LE POLEMICHE SU FAMIGLIA CRISTIANA, PROVO A DIRE LA MIA

      Seguo più o meno direttamente, da una vacanza in Francia, le polemiche che hanno investito il mio giornale, Famiglia Cristiana, e il mio direttore, don Antonio Sciortino. Visto che tutti se ne occupano, provo a dire la mia. Il dibattito si è acceso sulla critica alla decisione del Governo di mandare i soldati in piazza ma si è infiammato sull’analisi dell’editorialista Beppe Del Colle, che teme una deriva fascista per l’Italia governata da Silvio Berlusconi e dal centrodestra.
      Parto dalla seconda questione. Io, personalmente, non userei più, nel dibattito politico nostrano, categorie come “fascismo” e “comunismo”. Le trovo troppo datate, vecchie, inadatte a esprimere la complessità del tempo presente e quindi fuorvianti. Fateci caso: persino Silvio Berlusconi, che sul “pericolo rosso” ha giocato infinite campagne elettorali, le ha messe da parte e le lascia, semmai, alle seconde file, ai personaggi di complemento come i vari Giovanardi e Gasparri. Credo dunque che sia un errore, da parte di chi vuol esser critico nei confronti del Governo, adottare simili criteri polemici. E lo dico chiarendo una cosa: Beppe Del Colle, autore dell’articolo tanto discusso, è un maestro di giornalismo dal quale tutti quelli che, come me, lavorano a Famiglia Cristiana, da un po’ di anni, hanno imparato un’infinità di cose importanti.
       Questo non significa, però, che si debba (o si possa) tacere sulle decisioni e le azioni concrete del Governo. Famiglia Cristiana non esprime la posizione del Vaticano né quella della Conferenza Episcopale Italia, come ha giustamente ricordato padre Lombardi. Ma tuttavia è un giornale, esce da 77 anni, ha un editore e un vasto pubblico. Si può discutere di politica e di Governi da Vespa, da Floris, da Santoro e da Mentana ma non da noi? Possono polemizzare i lettori che comprano un qualunque giornalucolo o fogliaccio in edicola ma non quelli che comprano sulla soglia della chiesa il più diffuso settimanale cattolico della storia d’Italia?
      Secondo me, quello che rischia l’Italia non è un Governo fascista ma un governo televisivo. Un Governo, cioè, che prende i provvedimenti popolari e non quelli utili. Il che spiegherebbe anche perché gli uomini del centrodestra sopportano così male le critiche, mentre quelli del centrosinistra hanno incassato con molto maggior stile (o timidezza, non so) le campagne di Famiglia Cristiana contro i Dico, la procreazione assistita e l’alleanza del Pd con i radicali.
      Non si tratta, ovviamente, di negare a Berlusconi e ai suoi ministri i buoni risultati già ottenuti e quelli che eventualmente verranno. Napoli è stata un ottimo colpo per il Governo, è indubitabile. Un altro successo è la campagna del ministro Brunetta contro i “fannulloni”, e lo è comunque, anche a prescindere dai risultati, perché in ogni caso trasmette l’idea di un cambio di atteggiamento e di passo.
      Ma non è tutto così. Il buon Tremonti continua a farsi intervistare per ripetere la bufala del prezzo del petrolio condizionato dagli speculatori e per dire che adesso il prezzo cala perché i Governi (e lui,naturalmente) sono intervenuti, mentre anche i sassi hanno capito che il prezzo del petrolio è in discesa perché l’economia mondiale ha vistosamente rallentato. Gli Usa sono in recessione, l’Europa è sulla stessa strada (il Pil nel secondo trimestre 2008 è calato, rispetto al primo trimestre, dello 0,5% in Germania, dello 0,3% in Italia, dello 0,3% in Francia, di fatto è fermo in Spagna, Gran Bretagna e Svezia) e lo sviluppo della Cina è in frenata. Però l’idea del perfido speculatore fa buon sangue alla gente ed evita al ministro di annunciare sacrifici. Allo stesso modo il Governo ha nascosto agli elettori la fine miseranda della riduzione delle tasse promessa urbi et orbi durante la campagna elettorale.
      Altra bufala: i soldati in piazza. Oggi il ministro Maroni ha sbandierato i primi risultati: 37 persone arrestate di cui 24 stranieri. La patetica sottolineatura sugli “stranieri”, usata per compiacere l’elettorato leghista, è un vero autogol: perché questi arrestati non sono terroristi o rapinatori, sono dei banalissimi vu’ cumpra, degli scannagatti, nell’ipotesi più agghiacciante degli extracomunitari senza permesso di soggiorno. Quisquilie e pinzillacchere, direbbe Totò, ma servono a dare l’impressione che siamo decisi, forti, che proteggiamo la gente. Per questo abbiamo mandato in piazza i soldati? Per questo poi ci ritroviamo senza truppe (e col ministro degli Esteri alle Maldive) quando la comunità internazionale ipotizza una forza di pace da mettere tra Georgia e Russia?
      Questo intendo quando parlo di Governo televisivo. La schizofrenia tra innovazione e provincialismo è un dato caratteristico del centrodestra. Quelli tra loro che sono svegli, e non sono pochi, dovrebbero capire che certe critiche possono aiutarli a far prevalere la prima sul secondo.

