<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Fulvio Scaglione - Giornalista &#187; Criminalità</title>
	<atom:link href="http://www.fulvioscaglione.com/index.php/category/criminalita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.fulvioscaglione.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Sep 2010 21:23:45 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>DETENUTI NUOVI: 4.500. POSTI NUOVI: 1.464.</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/6251/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/6251/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 22:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=6251</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;Osapp (Organizzazione sindacale autonoma della Polizia penitenziaria) ha da poco diffuso dati sull&#8217;affollamento carcerario che dovrebbero far riflettere e che invece sono passati nel silenzio dei più. Nell&#8217;ultimo anno nelle carceri sono stati creati 1.464 posti in più ma i detenuti sono aumentati di 4.500 unità, dai 63.631 di fine luglio 2009 ai 68.121 di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Osapp (<a href="http://www.osapp.it" target="_blank">Organizzazione sindacale autonoma della Polizia penitenziaria</a>) ha da poco diffuso dati sull&#8217;affollamento carcerario che dovrebbero far riflettere e che invece sono passati nel silenzio dei più. <strong>Nell&#8217;ultimo anno nelle carceri sono stati creati 1.464 posti in più ma i detenuti sono aumentati di 4.500 unità, dai 63.631 di fine luglio 2009 ai 68.121 di fine luglio 2010. </strong>La capienza massima delle carceri italiane è di 44.327 detenuti, quindi immaginate in quali condizioni si scontano le pene nei nostri penitenziari. Condizione, peraltro, comune all&#8217;intero sistema: rubo i dati all&#8217;ottimo <a href="http://www.avvenire.it/Dossier/Carceri/Index.htm" target="_blank">Dossier Carceri</a> di <em>Avvenire</em> per notare che nelle carceri minorili ci sono 527 detenuti contro una capienza massima di 486 e negli ospedali psichiatrici giudiziari 1.829 &#8220;ricoverati&#8221; su 955 posti.</p>
<p><span id="more-6251"></span></p>
<div id="attachment_6261" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6261" title="Carcere" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/08/Carcere.jpg" alt="Nelle carceri italiane erano rinchiuse, a fine luglio 2010, 68.121 persone, contro una capienza massima di ZXZXXZX." width="300" height="219" /><p class="wp-caption-text">Nelle carceri italiane erano rinchiuse, alla fine di luglio 2010, 68.121 persone. La capienza massima del sistema sarebbe di 44.327 persone.</p></div>
<p><strong>Tra gli altri dati, spicca quello relativo ai detenuti non italiani.</strong> &#8220;Il loro incremento&#8221;, ha detto <strong>Leo Beneduci</strong>, segretario generale dell&#8217;Osapp, &#8220;è stato di 1.174 unità che quindi, tenuto conto dei 3.416 italiani in più, risultano essere solo per il 25% causa dell&#8217;attuale sovraffollamento. <strong>I detenuti stranieri sono oggi 24.675, cioè più del 30% del totale</strong>. Da qui il relativo ottimismo di fronte al dato parziale dell&#8217;ultimo anno. Mentre invece c&#8217;è da cadere nello sconforto nel dover considerare &#8220;positivo&#8221; questo dato: <strong>la percentuale dei detenuti che devono scontare una condanna definitiva &#8220;è passata dal 52,4% (pari a 31.412 persone) al 54% (37.219 persone)&#8221;</strong>. Vuol dire che il 46% di coloro che sono in carcere non è ancora stato condannato in via definitiva, quindi in teoria potrebbe ancora essere considerato non colpevole.</p>
<div id="attachment_6263" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6263" title="don Melesi" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/08/don-Melesi.jpg" alt="Don Luigi Melesi, a sinistra nella foto, durante una presentazione del suo libro sul carcere." width="300" height="217" /><p class="wp-caption-text">Don Luigi Melesi, a sinistra nella foto, durante una presentazione del suo libro sul carcere.</p></div>
<p>A questo proposito9 vorrei pubblicare qui una riflessione di <strong>don Luigi Melesi, </strong>salesiano,     per trent&#8217;anni (1978-2008) cappellano del carcere di San Vittore a Milano, che qualche settimana fa ho raccolto per <em>Famiglia Cristiana</em>. Don Melesi ha da poco pubblicato un libro, intitolato <em>Prete da galera</em> (Edizioni San Paolo) con le memorie della vita in carcere. Ecco il suo pensiero: &#8220;Sono perplesso di fronte a questi ultimi allarmi sulla crisi del sistema <img class="alignright size-thumbnail wp-image-6265" title="images" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/08/images-112x150.jpg" alt="images" width="112" height="150" />carcerario. E non perché la crisi non sia reale ma perché è di così lunga data che non ha molto senso definirla, oggi, una &#8220;emergenza&#8221;. San Vittore, per fare un esempio, era già sovraffollato quando ci entrai io, a fine anni Settanta. In più, non si riesce a capire perché ci siano carceri che scoppiano e altre semivuote, carceri dove ci sono tante guardie e pochi detenuti e altre dove ci sono tanti detenuti e poche guardie. C’è un problema organizzativo. Ma la questione più importante è un&#8217;altra&#8221;.</p>
<p><strong>E quale sarebbe? </strong></p>
