<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Fulvio Scaglione - Giornalista &#187; Cristiani</title>
	<atom:link href="http://www.fulvioscaglione.com/index.php/category/cristiani/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.fulvioscaglione.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Sep 2010 17:52:41 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>COM&#8217;E&#8217; INCIVILE LA NOSTRA SOCIETA&#8217; CIVILE</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/come-incivile-la-nostra-societa-civile/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/come-incivile-la-nostra-societa-civile/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 10:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia Cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=5918</guid>
		<description><![CDATA[Ho scritto spesso che cercare di spiegare l&#8217;Italia analizzando il &#8220;fenomeno Berlusconi&#8221; (che è poi quanto fa, con i risultati che sappiamo, una buona parte della sinistra) dà luogo a un clamoroso errore di prospettiva. Mentre sarebbe assai più utile provare ad analizzare gli italiani per spiegare, di conseguenza, il &#8220;fenomeno Berlusconi&#8221;. La cosa mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scritto spesso che cercare di spiegare l&#8217;Italia analizzando il &#8220;fenomeno Berlusconi&#8221; (che è poi quanto fa, con i risultati che sappiamo, una buona parte della sinistra) dà luogo a un clamoroso errore di prospettiva. Mentre sarebbe assai più utile provare ad analizzare gli italiani per spiegare, di conseguenza, il &#8220;fenomeno Berlusconi&#8221;. La cosa mi sembra vieppiù evidente ora che <a href="http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=412276" target="_blank"><strong>la Chiesa italiana denuncia l&#8217;assenza di una vera classe dirigente</strong></a> e osservatori autorevoli (vedi l&#8217;editoriale di <a href="http://www.famigliacristiana.it/Informazione/News/articolo/la-morale-fai-da-te.aspx" target="_blank"><em>Famiglia Cristiana</em></a> che ha destato tanto clamore)  sollevano addirittura lo spettro di una nuova &#8220;questione morale&#8221;.</p>
<p><span id="more-5918"></span></p>
<div id="attachment_5928" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-5928" title="RockyHorrorPictureShow" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/08/RockyHorrorPictureShow.jpg" alt="Un'immagine del film &quot;The Rocky Horror Picture Show&quot;." width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Un&#39;immagine del film &quot;The Rocky Horror Picture Show&quot;.</p></div>
<p>Secondo me, i due discorsi si integrano e si completano. Perché se di questo vogliamo discutere, dobbiamo uscire dalla logica del <strong>&#8220;Berlusconi grande corruttore&#8221;</strong> per entrare, invece, in quella più ampia e significativa  del totale fallimento di quella rivincita della <strong>&#8220;società civile&#8221;</strong> invocata a rimedio dei mali della politica dopo i disastri di Tangentopoli. Diamo un&#8217;occhiata ai curriculum dei politici oggi più discussi: banchieri, funzionari pubblici, imprenditori, professionisti, docenti universitari. La società civile, appunto, più che disposta a comportarsi da incivile quando si presenta l&#8217;occasione. <strong>Dirò di più: se una società civile ha più o meno funzionato, è quella rappresentata dalla Lega Nord: non a caso composta quasi sempre da piccoli borghesi</strong>, quando non da personaggi (vedi alcuni dei leader) d&#8217;incerta formazione e vocazione professionale<strong>. </strong>Di quel movimento di massa, che peraltro replica le tradizionali abitudini della borghesia italiana (compreso il mito dell&#8217;uomo forte, alla cui ombra proseguire con traffici e affari), <strong>Berlusconi è il prodotto, non la causa.</strong> Anche lui, nei pregi e nei difetti, esponente di quella &#8220;società civile&#8221; che avrebbe dovuto riscattare il Paese.</p>
<p>La Chiesa, che lamenta l&#8217;assenza di una classe dirigente (ma appunto, nella specie di una vera società civile: &#8220;Quando parlo di classe dirigente parlo non solo della politica ma anche di tutti quei soggetti, imprenditori, associazionismo&#8230;&#8221;, dice Edoardo Patriarca)<span id="content2" style="color: #282828; text-align: justify; font-size: 12px;"><em></em></span>, deve in proposito considerare un almeno parziale <em>mea culpa</em>. Come fanno certi politici cattolici a parlare delle &#8220;famiglie di fatto&#8221; come di una disgrazia nazionale, acconciandosi poi senza problemi alla <em>leadership </em>di chi è andato ben oltre ogni &#8220;dico&#8221; e ogni &#8220;pacs&#8221;? Di chi, dall&#8217;alto dei mezzi di comunicazione che possiede, <strong>propaganda stili e modelli di vita che nulla hanno a che fare con la dottrina (anche sociale) della Chiesa cattolica?</strong> Messi di fronte al conflitto tra &#8220;politica&#8221; e &#8220;ideale&#8221;, molti da sinistra se ne sono andati, <strong>dalla Binetti a Rutelli</strong>. Da destra nessuno. Perché? L&#8217;idea generale, secondo alcuni, è stata questa: magari ci turiamo il naso ma portiamo a casa provvedimenti vantaggiosi per la Chiesa e per la società italiana. Davvero è andata così? Davvero le chiese sono più affollate di prima? Diamo un&#8217;occhiata ai test sulla conoscenza del Vangelo, o alle statistiche sulla pratica dei sacramenti <strong>(in Piemonte, per esempio, il 60% dei ragazzi non arriva alla Cresima)</strong>, e poi vediamo se quella speculazione ha dato i frutti sperati.</p>
<p>L&#8217;eventuale &#8220;questione morale&#8221; dei vertici si può affrontare, dunque, solo partendo dalla base. E qui davvero la Chiesa può fare molto, a livello di ricostruzione delle anime e dei comportamenti, e di un migliore coordinamento tra le une e gli altri. Mi rende ottimista la pacata intransigenza di papa Ratzinger.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/come-incivile-la-nostra-societa-civile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ISRAELE, QUEL CHE DAVVERO DICE IL PAPA</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/iasraele-quel-che-davvero-ha-detto-il-papa/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/iasraele-quel-che-davvero-ha-detto-il-papa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 21:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Papa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=5128</guid>
		<description><![CDATA[Nel corso del viaggio a Cipro, papa Benedetto XVI ha presentato l&#8217;Instrumentum Laboris del Sinodo speciale per il Medio Oriente che si svolgerà in ottobre a Roma. Quasi tutti i giornali italiani hanno &#8220;sparato&#8221; in proposito titoloni a effetto, basati su un presunto &#8220;attacco&#8221; allo Stato di Israele, ben poco rispondenti ai contenuti del documento. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso del viaggio a Cipro, papa Benedetto XVI ha presentato l&#8217;<em>Instrumentum Laboris</em> del Sinodo speciale per il Medio Oriente che si svolgerà in ottobre a Roma. Quasi tutti i giornali italiani hanno &#8220;sparato&#8221; in proposito titoloni a effetto, basati su un presunto &#8220;attacco&#8221; allo Stato di Israele, ben poco rispondenti ai contenuti del documento. Eccone uno stralcio. Il testo completo su: <a href="http://www.vatican.va/roman_curia/synod/documents/rc_synod_doc_20100606_instrumentum-mo_it.pdf" target="_blank">www.vatican.va/roman_curia/synod/documents/rc_synod_doc_20100606_instrumentum-mo_it.pdf</a></p>
<p><span id="more-5128"></span></p>
<blockquote>
<div id="attachment_5140" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-5140" title="PapaCipro" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/06/PapaCipro.jpg" alt="Papa Benedetto XVI durante il viaggio apostolico a Cipro." width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Papa Benedetto XVI durante il viaggio apostolico a Cipro.</p></div>
