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	<title>Fulvio Scaglione - Giornalista &#187; Tremonti</title>
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		<title>TREMONTI PROFETA ANCHE SUL GOVERNO</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 15:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avendo la rara occasione di incontrare il ministro Giulio Tremonti, mi sono riletto &#8220;La paura e la speranza&#8221;, il libro (pubblicato da Mondadori) che ha contribuito alla sua meritata fama di &#8220;uomo che seppe prevedere la crisi&#8221;. Il saggio è tutto interessante, è ovvio. Ma mi ha colpito quanto scrisse allora (2008) Tremonti sui governi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avendo la rara occasione di incontrare<strong> il ministro Giulio Tremonti</strong>, mi sono riletto &#8220;La paura e la speranza&#8221;, il libro (pubblicato da Mondadori) che ha contribuito alla sua meritata fama di &#8220;uomo che seppe prevedere la crisi&#8221;.</p>
<p><span id="more-9883"></span></p>
<div id="attachment_9888" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/tremonti.jpg"><img class="size-full wp-image-9888" title="tremonti" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/tremonti.jpg" alt="Il ministro Giulio Tremonti con Silvio Berlusconi." width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il ministro Giulio Tremonti con Silvio Berlusconi.</p></div>
<p>Il saggio è tutto interessante, è ovvio. Ma mi ha colpito quanto scrisse allora (2008) Tremonti sui governi. Sembra scritto oggi per il Governo di cui lui stesso fa parte. Ecco il brano.</p>
<blockquote><p>&#8220;L&#8217;intensità<em> straordinaria</em> dei problemi che arrivano da fuori sull&#8217;Europa sovrasta la forza<em> ordinaria </em>dei governi, per una ragione molto semplice: sono problemi che, imponendo riforme ad alto impatto economico e sociale,<strong> non possono essere gestiti con il 50 virgola qualcosa di suffragio elettorale,</strong> come invece è stato finora per decenni e decenni.</p>
<p>E&#8217; questa la ragione per cui nell&#8217;Europa continentale il pendolo della politica non va più da destra a sinistra, o da sinistra a destra, ma in una direzione sola: contro i governi in carica.<strong> E la soluzione non è nella scorciatoia delle leggi elettorali.</strong></p>
<p>Difatti, se sei minoranza o risicata maggioranza nel Paese e diventi larga maggioranza in Parlamento solo perché la legge elettorale ti attribuisce un <em>premio</em> &#8211; un premio di collegio o un premio nazionale &#8211; comunque non riesci a governare solo per effetto di questo artificio. Le leggi elettorali premiali di questo tipo funzionavano infatti per il governo della normalità.<strong> Non funzionano più, se come ora devi governare problemi straordinari.</strong> Se hai il 40% dei voti nel Paese e vinci per premio il 55% dei seggi in Parlamento, vinci le elezioni ma non vinci il governo&#8221;.</p></blockquote>
<p>La legge elettorale vigente in Italia, a suo tempo redatta dal leghista Calderoli ma con l&#8217;aiuto dello stesso Tremonti, garantisce un minimo di 340 seggi (sui 630 totali) alla Camera dei deputati alla coalizione che ottiene la maggioranza relativa dei voti. Come &#8220;premio&#8221; è enorme ma non è questo il punto. <strong>Dalla fine del 2010, con la defezione dei finiani, il Governo Berlusconi ha appunto una maggioranza risicata,</strong> contrattata di settimana in settimana con i &#8220;responsabili&#8221; e altri transfughi; subisce il dissenso della Lega su questioni certo non secondarie (la difesa dell&#8217;industria nazionale, per esempio, o la guerra in Libia); è esso stesso spaccato sulla politica economica (vedi il rigore di Tremonti contro il rilancio auspicato da Galan e altri ministri).  Caro ministro Tremonti, proprio per le sfide eccezionali e per le riforme da fare, non è ora di staccare la spina a Berlusconi?</p>
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		<title>TREMONTI E L&#8217;IMMIGRATO CHE LAVORA</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 17:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Giulio Tremonti, come ben sappiamo, è il plenipotenziario del Governo per la politica economica e finanziaria. E&#8217;, inoltre, il ministro di cui il premier Berlusconi non può fare a meno e, all&#8217;interno dello stesso Governo, l&#8217;interlocutore di fiducia della Lega Nord. Si presume, dunque, che le sue analisi e le sue opinioni abbiano non solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="FamigliaCristiana_FrontEnd_102438_ctl00_paragraphsReader_repParagraphs_ctl00_pParagrafo"><strong>Giulio Tremonti</strong>, come ben sappiamo, è il  plenipotenziario del Governo per la politica economica e finanziaria.  E&#8217;, inoltre, il ministro di cui il premier <strong>Berlusconi</strong> non può fare a meno e, all&#8217;interno dello stesso Governo, l&#8217;interlocutore di fiducia della <strong>Lega Nord</strong>.  Si presume, dunque, che le sue analisi e le sue opinioni abbiano non  solo un certo peso ma in una certa misura rispecchino anche il modo di  pensare del Governo stesso.</p>
<p><span id="more-9726"></span></p>
<div id="attachment_9737" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/tremontisito.jpg"><img class="size-full wp-image-9737" title="tremontisito" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/tremontisito.jpg" alt="Il ministro Giulio Tremonti." width="300" height="247" /></a><p class="wp-caption-text">Il ministro Giulio Tremonti.</p></div>
<p>Se è così, cioè se <strong>Tremonti</strong> non parla a vanvera (e di solito non lo fa), le parole che il ministro ha pronunciato ieri a margine dei lavori del  Fondo monetario internazionale a Washington (Usa), dovrebbero chiudere  per un bel pezzo lo sciocchezzaio che, in Italia, immiserisce e svilisce  il necessario dibattito sull&#8217;immigrazione. Tremonti ha detto questo: <strong>&#8220;In Italia ci sono 4 milioni di immigrati, tra cui moltissimi giovani, che lavorano da mattina a sera e anche di notte&#8230;</strong> Questo  formula un&#8217;idea sulle cause e i perché della disoccupazione giovanile. L&#8217;Italia offre lavoro a certe condizioni a certe persone, evidentemente non c&#8217;è domanda per questi tipi di lavoro da parte di altri. Bisogna piuttosto chiedersi che lavoro fanno gli immigrati&#8221;.</p>