<p>&#8220;In Italia tutte le persone che vengono arrestate finiscono in carcere. E sono tante: stando all’Istat, in certi anni si è arrivati al 50% di detenuti che, al processo, sono poi stati giudicati innocenti. Pare impossibile, da noi, avere ciò che altri Paesi, come la Svizzera, hanno da molto tempo: <strong>un precarcere, riservato a coloro che attendono di essere giudicati. </strong>E quindi distinguere tra coloro che sono sospettati di aver commesso un reato e coloro dei quali si sa che l’hanno davvero commesso. Se c’è un’emergenza, in Italia, è questa: troppa gente finisce dietro le sbarre».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/6251/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>GLI AFFARI LOMBARDI DELLA &#8216;NDRANGHETA</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/gli-affari-lombardi-della-ndrangheta/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/gli-affari-lombardi-della-ndrangheta/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 20:44:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Maroni]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=5638</guid>
		<description><![CDATA[Grazie all&#8217;ottimo lavoro del ministero dell&#8217;Interno diretto dal leghista Roberto Maroni e agli oltre 300 arresti effettuati con l&#8217;operazione &#8220;Tenacia&#8221;, abbiamo scoperto che il Nord leghista è pieno di mafiosi. Gente della &#8216;ndrangheta, certo, organizzazione mafiosa originaria della Calabria. Gente che però collaborava con altra gente per mettere le mani sull&#8217;Expo 2015 e fare altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie all&#8217;ottimo lavoro del ministero dell&#8217;Interno diretto dal leghista Roberto Maroni e agli oltre 300 arresti effettuati con l&#8217;operazione &#8220;Tenacia&#8221;, abbiamo scoperto che il Nord leghista è pieno di mafiosi. Gente della &#8216;ndrangheta, certo, organizzazione mafiosa originaria della Calabria. <strong>Gente che però collaborava con altra gente per mettere le mani sull&#8217;Expo 2015</strong> e fare altri lucrosissimi affari sporchi. E questa seconda gente, a giudicare dalle cronache, porta cognomi molto lombardi. Forse celtici.</p>
<p><span id="more-5638"></span></p>
<div id="attachment_5646" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-5646" title="duomo" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/07/duomo.jpg" alt="Il Duomo di Milano." width="300" height="223" /><p class="wp-caption-text">Il Duomo di Milano.</p></div>
<p>Come la vogliamo mettere? <strong>Certo, la Lega Nord non c&#8217;entra nulla</strong>. Anzi, uno dei suoi uomini di punta, Maroni, sta facendo molto contro la criminalità organizzata. Ma vogliamo raccontarci che la &#8216;ndrangheta può lucrare miliardi di euro e <strong>interagire con il sistema degli affari e della politica in Lombardia senza che alcun leghista sia mai sfiorato?</strong> Che nessun leghista riceva mai appoggio dagli &#8220;amici degli amici&#8221;, magari senza saperlo? Ancora: che nessuno di quei leghisti che dicono di &#8220;stare con la gente&#8221;, di &#8220;stare sul territorio&#8221; più di chiunque altro, se ne fosse mai accorto?</p>
<p>I giornali hanno riportato le dichiarazioni di Ilva Boccassini, sostituto procuratore di Milano, nelle quali dice che:</p>
<ol>
<li>ci sono <strong>in Lombardia almeno 500 affiliati</strong> alla &#8216;ndrangheta.</li>
<li><strong>sono state identificate15 filiali dell&#8217;organizzazione</strong> a Milano, Pavia, Bollate, Cormano, Bresso, Limbiate, Solaro, Pioltello, Corsico, Desio, Seregno, Rho, Legnano, Mariano Comense, Erba e Canzo, ma altre sono attive e non ancora scoperte.</li>
<li>la Lombardia è <strong>il territorio in cui la &#8216;ndrangheta ricicla</strong> e investe i capitali accumulati altrove con gli affari criminosi.</li>
</ol>
<p><strong>Dobbiamo davvero credere che in tutti quei bei centri lombardi nessuno sapesse nulla?</strong> Nessuno avesse rapporti con questi signori? Che nessuna azienda lombarda abbia profittato dei capitali freschi di curiosa provenienza? Che nessun politico locale, in questi comuni dominati dalla Lega, abbia mai ricevuto favori?</p>
<p><strong>Tutto questo non per accusare alla cieca un&#8217;intera classe politica, quella leghista, che risulta invece mediamente meno corruttibile di altre</strong>. Ma per dire che il (presunto) secessionismo di Bossi è una fanfaluca anche per questa ragione: dalla criminalità organizzata ci si salva tutti insieme o nessuno. La famosa Padania sarebbe un&#8217;idea perfetta per cadere nelle mani rapaci e capaci della mafia, proprio come lo è stata l&#8217;autonomia della Sicilia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/gli-affari-lombardi-della-ndrangheta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ITALIA: LA PAURA DEL CRIMINE CHE NON C&#8217;E&#8217;</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/italia-la-paura-del-crimine-che-non-ce/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/italia-la-paura-del-crimine-che-non-ce/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 21:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=5039</guid>
		<description><![CDATA[Sarà una mania ma mi paiono ben spese tutte le parole che sottolineano la paura esagerata del crimine di cui soffrono gli italiani. Esagerazione che si protrae nel tempo e che resiste a qualunque dato o fatto. Ce lo ha dimostrato, ancora una volta, una ricerca: il terzo rapporto sulla Sicurezza in Italia realizzato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà una mania ma mi paiono ben spese tutte le parole che sottolineano la paura esagerata del crimine di cui soffrono gli italiani. Esagerazione che si protrae nel tempo e che resiste a qualunque dato o fatto. Ce lo ha dimostrato, ancora una volta, una ricerca: il terzo rapporto sulla Sicurezza in Italia realizzato da <a href="http://www.demos.it" target="_blank">Demos</a> in collaborazione con l&#8217;<a href="http://www.osservatorio.it" target="_blank">Osservatorio di Pavia</a> per la <a href="http://www.fondazioneunipolis.org" target="_blank">Fondazione Unipolis</a>.</p>