<p><em><strong>I conflitti politici nella regione</strong></em></p>
<p>&#8220;&#8230; <strong>L&#8217;occupazione israeliana dei territori Palestinesi</strong> rende difficile la vita quotidiana per la libertà di movimento, l&#8217;economia e la vita sociale e religiosa (accesso ai Luoghi Santi, condizionato da permessi militari accordati agli uni e rifiutati agli altri, per ragioni di sicurezza). Inoltre, alcuni gruppi fondamentalisti cristiani giustificano, basandosi sulle Sacre Scritture, l&#8217;ingiustizia politica imposta ai palestinesi, il che rende ancora più delicata la posizione dei cristiani arabi.</p>
<p><strong>In Iraq, la guerra ha scatenato le forze del male nel Paese,</strong> all&#8217;interno delle correnti politiche e delle confessioni religiose. Essa ha mietuto vittime tra tutti gli iracheni, ma i cristiani sono stati tra i colpiti principali i quanto rappresentano la comunità irachena più esigua e più debole. Ancor&#8217;oggi la politica mondiale non ne tiene sufficiente conto.</p>
<p><strong>In Libano i cristiani</strong> sono divisi sul piano politico e confessionale e nessuno ha un progetto che possa essere accettato da tutti. <strong>In Egitto, la crescita dell&#8217;Islam politico</strong>, da una parte, e il disimpegno, in parte forzato, dei cristiani nei confronti della società civile, dall&#8217;altra, rendono la loro vita esposta a serie difficoltà. Inoltre, questa islamizzazione penetra nelle famiglie anche mediante i mass media e la scuola, modificando le mentalità che, inconsapevolmente, si islamizzano&#8230;&#8221;.</p>
<p><em><strong>Libertà di religione e di coscienza</strong></em></p>
<p>&#8230; <strong>Prima di parlare di libertà di coscienza, sarebbe importante trattare dei diritti umani in generale nel Medio Oriente.</strong> In effetti, il criterio di ogni sistema politico e sociale deve essere il bene della persona umana e tutti i sistemi sono costituiti per servirla&#8230; La pace, la giustizia e la stabilità della regione sono condizioni indispensabili per promuovere i diritti umani in Medio Oriente.</p>
<p><strong>In Oriente, libertà di religione vuol dire solitamente libertà di culto.</strong> Non si tratta dunque della libertà di coscienza, cioè della libertà di credere o non credere, di praticare una religione da soli o in pubblico senza alcun impedimento, e dunque della libertà di cambiare religione. In Oriente la religione è, in generale, una scelta sociale e perfino nazionale, non individuale&#8221;.</p>
<p><em><strong>I cristiani e l&#8217;evoluzione dell&#8217;Islam contemporaneo</strong></em></p>
<p>&#8220;La crescita dell&#8217;Islam politico&#8230; <strong>è un fenomeno saliente che si ripercuote sulla situazione dei cristiani nel mondo arabo.</strong> Questo Islam politico comprende differenti correnti religiose che vorrebbero imporre un modo di vita islamico alle società arabe, turche o iraniane e a tutti coloro che vi vivono, musulmani e non musulmani. Per queste correnti, la causa di tutti i mali è l&#8217;allontanamento dall&#8217;Islam. La soluzione, quindi, è il ritorno all&#8217;Islam delle origini. Di qui lo slogan: l&#8217;Islam è la soluzione&#8230; A questo scopo, alcuni non esitano a ricorrere alla violenza&#8221;.</p>
<p><em><strong>L&#8217;emigrazione</strong></em></p>
<p>&#8220;Questa emigrazione (<em>dei cristiani dal Medio Oriente, n.d.r</em>) <strong>si è accentuata oggi con il conflitto israelo-palestinese</strong> e l&#8217;instabilità che ha causato in tutta la regione, mentre la situazione sociale minacciosa dell&#8217;Iraq e l&#8217;instabilità politica del Libano hanno contribuito ad ampliare il fenomeno&#8221;.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/iasraele-quel-che-davvero-ha-detto-il-papa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MONS. PADOVESE, CRISTIANO, UCCISO</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/monsignor-luigi-padovese-un-altro-cristiano-muore-in-medio-oriente/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/monsignor-luigi-padovese-un-altro-cristiano-muore-in-medio-oriente/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 21:44:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Papa]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=5075</guid>
		<description><![CDATA[Appare probabile che monsignor Luigi Padovese, vicario apostolico dell&#8217;Anatolia, ucciso oggi a coltellate nella sua residenza di Iskenderun, sia caduto vittima di uno squilibrato, o di un uomo dalla salute mentale compromessa. Murat Altun, arrestato per il delitto, era l&#8217;autista del vescovo e con lui era venuta in Italia almeno due volte. Molte circostanze, insomma, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Appare probabile che monsignor Luigi Padovese, vicario apostolico dell&#8217;Anatolia, ucciso oggi a coltellate nella sua residenza di Iskenderun, sia caduto vittima di uno squilibrato, o di un uomo dalla salute mentale compromessa. <strong>Murat Altun</strong>, arrestato per il delitto, era l&#8217;autista del vescovo e con lui era venuta in Italia almeno due volte. Molte circostanze, insomma, ricordano un&#8217;altra morte tragica, quella di <strong>don Andrea Santoro</strong>, ucciso anche lui a coltellate nella sua chiesa di Trabzon.</p>
<p><span id="more-5075"></span></p>
<div id="attachment_5083" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-5083" title="padovesexxx" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/06/padovesexxx.jpg" alt="Una delle ultime immagini di monsignor Luigi Padovese, vicario apostolico dell'Anatolia." width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Una delle ultime immagini di monsignor Luigi Padovese, vicario apostolico dell&#39;Anatolia.</p></div>
<p><strong>E&#8217; chiaro, però, che questa morte orrenda proietta una luce particolare</strong> non solo sulla situazione dei cristiani in Medio Oriente, ormai da molto tempo assai critica, ma anche sul <strong>viaggio di Benedetto XVI a Cipro</strong>, dove il Papa presenterà <span style="color: #000000;">l&#8217;<em>Instrumentum Laboris</em> dell&#8217;Assemblea speciale del  Sinodo dei vescovi dedicata al Medio Oriente, in programma dal 10 al 24  ottobre 2010. Pur non rientrando nella Custodia francescana, la Turchia appartiene a buon diritto alla Terra Santa e l&#8217;omicidio di un vescovo, qualunque sia la follia che ha armato l&#8217;uccisore, appare comunque come un assalto ai cristiani. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per capire perché, basta rileggere l&#8217;ampia intervista che monsignor Padovese concesse a <a href="http://http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=12096" target="_blank">sussidiario.net</a>. Il vescovo raccontava della sua diocesi (vasta circa due terzi della Turchia e con soli 2.500 cattolici) e del pauroso declino della comunità cristiana del Paese: </span><span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody">«Nel 1927 i cristiani erano il  20%, circa due milioni su una popolazione di 17-18 milioni. Il fatto che  oggi ci troviamo ad essere un numero cosi risicato <em>(circa 100 mila, n.d.r)</em> su una popolazione  di 70-71 milioni è sintomo di una situazione segnata da innegabili  discriminazioni. <strong>La Costituzione sancisce l’uguaglianza dei cittadini  turchi</strong>. Non è la legge in quanto tale che causa questi fenomeni, ma la  sua non applicazione…».</span></p>
<p><span><strong>In queste ore molti uomini politici turchi</strong> hanno espresso a chiare lettere stima per monsignor Padovese e dolore sincero per l&#8217;accaduto. Resta però il fatto che la Turchia è il Paese islamico forse più moderno e democratico al mondo, ma anche il Paese islamico dove, storicamente, i cristiani hanno subito le più feroci discriminazioni: nel <strong>1915-1916</strong>, con il genocidio di un milione e mezzo di armeni cristiani, e nel <strong>1923</strong>, con la deportazione di un milione e mezzo di turchi di origine greca.</span></p>
