Fulvio Scaglione Giornalista

fulvio scaglioneMi chiamo Fulvio Scaglione, sono nato nel 1957 e sono vice-direttore del settimanale "Famiglia Cristiana".

La mia specialita' sono gli Esteri. Continua...

ADESSO ANCHE AI DANESI PIACE L’EURO. UN ALTRO PO’ DI CRISI E ARRIVERANNO ANCHE POLACCHI E SVEDESI

      Uno di questi giorni mi toglierò lo sfizio di andare a spulciare i giornali dei primi anni Duemila e di fare un elenco, nomi e cognomi, di tutti gli incompetenti, i faziosi e i puri e semplici fessi che, allora, andavano dicendo che l’euro ci aveva rovinati, spingendosi anche ad affacciare l’ipotesi di un’uscita dell’Italia dalla zona euro. Qualche nome già lo ricordo, altri ne troverei nelle seconde file della politica (le più assidue, però, a far dichiarazioni nei Tg), e spunterebbe anche qualche solone del giornalismo e dell’economia.
      Nel mazzo, comunque, entrano di diritto 5 milioni e mezzo di danesi, ovvero quei furbacchioni che proprio nell’anno Duemila bocciarono attraverso referendum l’ipotesi di aderire alla moneta unica europea. Non molto tempo dopo ebbi occasione di passare a Copenhagen qualche giorno. Ho ancora negli occhi, con un vago senso di disgusto, le magliette che molti danesi, anche giovani, sfoggiavano con orgoglio: Denmark and fuck the rest, più o meno: viva la Danimarca e aff… ulo tutto gli altri.
      Nel frattempo è arrivata la crisi mondiale e quei furbacchioni di ex vichinghi, anche loro mezzi celti, che cos’hanno scoperto? Che fuori dall’euro si sta peggio, che i tassi d’interesse sulla corona danese schizzano alle stelle proprio quando l’economia avrebbe bisogno di credito facile (due aumenti dei tassi in due settimane) e che, per dirla in termini a loro comprensibili, aff… ulo stanno andando la loro economia e i loro risparmi. Che fuori dall’euro il loro magnifico welfare rischia la bancarotta. Che fuori dall’euro quei 37.200 dollari di quota pro capite del Prodotto interno lordo se li possono scordare. E che con il solo petrolio del Mare del Nord, toccato loro in sorte senza alcun merito, quel 2,7% di disoccupati è destinato ad aumentare di molto.
       Così i nostri buoni amici danesi ora corrono a organizzare un nuovo referendum sull’euro (nel 2011) che raccoglierà una scontata maggioranza di “sì”, giusto per dare una sbiancatina ai muri e portare il salvadanaio nel comodo riparo della tanto criticata, or non è molto, Europa dei burocrati arroganti (perché pretendono di mettere limiti alla spesa pubblica dei diversi Paesi) e indecisi a tutto. Diamo un caldo benvenuto ai danesi e prepariamo gli striscioni per i prossimi pentiti: Polonia e Svezia stanno per bussare, anche loro, alla porta del tanto vituperato euro. 

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