<p><span id="more-5039"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5058" title="Criminalità" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/06/Criminalità.jpg" alt="Criminalità" width="300" height="225" /></p>
<p><strong>Che cosa ci dice, dunque, lo studio? Che i reati diminuiscono</strong> (e i successi delle forze dell&#8217;ordine aumentano) ma gli italiani (per la precisione, <strong>il 77% di loro</strong>) ancora credono che stiano aumentando. Tanto che il 79% ritiene che ci vorrebbe più polizia in giro, sulle strade e nei quartieri. Curiosamente, poi, se interrogati a proposito del loro specifico ambiente, gli italiani risultano meno preoccupati di prima: <strong>rispetto al 2008 è calata di 3 punti la percentuale di coloro che rilevano un aumento della criminalità nel proprio quartiere</strong> e di 7 (ma rispetto al 2007) quella di coloro che temono di essere rapinati. Come si dicessero: dove vivo io va meglio, ma in generale va peggio.</p>
<div id="attachment_5060" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-5060" title="Reati2009" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/06/Reati20091.jpg" alt="La tabella del Sole 24 Ore che illustra il calo della criminalità nel primo semestre 2009." width="300" height="119" /><p class="wp-caption-text">La tabella del Sole 24 Ore che illustra il calo della criminalità registrato nel primo semestre 2009.</p></div>
<p><strong>Ovviamente non è così: la criminalità è in calo, punto e basta</strong>. E lo è da anni, a prescindere dal colore del Governo di turno, senza che per questo la paura degli italiani accenni a diminuire. Ho &#8220;rubato&#8221; la tabella a un quotidianoaffidabile come il <em>Sole 24 Ore</em>, che l&#8217;aveva peraltro composta sui dati forniti dal ministero degli Interni. <strong>Nel primo semestre 2009 i reati si sono ridotti del 6% e gli arresti sono aumentati del 5%</strong> rispetto al 2008. Bravi Berlusconi e Maroni. Ma nel primo semestre del 2008 i reati erano calati del 10% rispetto al 2007, quindi bravi Prodi e Amato. Oppure bravo nessuno, visto che gli italiani continuano ad aver paura del babau.</p>
<p><strong>L&#8217;Osservatorio di Pavia mette sul banco degli imputati la televisione</strong>, pubblica e privata, che quanto a <em>over dose</em> di cronaca nera è insidiata solo da quella della Spagna. Certo, la paura è un <em>instrumentum regni</em> di provata efficacia, e non lo scopriamo certo noi. Però io ho la sensazione che sia nel giusto il sociologo <strong>Zygmunt Bauman</strong> quando fa notare che ormai &#8220;tutta la vita è diventata una lotta, lunga e probabilmente impossibile da vincere, contro l&#8217;impatto potenzialmente invalidante delle paure e contro i pericoli, veri o presunti, che temiamo&#8221; (<em>La paura liquida</em>, Laterza).</p>
<p><strong>Bauman, in un altro passo efficace del suo libro, chiede sarcasticamente:</strong> &#8220;Quale computer è mai stato preda del millennium bug? Quanti vostri amici sono morti per la malattia della mucca pazza? Conoscete qualcuno che si sia ammalato per colpa di cibi geneticamente modificati?&#8221;. E&#8217; un modo, mi pare, per farci notare che la nostra epoca, così mobile e, appunto, così &#8220;liquida&#8221;, è una grande produttrice di paure. Non ci fa paura la crisi economica? Il degrado ambientale? Il nucleare? Il prezzo del petrolio? L&#8217;immigrazione? La potenza della Cina? Il terrorismo? Dovremmo semmai chiederci perché, con tante paure nuove di zecca e in crescita, <strong>l&#8217;istinto ci porti a focalizzare il panico su un fenomeno vecchio e in calo come la criminalità</strong>. Alla fin fine, forse, il capro espiatorio di terrori inediti che non sappiamo ancora esorcizzare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/italia-la-paura-del-crimine-che-non-ce/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>TONGA, FRUSTATE A CHI RUBA IL CIBO</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/criminalita/tonga-frustate-a-chi-ruba-il-cibo/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/criminalita/tonga-frustate-a-chi-ruba-il-cibo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 21:27:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Succede che]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=3452</guid>
		<description><![CDATA[Due adolescenti di Tonga, sorpresi a rubare del cibo dopo essere scappati dal carcere minorile, sono stati puniti con 6 colpi di gatto a nove code e 13 anni di prigione. La fustigazione è prevista dal codice penale locale ma non veniva iflitta dal 1980.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due adolescenti di Tonga, sorpresi a rubare del cibo dopo essere scappati dal carcere minorile, sono stati puniti con 6 colpi di gatto a nove code e 13 anni di prigione. La fustigazione è prevista dal codice penale locale ma non veniva iflitta dal 1980.</p>
<div id="attachment_3457" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-3457" title="TongaMappa" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/02/TongaMappa-150x150.jpg" alt="La mappa dell'arcipelago di Tonga, nel Pacifico." width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">La mappa dell&#39;arcipelago di Tonga, nel Pacifico.</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/criminalita/tonga-frustate-a-chi-ruba-il-cibo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>DROGA E CORRUZIONE, A VOI L&#8217;AFGHANISTAN</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/asia/afghanistan/droga-e-corruzione-a-voi-l-afghanistan/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/asia/afghanistan/droga-e-corruzione-a-voi-l-afghanistan/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 19:47:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Droga]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=2600</guid>