<p><strong> Interrogato sulla crescente disoccupazione giovanile in Italia</strong> (che nella fascia d&#8217;età 15-24 anni sfiora ormai il 30%), il ministro ha ribadito: &#8220;Non mi risulta che tra i giovani immigrati ci sia disoccupazione, è tutta gente che lavora tantissimo&#8221;. E ha poi escluso che si possa ipotizzare un blocco dell&#8217;immigrazione.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/lavorosito.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9738" title="lavorosito" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/lavorosito-150x150.jpg" alt="lavorosito" width="150" height="150" /></a>Uno stop, dunque, alla fabbrica delle bufale. <strong>Museruola a chi dice che gli immigrati rubano lavoro agli italiani: Tremonti dice esattamente il contrario,</strong> e cioè che gli immigrati fanno lavori di cui c&#8217;è comunque bisogno ma  che gli italiani non vogliono più fare. Lavori che sono retribuiti &#8220;a  certe condizioni&#8221;, a quanto pare respinte da tanti giovani italiani.  Escluso il blocco dell&#8217;immigrazione, in linea del resto con le recenti  analisi del ministero del Lavoro guidato da <strong>Maurizio Sacconi</strong>, secondo cui da qui al 2020 l&#8217;Italia avrà bisogno di quasi 2 milioni di nuovi lavoratori immigrati. Lavoratori che, come i 4 milioni già citati da Tremonti, concorrono alla produzione della ricchezza nazionale, sostengono il pagamento delle pensioni e contribuiscono a non far sprofondare l&#8217;indice demografico della popolazione italiana.</p>
<p>Certo, <strong>bisognerebbe interrogarsi su quali siano quelle &#8220;condizioni&#8221; di lavoro che gli immigrati accettano e gli italiani respingono: forse sono condizioni inaccettabili, o accettabili solo da chi proviene dalla disperazione o da una grande miseria,</strong> nel qual caso è illusorio credere che i giovani italiani possano accettarle se non in caso di estremo bisogno. Ma fa comunque piacere sentir confermare anche da un personaggio potente e  influente come Tremonti, poco sospettabile di cattocomunismo, i giudizi  che molti ambienti cattolici, compresa <em>Famiglia Cristiana</em>, esprimono da tempo sul tema dell&#8217;immigrazione e sul ruolo dei lavoratori immigrati nell&#8217;economia nazionale.</p>
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		<title>PERCHE&#8217; NON FIDARSI DI TREMONTI &#8211; 2</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 21:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dunque, come si diceva nel primo post su questo tema: bisogna assolutamente trovare 25 miliardi di euro. Quindici saranno recuperati con i tagli (blocco del salario degli statali, riduzione dei trasferimenti alle Regioni, qualche riduzione di spesa qua e là tranne che alla politica e ai partiti, e così via), e su questi si può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dunque, come si diceva nel primo post su questo tema: bisogna assolutamente trovare 25 miliardi di euro. Quindici saranno recuperati con i tagli (blocco del salario degli statali, riduzione dei trasferimenti alle Regioni, qualche riduzione di spesa qua e là tranne che alla politica e ai partiti, e così via), e su questi si può contare. <strong>Altri dieci saranno ramazzati combattendo l&#8217;evasione fiscale</strong>, e su questo la certezza è molto minore.</p>
<p><span id="more-5411"></span><strong></strong></p>
<div id="attachment_5420" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-5420" title="tremonti1111" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/06/tremonti1111.jpg" alt="Giulio Tremonti, ministro dell'Economia." width="300" height="223" /><p class="wp-caption-text">Giulio Tremonti, ministro dell&#39;Economia.</p></div>
<p><strong>Molti hanno fatto notare a Tremonti che ridurre il deficit dello Stato salassando i cittadini e senza ridurre le aliquote fiscali </strong>vuol dire deprimere i consumi e con quelli l&#8217;economia. Lui, che è un volpone, ha ribattuto dicendo: per ridurre le tasse dobbiamo fare altri tagli. Non vorrete, proprio voi di sinistra, <strong>abbattere l&#8217;assistenza sanitaria</strong> e in generale il Welfare? La risposta giusta, secondo me, è questa: certo che no, ma bisognerebbe tagliare in parte altrove e comunque meglio. Tremonti non lo fa perché <strong>il suo è un calcolo politico prima che economico</strong>, il cui scopo è far pagare la crisi soprattutto agli italiani che non appartengono all&#8217;elettorato del centrodestra.</p>
<p><strong>Diamo un&#8217;occhiata ai tagli. Tutti i cittadini pagano per la riduzione dei trasferimenti agli enti locali</strong> (con questo il Governo mette insieme il 60% dei 15 miliardi di euro da raccogliere coi tagli): se l&#8217;autobus o la metropolitana costano di più, se la mensa dell&#8217;asilo costa di più, se la raccolta immondizie costa di più, ci riguarda tutti. <strong>Poi c&#8217;è il blocco dei salari degli statali (insegnanti, poliziotti, impiegati&#8230;), che riguarda 3,5 milioni di persone.</strong> Il resto è minutaglia da trovare qua e là.</p>
<p><strong>Si poteva tagliare altrove? Secondo me sì.</strong> Per dire: aboliamo tutte le province; vendiamo tutte le proprietà pubbliche che non sono essenziali al prestigio dell&#8217;Italia o al funzionamento dello Stato (fari, tenute agricole, allevamenti, palazzi e così via); <strong>rispettiamo l&#8217;esito del referendum del 1993 (abolizione del finanziamento pubblico ai partiti)</strong> ed elimiamo lo scandaloso &#8220;rimborso elettorale&#8221;, che per le sole elezioni del 2008 ci è costato più 300 milioni di euro.</p>
<p><strong>Inoltre: per due anni (questo è l&#8217;arco della Manovra Tremonti) blocchiamo tutti gli acquisti di armi</strong> e le forniture militari non essenziali per la sicurezza dei soldati. <strong>Solo la commessa per i 131 caccia-bombardieri F-35 ci costa 15 miliardi di euro</strong>; abbiamo ancora da liquidare una tranche da 5 miliardi di euro per l&#8217;acquisto di 121 caccia Eurofighter; in ogni caso, abbiamo quasi 40 mila soldati professionisti più della Francia e quasi 50 mila più della Gran Bretagna. Perché risparmiare sugli asili e sui bus quando possiamo risparmiare, almeno in questa emergenza, su caccia-bombardieri che non usiamo mai?</p>
