Fulvio Scaglione Giornalista

fulvio scaglioneMi chiamo Fulvio Scaglione, sono nato nel 1957 e sono vice-direttore del settimanale "Famiglia Cristiana".

La mia specialita' sono gli Esteri. Continua...

SILVIO E L’INCOMPRENSIBILE TENTAZIONE DELLA CAFONATA DA OSTERIA

Posso anche capire che non si tratti di una questione decisiva. Però mi chiedo: perché Silvio Berlusconi è così incline alla cafoneria? L’ultimo episodio è la battuta volgare rivolta in Tv all’onorevole Rosy Bindi ma il florilegio è ormai lunghissimo, con episodi anche tristi come l’allucinante disquisizione su donne ed escort durante la conferenza stampa congiunta con José Zapatero (che è pur sempre il primo ministro di un Paese importante come  la Spagna) o gli ampi gesti da carrettiere con cui ha manifestato apprezzamento per Michelle Obama (che è pur sempre la consorte del presidente degli Usa) al G20 di Pittsburgh.

     Una delle immagini più note del Berlusconi meno elegante: il premier in bandana durante la visita in Italia di Tony Blair.

          Paolo Bonaiuti, ex giornalista, sottosegretario e portavoce del premier, ha detto che “… può succedere, in momenti di estrema concitazione”. Certo. Purché sia chiaro che in momenti concitati reagiscono così quelli che sono inclini alla cafoneria, non i gentiluomini. La domanda sulla rozzezza esibita del premier  mi tormenta per tante ragioni. Intanto,  perchè Berlusconi non era così fino a qualche tempo fa. Anzi, era piuttosto cerimonioso, fino a rendere proverbiale quel “mi consenta” con cui apriva molte delle sue argomentazioni.

      Di seguito a questa constatazione, arriva un’altra domanda: che senso ha? Berlusconi ha 73 anni, si è costruito un impero imprenditoriale e un impero politico supportato dal favore degli italiani. Ha dei nemici, è chiaro, ma in quella posizione (duplice) è inevitabile e lui lo sa bene. La famiglia? Si sta separando dalla moglie Veronica, d’accordo, ma non è la prima volta che gli succede e in ogni caso succede anche a molti altri; i figli sono a posto, sono in gamba e ben sistemati, gli danno soddisfazione e nipotini. Lo tormenta la politica? Ma allora che dovrebbero dire gli altri, quelli che non governano, quelli che perdono le elezioni, quelli che se finiscono sotto processo non c’è nessuno a dire che è un affronto? Il quadretto dell’Italia in mano alle lobby di sinistra va bene giusto per scaldare il cuore dei militanti, in un Paese in cui persino le sue guardie del corpo sono suoi ex dipendenti fatti assumere dallo Stato.

      Quindi: a che gli serve fare il cafone? A lume di ragione, a nulla. Si tratta probabilmente di un’involuzione del personaggio, una forma di intolleranza senile che travolge tutto,  i limiti del buon gusto come quelli, che dovrebbero essere più robusti, del decoro istituzionale. Non credo a strategie di comunicazione, a furbissime e calcolatissime tecniche di gestione della scena. Anche se questo atteggiamento qualche effetto lo provoca. Se Berlusconi fa il militante da osteria, il militante da osteria che cosa si sentirà legittimato a fare? L’educazione, il galateo, persino il bon ton, non sono solo l’occasione per le rubrichette dei settimanali: sono, anche e soprattutto, piccoli codici quotidiani per aiutarci a campare nella società di massa senza sbranarci l’un l’altro per qualunque scemenza. Cancellarli non conviene a nessuno, nemmeno all’onnipotente Berlusconi.

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