		<description><![CDATA[Come vive l’Afghanistan? Per metà spacciando droga ed estorcendo tangenti. Per l’altra metà cercando di sfuggire ai signori della droga e di pagare meno “pizzo” possibile. Forse è un’immagine a effetto, ma è quella che esce dal rapporto La corruzione in Afghanistan nel racconto delle vittime, elaborato dall’Ufficio dell’Onu contro la Droga e il Crimine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come vive l’Afghanistan? Per metà spacciando droga ed estorcendo tangenti. Per l’altra metà cercando di sfuggire ai signori della droga e di pagare meno “pizzo” possibile. Forse è un’immagine a effetto, ma è quella che esce dal rapporto <em><strong><a href="http://www.unodc.org/unodc/en/frontpage/2010/January/corruption-widespread-in-afghanistan-unodc-survey-says.html" target="_blank">La corruzione in Afghanistan nel racconto delle vittime</a></strong></em>, elaborato dall’Ufficio dell’Onu contro la Droga e il Crimine diretto dall’italiano <strong>Antonio Maria Costa</strong>. Da cui appunto scopriamo che <strong>nel 2009 al 50% degli afgani è toccato pagare almeno una tangente</strong> a poliziotti o pubblici ufficiali. In totale, <strong>una spesa  in bustarelle di 2.500 milioni di dollari</strong>, pari al 25,2% del Prodotto interno lordo. Se poi pensiamo che il traffico di oppio ha generato profitti per 2.800 milioni, l’impatto complessivo di droga e corruzione equivale a metà della ricchezza generale del Paese.</p>
<p><span id="more-2600"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2610" title="AfghanistanCorr" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/01/AfghanistanCorr.jpg" alt="AfghanistanCorr" width="300" height="196" /></p>
<p><strong>E’ un bilancio tristissimo</strong>, a quasi otto anni dall’attacco che liberò il Paese dal regime dei talebani. Per la gente del posto, che si conferma la prima carnefice di se stessa: pretendere una tangente di 160 dollari (questa la media dei pagamenti illeciti) da persone che, secondo le statistiche, hanno un reddito medio di 425 dollari l’anno, <strong>in un Paese in cui la speranza di vita alla nascita è di 44,5 anni</strong>, è poco meno di un omicidio a sangue freddo. E per tutte le nazioni che nel riscatto dell’Afghanistan hanno finora investito vite umane e mezzi: dopo tanti sacrifici,<strong> il cittadino afgano medio risulta assai più ferito dall’avidità di poliziotti e burocrati (59%) che preoccupato per l’offensiva della guerriglia (54%)</strong>, che pure riesce a colpire persino nel centro di Kabul. E fin troppo spesso (54%) crede che Ong e organizzazioni internazionali, che hanno avuto decine di vittime, restino nel Paese “solo per arricchirsi”.</p>
<p><strong>In questa duplice, e si spera provvisoria, sconfitta</strong> (degli afgani rispetto a se stessi, di noi rispetto a loro) trova concreta rappresentazione la riflessione che negli ultimi anni tormenta tutti coloro che hanno davvero a cuore le sorti del Paese. La vittoria militare e la liberazione da un regime oscurantista e crudele non hanno aperto la strada a una vera comunicazione tra due mondi agli antipodi: <strong>l’Occidente tecnologicamente avanzato</strong>, ricco e democratico, e l’Asia delle montagne isolate e delle campagne povere che ancora marcia a piedi o a dorso d’asino.</p>
<p><strong>Dando per scontata la nostra superiorità militare</strong>, ecco la vera battaglia da vincere: farci capire, raccontarci al di là dei miti velenosi della ricchezza, della comodità, della potenza. Da questo punto di vista non arriverà mai troppo presto il momento per ridimensionare certe idee sul ruolo dell’islam, religione che negli ultimi decenni ci ha presentato fin troppe volte il proprio volto più aggressivo ma che resta, anche per Paesi come l’Afghanistan, una “conquista” piuttosto recente. Sotto, alla base anche dei fenomeni che oggi ci angosciano, ci sono altre e più profonde strutture: <strong>lo scarso valore dell’individuo, la prevalenza del clan e della tribù, l’idea del potere come luogo del privilegio</strong> e non come ufficio del servizio (o, al limite, di una professione), la spettrale fragilità dell’idea di “cosa pubblica”. Non a caso l’Afghanistan, dopo otto anni di presenza occidentale, mostra gli stessi sintomi del più disastrato dei Paesi dell’Africa o dell’Asia. E’ di questo che bisogna rendersi conto, è su quel livello che bisogna operare con umiltà, disincanto e una certa dose di astuzia. <strong>Il 28 gennaio i grandi leader si incontreranno a Londra per parlare di Afghanistan</strong>. E se per una volta facessero parlare qualcun altro, per esempio uno dei contadini afgani taglieggiati dalla polizia, e loro provassero ad ascoltare?</p>
<p>Pubblicato su <a href="http://www.avvenire.it" target="_blank"><em>Avvenire</em></a><em> </em>del 20 gennaio 2010</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/asia/afghanistan/droga-e-corruzione-a-voi-l-afghanistan/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>STALKING, PRIMI RISULTATI DI UNA LEGGE</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/stalking-primi-risultati-di-una-legge/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/stalking-primi-risultati-di-una-legge/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 22:03:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=1853</guid>