<p><strong>E poi ci sono gli altri 10 miliardi di euro, quelli che dovremmo recuperare combattendo l&#8217;evasione fiscale. </strong>Con i tre scudi varati dai suoi ministeri, Tremonti ha già messo al riparo una bella quota di evasori. Ce ne sono altri? Possibile? Curiosità a parte, è chiara una cosa: l&#8217;evasione di cui si parla non è quella del capitale all&#8217;estero ma quella &#8220;organica&#8221;, quotidiana, &#8220;produttiva&#8221;, quella insomma che Berlusconi ha spesso esaltato come una forma di autodifesa civile da un fisco troppo (questo è vero) rapace. <strong>Se vorrà incidere qui, Tremonti dovrà darsi da fare con le partite Iva, alle quali sono attribuiti ben 30 miliardi di euro di evasione l&#8217;anno. </strong></p>
<p><strong>Io penso che non lo farà, perché questo è il nocciolo duro dell&#8217;elettorato di centrodestra</strong>. Mi cospargerò il capo di cenere se verrà dimostrato il contrario. Anzi: diamo per scontato che i 10 miliardi salteranno fuori. Però mi domando: perché i tagli non sono stati fatti nei settori che ho elencato (o magari <strong>anche</strong> lì) e i 10 miliardi strappati agli evasori non vengono spesi per finanziare la riduzione delle tasse? La risposta che mi viene è quella che dicevo: qui si tratta di far pagare la crisi ad alcuni rispettando gli interessi di altri, cioè di quelli che votano centrodestra.</p>
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		<title>PERCHE&#8217; NON FIDARSI DI TREMONTI &#8211; 1</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 20:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando avrà finito di azzoppare la magistratura e la stampa e affossare la Rai, il Cavaliere farà passare con la solita fiducia (o credete che vorrà discutere 2.500 emendamenti, metà dei quali dei suoi parlamentari?) la Manovra Tremonti. Di cui si sanno per certe solo due cose: 15 miliardi di euro saranno recuperati con tagli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando avrà finito di azzoppare la magistratura e la stampa e affossare la Rai, il Cavaliere farà passare con la solita fiducia (o credete che vorrà discutere 2.500 emendamenti, metà dei quali dei suoi parlamentari?) la Manovra Tremonti. Di cui si sanno per certe solo due cose: <strong>15 miliardi di euro saranno recuperati con tagli alla spesa, altri 10 dovranno essere trovati con la lotta all&#8217;evasione fiscale.</strong> Tra i possibili effetti, uno è sicuro: contribuirà a deprimere di un altro po&#8217; il tenore di vita degli italiani.</p>
<p><span id="more-5346"></span></p>
<div id="attachment_5363" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-5363" title="tremonti11" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/06/tremonti11.jpg" alt="Giulio Tremonti, ministro dell'Economia." width="300" height="223" /><p class="wp-caption-text">Giulio Tremonti, ministro dell&#39;Economia.</p></div>
<p>Il perché è chiaro: <strong>i tagli agli enti locali</strong> costringerano Regioni, Province e Comuni a tagliare i servizi e/o a chiedere più soldi ai cittadini; <strong>il recupero dell&#8217;evasione</strong>, se avverrà, toglierà alle famiglie una riserva importante, il vero &#8220;tesoretto&#8221; (come le statistiche dimostrano) che ha tenuto a galla l&#8217;Italia in questi anni di crisi economica. L&#8217;effetto deprimente lo prevedono tutti. Al recente convegno dei <strong>Giovani Imprenditori di Confindustria</strong> è stata presentata una ricerca realizzata dalla <a href="http://www.demos.it" target="_blank">Demos&amp;PI</a> di Ilvio Diamanti, da cui emerge che la maggiore preoccupazione degli imprenditori per il 2010 è il calo della domanda (42,1%, era il 16,1% l&#8217;anno scorso), seguita dal ritardo nei pagamenti (26,2%, era il 37%) e dal blocco delle linee di credito (15,5%, era il 19,9%). Anche la <strong>Banca d&#8217;Italia</strong>, che pure ha giudicato necessaria la Manovra, stima che essa produrrà una contrazione del Prodotto interno lordo di circa mezzo punto (pari a 7-8 miliardi di euro).</p>
<p><strong>Ridurre in qualche modo il deficit pubblico è inevitabile</strong>. Manovre simili sono in atto anche in Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna, per non parlare della Grecia, quindi&#8230; Il problema è questo: <strong>Giulio Tremonti è stato il super-ministro dell&#8217;Economia in tutti i Governi Berlusconi, il che vuol dire per otto degli ultimi dieci anni</strong>. Qualche responsabilità se la vorrà prendere o no? Io provo qui ad analizzare  l&#8217;impostazione della manovra (1) e poi a decifrarne l&#8217;impostazione politica (2), che secondo me nasconde più un&#8217;operazione elettorale che finanziaria.</p>
<p><strong>Il primo dato di fatto è che il liberale Berlusconi, con la sua attività di Governo,</strong> ha portato gli italiani ad avere i salari più bassi del mondo sviluppato (vedi statistiche <a href="http://www.oecd.org" target="_blank">Ocse</a>) e le tasse più alte d&#8217;Europa: 5 punti in più della media per i redditi da lavoro e 6 punti in più per i redditi da lavoro più bassi e per i profitti delle imprese. La favola del <strong>&#8220;non metteremo le mani nelle tasche degli italiani&#8221;</strong> va bene solo per i gonzi: ridurre i servizi e lasciare immutate le tariffe (o addirittura alzarle, dalle poste ai trasporti pubblici) è come aumentare le tasse.</p>
<p><strong>Ora, si può credere a  un ministro come Tremonti</strong> che in otto anni di Governo ha varato tre &#8220;scudi&#8221; fiscali, di fatto un grande regalo ai grandi evasori e ai capitali della criminalità organizzata, quando di colpo scopre che l&#8217;evasione fiscale generalizzata è un dramma per l&#8217;Italia? Si può credere alla nuova battaglia di chi fino a qualche mese fa esaltava i risultati dell&#8217;ultimo condono?</p>
<p>La domanda non è retorica ma assai concreta. <strong>Gli scudi di Tremonti erano giustificati con due obiettivi</strong>: far emergere il &#8220;sommerso&#8221;, azzerando le situazioni dolose, e iniettare denaro fresco nel circuito economico. Con l&#8217;ultimo condono, a sentire le fonti ufficiali, sarebbero tornati in Italia, belli pronti per essere investiti qui, addirittura 100 miliardi di euro. <strong>Quella somma equivale, in teoria, a circa 7 punti di Pil </strong>e a quattro volte quanto il Governo cerca ora di mettere insieme per riportare sotto controllo il deficit. Se quei 100 miliardi fossero davvero finiti in un circuito virtuoso, ora non saremmo così in brache di tela.</p>