5 Responses to “LE POLEMICHE SU FAMIGLIA CRISTIANA, PROVO A DIRE LA MIA”

  1. La reazione compatta dei media governativi contro Famiglia Cristiana e la successiva “smentita” da oltre tevere, sono un messaggio brutto ma chiaro. In questo momento il Vaticano accetta l’azione di governo e non valuta grave il clima di xenofobia alimentata dal conformismo televiso.

    Io sento invece tutta la pesantezza e la pervasività di questo clima. L’intolleranza ma anche solo l’uso delle categorie “noi” e “loro” e’ sempre più diffuso e disinvolto. Lo si fa per difenderci da tutti i diversi siano essi mussulmani, extracomunitari, zingari o omosessuali.

    Famiglia Cristiana, come moltissimi altri cattolici, ha fatto sentire la sua voce ma e’ bene rendersi conto che qualcosa nelle regole di convivenza sociale sta saltando. Non ci si vergogna di dire “neger” o di pretendere le impronte per i bambini ROM, e questo sia tra convinti iscritti alla CGIL che tra tanti bravi parrocchiani.

    un cordialissimo saluto
    cacioman

  2. Caro Cacioman,

    oltre che farti i complimenti per il bellissimo nickname, ti dico anche che sono completamente d’accordo sul fatto che è saltato qualcosa nei meccanismi della convivenza sociale. Come avrei notato, dopo il tuo post c’è stato l’intervento del Papa sul rischio razzismo e intolleranza, che i portatori d’acqua del centrodestra hanno derubricato a intervento “sul mondo” e non sull’Italia. Peccato che sia l’Italia a dover fare le acrobazie con l’Unione Europea a proposito dei rom e della gestione degli immigrati. A parte le meschinità della politica politicata, il problema è quello che indichi tu: far credere alla gente che certe regole di base possono essere ignorate o aggirate, procura voti ma prepara il disastro.

    A presto

    Fulvio

  3. Forse vado controcorrente se dico che Famiglia Cristiana mi convince più nello stile (che mi sembra nuovo, meno felpato e tortuoso di quello a volte in uso) che nei contenuti. Io ho votato centrodestra (a dire il vero solo al Senato, alla Camera per la Lista Ferrara), ma non mi scandalizzo per nulla se Famiglia Cristiana spara a zero sulle decisioni del Governo (non tutte invero). Anzi quello che ho sempre sperato e talvolta chiesto scrivendo alla Redazione e al Direttore era proprio di saltare il fosso riconoscendosi con più chiarezza e sincerità nelle posizioni del cattolicesimo democratico e progressista, che sono sicuramente quelle più coltivate nel settimanale. Non ci vedo nulla di male, anche per chi come me non condivide questa linea, ma proprio per questo continuo a leggere il giornale, perchè convinto che le certezze appartengano alle ideologie, non a una autentica ricerca di verità. Famiglia Cristiana alza la voce e forse questa è una reazione benefica, dopo anni di teorizzazione (progressista)del cristiano come “lievito” della pasta, cioè di autoeliminazione dalla vita e dal pensiero pubblico dei cattolici. I quali infatti incidono sempre di meno anche in politica, e ti credo: a destra Casini, pigro comodo e dall’esempio contradditorio, a sinistra la Bindi e Prodi, brave persone per carità; resta il fatto che il governo del cattolico Prodi è stato il più anticattolico della storia della Repubblica. Al proposito non ho capito come mai F.C. ha attaccato frontalmente il povero Veltroni per l’ inserimento dei Radicali nelle liste del PD, mai però Prodi per avere proprio nei Radicali i più fedeli e pervicaci alleati (gli ultimi giapponesi, diceva Pannella), ciò che sicuramente ha allontanato molti cattolici dal centrosinistra. Sui soldati in città non so dire, io vivo in un piccolo e tranquillo centro e non posso dire del senso di insicurezza che può esserci nei grandi agglomerati: concedo che l’esercito sia un effetto placebo, talvolta però l’effetto placebo funziona come e più dei medicamenti veri. Sulla vicenda delle impronte digitali invece non ho concordato per nulla con l’interpretazione dei fatti di F.C., sono convinto che dipingere Maroni come un bieco razzista sia un errore e una distorsione patetizzante dei fatti. Qualche tempo fa l’Avvenire ha trattato la vicenda con ben altra cognizione ed esattezza. Infine sulle campagne sui temi etici: sì, F.C. ha sempre fatto il suo dovere, ma mi sembra con il braccino un po’ corto dei tennisti quando temono di affondare il colpo. Per fare un paragone, da alcuni anni mi pare che si spenda su questi temi con molta maggior generosità e convinzione l’ateo devoto (ma pur sempre ateo) Giuliano Ferrara, che pur dispone di mezzi molto inferiori. Resta il fatto che sul Foglio ho trovato una ricchezza di argomentazioni e di articoli nuovi e stimolanti su questi temi, praticamente ogni giorno. Giuliano Ferrara poi si è rotto le ossa alle elezioni, mentre molti cattolici più prudenti ed avveduti di lui, neanche un’unghia incarnita su aborto et similia. Ecco perchè temo che il mondo cattolico sia in crisi; curiosamente più nel laicato che non esprime da tempo personalità pubbliche di spessore e rilievo (taccio naturalmente dei molti eroi, missionari e santi che lavorano nel silenzio), che nelle gerarchie, le quali pur sommerse dalle critiche anche interne, hanno pur espresso dei Papi di tanto valore e carisma.