<p><span><strong>Recuperare questa memoria serve non a criminalizzare la Turchia odierna</strong> ma a spiegare alcune cose. Intanto, perché con tutti i suoi meriti la Turchia non può essere accettata troppo facilmente nell&#8217;Europa comunitaria. Poi, perché è giusto monitorare il complesso gioco d&#8217;equilibrio che lega il primo ministro Erdogan all&#8217;islam e agli islamisti. <strong>Quindi, a farci capire che è più spesso la politica a usare la religione che non il contrario</strong>. Non sarebbe male, infine, se le nostre cancellerie, così preoccupate di difendere Israele sempre e comunque in nome della &#8220;democrazia in Medio Oriente&#8221;, capissero che difendere concretamente i cristiani di Terra Santa darebbe alla democrazia un impulso forse persino più veloce.<br />
</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/monsignor-luigi-padovese-un-altro-cristiano-muore-in-medio-oriente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>BENEDETTO XVI NON TEME LO SCANDALO</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/cristiani/4156/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/cristiani/4156/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 18:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Papa]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=4156</guid>
		<description><![CDATA[Credo di non essere stato tra gli ultimi, e proprio in questo spazio, a scrivere della gigantesca &#8220;operazione pulizia&#8221; sui preti pedofili avviata in Irlanda con la collaborazione delle autorità ecclesiastiche. Nel frattempo sono successe tante altre cose: lo scandalo si è allargato, ha coinvolto Paesi prima insospettabili (o almeno insospettati) come l&#8217;Olanda, la Svizzera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Credo di non essere stato tra gli ultimi, e proprio in questo spazio, a scrivere della gigantesca <a href="http://www.fulvioscaglione.com/index.php/cristiani/dai-pedofili-dirlanda-lidea-di-quanto-vale-un-buon-prete" target="_self">&#8220;operazione pulizia&#8221; sui preti pedofili</a> avviata in Irlanda con la collaborazione delle autorità ecclesiastiche. Nel frattempo sono successe tante altre cose: lo scandalo si è allargato, ha coinvolto Paesi prima insospettabili (o almeno insospettati) come l&#8217;Olanda, la Svizzera e la Germania, presunte rivelazioni sono arrivate a lambire il fratello del Papa e lo stesso Benedetto XVI.</p>
<p><span id="more-4156"></span></p>
<div id="attachment_4171" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-4171" title="Ratzinger" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/03/Ratzinger.jpg" alt="Papa Benedetto XVI con vescovi e cardinali." width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Papa Benedetto XVI con vescovi e cardinali.</p></div>
<p><strong>Qualcuno si è affannato ad accusare la Chiesa</strong>, e questo era in parte inevitabile. Altri si sono impegnati per giustificarla, con la pallida motivazione che anche in altri ambienti si pecca e si fa il male. Né l&#8217;una né l&#8217;altra cosa mi sembrano interessanti quanto notare la gigantesca e rivoluzionaria apertura al mondo di cui <strong>Benedetto XVI</strong>, a volte considerato un Papa &#8220;conservatore&#8221; o un teologo attratto più dai volumi e dai codici che non dalle cose degli uomini, si fa artefice impegnandosi a purificare la Chiesa.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Qualcuno ricorderà </strong><span style="font-size: small;"><strong>che questo Papa è lo stesso cardinale</p>
<div id="attachment_4179" class="wp-caption alignright" style="width: 153px"><strong><img class="size-thumbnail wp-image-4179" title="gZ2X134aR3xR-m" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/03/gZ2X134aR3xR-m2-143x150.jpg" alt="Le meditazioni sulla Via Crucis di Benedetto XVI (Edizioni San Paolo)." width="143" height="150" /></strong><p class="wp-caption-text">Le meditazioni sulla Via Crucis di Benedetto XVI (Edizioni San Paolo).</p></div>
<p></strong><strong>Ratzinger </strong>che durante la <em>Via Crucis</em> del 2005, mentre  Karol Wojtyla stava morendo, lanciò questo ammonimento: “Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro  che nel sacerdozio dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta  superbia, quanta autosufficienza! Quanto poco rispettiamo il sacramento  della riconciliazione, nel quale egli ci aspetta, per rialzarci dalle  nostre cadute! Signore, salvaci”. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Cinque anni dopo, di nuovo alla vigilia di una Pasqua, Benedetto XVI </strong>pubblica la <a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/letters/2010/documents/hf_ben-xvi_let_20100319_church-ireland_it.html" target="_blank">Lettera pastorale ai cattolici d&#8217;Irlanda</a> in cui non solo prende di petto il problema della pedofilia ma, in un certo senso, spalanca al mondo</span></p>
<div id="attachment_4173" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-4173" title="Irlanda pedofili" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/03/Irlanda-pedofili-150x150.jpg" alt="Il rapporto sulla pedofilia nella Chiesa d'Irlanda." width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Il rapporto sulla pedofilia nella Chiesa d&#39;Irlanda.</p></div>
<p>le porte della Chiesa proprio nel momento in cui, per chi vuole, è più facile e meno costoso attaccare la Chiesa stessa. Ai religiosi che hanno peccato il Papa intima: &#8220;Dovete rispondere di ciò che avete fatto davanti a Dio onnipotente, come davanti a tribunali debitamente costituiti&#8221;.</p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>E&#8217; il riconoscimento non solo di un duplice piano di giustizia</strong> (quella divina, inarrivabile, e quella umana, laica o religiosa, indispensabile) ma anche di una profonda esigenza di giustizia. Il Papa vi fa riferimento almeno due volte nella sua Lettera. <strong>Al punto 2</strong>, quando scrive:  &#8220;</span>Considerando la gravità di queste colpe e la risposta spesso  inadeguata ad esse riservata da parte delle autorità ecclesiastiche nel  vostro  Paese&#8230;&#8221;. <strong>Al punto 4</strong>: &#8220;Il programma di rinnovamento proposto  dal Concilio Vaticano Secondo fu a volte frainteso e in verità, alla  luce dei  profondi cambiamenti sociali che si stavano verificando, era tutt’altro  che  facile valutare il modo migliore per portarlo avanti. In particolare, vi  fu una  tendenza, dettata da retta intenzione ma errata, ad evitare approcci  penali nei  confronti di situazioni canoniche irregolari. <strong>Al punto 7</strong>: &#8220;La  giustizia di Dio esige che rendiamo conto delle nostre azioni senza  nascondere  nulla. Riconoscete apertamente la vostra colpa, sottomettetevi alle  esigenze  della giustizia, ma non disperate della misericordia di Dio&#8221;. <strong>E al punto 11</strong>: &#8220;Non si può negare che alcuni di voi (<em>i vescovi, n.d.r</em>) e dei vostri predecessori avete  mancato, a  volte gravemente, nell’applicare le norme del diritto canonico  codificate da  lungo tempo circa i crimini di abusi di ragazzi. Seri errori furono  commessi nel  trattare le accuse&#8221;.</p>
<div id="attachment_4174" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-4174" title="RatzingerAereo" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/03/RatzingerAereo.jpg" alt="Papa Ratzinger a bordo dell'aereo durante uno dei suoi viaggi." width="300" height="198" /><p class="wp-caption-text">Papa Ratzinger in aereo durante uno dei suoi viaggi.</p></div>