		<description><![CDATA[Il 25 novembre è stata ricordata la &#8220;Giornata mondiale per l&#8217;eliminazione della violenza sulle donne&#8221;. Il 2009 è stato un anno importante per l&#8217;Italia, da questo punto di vista, perché è stata introdotta da noi la legge contro lo stalking, il reato di molestie persecutorie. Il punto della situazione, dopo quel passo in qualche modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 25 novembre è stata ricordata la &#8220;Giornata mondiale per l&#8217;eliminazione della violenza sulle donne&#8221;. Il 2009 è stato un anno importante per l&#8217;Italia, da questo punto di vista, perché è stata introdotta da noi la legge contro lo <em>stalking</em>, il reato di molestie persecutorie. Il punto della situazione, dopo quel passo in qualche modo storico, lo fa Isabella Rauti, capo-dipartimento del ministero per le Pari Opportunità.</p>
<p><span id="more-1853"></span></p>
<p>   <img class="aligncenter size-full wp-image-1856" title="stalking11" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/12/stalking11.jpg" alt="stalking11" width="300" height="229" /></p>
<p>     <strong> &#8220;A luglio, cioè cinque mesi dopo l&#8217;entrata in vigore della legge</strong>, il ministero degli Interni rilevava 195 arresti, 1.748 denunce e 446 allontanamenti, cioè divieti di raggiungere l&#8217;abitazione o il luogo di lavoro della vittima. Al 10 novembre&#8221;, aggiunge la Rauti, &#8220;una valutazione orientativa della Polizia segnalava <strong>2.950 denunce e 520 arresti</strong>. In più dell&#8217;80% dei casi le vittime sono donne. La legge è servita a far emergere un sommerso che si era stratificato in assenza di norme adeguate. Ma pensiamo che tali cifre siano solo la punta dell&#8217;iceberg&#8221;.</p>
<div id="attachment_1858" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-1858" title="Rauti-Alemanno1" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/12/Rauti-Alemanno1.jpg" alt="Isabella Rauti con il marito Gianni Alemanno, sindaco di Roma." width="300" height="217" /><p class="wp-caption-text">Isabella Rauti con il marito Gianni Alemanno, sindaco di Roma.</p></div>
<p>      Ricordo, a tal proposito, che è attivo <strong>un numero verde nazionale, il 1522</strong>, a cui è possibile rivolgere le richieste d&#8217;aiuto: un centralino che non soltanto fornisce indicazioni concrete alla vittima, ma anche sostegnoi psicologico. Il prossimo passo legislativo sarà una modifica della legge sulla violenza sessuale: il testo del relativo disegno di legge è già stato approvato dalla Camera in luglio.</p>
<p>     <strong> &#8220;Le modifiche principali&#8221;, dice Isabella Rauti</strong>, &#8220;saranno una maggiore certezza della pena, niente sconti per chi commette reati di questo tipo, anzi inasprimenti. Poi la considerazione di alcune aggravanti, il patrocinio gratuito per le vittime, l&#8217;accelerazione dei processi. Le leggi sono necessarie. rischiano però di essere insufficienti se non le accompagniamo con <strong>una rivoluzione culturale</strong> di mentalità e di costume per la quale servono prevenzione, informazione ed educazione&#8221;</p>
<p><strong>di Rosanna Biffi</strong></p>
<p><em>Contro la violenza sulle donne si battono anche gli uomini. Almeno alcuni, cioè quelli impegnati nella </em><a href="http://www.fioccobianco.it" target="_blank"><strong><em>Campagna del fiocco bianco</em></strong></a><em><strong>,</strong> ramificazione italiana di un&#8217;iniziativa nata in Canada nel 1991 anche per opera di Michael Kaufman e oggi diffusa in 60 Paesi.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/stalking-primi-risultati-di-una-legge/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LE RONDE, QUALCUNO SE LE RICORDA? IL SERVIZIO CIVILE, QUALCUNO LO DIFENDE?</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/le-ronde-qualcuno-se-le-ricorda-il-servizio-civile-qualcuno-lo-difende/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/le-ronde-qualcuno-se-le-ricorda-il-servizio-civile-qualcuno-lo-difende/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 21:07:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Maroni]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=1445</guid>
		<description><![CDATA[Ecco una storia italiana se mai ce ne fu una. E non intendo dell’Italia di centrodestra, che pure ne porta la responsabilità politica, ma di una certa Italia che non ha colore, tutta presa dai suoi mediocri entusiasmi e dai suoi piccoli livori. Dunque:  fino all’8 agosto, le ronde attive nelle nostre città erano 68. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco una storia italiana se mai ce ne fu una. E non intendo dell’Italia di centrodestra, che pure ne porta la responsabilità politica, ma di una certa Italia che non ha colore, tutta presa dai suoi mediocri entusiasmi e dai suoi piccoli livori. Dunque:  fino all’8 agosto, le ronde attive nelle nostre città erano 68. <strong>Ben 17 in Lombardia</strong>, 10 nel Veneto, 5 in Piemonte come in Emilia Romagna, Liguria e Toscana e via via nelle altre regioni. Zero ronde solo in Molise, Basilicata e Puglia.</p>
<p><span id="more-1445"></span></p>
<p>      <img class="aligncenter size-full wp-image-1449" title="Texas11" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/11/Texas11.jpg" alt="Texas11" width="300" height="194" /></p>
<p>      <strong>Poi, appunto l’8 agosto</strong>, entra in vigore il famoso “decreto sicurezza” del ministro degli Interni, Roberto Maroni, che impone alle ronde di regolarizzarsi (cioè registrandosi e sottoponendosi a una certa normativa) ma in cambio offre la possibilità di svolgere la tanto amata attività di custodia dell’ordine e di sorveglianza del pubblico benessere. Risultato: tre mesi dopo, le ronde che hanno chiesto di regolarizzarsi sono solo 6 (sei). <strong>Solo 1 (una) in Lombardia</strong>, solo 1 (una) in Veneto.</p>