<p>In più: tutti i Governi che si sono avvicendati al potere nell&#8217;ultimo decennio hanno fatto incrementare la spesa pubblica. Il Governo Amato nel 2002 la fece crescere dell&#8217;8,3%, quello Prodi nel 2008 del 3,61%. Ma il record del decennio tocca proprio a Berlusconi, con il più 9,09% del 2003. Per farla breve: <strong>negli anni di Governo del centrosinistra, l&#8217;incremento della spesa pubblica è stato dell&#8217;1,79% in media l&#8217;anno; in quelli del centrodestra del 3,71%.</strong> In sostanza, tutti i Governi cercano di &#8220;comprare&#8221; il consenso con la spesa. Avendo governato di più, il centrodestra lo ha fatto di più, e più pesantemente.</p>
<p>Se uno mette insieme <strong>la tendenza a sfondare i bilanci e quella a condonare l&#8217;evasione</strong>, che hanno caratterizzato tutti i Governi Berlusconi-Tremonti, riesce difficile credere non solo che questo duo voglia davvero risanare i conti, ma che sia capace di farlo. La mia idea è che sarebbero pure capaci ma che vogliano farlo <strong>solo a spese dell&#8217;elettorato altrui</strong>, continuando a privilegiare il proprio a spese dello Stato. Proverò a dirlo nel prossimo post.</p>
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		<title>IL TRISTE SHOW DI SILVIO E GIULIO</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 20:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La manovra finanziaria da 24 miliardi di euro è arrivata quando era ormai consolidata nell&#8217;opinione pubblica la sensazione che una stretta ulteriore fosse in pratica inevitabile. L&#8217;esempio della Grecia e le grida d&#8217;allarme che si levavano da ogni parte d&#8217;Europa ci avevano preparato tutti. Ma nonostante questo, la presentazione della nuova lista di sacrifici ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La manovra finanziaria da 24 miliardi di euro è arrivata quando era ormai consolidata nell&#8217;opinione pubblica la sensazione che una stretta ulteriore fosse in pratica inevitabile. L&#8217;esempio della Grecia e le grida d&#8217;allarme che si levavano da ogni parte d&#8217;Europa ci avevano preparato tutti. Ma nonostante questo, la presentazione della nuova lista di sacrifici ha assunto contorni da commedia dell&#8217;arte, com&#8217;è nel nostro costume. E ci ha regalato un nuovo cast di figure piuttosto patetiche, almeno in rapporto al momento che stiamo vivendo. In ordine di apparizione:</p>
<p><span id="more-4957"></span></p>
<div id="attachment_4963" class="wp-caption aligncenter" style="width: 461px"><img class="size-full wp-image-4963" title="tremonti berlusconi1" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/05/tremonti-berlusconi1.jpg" alt="Silvio Berlusconi con Giulio Tremonti." width="451" height="300" /><p class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi con Giulio Tremonti.</p></div>
<ol>
<li><strong>Giulio Tremonti.</strong> Il super ministro dell&#8217;Economia era partito filosofando su una nuova etica nell&#8217;economia, è finito dicendo &#8220;primum vivere&#8221;, ovvero con Franza o Spagna purché se magna. Nel frattempo, il ministro &#8220;che tutta Europa c&#8217;invidia&#8221; (parole di alcuni suoi colleghi) è passato per il trionfo di un condono (detto &#8220;scudo&#8221;) che ha perdonato i grandi evasori fiscali e i riciclatori di professione. Adesso il superministro ci dice che 6-7 miliardi verranno recuperati in un solo anno proprio combattendo l&#8217;evasione fiscale che fino a pochi mesi fa si arrabattava a perdonare. In più, alcune misure tardive &#8220;alla Visco&#8221;, come la tracciabilità dei pagamenti sopra i 5 mila euro. <strong>Voto: 5.</strong></li>
<li><strong>Emma Marcegaglia. </strong>La presidentessa di Confindustria qualche settimana fa aveva provato a fare la voce grossa con il Governo, chiedendo riforme immediate, a partire dalla riduzione dei carichi fiscali. Adesso è ridotta a dire che la crisi è assai pesante e ad apprezzare i fieri propositi di caccia all&#8217;evasione (vedi sopra), dopo aver apprezzato allo stesso modo lo scudo fiscale. Prendesse la tessera del PdL e la facesse finita. <strong>Voto: 4,5</strong>.</li>
<li><strong>Silvio Berlusconi</strong>. Dal punto di vista politico, un giullare. Molti l&#8217;accusano di aver ripetuto per due anni che la crisi era quasi passato e che, comunque, ce la stavamo cavando meglio degli altri. Ma per un primo ministro non è una colpa cercare di tener alto il morale della truppa. E&#8217; una colpa, invece, tirarsi la coperta sulla testa quando bisogna annunciare una manovra pesante e punitiva come questa, facendo magari trapelare le solite scemenze sul &#8220;complotto&#8221; per farlo fuori e le non meno clamorose scemenze sul fatto che lui avrebbe fatto altro. Solo i pubblicitari danno solo buone notizie e questo è il nostro premier: un grande venditore di pubblicità. Ma il peggio non è questo. Il peggio è, secondo me, quanto segue:</li>
</ol>
<p>- come lo scudo fiscale, la cosiddetta &#8220;manovra economica&#8221; è, di fatto, una manovra politica. Pagano per (quasi) tutti i 3,5 milioni di impiegati statali, una categoria non troppo simpatica alle altre e non priva di privilegi (niente cassa integrazione, niente licenziamenti), ma soprattutto molto sindacalizzata e generalmente orientata a votare per l&#8217;opposizione. Con lo scudo l&#8217;evasione fiscale delle partite Iva è stata condonata, con questa manovra gli statali sono indicati come il capro espiatorio delle difficoltà italiane.</p>
<p>- il Premier ha detto che con la manovra non sono state messe le mani in tasca agli italiani e che solo lo Stato è stato costretto al risparmio. Ma i 3,5 milioni di statali non sono oggetti, sono italiani come gli altri. 3,5 milioni di famiglie avranno i salari bloccati fino al 2o13. Una cosa da piccolo regime sudamericano, altro che liberali.</p>
<p>- dopo le regionali, il Cavaliere aveva promesso riforme rapide. Tutto annullato, ovviamente. Tutto annullato come sempre, perché di riforme il Berlusca parla tanto ma non le fa mai. Vedremo quali riforme della Pubblica amministrazione andranno in porto, con gli statali puniti in quel modo.</p>
<p>- colpa della Grecia, questo il nuovo mantra dei berlusconiani. Ma per salvare la Grecia l&#8217;Italia ha contribuito con 5,5 miliardi di euro, mentre ora bisogna raccoglierne in fretta almeno 24. I 18,5 di differenza sono roba nostra. Oggi il problema dell&#8217;Europa, quello che mette a rischio l&#8217;euro, è appunto il debito. E non c&#8217;è mai stato un Governo Berlusconi-Tremonti che non abbia aumentato il deficit dello Stato italiano. Certo, gli ultimi due anni della crisi hanno imposto spese superiori al previsto. Ma non è pretestuoso riflettere sul fatto che forse questi due son più bravi a spendere che a risparmiare.</p>
