Fulvio Scaglione Giornalista

fulvio scaglioneMi chiamo Fulvio Scaglione, sono nato nel 1957 e sono vice-direttore del settimanale "Famiglia Cristiana".

La mia specialita' sono gli Esteri. Continua...

HAMAS NO, IL DALAI LAMA NEMMENO

   Una delle disgrazie di questi anni è stata l’invenzione retorica degli “Stati canaglia”. Una geniale colpo di marketing per gli Usa che, da grande potenza, si riservano il giusto e logico diritto di parlare con chi gli pare, ma una fregatura per i Paesi vassalli, impigliati in una rete di veti che non possono sostenere.

   Facciamo un esempio pratico. Gli Usa di George Bush hanno stabilito che con la Siria non si doveva parlare. Facile per loro, che poi hanno parlato tranquillamente (e non solo: gli hanno anche fornito armi e aiuti per miliardi di dollari) con il generale Pervez Musharraf, presidente del Pakistan non meno autoritario di quanto lo sia Assad in Siria, compromesso in traffici politici coi terroristi afgani poco meno di quanto il suo omologo siriano lo sia con gli iracheni.

   Gli Usa possono farlo e lo hanno sempre fatto. Gli altri no. Chi può andare a Washington a dire a Bush: con questo puoi parlare, con quello no? La via d’uscita sarebbe l’Unione Europea, l’unica entità capace di “pesare” quanto gli Usa. Peccato che non abbia una politica estera. Il risultato è quello che abbiamo visto in questi giorni. Germania, Gran Bretagna e Francia sono Paesi Ue e, in quanto tali, membri del Quartetto (Onu, Usa, Ue e Russia) che ha deciso di boicottare Hamas. Quindi: non si parla con Hamas. Ok. Succede però che il Dalai Lama cerchi disperatamente un contatto con le autorità di Germania, Gran Bretagna e Francia, senza ottenerlo. In Germania, un solo ministro del governo Merkel ha accettato di incontrarlo, per di più in un albergo, per rendere la cosa meno ufficiale. In Gran Bretagna, il premier Gordon Brown lo ha incontrato a casa del leader della Chiesa anglicana, per togliere all’incontro qualunque significato politico. In Francia, di nuovo, il Dalai Lama vagherà nel vuoto.

   Quindi: non si parla con quelli di Hamas perché sono terroristi. Ma non si parla neppure con il Dalai Lama, che è pacifista e chiede il dialogo con la Cina. Teniamo anche presente che Germania e Francia sono nel gruppo che tratta con l’Iran sul nucleare. Perciò succede questo: non parlano con Hamas, accusato (giustamente) di praticare il terrorismo ma parlano con l’Iran, accusato a suo volta (e giustamente) di ispirare e finanziare le tattiche terroristiche di Hamas.

Questa non è politica e nemmeno diplomazia. E’ una farsa. Potrà forse far comodo agli Usa (io ne dubito, visti i risultati) ma non all’Europa e nemmeno al proposito di riportare un po’ d’ordine e di calma in questo nostro mondo.

 

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