<p>      <strong>Secondo molti osservatori</strong>, a spingere gli aspiranti rondisti a passare la serate con moglie e figli piuttosto che per strada è stato il divieto, introdotto appunto nel decreto, di ricevere finanziamenti privati e di avere legami con i partiti politici.</p>
<p>      <strong>Fa piuttosto ridere</strong>, però, pensare alle infinite discussioni e alle polemiche che accompagnarono l’introduzione del provvedimento, gli scontri tra ronde “di sinistra” e “di destra”, le accuse di fascismo e quelle di sfascismo, <strong>il panico da immigrato</strong> (perché poi quasi sempre lì si finiva), l’idea ridicola che le ronde avessero una qualche influenza sulla criminalità grande e piccola. Il tutto mentre il Governo disseminava le città di inutili pattuglie militari, insistendo sulla psicosi da (non) sicurezza che tanti voti aveva già portato. Speculare sulle emozioni è una tendenza insita nella politica. Ma che dire di tutti quei cittadini, padri responsabili e ottimi lavoratori, che si sono buttati a piè pari in questa colossale sciocchezza? Che si sono auto descritti <strong>un Paese che non esiste</strong>, da un lato pieno di malfattori che solo da loro potevano essere fermati, dall’altro pieno di aspiranti picchiatori che aspettavano solo l’ok di Maroni per tirar fuori il manganello?</p>
<p>      <strong>Intanto, nel menefreghismo di tutti</strong>, si consuma un tradimento vero del volontariato popolare, altro che ronde. Succede infatti che l’Ufficio nazionale del servizio civile a tutt’oggi non abbia pubblicato alcun bando per i progetti da attuare nel 2010. C’è una grana regolamentare in atto (il nuovo <strong>Prontuario per la presentazione dei progetti</strong> dovrebbe essere divulgato il 17 novembre, tardi per consentire alle organizzazioni autorizzate la presentazione e il varo dei progetti per il 2010) e circola il sospetto che si tratti di un trucco del Governo per non spendere i già pochi soldi previsti per il servizio.</p>
<p>      <strong>Lasciamo pure stare i sospetti</strong>. Resta che questo Paese si è diviso sulla bufala ronde e non spende una parola per difendere un istituto come il servizio civile, magari non decisivo per le sorti della patria ma utile e dignitoso. Bel colpo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/le-ronde-qualcuno-se-le-ricorda-il-servizio-civile-qualcuno-lo-difende/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>OMICIDIO DI VIA VERGINI: SE NELLA CACCIA AL BUONISMO IMPALLINIAMO LA BONTA’</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/omicidio-di-via-vergini-se-nella-caccia-al-buonismo-impalliniamo-la-bonta%e2%80%99/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/omicidio-di-via-vergini-se-nella-caccia-al-buonismo-impalliniamo-la-bonta%e2%80%99/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 14:52:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=1351</guid>
		<description><![CDATA[
Il “palo” che osserva indifferente. Il killer che esce dall’ombra, spara un primo colpo, avvicina la pistola alla testa della vittima per finirla, poi si allontana con tutta calma, l’arma ancora in pugno. La sequenza ripresa in via Vergini, nel quartiere Sanità di Napoli, mi ha fatto quasi lo stesso effetto che mi fece, l’11 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="320" height="265"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Ndyb0Uqvgto&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Ndyb0Uqvgto&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="320" height="265" align="left" hspace="10"></embed></object><br />
Il “palo” che osserva indifferente. Il killer che esce dall’ombra, spara un primo colpo, avvicina la pistola alla testa della vittima per finirla, poi si allontana con tutta calma, l’arma ancora in pugno. La sequenza ripresa in via Vergini, nel quartiere Sanità di Napoli, mi ha fatto quasi lo stesso effetto che mi fece, l’11 settembre 2001, vedere in diretta il crollo della seconda Torre di New York. Incredulità, paura, il cervello che rifiuta di assimilare quanto sta comunque registrando.<br />
<img src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/10/Sagoma.jpg" alt="Sagoma" title="Sagoma" width="300" height="250" class="alignleft size-full wp-image-1322" hspace="10"/> <strong> Quello che le telecamere hanno registrato a Napoli</strong> è un dramma nazionale di fronte a cui dovremmo fare un collettivo <em>mea culpa</em>. Sarebbe troppo facile, adesso, chiedere al ministro Maroni di riepilogare i fantastici risultati del dispiegamento di <strong>qualche centinaio di soldati in Campania</strong>, così strombazzato qualche tempo fa. L’omicidio di via Vergini, per come si è svolto e per come è stato metabolizzato da una città esausta, ha radici antiche, ben più lunghe e potenti delle glorie o delle miserie attuali.<br />
<strong>Vorrei però portare un po’ d’attenzione</strong> su ciò che ha già colpito molti osservatori: l’indifferenza della gente del quartiere, uomini e donne che passavano accanto al cadavere o addirittura lo scavalcavano, lanciandogli al più un’occhiata distratta. <strong>Roberto Saviano</strong>, l’autore di <em>Gomorra</em>, ha scritto di sperare in una ribellione degli abitanti del rione Sanità. Con tutto il rispetto per la sua conoscenza di Napoli e per il suo amore per il Sud, a me pare che il problema sia ormai un po’ più vasto.<br />
