alla mano, in questi anni è solo cresciuta.

In queste ore è difficile prevedere gli esiti politici di questa vergognosa vicenda. E’ più che giunto il momento, però, che la folle cavalcata del Cavaliere trovi fine. Una parola che possono scrivere solo gli italiani.

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Fulvio Scaglione

Mi chiamo Fulvio Scaglione, sono nato nel 1957, sono giornalista professionista dal 1983. Dal 2000 al 2016 sono stato vice-direttore del settimanale "Famiglia Cristiana", di cui nel 2010 ho anche varato l'edizione on-line. Sono stato corrispondente da Mosca, ho seguito la transizione della Russia e delle ex repubbliche sovietiche, poi l'Afghanistan, l'Iraq e i temi del Medio Oriente. Ho pubblicato i seguenti libri: "Bye Bye Baghdad" (Fratelli Frilli Editori, 2003) e "La Russia è tornata" (Boroli Editore, 2005), "I cristiani e il Medio Oriente" (Edizioni San Paolo, 2008), "Il patto con il diavolo" (Rizzoli 2017).

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