IL DUO GLUCKSMANN-LEVY PONTIFICA SULLA RUSSIA. MEGLIO IL DUO LESCANO

      L’articolessa pubblicata dal duo Glucksmann-Levy sul Corriere della Sera di oggi sarebbe più che altro ridicola se non fosse anche pericolosa. Ed è pericolosa perché reitera una visione figlia delle illusioni del dopo-Muro, quando Fukuyama farneticava sulla fine della storia e mezzo mondo ci credeva, senza rendersi conto che la fine dei blocchi faceva invece ripartire la storia, quella secolare di Paesi come Cina, Russia e India, che il comunismo aveva invece congelato. Dobbiamo rendercene conto alla svelta, o il futuro che ci attende è quello già mostrato dall’amministrazione Bush: una serie infinita di conflitti che non portano da nessuna parte.
      Come dicevo, Glucksmann e Levy, quando si occupano di vicende internazionali, hanno soprattutto un grande sprezzo del ridicolo. Pensate che nelle prime righe del pezzo accusano gli spin doctors del Cremlino di aver ripassato “i classici della propaganda: più è grossa la menzogna, più si picchia duro”. Assaporate questa affermazione: viene da due che hanno approvato senza condizioni l’invasione anglo-americana dell’Irak, basata su una serie di menzogne (le armi di distruzione di massa che non c’erano, l’alleanza di Saddam Hussein con Al Qaeda ch’era del tutto inventata, e così via) che evidentemente, in quel caso, non davano fastidio.
      Ma non basta. Che ne dite, sempre a proposito di Georgia e di Russia, di quest’altro colpo di genio: “Chi è stato il primo ad aprire il fuoco, questa settimana? La domanda è superata”. Superata? Perché i due filosofi da salotto non vanno a dirlo agli osseti? O, se vogliono un viaggio un po’ più comodo, alle migliaia di parenti che questi, etnicamente russi, hanno in Russia? E ancora: “Cominciamo quindi col denunciare chiaramente chi è l’aggressore: è la Russia di Vladimir Putin…”. Dunque: la Georgia di Saakashvili bombarda gli osseti ma l’aggressore è la Russia. Il fatto che la “grana” osseta sia scoppiata nel 1990, quando la Georgia voleva diventare indipendente dall’Urss (e tutti eravamo d’accordo) e i russi dell’Ossetia del Sud volevano emanciparsi dalla Georgia (e chissà perché, in questo caso si dovrebbe essere contrari), non suggerisce nulla al Duo Lescano della filosofia.
      Questa, però, è la parte ridicola. La parte pericolosa sta nel raccontare queste favolette (guarda caso, le stesse che racconta la Casa Bianca) come se fossero argomentazioni razionali e non rozzi arnesi di propaganda. Pensiamo solo a questo fatto: gli Usa hanno dichiarato la Georgia “zona di interesse nazionale”, ovviamente per via degli oleodotti. Capito? Per Washington (e quindi per Glucksmann e Levy) il Caucaso è di interesse (il che comporta, tra l’altro, adottare un avventuriero come Saakashvili, rifornirlo di armi e di consiglieri militari, proteggerlo con satelliti e servizi segreti, mantenerlo al potere a suon di miliardi), ma per Mosca dovrebbe non esserlo.
      Glucksmann e Levy, che non si negano nemmeno il piccolo ricattino morale dell’immancabile riferimento alla Shoah e ad Auschwitz (e che cavolo c’entra con il Caucaso?), non capiscono che andare a trattare con la Cina, la Russia, l’India sulla base di scemenze come queste (o come quella che vuole lo scudo stellare Usa, piazzato in Polonia e Repubblica Ceca, utile contro il lontano Iran e non contro la vicina Russia degli oleodotti) vuol dire eccitare il loro nazionalismo e convincerle sempre più che alla base della strombazzata “lotta per la democrazia” ci sono soprattutto gli interessi economici e strategici degli Usa e dei loro Paesi-satellite. Significa condannarsi a una nuova guerra fredda, a una serie infinita di guerre e guerricciole e a scontri che, proprio come questo provocato dalla Georgia e volentieri accettato dalla Russia, non possiamo in nessun caso vincere. Del resto, chi compatisce i civili e i militari cinesi uccisi dalle bombe degli uiguri finanziati e organizzati da Al Qaeda? Non Bush e nemmeno i nostri due eroi della filosofia. E se voi foste cinesi, che cosa pensereste e che cosa fareste?
 

4 Responses to “IL DUO GLUCKSMANN-LEVY PONTIFICA SULLA RUSSIA. MEGLIO IL DUO LESCANO”

  1. Complimenti per l’articolo, dott. Scaglione!
    Purtroppo per i lettori, oggi 15 agosto, il vicedirettore del Corriere della Sera (l’ineffabile Pierluigi Battista) ha incensato l’intervento dei due filosofi francesi. Agghiacciante, ma non c’è da stupirsi visto che Glucksmann e BHL difendono sistematicamente le politiche atlantiste (Bosnia, Kossovo, Afghanistan, Al Qaeda, Iraq), parandosi gli occhi di fronte a quanto accade negli stessi Paesi e nel loro beneamato Israele.

  2. Caro Kolza,
    grazie per l’attenzione. Devo dire, però, che la mia sensazione sull’articolo di Battista è un poco diversa dalla tua (qui ci si dà del tu, spero non ti offenda). Mi è parso, cioè, che Battista cercasse di correggere il tiro senza “sputtanare” i due filosofi collaboratori del Corriere. Certo è che i due hanno realizzato un capolavoro di doppiopesismo difficilmente eguagliabile.
    A presto

    Fulvio

  3. Caro Fulvio,
    Non ci sono problemi per il tu. Trovo interessante la tua interpretazione dell’editoriale di Battista, anche se non esclude la mia chiave di lettura. Ergo il viceMieli potrebbe benissimo aver rifilato le “asperità” e le “incoerenze” del Duo Lescano, non smontando assolutamente l’impianto accusatorio contro la Russia.
    Sul punto mi sarei aspettato una puntualizzazione di Sergio Romano, ma è evidente che avrebbe smontato con grande saggezza i due francesi, con ciò contraddicendo la linea del Corriere, che ormai spesso e volentieri ospita BHL e Glucksmann.

    Grazie per la pazienza
    Kolza

  4. Caro Kolza,

    mi sa che siamo l’ottimista e il pessimista, quello del bicchiere mezzo pieno e quello del bicciere mezzo vuoto. Ho la sensazione che Romano sia considerato, almeno su certi temi, troppo poco “atlantista”, da cui l’impiego limitato dei suoi fondi, quasi sempre (concordo) impeccabili. Certo che i due filosofi da salotto sono proprio insopportabili…
    A presto

    Fulvio

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