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		<title>TASSE, UN SACCO DI FROTTOLE (EH, GIULIO?)</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 17:12:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Tasse]]></category>
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		<description><![CDATA[La fantasiosa equazione (condono fiscale + indulto penale = scudo fiscale) di cui il ministro Giulio Tremonti tanto si compiace, trova il naturale completamento nei dati emersi dalla pubblicazione delle denunce dei redditi del 2008. Secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, ci sono 11 milioni e 212.748 italiani che hanno un reddito complessivo non superiore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fantasiosa equazione (condono fiscale + indulto penale = scudo fiscale) di cui il ministro Giulio Tremonti tanto si compiace, trova il naturale completamento nei dati emersi dalla pubblicazione delle denunce dei redditi del 2008. Secondo le indicazioni dell’<a href="http://www.agenziaentrate.it" target="_blank">Agenzia delle Entrate</a>, ci sono 11 milioni e 212.748 italiani che hanno un reddito complessivo non superiore ai 7.500 euro l’anno; altri 9 milioni e 975.819 italiani che non superano i 15 mila euro l’anno; e 14 milioni e 429.778 italiani che non arrivano ai 29 mila euro l’anno. <strong>Prego considerare che si tratta di cifre lorde, prima delle tasse</strong>. Ciò significa che 35 milioni e 618.345 contribuenti italiani non arrivano a mettere insieme un reddito lordo di 2.415 euro al mese. Inoltre: il <strong>25% dei contribuenti italiani resta sotto i 15 mila euro di reddito lordo</strong> complessivo l’anno, pari a 1.250 euro lordi di reddito mensile.</p>
<p><span id="more-2224"></span>      <img class="aligncenter size-full wp-image-2226" title="Modulotasse" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/01/Modulotasse.jpg" alt="Modulotasse" width="300" height="200" /></p>
<p>      <strong>Come sappiamo tutti, queste dichiarazioni sono in parte cospicua una saccata di frottole</strong>. Basta dare un’occhiata in strada per capirlo: siamo un Paese di poveracci col Suv e la barca. Ma tutto questo non basta, perché la farsa delle denunce dei redditi nasconde una vera fregatura per i salariati. A fronte di un’evasione fiscale di massa, i redditi fissi patiscono un lento ma costante impoverimento testimoniato da tutte le ricerche internazionali. <strong>Il reddito dell’italiano medio, almeno per quanto si ricava dai dati dell’Agenzia delle Entrate, è di 19.100 euro lordi l’anno</strong>, il che ci mette al 23° posto dei 30 Paesi dell’<a href="http://www.oecd.org" target="_blank">Ocse</a>, cioè le trenta nazioni più industrializzate del globo, e 17 punti dietro la media dello stesso Ocse.</p>
<p>      <strong>Anche <a href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/eurostat/home/" target="_blank">Eurostat</a></strong>, l’istituto di statistica dell’Unione europea, ha verificato lo stesso fenomeno. Tra i suoi strumenti c’è la media tra <strong>Pil </strong>(Prodotto interno lordo) e <strong>Pps</strong> (Potere d’acquisto standard): nel 2008, fatta 100 la media europea, l’Italia prende 102, la Spagna 102,6, la Francia 108, il Belgio 115,1, la Germania 115,6, la Gran Bretagna 116,3, la Danimarca 120,1, l’Austria 123,3, l’Olanda 134. Insomma, quanto a reddito <em>pro capite</em> siamo assai più vicini alla Grecia (94,3) che sfiora la bancarotta che non ai Paesi appena più a Nord di noi.</p>
<p>      <strong>Poiché i redditi da lavoro dipendente non possono sfuggire alla tassazione</strong>, è chiaro ed evidente che lo scandalo dell’evasione di massa appartiene tutto al vasto e prospero popolo delle partite Iva, degli “autonomi”, dell’imprenditoria. Non è una critica e nemmeno una valutazione morale, è un dato di fatto. <strong>Per questo dico che i dati dell’Agenzia delle Entrate completano e spiegano l’operazione “scudo fiscale”:</strong> perché a coloro che già più evadono viene concessa un’enorme facilitazione per farsi condonare i “peccati” pregressi e mettersi nella migliore condizione per peccare ancora, sapendo che prima o poi il ministro Tremonti ri-perdonerà tutto con un altro (dopo quelli del 2002, 2003 e 2009) scudo, e così via, alle spalle dei redditi fissi. Ribadisco quanto detto in un post precedente: <strong>lo scudo fiscale è un’operazione assai più politica che finanziaria</strong>, fatta apposta per gratificare le classi sociali che più tipicamente evadono le tasse e più frequentemente votano a favore dell’attuale maggioranza di governo.</p>
<p>    </p>
<div id="attachment_2231" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2231" title="Giulio&amp;Silvio" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/01/GiulioSilvio.jpg" alt="Silvio Berlusconi, primo ministro, e Giulio Tremonti, ministro dell'Economia." width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi, primo ministro, e Giulio Tremonti, ministro dell&#39;Economia.</p></div>
<p>      <strong>Che Tremonti cerchi di vendere tutto questo balletto di capitali da evasione</strong> come “fiducia nell’Italia” dimostra solo quanto intenso e feroce sia lo sforzo per nascondere la più clamorosa e sostanziale truffa politica del berlusconismo, che a ogni vigilia elettorale si fa largo raccontando la bufala della riduzione delle tasse. Bufala a cui gli italiani credono ciecamente dal 2001 (è da allora che Berlusconi e Tremonti la ripropongono), facendosi poi prendere per il naso con una scusa qualunque.</p>
<p>      <strong>E non basta. L’Europa resta un’area del mondo a forte imposizione fiscale</strong> (la media Ue è intorno al 40%, il 12% più del Giappone o degli Usa), ma negli ultimi dieci anni si è registrato quasi ovunque un evidente calo, sia per <strong>i redditi delle persone fisiche</strong> (da una media del 47,3% del 1995 al 37,8% del 2008) sia per <strong>quelli delle imprese</strong> (dal 53,3% del 1996 al 23,5% del 2009, sempre in media). Dico quasi perché c’è una sola eccezione al quadro generale, e quella eccezione è l’Italia, che oggi, regnante Berlusconi (l’uomo che ha governato più a lungo di De Gasperi), impone il 31,4% di tasse alle società (quarto posto in Europa) e <strong>l’aliquota massima del 44,9% ai redditi da lavoro dipendente, cioè 7,1 punti sopra la media europea</strong>. Nel suo ultimo rapporto sulla fiscalità in Europa, la Commissione europea scrive: “Solo uno dei Paesi ad alta tassazione ha visto il suo peso fiscale aumentare rispetto al 2000: l’Italia”.</p>