<p><strong>Giustizia sia fatta, dunque</strong>. <strong>Anche a costo di scompaginare i ranghi di molte Chiese locali</strong>, di mettere in discussione sistemi e abitudini consolidati da lunghissimo tempo (&#8221;&#8230; tra i fattori che vi contribuirono possiamo  enumerare: procedure inadeguate per determinare l’idoneità dei candidati  al  sacerdozio e alla vita religiosa; insufficiente formazione umana,  morale,  intellettuale e spirituale nei seminari e nei noviziati&#8230;), di offrire il fianco a un&#8217;eventuale aggressione da parte dei laicismo contemporaneo. E&#8217; come se <strong>Benedetto XVI fidasse in una specie di solidità intima della Chiesa universale</strong>. Quella esemplificata, anche nella Lettera, dalla secolare partecipazione della Chiesa irlandese alle vicende del proprio popolo e dal suo contributo alo sviluppo della cristianità in generale. E&#8217; una sfida gigantesca, affrontata da quel Papa che, secondo alcuni, dovrebbe soprattutto studiare. E magari tacere.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/cristiani/4156/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>NIGERIA E OLTRE: SE VOGLIAMO AIUTARE I CRISTIANI, PARLIAMO DI PIU&#8217; DI POLITICA</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/africa/nigeria-e-oltre-se-vogliamo-aiutare-i-cristiani-parliamo-di-piu-di-politica/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/africa/nigeria-e-oltre-se-vogliamo-aiutare-i-cristiani-parliamo-di-piu-di-politica/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 18:28:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=3859</guid>
		<description><![CDATA[Vogliamo davvero aiutare i cristiani perseguitati nel mondo? Parliamo un po’ meno di religione e molto più di politica. Sembra un crudele paradosso e non lo è. Crudele è, al contrario, tenere 200 milioni di cristiani, che nei più diversi Paesi sono fragile e tormentata minoranza, inchiodati allo schema rigido e inutile dello “scontro di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vogliamo davvero aiutare i cristiani perseguitati nel mondo? Parliamo un po’ meno di religione e molto più di politica. Sembra un crudele paradosso e non lo è. Crudele è, al contrario, tenere 200 milioni di cristiani, che nei più diversi Paesi sono fragile e tormentata minoranza, inchiodati allo schema rigido e inutile dello “scontro di civiltà”. <strong>Se il problema sta in questa o quella “civiltà”, o peggio ancora in questa o quella fede,</strong> allora c’è poco da fare. Pensiamo forse di poter convertire o sconfiggere sul campo un miliardo di indù o un miliardo e 200 milioni di musulmani? O crediamo che la guarigione delle loro corpose frange intolleranti, formatesi in secoli di esclusivismo etnico e religioso, possa avvenire dall’oggi al domani?</p>
<p><span id="more-3859"></span><strong></strong></p>
<div id="attachment_3868" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-3868" title="nigeria1" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/03/nigeria1.jpg" alt="Le case dei cristiani dei villaggi intorno a Jos (Nigeria) dopo il massacro che ha fatto 500 morti." width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Le case dei cristiani dei villaggi intorno a Jos (Nigeria) dopo il massacro che ha fatto 500 morti.</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pensarlo è ridicolo e ha l’unico effetto di spingerci nel vicolo</strong> del vituperio sterile, della condanna senza effetti, del senso di superiorità magari legittimo ma in nulla utile alla causa dei cristiani che soffrono, in Africa e in Asia soprattutto. Sarebbe invece il caso di dare ascolto ai fatti e ricordare che da sempre i biechi interessi materiali amano avvolgersi nelle nobili bandiere del popolo, della patria e, appunto, della religione. <strong>Monsignor John Olorunfemi Onaiyekan</strong>, arcivescovo di Abuja (Nigeria), subito dopo la strage di cristiani nella zona di Jos ha detto: “Non si uccide a causa della religione ma per rivendicazioni sociali, economiche, tribali”. Le modalità dell’attacco, inoltre, di precisione quasi militare, a tutto fanno pensare tranne che a un <em>pogrom</em> di fanatici religiosi. Al contrario, la Nigeria vive una forte crisi del potere centrale e rivalità regionali che la scuotono da Nord a Sud. Nello Stato del Plateau, quello dell’ultima strage, tutto si gioca sulla certificazione di <strong>“popolazione autoctona”</strong>: da essa dipendono i diritti di residenza, lavoro e proprietà, cioè la possibilità di campare. E stiamo parlando di un Paese dove i cristiani sono il 35% della popolazione.</p>
<div id="attachment_3870" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-3870" title="nigeria2" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/03/nigeria2-150x150.jpg" alt="La zona della Nigeria in cui è avvenuta l'ultima strage di cristiani." width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">La zona della Nigeria in cui è avvenuta l&#39;ultima strage di cristiani.</p></div>
<div id="attachment_3871" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-3871" title="Nigeria3" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/03/Nigeria3-150x150.gif" alt="Gli Stati della Nigeria che applicano la shari'a (legge islamica)." width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Gli Stati della Nigeria che applicano la shari&#39;a (legge islamica).</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se facciamo lo spoglio delle crisi</strong>, troviamo situazioni simili. <strong>In Iraq</strong>, dopo il 2003 e la fine del regime crudele di Saddam Hussein, i cristiani iracheni fuggirono da Baghdad perché schiacciati nello scontro tra i sunniti che perdevano il potere e gli sciiti che lo riconquistavano. Ora succede la stessa cosa al Nord, nella regione di Mosul che, insieme con Kirkuk, è oggetto di contesa tra  curdi autonomisti e arabi fedeli al Governo centrale. <strong>In Sudan</strong> c’è la ribellione del Sud cristiano alla <em>shari’a</em> imposta dal Nord islamico ma anche la lotta per risorse decisive come terra, acqua e petrolio. <strong>Nello Stato indiano dell’Orissa</strong> colpisce il fondamentalismo indù, spinto però anche dal timore che l’egualitarismo cristiano scardini il sistema delle caste e modifichi un preciso  e perverso assetto economico.</p>
<div id="attachment_3872" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-3872" title="Nigeria4" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/03/Nigeria4.jpg" alt="Una fossa con i corpi di alcuni dei cristiani uccisi nella zona di Jos." width="300" height="176" /><p class="wp-caption-text">Una fossa con i corpi di alcuni dei cristiani uccisi nella zona di Jos.</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tutto questo non vuol dire che non vi sono ferite</strong> inferte dalla pura intolleranza, in primo luogo in Asia. Vuol però dire che, comprendendo la natura sociale e politica di certi fenomeni, si può anche agire socialmente e politicamente per contenerli e forse eliminarli. E’ difficile cambiare l’islam. Un po’ meno difficile far ragionare<strong> i curdi dell’Iraq</strong>, che con gli Usa e l’Occidente in genere hanno da tempo un’ottima intesa. Idem per <strong>l’Arabia Saudita</strong> (i cristiani sono il 2,9%, l’islam è l’unico culto ammesso), che incassa i nostri euro per il suo petrolio, o per <strong>il Pakistan</strong> (cristiani al 2%) che l’America addirittura protegge con forze armate. Una cosa è certa. I cristiani, che nel complesso raggiungono i 2 miliardi, sono oggi il culto più perseguitato al mondo. Non è più tollerabile. E se al posto di continuare a strillare cominciassimo a fare qualcosa?</p>
<p>Pubblicato sull&#8217;<a href="http://www.eco.bg.it" target="_blank">Eco di Bergamo</a> del 10 marzo 2010</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/africa/nigeria-e-oltre-se-vogliamo-aiutare-i-cristiani-parliamo-di-piu-di-politica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>TERRA SANTA, CRISTIANI AI MINIMI TERMINI</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/terra-santa-cristiani-ai-minimi-termini/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/terra-santa-cristiani-ai-minimi-termini/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 22:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=3842</guid>
