Fulvio Scaglione Giornalista

fulvio scaglioneMi chiamo Fulvio Scaglione, sono nato nel 1957 e sono vice-direttore del settimanale "Famiglia Cristiana".

La mia specialita' sono gli Esteri. Continua...

KOSOVO: PERCHE’ DOVREMMO APPLAUDIRE?

   Non è difficile capire i sentimenti dei kosovari. Facile anche rendersi conto che era ormai impossibile restituire il Kosovo al controllo della Serbia e al governo di Belgrado. Quello che proprio non si capisce, invece, è quali siano le ragioni che dovrebbero renderci entusiasti della nascita di un nuovo staterello che ha queste caratteristiche: non è mai esistito prima nella storia; è privo di una propria fisionomia e di una qualunque struttura economica, aggrappato com’è agli aiuti internazionali; è di fatto un protettorato degli Usa che in esso hanno costruito la loro più grande base militare fuori dal Medio Oriente, in modo da controllare per bene la regione dove sbucano i gasdotti e gli oleodotti che arrivano dall’Asia Centrale; è governato da personaggi che, quando non sono ex guerriglieri (quelli che magari chiameremmo terroristi se fossero sull’altro lato della barricata) sono affaristi contigui alla mafia.

   L’Italia si è data una botta di realpolitik e ha riconosciuto il nuovo Stato nel giro di poche ore. Altri Paesi in Europa sono assai più freddi e infatti sono subito partite le critiche alla Ue, che avrebbe dovuto elaborare una posizione comune e valida per tutti. Peccato che fosse impossibile. Prendiamo l’esempio della Spagna: Madrid, che combatte l’irredentismo dei baschi da molti decenni, non può riconoscere l’indipendenza del Kosovo senza fornire al proprio secessionismo interno un formidabile strumento di propaganda e di pressione. E poi, smettiamola di fingere: l’indipendenza del Kosovo, dal punto di vista storico e culturale, non ha più fondamento di quella della Padania, che di per sé è solo la formidabile invenzione retorica di Umberto Bossi.

Il problema sta nel fatto che, per una Padania che ogni tanto parla di secessione ma si guarda bene dal praticarla, ci sono decine di situazioni in Europa e nel mondo che possono prendere esempio dal Kosovo per rendere ancor più agitate le relazioni internazionali. Il più clamoroso è anche il più vicino a noi: quello del Belgio, dove fiamminghi e valloni sono ai ferri corti da tempo. Un po’ più in là, ecco l’Abkhazia e l’Ossetia del Sud che vogliono staccarsi dalla Georgia, la Cecenia che cerca dal 1991 di mollare la Russia, il Nagorno Karabakh di popolazione armena che a metà anni Novanta a combattuto contro l’Azerbaigian, ha dichiarato l’indipendenza e non è stato riconosciuto da nessuno, la Provincia del Nord Ovest (quella che confina con l’Afghanistan) che lotta contro il Governo centrale del Pakistan.

Infine un elemento non secondario: nasce con il Kosovo il primo Stato a maggioranza musulmana d’Europa. Con buona pace di tutti coloro che da anni cercano di affermare il principio delle radici cristiane del continente, eccoci ad applaudire uno Stato i cui cittadini, un tempo cristiani, furono islamizzati dopo la sconfitta (1389, battaglia di Kosovo Polje) di una nazione cristiana: la Serbia, appunto.

 

 

Leave a Reply

FEATURED LINKS

ADVERTISEMENT

468x60 ad code for footer
Log in - BlogNews Theme by Gabfire themes