<p>      <strong>Nel periodo 2000-2009, Silvio Berlusconi</strong> ha governato dall’11 giugno 2001 al 23 aprile 2005 (Governo Berlusconi Due), dal 23 aprile 2005 al 16 maggio 2006 (Governo Berlusconi Tre) e dall’8 maggio 2008 in avanti (Governo Berlusconi Quattro). Il che vuol dire: sui 120 mesi del periodo 2000-2009, Berlusconi ha governato per almeno 80 mesi. Lui governa e, come già dissi per lo scudo di Tremonti, io pago.</p>
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		<title>SCUDO FISCALE: TREMONTI ESULTA, IO PAGO</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 19:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Grazie alle norme previste dallo “scudo fiscale” rientrano in Italia 100 miliardi di euro. Il ministro Tremonti esulta ed è comprensibile, essendo lui il promotore di un provvedimento a cui, del resto, è particolarmente affezionato, avendolo già varato tre volte in sette anni: nel 2001, nel 2003 e nel 2009. L&#8217;idea di un piccolo &#8220;mea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie alle norme previste dallo “scudo fiscale” rientrano in Italia 100 miliardi di euro. Il ministro Tremonti esulta ed è comprensibile, essendo lui il promotore di un provvedimento a cui, del resto, è particolarmente affezionato, avendolo già varato tre volte in sette anni: nel 2001, nel 2003 e nel 2009. L&#8217;idea di un piccolo &#8220;mea culpa&#8221;, di fronte a tanta evasione fiscale, essendo stato così a lungo ministro delle Finanze, non lo sfiora ma pazienza. Poi, essendo cresciuto alla scuola berlusconiana (genere: la pubblicità è l’anima della politica), esagera e la butta in propaganda: <strong>il rientro dei capitali è un “segno di fiducia nell’Italia”.</strong> E il suo Ministero aggiunge che la somma rientrata sarebbe superiore al 6% del Pil (Prodotto interno lordo).</p>
<p><span id="more-2186"></span><br />
     </p>
<div id="attachment_2189" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2189" title="Tremonti1" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/12/Tremonti1.jpg" alt="Giulio Tremonti, ministro dell'Economia." width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Giulio Tremonti, ministro dell&#39;Economia.</p></div>
<p>      <strong>Io, che non sono ministro</strong> e non sono neppure Tremonti, non capisco come mai certi signori, che portavano i soldi all’estero quando le cose andavano bene (o meno male di adesso), scoprano proprio ora di avere una tale fiducia nell’Italia. E penso che il paragone con il Pil (cioè con la ricchezza effettivamente prodotta dal sistema Paese) sia almeno fuorviante, uno specchietto per le allodole. Negli anni buoni il Pil del nostro Paese cresceva dell’1-1,5% l’anno. Se ora ci fosse una vera iniezione di valore pari al 6% del Pil, <strong>dovremmo trovarci di colpo tutti ricchi, o almeno veder sparire la disoccupazione</strong>. Cosa che ovviamente non succederà, perché questo “scudo” va certo a vantaggio degli evasori fiscali e di un Governo che, alla prese con la crisi, gonfia il deficit di bilancio ed è quindi sempre a caccia di denaro fresco, ma è una fregatura per lo Stato e per gli italiani. Provo a spiegare perché la vedo così.</p>
<p>      <strong>1. “Scudo” è la denominazione pittoresca</strong> che nasconde e comprende un mezzo indulto (è stato concesso il perdono e l’anonimato a falsificatori di bilanci, compilatori di fatture false, evasori fiscali, ecc. ecc.) e un vasto condono fiscale. Ciò significa due cose. <strong>Da un lato, lo Stato e i cittadini italiani onesti hanno già pagato</strong> per un danno fatto da questi evasori e autori di reati. Per riportare i soldi in Italia, infatti, questi hanno versato una “tassa” del 5%; la somma “scudata” minima, come riferiscono gli esperti delle banche, è stata sui 100 mila euro; un reddito netto di 100 mila euro subisce, in Italia, un’imposizione fiscale pari almeno al 50%. Se la somma ora “scudata” è rimasta all’estero per un solo anno fiscale, lo Stato ci ha già rimesso il 45% dell’imposta dovuta, pari a 45 mila euro. Fate voi il conto di quanto lo Stato ci abbia rimesso sui 100 miliardi di euro già “scudati” e ripuliti, e magari rimasti all’estero per diversi anni. <strong>Dall’altro lato, lo Stato e cittadini italiani onesti pagheranno in futuro</strong>, ed è proprio la storia degli “scudi” partoriti da Tremonti a dimostrarlo. Lo “scudo” del 2003 imponeva ai capitali in rientro una tassa ancor più esigua, solo il 2,5%. Come si spiega, allora, che solo sei anni dopo ci siano all’estero così tanti soldi italiani? Come mai “la fiducia nell’Italia” non si manifestò allora, quando Berlusconi e Tremonti erano nel pieno del governo? La realtà è questa: alla prima occasione buona, i capitali ora rimpatriati ritroveranno la strada dell’estero. Con un’aggravante: la consapevolezza che lo “scudo” non è un provvedimento eccezionale ma la costante di un certo metodo di governo. Evasori e truffatori sanno che prima o poi ne arriverà un altro.</p>
<p>      <strong>2. E’ inevitabile che, nel mucchio dei rientri, ci siano anche capitali di origine criminale.</strong> Non c’è modo ci controllarlo, visto che agli “scudati” è stato perdonato tutto e, nel frattempo, sono stati eliminati alcuni dei criteri prima stabiliti per favorire la tracciabilità delle transazioni finanziarie. <strong>I capitali del crimine organizzato</strong>, va da sé, lavorano a favore dell’industria del crimine organizzato. Combattere mafia, camorra, n’drangheta e compagnia bella è un impegno che allo Stato (e ai cittadini onesti che lo finanziano pagando le tasse) costa caro, in termini di risorse oltre che di vite umane. Ci costerà più caro in futuro, anche grazie ai capitali felicemente “scudati”.</p>
<p>      <strong>3. Se tutto andrà secondo le attese del Governo</strong>, lo “scudo” farà tornare in Italia, entro aprile 2010, circa <strong>125 miliardi di euro</strong>. Al Governo, tramite la tassa sui rientri (5% in partenza, poi 6% da febbraio a marzo e 7% da marzo a fine aprile), arriveranno più o meno 7 miliardi. Poca cosa, rispetto ai danni sopra elencati. Poiché Tremonti non è certo uno sciocco, ribadisco l’impressione che ho avuto sin dall’inizio: <strong>più che una manovra finanziaria, questa è una manovra politica</strong>. Un grosso regalo di Natale alle categorie e alle fasce di popolazione che con più fedeltà votano la maggioranza di Governo e, in particolare, il PdL. Cito un titolo del <em>Corriere della Sera</em> di oggi, che identifica così i beneficiari dello scudo: “Manager, professionisti, ereditieri e piccoli imprenditori”. Vi dice nulla?</p>