    Fabio Cangiotti

  4. Caro Fulvio,
    Forse la parola “fascismo” è stata un po’ enfatizzata dai media, ma il rischio di un governo televisivo (come tu hai indicato) è elevato. Non tanto per Berlusconi in sè e per sè, quanto per tutti quegli yesman di cui il PresDelCons si attornia.
    Di costoro pochi hanno il fegato e la saggezza di Fedele Confalonieri, uno dei pochi in grado di dire qualche “no” a Berlusconi. Anzi, dopo l’uscita di Famiglia Cristiana, sarebbe stato elegante smorzare le polemiche, magari con una battuta. Viceversa qualche politico “più realista del re” ha preferito gridare all’untore, pardon al cattocomunista, quando sarebbe stato auspicabile (e lo dico da elettore del centrodestra) un’analisi ragionata dei fatti e delle opinioni. Anche alla luce del fatto che nel 2008 gli sbarchi e i clandestini sembrano in costante, ma inesorabile aumento…

    A presto
    Kolza

  5. Cari Amici,

    come ho detto, io avrei evitato la parola “fascismo”. Perché non credo esprima quanto necessario ma anche perché un’accusa simile offre una facilissima via d’uscita all’accusato, che infatti ha fatto l’offeso (giustamente), ha risposto dando a Famiglia Cristiana del covo di comunisti e si è ben guardato dal rispondere nel merito della questione (molto comodo). Stessa cosa per la questione dei rom e del razzismo (aggettivo peraltro mai speso da Famiglia Cristiana nei confronti del ministro Maroni): ho scritto, proprio qui, che i rom in Italia sono 150-160 mila e che il 60% di questi sono cittadini italiani, quindi dotati di regolari documenti. Possiamo almeno ammettere che il provvedimento del Governo è discriminatorio nei confronti di questi 100 mila italiani, a cui prendiamo le impronte solo perché sono di etnia rom? Possiamo almeno notare che mentre si mandano i soldati a Milano non si fa nulla per la Procura di Gela, dove c’è la criminalità vera e dove non si riesce a fare i processi?
    Trovo significativo che voi due, Cangiotti e Kolza, siate elettori del centrodestra e pure non abbiate problemi a chiacchierare con me che, elettore assai deluso del centrodestra, l’ultima volta ho votato per il centrosinistra. Significa che c’è uno spazio non per il tanto decantato “dialogo” (che, per com’è normalmente inteso, stile Veltroni-Berlusconi, a me fa pena) ma per il banale e intanto utile uso della ragione e dell’intelligenza. Non sono mai stato comunista (come invece furono molti del centrosinistra e del centrodestra) o fascista (appunto), quindi rivendico il diritto civile a rifiutare di “credere, obbedire, combattere” se non sono convinto.

    A presto

    Fulvio

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