		<description><![CDATA[Tutti gli anni, a Pasqua, la Chiesa cattolica propone la Colletta per la Terra Santa. Il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, ha invitato i fedeli a offrire &#8220;la preghiera, la partecipazione vigilante e la concretezza della generosità&#8221;.  Sembra, la colletta, un vecchio arnese caritativo ma è invece, soprattutto se applicato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tutti gli anni, a Pasqua, la Chiesa cattolica propone la Colletta per la Terra Santa. Il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, ha invitato i fedeli a offrire &#8220;la preghiera, la partecipazione vigilante e la concretezza della generosità&#8221;.  Sembra, la colletta, un vecchio arnese caritativo ma è invece, soprattutto <strong>se applicato alla Terra Santa</strong>, di uno strumento rivoluzionario. E non a caso, secondo me, il cardinale ha fatto nel documento un così esplicito richiamo alla &#8220;concretezza&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3842"></span><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3847" title="MessaTerraSanta" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/03/MessaTerraSanta.jpg" alt="MessaTerraSanta" width="300" height="196" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vale la pena, a questo punto, di fare il classico passo indietro </strong>e ricordare i dati che il Patriarcato latino di Gerusalemme, amministrato da <strong>Sua Beatitudine monsignor Fouad Twal</strong>, ha diffuso pochi giorni fa. La Terra Santa si estende su tre Stati sovrani (Israele, Giordania e Cipro) e sull&#8217;entità autonoma chiamata Palestina. I cristiani sono:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">GIORDANIA    200 mila (di cui 50 mila latini, cioè fedeli a Roma)</p>
<p style="text-align: justify;">ISRAELE           120 mila (27 mila arabi latini e 300 latini di lingua ebraica). Si calcola che in Israele siano più di 50 mila i lavoratori arrivati da filippine, Romania, Sri Lanka. A questi si aggiungono 5 mila sudanesi (rifugiati politici) e circa 40 mila russi di origine cristiana immigrati in Israele come ebrei.</p>
<p style="text-align: justify;">PALESTINA      54 mila (18 mila latini).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In totale, dunque, il numero dei cristiani arabi (cioè, dei cristiani autoctoni) è di 374 mila (95 mila di rito latino).</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">CIPRO   La maggior parte dei cristiani è ortodossa, circa 770 mila. I cristiani latini sono 6 mila. I musulmani circa 200 mila.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_3849" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-3849" title="FouadTwal" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/03/FouadTwal.jpg" alt="Sua Beatitudine monsignor Fouad Twal, patriarca dei latini di Terra Santa." width="300" height="220" /><p class="wp-caption-text">Sua Beatitudine monsignor Fouad Twal, patriarca dei latini di Terra Santa.</p></div>
<p style="text-align: justify;">S<strong>e si prende in esame la popolazione totale di Israele, Giordania e Palestina </strong>si scopre che gli abitanti totali sono 16 milioni, dei quali 10 milioni sono musulmani, 5,5 milioni ebrei e meno di 400 mila, appunto, i cristiani. Il destino di questa piccola minoranza si decide in tanti modi: co il sostegno politico, la fratellanza religiosa, la tutela dei diritti. Ma un modo sicuro per aiutarli è, appunto, quello della &#8220;concretezza nella generosità&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In Terra Santa le parole valgono poco. </strong>E&#8217; una terra tormentata dalla lotta ormai secolare di due popoli e di due maggioranze. I cristiani sono il terzo incomodo: sono arabi agli occhi degli ebrei israeliani e sono cristiani agli occhi degli arabi musulmani. <strong>La sorte di tante famiglie e di tante persone si decide, molto spesso, in base alla possibilità di avere un lavoro</strong>. Tantissimi giovani decidono se sposarsi o meno sulle probabilità di trovare una casa. <strong>Molte madri pensano a lasciare la loro patria sull&#8217;idea </strong>che i figli possano essere curati decentemente e andare a scuola con regolarità. Costruire una casa pretende della terra, e ogni metro di terra, laggiù, è una conquista. L&#8217;esodo dei cristiani è provocato dalla guerra. La loro permanenza dalla misura in cui riescono a mettere a frutto la pace.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/terra-santa-cristiani-ai-minimi-termini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MURI, IMMIGRATI, PAURE. ANCHE IN EGITTO</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/egitto/muri-immigrati-e-paure-in-egitto-come-da-noi/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/egitto/muri-immigrati-e-paure-in-egitto-come-da-noi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 21:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=2409</guid>
		<description><![CDATA[Il muro del vicino è sempre più alto. Questa la conclusione che si può trarre dopo il comunicato in cui il ministero degli Esteri dell’Egitto accusa l’Italia e gli italiani di “violenze” esercitate contro “gli immigrati e le minoranze arabe e musulmane” e parla di “discriminazione religiosa, razziale e di odio contro gli stranieri”. Lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il muro del vicino è sempre più alto. Questa la conclusione che si può trarre dopo il comunicato in cui il ministero degli Esteri dell’Egitto accusa l’Italia e gli italiani di “violenze” esercitate contro “gli immigrati e le minoranze arabe e musulmane” e parla di “discriminazione religiosa, razziale e di odio contro gli stranieri”. Lo spunto viene dai disordini di Rosarno a cui hanno collaborato molti fattori, dalla criminalità organizzata al lavoro nero, dall’immigrazione clandestina al caporalato, dall’eccesso di tolleranza alla propaganda dell’intolleranza. Un po’ di tutto, insomma, tranne <strong>una presunta discriminazione a sfondo religioso ai danni delle “minoranze arabe e musulmane”</strong>. L’unica giustificazione per il ministro egiziano <strong>Aboul Gheit</strong>, che tra l’altro il 16 gennaio incontrerà il nostro ministro Frattini, può essere questa: dopo aver sentito per anni sciocchezze a raffica sullo “scontro di civiltà”, ha ceduto alla tentazione e ne ha sparata qualcuna pure lui.</p>
<p><span id="more-2409"></span></p>
<div id="attachment_2410" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2410" title="EgittoTruppe Coloniali1" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/01/EgittoTruppe-Coloniali11.jpg" alt="Truppe coloniali inglesi in Egitto." width="300" height="196" /><p class="wp-caption-text">Truppe coloniali inglesi in Egitto.</p></div>
<p><strong>Altro, invece, andrebbe considerato</strong>. Le migrazioni sono ormai un fenomeno planetario: si calcola che un abitante della Terra su trenta abbia lasciato o stia lasciando il proprio Paese in cerca di una vita migliore altrove. Ed è un fenomeno non culturale (o religioso) ma economico: secondo il <a href="http://www.onuitalia.it/FILES/HDR2009_misconceptions" target="_blank">Rapporto Onu sullo Sviluppo Umano 2009</a>, un africano che riesce a metter piede in Europa <strong>migliora il proprio reddito di 15 volte</strong> e riduce la mortalità dei suoi bambini di 16 volte. In qualunque condizione, solo per esser qui e non più là.</p>
<p><strong>A fronte a tutto questo, il vero dramma è politico</strong>: ogni paese, grande o piccolo, tira su i suoi muri, pronto poi ad accusare gli altri se fanno la stessa cosa. L’Italia ha eretto il muro fasullo dei respingimenti, che si esercitano su una quota minoritaria (il grosso dei clandestini entra da Est, non da Sud) e ben identificabile (sono poveri e neri) dei migranti che danno l’assalto alle nostre frontiere. Malta è un’isola, ha un muro naturale. La Grecia ha centri di accoglienza che somigliano a campi di prigionia. <strong>L’Egitto, che ora pontifica, ha tagliato “fuori” Gaza e i palestinesi con un muro che ricorda quello di Berlino e ha tagliato “dentro” la minoranza cristiana copta</strong> con un muro di discriminazione e violenze poco e mal perseguite. Gli Usa hanno costruito un muro di 3.143 chilometri per difendersi dai poveracci in arrivo dal Messico.</p>