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		<title>TREMONTI RAGIONA SUL POSTO FISSO, ALTRI SRAGIONANO DI PRECARIATO</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 10:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tremonti]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; facile riconoscere al ministro Tremonti l’autonomia intellettuale e politica per cantare lo spartito del Centrodestra da solista e non da corista. Tutti sanno, inoltre, che non gli mancano né il coraggio di andare contro corrente né il gusto per il colpo di teatro. Non per questo, però, gli facciamo tanto di cappello dopo l’ormai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; facile riconoscere al ministro Tremonti l’autonomia intellettuale e politica per cantare lo spartito del Centrodestra da solista e non da corista. Tutti sanno, inoltre, che non gli mancano né il coraggio di andare contro corrente né il gusto per il colpo di teatro. Non per questo, però, gli facciamo tanto di cappello dopo l’ormai famosa sortita sull’importanza del <strong>“posto fisso”</strong>, cioè per aver riproposto una verità tanto evidente quanto misconosciuta. La ragione è un’altra, più importante.</p>
<p><span id="more-1105"></span><br />
      <strong>Tremonti ha detto</strong>: «Non credo che la mobilità sia di per sé un valore, penso che in strutture sociali come la nostra il posto fisso sia la base su cui organizzare il progetto di vita e la famiglia. L’obiettivo è la stabilità del lavoro». Con parole da economista prestato alla politica (o da politico che sa di economia), il ministro ha ribadito quanto <em>Famiglia Cristiana</em> sostiene dalla sua fondazione nel 1931: ciò che fa bene alla famiglia fa bene alla società. E viceversa.</p>
<div id="attachment_1124" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-1124" title="Tremonti11" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/10/Tremonti11.jpg" alt="Giulio Tremonti, ministro dell'Economia." width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">Giulio Tremonti, ministro dell&#39;Economia.</p></div>
<p>      <strong>Da un paio di decenni, invece</strong>, politici, giuslavoristi e giornalisti, loro sì inchiavardati a vita alle poltrone parlamentari, universitarie e redazionali, con l’aiuto di molti industriali che di mobilità conoscono solo quella tra un consiglio d’amministrazione e l’altro e mai si sognerebbero di far provare ai loro rampolli le doti formative del precariato, ci martellano in testa che <strong>precario è bello e provvisorio è moderno</strong>. Il prodotto finale sono le affermazioni di un altro ministro, <strong>il pur meritorio Brunetta</strong>. Interrogato sui potenziali disoccupati causa crisi, rispose: «Troveranno qualcos’altro da fare». Qualcosa cosa? Non si sa. Quando? Non si sa. Per quanti soldi? Non si sa. Mentre si sa che anche i precari mangiano due volte al giorno, e nel frattempo abbiamo seminato 557 mila occupati in meno.<br />
      <strong>Le parole di Tremonti sono importanti</strong> perché sfatano un luogo comune terrificante, quello secondo cui la mobilità è un valore in sé. Quest’Italia del precariato di massa <strong>(3 milioni e 600 mila i lavoratori a tempo, pari a circa il 15% degli occupati)</strong> è così moderna ed emancipata da reggersi grazie alla più tradizionale delle “figure” sociali: la famiglia. L’Italia è il Paese d’Europa in cui è più alta la percentuale dei nonni (50%) impegnati nella cura dei nipoti (vedi ricerca del “Centro Dondena” dell’Università Bocconi); è il penultimo Paese in Europa (solo Malta ne ha meno) per quota di donne con un lavoro fuori casa (43,6%); è uno dei Paesi con il più basso tasso di natalità al mondo (1,41 figli per donna); e guarda caso <strong>quasi il 60% dei precari italiani è fatto da donne</strong>. Qualcuno può credere che tutto questo non c’entri con l’instabilità economica così diffusa tra le giovani coppie?<br />
      <strong>Il precariato di massa</strong> frena la formazione di nuove famiglie e ostacola la crescita&lt;CF721&gt; economica. Siamo in una società dei consumi e chi ha un reddito provvisorio consuma meno. Una coppia insicura non mette su casa, non compra l’auto, non fa figli. Semmai, chiede aiuto a mamma e papà i quali, se possono, impiegano così risorse economiche che potrebbero essere investite altrimenti. E poi, meno ipocrisia. Nei Paesi come gli Usa, dove la mobilità è un tratto del Dna, nessuno si sogna di speculare sugli stagisti o di <strong>rinnovare per cinque o sei anni i contratti “a progetto”</strong>, come capita senza scandalo qui da noi. Per questo è di poco interesse che Tremonti abbia parlato perché così gli andava o se l’intende con la Lega o già pensa al dopo Cavaliere. Quelli, per ora, sono affari suoi. Mentre è affare nostro vederlo inserire un ragionevole dubbio in tante irragionevoli certezze.</p>
<p>Pubblicato su <em>Famiglia Cristiana </em>n.44/2009   <a href="http://www.famigliacristiana.it" target="_blank">www.famigliacristiana.it<br />
</a></p>
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		<title>LO &#8220;SCUDO&#8221; DI TREMONTI METTE A RISCHIO IL GOVERNO. L&#8217;OPPOSIZIONE VINCE IL PREMIO &#8220;FESSO DELL&#8217;ANNO&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 21:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I fatti sono noti a tutti. Lo “scudo fiscale” escogitato dal ministro Tremonti è stato approvato dal Parlamento, chiamato dal Governo a un voto di fiducia, con uno scarto di 20 voti. Alla votazione, però, mancavano 29 deputati delle opposizioni (6 dell’UdC, 1 dell’IdV e addirittura 22 del Pd), che sarebbero stati più che sufficienti per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I fatti sono noti a tutti. Lo “scudo fiscale” escogitato dal ministro Tremonti è stato approvato dal Parlamento, chiamato dal Governo a un voto di fiducia, con uno scarto di 20 voti. Alla votazione, però, mancavano 29 deputati delle opposizioni (6 dell’UdC, 1 dell’IdV e addirittura 22 del Pd), che sarebbero stati più che sufficienti per sparigliare il conto. Visto che si trattava di un voto di fiducia, la loro presenza in aula avrebbe fatto cadere il Governo Berlusconi.</p>
<p><span id="more-970"></span><br />
      Dopo i fatti, qualche personalissima considerazione.<br />