<strong>Il “politicamente corretto” di questi anni</strong> prevede che sulla graticola finiscano il “buonismo”, il “moralismo”, il “pietismo”. Forse è solo il pendolo che da un estremo corre verso quello opposto, e ce lo meritiamo. Purtroppo, però, il confine che separa il buonismo dalla bontà è assai sottile, così come la linea che divide il moralismo dalla morale e il pietismo dalla pietà, mentre qui si pensa di risolvere tutto a colpi di accetta. In via Vergini si è sparato alla testa di un uomo ma quest’estate sono stati almeno due i casi di bagnanti che rimanevano sdraiati in spiaggia, e magari sorbivano una Coca, <strong>a un metro da un morto annegato</strong>. Indifferenti? Forse no. Non abbastanza, comunque, per farsi un segno della Croce e cambiare spiaggia in segno di rispetto per il morto.</p>
<p><strong>Se nella caccia al buonismo impalliniamo anche la bontà</strong>, prepariamo una società inutilmente crudele. Se diamo una bastonata alla pietà scambiandola per pietismo, ci costruiamo l’inferno in terra. Io, personalmente, non ci tengo. E metto tra i grandi equivoci di questo segno anche la politica dei respingimenti nei confronti degli immigrati illegali. Tra di loro ci sono migliaia di persone che cercano rifugio da noi perché nei loro Paesi (<strong>Eritrea, Somalia, Sudan, Afghanistan…</strong> ) è semplicemente impossibile vivere da cittadini, spesso anche da semplici esseri umani. Se respingiamo tutti, senza nemmeno controllare chi siano, ributtiamo migliaia di persone sotto i ferri dei loro aguzzini, a cominciare da quel colonnello Gheddafi che li chiude in orribili campi di detenzione. So che a molti, certo non più stupidi o meno perbene di me, questa politica piace. Io però, tra buonismo e crudeltà, scelgo ancora il primo. Errore per errore, mi pare meno grave.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/omicidio-di-via-vergini-se-nella-caccia-al-buonismo-impalliniamo-la-bonta%e2%80%99/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ASCOLTIAMO LA VOCE DI MANUELA, COMPAGNA DI UN DETENUTO</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/ascoltiamo-la-voce-di-manuela-compagna-di-un-detenuto/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/ascoltiamo-la-voce-di-manuela-compagna-di-un-detenuto/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 16:42:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=1032</guid>
		<description><![CDATA[In luglio ho scritto un post sull&#8217;affollamento delle carceri italiane, che scoppiano e costringono i detenuti a una vita inumana. Pubblicai anche i dati sui suicidi. Un po&#8217; di tempo dopo a questa piccola spiaggia e&#8217; approdata la testimonianza di Manuela, compagna di un detenuto. Lei ha scritto tutta la propria amarezza, io ho risposto come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In luglio ho scritto un post sull&#8217;affollamento delle carceri italiane, che scoppiano e costringono i detenuti a una vita inumana. Pubblicai anche i dati sui suicidi. Un po&#8217; di tempo dopo a questa piccola spiaggia e&#8217; approdata la testimonianza di Manuela, compagna di un detenuto. Lei ha scritto tutta la propria amarezza, io ho risposto come ho potuto. Ora Manuela e&#8217; tornata. Ma lei ha risposto al post di allora, mentre vorrei che molti leggessero le sue parole. Cos¡, sperando che lei non si offenda, pubblico anche qui la sua lettera. E la ringrazio.</p>
<p><span id="more-1032"></span></p>
<p>&#8221; …è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1000 a 10000 euro chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze..(art.727 codice penale)<br />
…per i cani custoditi in recinto la superficie di base non dovrà essere inferiore a metri quadrati 15,ogni recinto non potrà contenere più di due cani adulti,ogni cane in piu’ comporterà un aumento minimo di superficie di metri quadrati 6..(regolamento comunale di Firenze art 21)<br />
Sai una cosa Fulvio?..in Italia son più tutelati i cani che i detenuti…  (in teoria ovviamente!)<br />
A Treviso c’è la sezione semiliberi.<br />
Dodici uomini in uno stanzone male illuminato e male aerato a detta degli stessi operatori.<br />
Quattro letti a castello a tre piani.<br />
Un gabinetto alla turca per tutti.<br />
Una doccia?…si…sopra alla turca!<br />
Un lavandino.<br />
Fumatori con non fumatori (tanto la salute è un optional).<br />
Dodici uomini che sono stati ammessi alla semilibertà, una modalità di espiazione della pena che dovrebbe essere finalizzata al consolidamento positivo della personalità del condannato attraverso il reinserimento graduale nell’ambiente libero.<br />
C’è qualcosa di educativo e socializzante nel venir trattati come bestie??<br />
Sai come funziona la semilibertà?<br />
Ti svegli la mattina e dopo aver trovato il modo di usare l’unico bagno(chiamiamolo così) ti fai 40 o 50 km per andare a lavorare.<br />
Altrettanti per tornare la sera.<br />
Spera che non ci sia la nebbia o qualcosa che ti faccia arrivare tardi perchè hai un orario per tutto.<br />
Non puoi fermarti a bere un caffè&#8230; non è permesso…<br />
Otto ore di lavoro.<br />
Due ore per pranzare.<br />
Due ore per cenare.<br />
Tutti i tuoi interessi e affetti li puoi coltivare solo in quel poco tempo.<br />
Pranzo e cena te li devi fare e preparare a casa tua.<br />
Riesci a far due chiacchiere!…. non di più….<br />
Tieni sempre d’occhio l’orologio perchè non puoi fare tardi.<br />
Ti aiuta qualcuno!<br />
A dir la verità no… sei tu che dovresti aiutare tuo padre che è anziano e malato.<br />
… hai pure una donna ma lavora e abita a 100 km di distanza.<br />
…. puoi vederla nel week-end.<br />
No&#8230; il week-end devi farlo in carcere!!!<br />
Non fermarti a pensare non c’è tempo… devi rientrare in carcere….<br />
Sei stanco??<br />
Aspetta… stasera ti fanno pure un esame del sangue.<br />
Nel mio ci troverebbero il veleno!!!!!!!<br />
Sai cosa mi chiedo io?<br />