<p><strong>Nessuna di queste barriere funziona</strong>. Al confine tra Messico e Usa muoiono circa 500 migranti l’anno ma l’unica riduzione del flusso si è avuta per la crisi economica. Stessa cosa nell’Unione europea: <strong>con l’arrivo della recessione gli immigrati sono calati del 20% (del 33% in Italia)</strong> ma solo perché sono calate le opportunità di guadagno. Quei muri, insomma, servono solo a sostenere la propaganda. Di fronte a un fenomeno planetario servirebbero soluzioni concordate a livello internazionale. E’ patetico che l’Unione Europea non riesca a costruire un accordo <strong>con i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo</strong>, visto che tra l’altro una certa quota di immigrati è comunque necessaria al funzionamento delle nostre economie. E non molto più illuminata è la politica degli Usa verso i Paesi dell’America Latina.</p>
<p><strong>Al di là di tante fanfaronate</strong>, i due casi hanno un tratto in comune: sia in Europa sia negli Usa <strong>arrivano in maggior parte immigrati cristiani</strong>. In Italia, per esempio, sono il 52% del totale e la comunità straniera più folta è quella rumena. Ma ci ritroviamo a scambiarci accuse a sfondo religioso con l’Egitto. Il che dimostra quanta strada dobbiamo ancora fare, tutti, per analizzare e gestire le migrazioni, cioè la questione cruciale di questo secolo.</p>
<p>Pubblicato sull&#8217;<a href="http://www.eco.bg.it" target="_blank">Eco di Bergamo</a> del 13 gennaio 2010.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/egitto/muri-immigrati-e-paure-in-egitto-come-da-noi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>EGITTO E IRAQ, UNA SOLA PERSECUZIONE</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/egitto-e-iraq-una-sola-persecuzione/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/egitto-e-iraq-una-sola-persecuzione/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 23:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=2307</guid>
		<description><![CDATA[Mentre sette cristiani copti (sei fedeli e una guardia) venivano uccisi nel villaggio di Nag Hammadi, nell’Alto Egitto, in un’area non lontana da Luxor, a Mosul, nell’Iraq del Nord, ancora si piangeva la morte di Basil Isho Youanna, un cristiano ucciso a colpi d’arma da fuoco sulla porta di casa, ancora si cercavano notizie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre sette cristiani copti (sei fedeli e una guardia) venivano uccisi nel villaggio di Nag Hammadi, nell’Alto Egitto, in un’area non lontana da Luxor, a Mosul, nell’Iraq del Nord, ancora si piangeva la morte di <strong>Basil Isho Youanna</strong>, un cristiano ucciso a colpi d’arma da fuoco sulla porta di casa, ancora si cercavano notizie di una studentessa cristiana rapita da un gruppo islamico, ancora si aspettavano novità positive sulla sorte di <strong>Zhaki Bashir Homo</strong>, un commerciante cristiano della stessa Mosul ferito a colpi di pistola. L’agenzia <a href="http://www.asianews.it" target="_blank">AsiaNews</a> ha calcolato che in Iraq, dal 2003, sono stati uccisi 2 mila cristiani, mentre la popolazione cristiana del Paese è stata ridotta della metà dall’emigrazione forzata causata dalle violenze.</p>
<p><span id="more-2307"></span>     </p>
<div id="attachment_2310" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2310" title="Coptidisordini1" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/01/Coptidisordini1.jpg" alt="Egitto: una manifestazione di protesta di cristiani copti, a stento contenuta dalla polizia, dopo le violenze dei gruppi musulmani." width="300" height="238" /><p class="wp-caption-text">Egitto: una manifestazione di protesta di cristiani copti, a stento contenuta dalla polizia, dopo le violenze dei gruppi musulmani.</p></div>
<p>      <strong>L’origine di questi episodi</strong> è di solito rubricata alla voce “estremismo islamico”. E’ un effetto dei tempi e di un fondamentalismo islamico armato che non solo esiste ma colpisce spesso e con spietatezza. Ma non è sempre vero. Nel Nord dell’Iraq, per esempio, la persecuzione dei cristiani di questi ultimi anni ha cause ben più concrete e terrene che non l’odio religioso. <strong>I cristiani sono presi in mezzo nella contesa che oppone i curdi agli arabi</strong> (e il governo della Regione autonoma del Kurdistan a quello centrale di Baghdad) <strong>per il controllo del Nord</strong>. In particolare, delle sue frontiere (per i curdi, ampliare il Kurdistan vorrebbe dire portalo alla frontiera con la Turchia e veder così crescere le possibilità di arrivare a uno Stato dei curdi), dei suoi giacimenti di petrolio, dei corsi d’acqua.</p>
<p>      <strong>Sui cristiani sparano sia gli arabi sia i curdi</strong>, perché far fuggire i cristiani o costringerli con la violenza a schierarsi dall’una o dall’altra parte significherebbe alterare i dati demografici della regione (dove i cristiani sono numerosi) e quindi far pendere dall’una o dall’altra parte l’esito del <strong>referendum sullo status della regione di Kirkuk</strong> (di nuovo, ricca di petrolio), rimandato da almeno tre anni proprio per il rischio di guerra civile che comporta.</p>
<p>      <strong>Anche nella strage egiziana</strong> sembra aver giocato un ruolo quello che viene descritto come un episodio da cronaca nera (la violenza ai danni di una bambina musulmana di 12 anni da parte di un giovane cristiano) e che potrebbe benissimo, invece, essere <strong>una riedizione araba di Giulietta e Romeo</strong>, un amore o una relazione contrastata tra persone di comunità diverse e avversarie, pronte a coprire con la bandiera della fede un’offesa o una vendetta familiare, di clan o di tribù.</p>
<div id="attachment_2312" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2312" title="Crocecopta" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/01/Crocecopta.png" alt="La croce copta." width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">La croce copta.</p></div>
<p>     <strong> Resta però il fatto che sia i copti in Egitto sia i cristiani in Iraq</strong> sono perseguitati in Paesi di cui, a dispetto della maggioranza islamica (in Egitto i copti sono il 10% degli 80 milioni di abitanti, in Iraq i cristiani erano circa il 2% fino all’ultima guerra contro Saddam Hussein), sono <strong>la parte più antica e originale</strong>. I copti sono gli unici abitanti dell’Egitto moderno a potersi dire con certezza discendenti degli antichi egizi, senza essersi mescolati con gli arabi o i turchi. La loro Chiesa, erede diretta della grande tradizione monastica orientale, risale al I secolo dopo Cristo, alla predicazione che l’evangelista Marco condusse in Egitto, ed è dunque di almeno sei secoli antecedente alla nascita dell’islam. <strong>Lo stesso termine “copto” in arabo si traduce &#8220;qubt&#8221;, a sua volta derivata dal greco &#8220;aigyptos&#8221;, cioè appunto “egiziano”.</strong> I copti cominciarono a chiamarsi … copti solo con la conversione all’islam di gran parte della popolazione egiziana (negli anni tra il 639 e il 646), quando quel nome prese a indicare coloro che erano rimasti fedeli al culto più tradizionale del Paese (&#8221;qubt&#8221;, cioè appunto “egizio”) rispetto al nuovo credo arrivato da fuori, cioè l’islam.</p>
<p>       <strong>Analoga la storia del cristianesimo iracheno</strong> che nacque, secondo la tradizione, dalla predicazione di <strong>san Tommaso</strong> il quale, sempre secondo la tradizione, fu poi martirizzato nel 72 dopo Cristo in India. Anche qui, il cristianesimo precedette di sei secoli l’arrivo dell’islam. Anche in Iraq, dunque, i cristiani attingono a un serbatoio spirituale che affonda le proprie radici in profondità ignote all’attuale maggioranza islamica.</p>