<strong>1. È vero che l’opposizione a Berlusconi</strong> soffre di un certo vuoto propositivo. Soffre anche, però, di un’insostenibile mancanza di palle, cervello e pura e semplice voglia di faticare. Scusate, ma comunque la pensiate in politica, quei senatori novantenni (Scalfaro, Levi Montalcini… ) che faticosamente aiutavano Prodi a raccogliere i suoi precarissimi e provvisori voti parlamentari, al confronto con queste mammolette sono degli eroi. E dei gran lavoratori.</p>
<p> <br />
<strong>2. Lo “scudo” di Tremonti</strong> è una tale porcheria che una maggioranza più che abbondante come quella del centrodestra (PdL e Lega hanno in totale 171 senatori, Pd e IdV 132; alla Camera, PdL e Lega assommano 340 deputati contro i 242 messi insieme da Pd e IdV) si è di fatto squagliata al momento del voto, salvandosi solo per l’imbecillità altrui.</p>
<p><strong>3. I gruppi parlamentari del centrodestra</strong> sono notoriamente ben organizzati ed efficienti. E’ quindi impossibile che non avessero avuto sentore di quanto andava preparandosi in aula. Bisogna quindi chiedersi: perché la maggioranza ha messo addirittura a rischio il Governo pur di far passare le norme così gradite a evasori fiscali, falsificatori di fatture e riciclatori di denaro? La mia tesi, se la volete, è questa: lo “scudo”, assai più che a recuperare quattrini altrimenti perduti, serve a gratificare gruppi sociali e di pressione che portano molti voti al centrodestra. Difficile che un insegnante o un tranviere falsifichino fatture o bilanci, no?</p>
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		<title>GIULIO TREMONTI, IL MINISTRO CHE PIACE A EVASORI E TRUFFATORI</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 12:18:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se Obama riuscirà a metter pace tra israeliani e palestinesi, potremo forse affidargli un’ancor più complessa missione diplomatica: riconciliare Giulio con Tremonti, il moralista con il manovratore di scudi fiscali, il fustigatore della mala finanza con il ministro che inevitabilmente piace a evasori, truffatori e falsificatori di bilanci aziendali. Le due metà del mondo tremontiano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se Obama riuscirà a metter pace tra israeliani e palestinesi, potremo forse affidargli un’ancor più complessa missione diplomatica: riconciliare Giulio con Tremonti, il moralista con il manovratore di scudi fiscali, il fustigatore della mala finanza con il ministro che inevitabilmente piace a evasori, truffatori e falsificatori di bilanci aziendali. Le due metà del mondo tremontiano, il filosofo dell’economia e il furbetto del governino, sono in guerra e divise da un astio che la pratica del potere non placa, anzi, di giorno in giorno accentua.</p>
<p><span id="more-914"></span></p>
<p>      <strong>Che c’azzecca, come direbbe Di Pietro</strong>, il Tremonti ispirato lettore dell’enciclica <em>Caritas in veritate</em>  («È una guida per la politica», ebbe a definirla il Nostro, «insegna che l’interesse non è il tasso di sconto ma il bene generale») con il testo in cui Benedetto XVI scrive che «la dottrina sociale della Chiesa ha sempre sostenuto che la giustizia riguarda tutte le fasi dell’attività economica&#8230; Il reperimento delle risorse, i finanziamenti… hanno ineluttabilmente implicazioni morali»? Che c’entra il pensoso studioso che esalta nei suoi libri la responsabilità sociale «…verso sé stessi, verso la propria famiglia, verso la propria comunità… verso il passato (gli anziani), verso il presente, verso il futuro» (<em>La paura e la speranza</em>, pag. 91) con il politico che per la terza volta in sette anni (2001, 2002, 2009) premia chi esporta illegalmente denaro, eludendo quella responsabilità «verso la propria comunità» e «verso il futuro» (le tasse evase oggi sono spese in più per le generazioni di domani) che, nella filosofia del Tremonti A, sarebbe il cardine decisivo del nuovo assetto sociale?</p>
<p> <br />
      <strong>Ma del Tremonti</strong> che parla come se l’etica l’avesse inventata lui e che al G8 dell’Aquila vantava la definizione di uno «standard legale» che avrebbe rimesso a posto i finanzieri allegri di tutto il mondo, alla fine prevale sempre il Tremonti B: quello che ora gli ispira un provvedimento che, combinato con l’emendamento proposto dal suo compagno di partito <strong>Salvo Fleres</strong>, finisce col perdonare reati come il falso in bilancio e la fatturazione falsa (uno dei sistemi più usati per esportare capitali in nero), le false comunicazioni sociali e la distruzione di documenti contabili. Non contento, il Tremonti B ha anche liberato gli operatori finanziari dall’obbligo di quelle fastidiose segnalazioni che consentivano, di tanto in tanto, di intervenire sul riciclaggio di denaro.</p>
<p>      <strong>La politica del condono fiscale è fallimentare</strong> ma non per questo è meno politica. Se siamo costretti a reiterarla così spesso vuol dire che non funziona, o funziona poco. Consente però a Tremonti di ripetere il mantra «niente nuove tasse», basato in realtà su una doppia finzione. Le nuove tasse ci sono ma portano un altro nome (per esempio, <strong>i 500 euro per la regolarizzazione delle badanti, odiosa tassa su famiglie e anziani</strong>). Al resto provvede la nemmen tacita “legalizzazione” dell’evasione, premiata ogni due anni con un bel condono di Stato.</p>
<p>      <strong>Con l’ultima invenzione del Tremonti B</strong>, trionfante sul dolente Tremonti A, secondo gli ottimisti torneranno in Italia circa 100 miliardi di euro. Gli sghignazzanti ex evasori (o falsificatori di bilanci o riciclatori di denaro sporco) pagheranno una ridicola tassa del 5% sul capitale e torneranno lindi. Lo Stato (anzi, la presidenza del Consiglio, perché i quattrini andranno in un fondo apposito a disposizione del premier Berlusconi) metterà da parte, se tutto andrà bene, <strong>5 miliardi di euro</strong>, meno di un terzo di quanto finora investito nell’Abruzzo del terremoto. Le banche, senza far nulla, incasseranno il resto. Proprio le perfide banche che il Tremonti A regolarmente accusa di strangolare l’economia reale. Obama, pensaci tu.</p>
<p>Pubblicato su <em>Famiglia Cristiana </em>n. 40/2009   <a href="http://www.famigliacristiana.it" target="_blank">www.famigliacristiana.it<br />
</a></p>
<p><a href="http://www.famigliacristiana.it" target="_blank"></a></p>
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