Mi chiedo dove uno trovi la forza per non scappare da questo inferno e tornare ogni sera a rivivere il suo incubo…..<br />
Nessuno chiede miracoli…<br />
Si chiede solo un po’ di rispetto&#8230;<br />
Il permesso di pagare con dignità gli errori che uno ha commesso….<br />
Il permesso di essere trattato come un essere umano…<br />
e credo che un essere umano non possa avere meno diritti di un cane!!!<br />
Ciao Fulvio e grazie dello spazio che mi concedi…….&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/ascoltiamo-la-voce-di-manuela-compagna-di-un-detenuto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>16</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>SANAA CONVIVENTE E ASSASSINATA, MOHAMED PIZZAIOLO E ASSASSINO. CHI ERA IL PIU&#8217; INTEGRATO DEI DUE?</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/mohamed-pizzaziolo-e-assassino-sanaa-convinvente-e-assassinata-chi-era-quello-integrato-dei-due/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/mohamed-pizzaziolo-e-assassino-sanaa-convinvente-e-assassinata-chi-era-quello-integrato-dei-due/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 17:43:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[fondamentalismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=850</guid>
		<description><![CDATA[Il dramma di Azzano Decimo, vicino a Pordenone, dove un padre marocchino, El Ketawi Dafani, ha sgozzato la figlia diciottenne, Sanaa, andata a vivere col fidanzato italiano, dovrebbe aiutarci a riflettere non solo sul tema dell’integrazione degli immigrati ma sul concetto stesso di integrazione. Cosa ci vuole per potersi dire, o essere definiti, integrati? Prendiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il dramma di Azzano Decimo, vicino a Pordenone, dove un padre marocchino, El Ketawi Dafani, ha sgozzato la figlia diciottenne, Sanaa, andata a vivere col fidanzato italiano, dovrebbe aiutarci a riflettere non solo sul tema dell’integrazione degli immigrati ma sul concetto stesso di integrazione. Cosa ci vuole per potersi dire, o essere definiti, integrati? Prendiamo il padre assassino: tutte le cronache dal luogo lo descrivono come una persona normale, un musulmano che osservava il digiuno del ramadan ma non frequentava la moschea e qualche volta si concedeva il piacere degli alcolici. Un marocchino arrivato 11 anni fa in Italia, un lavoratore che aveva cominciato come sguattero ed era poi stato “promosso” aiuto cuoco. Un padre-padrone, forse, ma vogliamo andare a vedere i dati sulle violenze domestiche di noi italiani?</p>
<p><span id="more-850"></span>         <strong>L’avremmo definito integrato, no?</strong> E invece non era integrato per niente. E sua figlia, <strong>Sanaa</strong>?  Si era fidanzata con il figlio del datore di lavoro del padre, contro il parere dei genitori (chi conosce un poco l’islam sa che cosa questo voglia dire, quanto a ribellione) e nonostante l’ampia differenza d’età con il fidanzato (13 anni). Non solo: era andata a convivere, ed è stata uccisa per questo. <strong>E lei, non era integrata?</strong> Caspita se lo era. Al punto da adottare un atteggiamento che anche molti genitori italiani (io, per esempio) avrebbero osteggiato nei propri figli.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-869" title="SanaaMadre1" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/09/SanaaMadre11.jpg" alt="SanaaMadre1" width="250" height="225" /></p>
<p>   <strong>Il dramma di Pordenone</strong> ricorda terribilmente una vicenda analoga, finita allo stesso modo: l’assassinio di <strong>Hina Saleem</strong>, 19 anni, da parte del padre Mohamed a Ponte Zanano di Sarezzo (Brescia), per ragioni quasi identiche. E tutto questo per dire solo che l’integrazione è una cosa complicata e piena di sfumature e che andrebbe studiata e osservata con più attenzione e, se mi si passa un termine fin troppo fragile, con molta più discrezione. Non sono d’accordo, quindi, con il sindaco di Azzano Decimo, <strong>Enzo Bortolotti</strong> della Lega Nord, che sbrigativamente afferma: “Queste sono persone che non si possono integrare”. Capisco la sua rabbia e la sua (mi pare, giudicando da lontano) onesta disperazione. Così dicendo, però, involontariamente insulta non l’omicida ma la vittima, che era perfettamente integrata nei modelli dominanti della nostra cultura, e con lei le sue due sorelline, di 4 e 10 anni d’età, che domani potrebbero essere delle splendide cittadine italiane.</p>
<p>      <strong>E non posso concordare neanche con Mohamed  Ouhatiq</strong>, imam di Pordenone, che più o meno sostiene: un buon musulmano non avrebbe mai fatto una cosa simile. Nessuna persona normale l’avrebbe mai fatto, musulmano o cristiano o buddista. E infatti noi consideriamo una conquista aver eliminato dall’ordinamento penale quell’infamia ch’era chiamata “delitto d’onore”. Perché ci sono idee e valori (per esempio, che <strong>la vita di una donna non vale meno di quella di un uomo</strong>) che travalicano la religione e, molto semplicemente, appartengono a tutti gli esseri umani.</p>
<p>      <strong>Proprio lungo lo stretto crinale</strong> che corre tra quei due pareri potremmo forse trovare la giusta strategia per l’integrazione di questi immigrati che, alla fin fine, ci sono tanto necessari. Perché la realtà è questa: il padre di Sanaa, con tutti i suoi complessi, i suoi pregiudizi e i suoi istinti omicidi, sarebbe ancora lì a farci le pizze (e noi a mangiarle) se non avesse deciso di ammazzare la figlia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/index.php/italia/mohamed-pizzaziolo-e-assassino-sanaa-convinvente-e-assassinata-chi-era-quello-integrato-dei-due/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