<p>      <strong>Le attuali sofferenze dei cristiani iracheni ed egiziani</strong> hanno dunque due origini, una antica e l’altra recente. <strong>Quella antica è la natura esclusiva</strong> (e non “inclusiva”, com’è invece nel cristianesimo) della società islamica. Essa infatti fu costruita già da Maometto in modo da garantire che la maggioranza musulmana resti sempre tale; le minoranze, quelle almeno “del Libro” <strong>(cristiani, ebrei, zoroastriani)</strong>, non sono accettate ma solo tollerate, e spesso hanno dovuto riscattare a caro prezzo questa specie di sopportazione. Un atteggiamento che non sempre, in passato, si è tradotto in violenze e persecuzioni ma che si è tramandato attraverso i secoli fino ai moderni teorici del fondamentalismo islamico.</p>
<p>       <strong>L’origine moderna della persecuzione</strong> sta nella totale incapacità dei Governi dei Paesi islamici a garantire l’effettiva parità di tutti i loro cittadini, a dispetto della fede praticata. Si badi bene: il governo dell’Egitto e quello attuale dell’Iraq (per non parlare di quelli del Pakistan o delle Filippine, altri Paesi a rischio per i cristiani) <strong>sono considerati buoni amici dell’Europa e degli Usa</strong>. L’Egitto è addirittura il secondo Paese al mondo, dopo Israele, per aiuti diretti dall’America, e il presidente <strong>Hosni Mubarak </strong>non è certo stato tenero con i Fratelli Musulmani. Anche per loro, però, risulta troppo ampio, anzi incolmabile, il divario tra il mancato sviluppo economico e sociale e le regole di convivenza tra gruppi che la democrazia impone per poter essere definita tale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/egitto-e-iraq-una-sola-persecuzione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I PEDOFILI D&#8217;IRLANDA CI DIMOSTRANO (ANCHE) QUANTO VALE UN BUON PRETE</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/cristiani/dai-pedofili-dirlanda-lidea-di-quanto-vale-un-buon-prete/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/cristiani/dai-pedofili-dirlanda-lidea-di-quanto-vale-un-buon-prete/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 19:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=1802</guid>
		<description><![CDATA[Siamo nell’anno sacerdotale, aperto dal Papa il 19 giugno. Escono libri su libri dedicati alla condizione del prete e alla sua missione. E&#8217; scomparso da poco un sacerdote, il paolino don Giuseppe Soro, al quale mi legava molto affetto. Erano già ragioni sufficienti per farci qualche pensiero (io, poi, ci vivo e ci lavoro in mezzo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo nell’anno sacerdotale, aperto dal Papa il 19 giugno. Escono libri su libri dedicati alla condizione del prete e alla sua missione. E&#8217; scomparso da poco un sacerdote, il paolino don Giuseppe Soro, al quale mi legava molto affetto. Erano già ragioni sufficienti per farci qualche pensiero (io, poi, ci vivo e ci lavoro in mezzo, ai preti) quando sono successe due cose che mi hanno anche spinto a scrivere. La prima: in Irlanda, il ministero della Giustizia ha pubblicato un massiccio documento di 700 pagine intitolato <em><a href="http://www.justice.ie/en/JELR/Pages/PB09000504 " target="_blank">Report into the Catholic Archdiocese of Dublin</a></em> (Rapporto sull’Arcidiocesi cattolica di Dublino) che documenta una lunga serie di abusi sessuali e violenze commesse da sacerdoti della diocesi tra il 1975 e il 2004. <strong>Sono 46 i preti finiti sotto accusa per almeno 320 casi di sevizie.</strong> Alcune storie sono pazzesche: un sacerdote ha confessato di aver abusato di almeno 100 bambini e ragazzi, un altro di aver usato violenza a un ragazzino diverso ogni due settimane per tutta la durata del suo ministero: 25 anni.</p>
<p><span id="more-1802"></span></p>
<p>      <img class="aligncenter size-full wp-image-1805" title="Preti" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/11/Preti.jpg" alt="Preti" width="300" height="221" /></p>
<p>      <strong>Lo stesso Dermot Ahern, ministro della Giustizia</strong>, non è riuscito a trattenere lo sdegno mentre illustrava l’esito delle indagini e ha promesso che i colpevoli saranno perseguiti, “perché devono sapere che la giustizia, anche dove è stata ritardata, non verrà negata”. Il <em>Report</em> mette sotto accusa anche quattro arcivescovi che, nel periodo indicato, preferirono gestire i casi di pedofilia e violenza all’interno della Chiesa, <strong>senza denunciare mai alcuno</strong>, di solito spostando i colpevoli da una parrocchia all’altra (dando così loro occasione di trasferire vizi e peccati in altro luogo), risolvendosi a spretare solo due sacerdoti in vent’anni. In definitiva, assai più preoccupati dell&#8217;eventuale scandalo che della salute e dello spirito delle centinaia di bambini abusati dai sacerdoti.</p>
<p>      <strong>L’esito delle indagini</strong> ha sconvolto la cattolicissima Irlanda, anche perché è stato preceduto di poco da un altro sconvolgente documento, il cosiddetto <a href="http://www.childabusecommission.ie/rpt/pdfs/" target="_blank">Rapporto Ryan</a>, pubblicato in maggio, che ripercorreva la storia degli istituti educativi cattolici irlandesi tra gli anni Trenta e Ottanta. Oltre 100 tra scuole e collegi dove <strong>le violenze erano “endemiche”</strong> e le umiliazioni continue, quasi sempre con la complicità dei vertici degli ordini religiosi e con l’indifferenza degli ispettori governativi.</p>
<p>      <strong>Un quadro da incubo, insomma</strong>. Anche se possiamo chiederci quale altra istituzione, laica o religiosa, avrebbe affrontato con tanto coraggio una simile scarnificazione in pubblico, con i vertici della Chiesa locale (personaggi quasi mitici a Dublino e in Irlanda, come <strong>gli arcivescovi John Charles McQuaid, Dermot Ryan, Kevin McNamara e Desmond Connell</strong>) trasformati, a torto o a ragione, in complici e protettori di pedofili. La Chiesa irlandese ha addirittura formato una propria commissione d’inchiesta che ha collaborato con quella governativa, al punto da essere ringraziata nel <em>Rapporto </em>del ministero della Giustizia.</p>
<p>      <strong>E qui, tra pensieri tutto sommato foschi</strong>, si è innestato il secondo dei fatti che mi hanno spinto poi a scrivere. Sul <em>Corriere della Sera</em> sono pubblicate le risposte del <strong>cardinale Carlo Maria Martini</strong>, insigne biblista e dal 1980 al 2002 arcivescovo di Milano, alle lettere dei lettori. In una di tali lettere veniva posto l’accento sulla crisi delle vocazioni, sui seminari spesso quasi deserti, sui quartieri, sui paesi e sulle città che fra poco non avranno più sacerdoti. Martini, con la saggezza degli anni e la sapienza degli studi, risponde con grande pacatezza. Così: “Sono d’accordo che è molto importante per la Chiesa interrogarsi sulla sua grave situazione in Occidente. Tuttavia non bisogna solo partire dall’analisi delle messe domenicali poco frequentate, ma considerare il grande potenziale di dono che esiste in molti giovani. Anche una revisione delle norme di accesso al ministero potrebbe aiutare in questo senso”.</p>
<p>      <strong>Non voglio pasticciare con questioni più grandi di me</strong> come la formazione dei sacerdoti. Ma dopo tanti anni passati come giornalista a lavorare nel grande giornale di una grande congregazione religiosa (e il rapporto laici-religiosi, pur dentro una stessa idea, non è dei più facili) e come persona a barcamenarmi con le mie scarse doti di cattolico, credo di poter dire due cose. La prima: <strong>dentro un prete c’è un mistero</strong>. Non il Mistero della vocazione religiosa, ovvio e impenetrabile, ma un nocciolo di “qualcosa” di umano che risulta comunque assai difficile da spiegare per chi prete non è. La seconda: <strong>un buon prete è un magnifico e prezioso dono di Dio</strong>. Non a caso quando manca ce ne accorgiamo subito. E se non ce ne accorgiamo, scopriamo dopo, come in Irlanda, quanto grave può essere il danno.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/cristiani/dai-pedofili-dirlanda-lidea-di-quanto-vale-un-buon-prete/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>DALLI AL CRISTIANO, FUNZIONA SEMPRE</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/africa/dalli-al-cristiano-funziona-sempre/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/africa/dalli-al-cristiano-funziona-sempre/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 20:25:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia Cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=1647</guid>
		<description><![CDATA[Il caso più recente, dice, risale a lunedì 26 ottobre. «Hanno attaccato una parrocchia nella contea di Maridi uccidendo due donne e un uomo, altre sei persone sono state prese e portate via. Si tratta delle ultime vittime di una serie purtroppo lunga: in tre mesi abbiamo avuto 16 fedeli assassinati».    Monsignor Edward Hiiboro Kussala [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: left;">Il caso più recente, dice, risale a lunedì 26 ottobre. «Hanno attaccato una parrocchia nella contea di Maridi uccidendo due donne e un uomo, altre sei persone sono state prese e portate via. Si tratta delle ultime vittime di una serie purtroppo lunga: in tre mesi abbiamo avuto 16 fedeli assassinati».    Monsignor Edward Hiiboro Kussala è il vescovo della diocesi di Tombura-Yambio, nel Sud Sudan. Parla con noi mentre va a salutare il vescovo di Piacenza, <strong>monsignor Gianni Ambrosio</strong>, in compagnia di don Maurizio Noberini e di Carlo Ruspantini, rispettivamente presidente e direttore di <em>Africa Mission</em>, «un’organizzazione non governativa che ha il coraggio di venire e stare là da dove tutti gli altri organismi umanitari scappano. Garantisce assistenza sanitaria, scava pozzi per attingere acqua potabile, merita un grazie particolare».</div>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: left;"><span id="more-1647"></span></div>
<p style="text-align: left;">     </p>
<div id="attachment_1652" class="wp-caption aligncenter" style="width: 462px"><img class="size-full wp-image-1652" title="cristianipers" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/11/cristianipers1.gif" alt="La maopa mondiale dei Paesi pericolosi per i cristiani. In marrone i luoghi di massima allerta e di persecuzione, in rosso il livello di pericolosità medio, in giallo il livello di pericolo basso (elaborazione grafica di Federico Polvara)." width="452" height="326" /><p class="wp-caption-text">La maopa mondiale dei Paesi pericolosi per i cristiani. In marrone i luoghi di massima allerta e di persecuzione, in rosso il livello di pericolosità medio, in giallo il livello di pericolo basso (elaborazione grafica di Federico Polvara).</p></div>
<p style="text-align: left;">      <strong>Monsignor Kussala aveva denunciato le atrocità</strong> compiute da miliziani dell’Lra (<em>Lord’s Resistance Army</em>, l’Esercito di resistenza del Signore, un gruppo ribelle nato sul finire degli anni Ottanta). «Confermo. Si tratta di due episodi diversi, entrambi accaduti ad agosto. Un paio di giorni prima dell’Assunta, uomini armati hanno fatto irruzione nella chiesa di Nostra Signora della pace, nella città di Ezo, profanandola e rapendo 17 persone: sette le hanno trovate giorni dopo, <strong>crocifisse su assi di legno</strong> piantati per terra. Il secondo tragico evento ha riguardato la parrocchia di un villaggio vicino a Nzara. <strong>Hanno sequestrato 12 fedeli</strong>, crocifiggendone sei».</p>
<p style="text-align: left;">      <strong>Le cronache raccontano</strong> che, in risposta alle violenze, il vescovo ha promosso una “tre giorni” di preghiera coinvolgendo cristiani di ogni denominazione: 20 mila sudanesi hanno camminato per più di due chilometri scalzi e con il capo cosparso di cenere, protestando così contro la mancanza di sicurezza e l’insufficiente spiegamento di forze di polizia. «I miliziani dell’Lra arrivano dal Nord dell’Uganda», <strong>riprende monsignor Kussala</strong>, «vivono nella foresta, in aree di confine con il Sudan, la Repubblica Centroafricana e la Repubblica democratica del Congo. Attaccano i villaggi, uccidono sul posto quanti cercano in qualche modo di resistere, sequestrano ragazzi e bambini arruolandoli a forza e costringendoli a combattere con loro».</p>
<p style="text-align: left;">      <strong>Il conflitto è alimentato da ragioni politiche</strong> ed economiche: «La nostra è una terra ricca di risorse, cominciando dal petrolio. A queste motivazioni, che rimangono le principali, se ne affiancano altre di natura religiosa o pseudo tale. Una cosa è certa. Qualcuno, non so chi, aiuta queste milizie ben armate, ben addestrate, dotate di telefoni satellitari. Il resto del mondo deve aiutarci attraverso incisive azioni politiche e diplomatiche. Non lasciateci soli».</p>
<p style="text-align: left;">       <strong>Il Sudan non è l’unico Paese</strong> che vede i cristiani presi di mira e ammazzati. Il 3 ottobre, a Kirkuk, <strong>nell’Irak del Nord</strong>, è stato rapito davanti a casa un infermiere cristiano, <strong>Imad Elia Abdul Karim</strong>, 55 anni, sposato, due figli. L’indomani notte, alle 23, la polizia ne ha ritrovato il corpo nello stesso quartiere in cui in passato erano stati uccisi un importante funzionario cristiano della città, Aziz Risqo, e due donne. Stando al referto medico la vittima avrebbe subito torture prima di morire.    L’arcivescovo di Kirkuk, <strong>monsignor Louis Sako</strong>, aveva lanciato un appello per la sua liberazione, definendo ancora una volta «preccupante» la situazione dei cristiani, negli ultimi mesi diventati sempre più «bersaglio di minacce, sequestri e omicidi». In dichiarazioni riprese anche dalla Radio Vaticana, monsignor Sako aveva denunciato quanti «mirano a guadagni politici» o «approfittano di una mancanza di ordine» per perpetrare sequestri e chiedere «riscatti in denaro». Lo stesso vescovo di Kirkuk ha successivamente reso noto che capi religiosi sunniti e sciiti hanno espresso alla comunità cristiana locale vicinanza e solidarietà. Un apprezzato gesto di distensione e di dialogo.</p>
<p style="text-align: left;">      <strong>Le norme che regolano la blasfemia</strong>, poi, continuano a tenere con il fiato sospeso i cristiani in <strong>Pakistan</strong>, un Paese dove il 90% dei suoi 180 milioni di abitanti è musulmano. Tanto severe quanto giuridicamente confuse, secondo molti queste norme servono a mascherare le diffuse discriminazioni contro i cristiani a livello sociale, economico, legale e culturale. Spesso scorre il sangue. Come si ricorderà, il 30 luglio migliaia di fondamentalisti islamici sono piombati sul villaggio di Koriyan e hanno incendiato 51 abitazioni cristiane proprio in seguito a un presunto caso di blasfemia. Due giorni più tardi, il primo agosto, almeno 3 mila estremisti hanno preso di mira <strong>la comunità cristiana di Gojra</strong>, bruciando vive sette persone (tra cui due bambini e tre donne), e ferendone altre 19.</p>
<p style="text-align: left;">      <strong>Infine, le Filippine</strong>. L’11 ottobre, in un’area di Mindanao, dove opera il Fronte di liberazione islamico Moro, è stato rapito il missionario cattolico irlandese <strong>padre Michael Sinnott</strong>. Un mese dopo, per fortuna, è stato liberato.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>di Alberto Chiara</strong></p>
<p style="text-align: left;">(questo articolo è stato pubblicato su <em><a href="http://www.famigliacristiana.it" target="_blank">Famiglia Cristiana </a></em>n. 46)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/africa/dalli-al-cristiano-funziona-sempre/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
