<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Fulvio Scaglione - Giornalista &#187; Russia</title>
	<atom:link href="http://www.fulvioscaglione.com/category/russia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.fulvioscaglione.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 22:39:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>CONTRO PUTIN I NIPOTI DI GORBACIOV</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2012/02/04/contro-putin-i-nipoti-di-gorbaciov/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2012/02/04/contro-putin-i-nipoti-di-gorbaciov/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 19:44:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[brogli]]></category>
		<category><![CDATA[Cremlino]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mosca]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[presidente]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=13824</guid>
		<description><![CDATA[Le due manifestazioni, una pro e una contro Vladimir Putin, che nelle scorse ore hanno portato decine di migliaia di russi per le strade di Mosca, sono paradossalmente figlie dello stesso periodo storico, quello appunto dominato dalla figura di Putin, primo ministro, poi presidente per otto anni, poi primo ministro per quattro e tra poco, cioè dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="FamigliaCristiana_FrontEnd_102438_ctl00_paragraphsReader_repParagraphs_ctl00_pParagrafo">Le due manifestazioni, una pro e una contro Vladimir Putin, che nelle scorse ore hanno portato decine di migliaia di russi per le strade di Mosca, sono paradossalmente <strong>figlie dello stesso periodo storico, quello appunto dominato dalla figura di Putin, </strong>primo ministro, poi presidente per otto anni, poi primo ministro per quattro e tra poco, cioè dopo il voto del 4 marzo, con ogni probabilità di nuovo presidente per sei anni.</p>
<div><span id="more-13824"></span></div>
<div></div>
<div>
<div id="attachment_13826" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2012/02/protesta.jpg"><img class="size-full wp-image-13826" title="protesta" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2012/02/protesta.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a><p class="wp-caption-text">Putin e Gheddafi insieme in uno dei cartelli usati durante il corteo di protesta a Mosca.</p></div>
</div>
<div><strong> Il Cremlino &#8220;occupato&#8221; da Putin e dai suoi fedelissimi ha garantito ai russi più stabilità politica, meno avventurismo economico, </strong>un benessere modesto ma in crescita. Un balsamo per una Russia che, prima con Gorbaciov e poi con Eltsin, era passata per un decennio di sconvolgimenti e sorprese poco piacevoli, e certo per un drammatico impoverimento collettivo.</div>
<div></div>
<div>    <strong> Un miglioramento, però, che non è stato gratuito. I russi hanno dovuto piegare il capo sotto una crescente riduzione dei diritti civili e accettare un monito immutabile: vietato disturbare il manovratore.</strong> E vietato alzare il ciglio rispetto alle manovre dei suoi compagni, molto pronti a insediarsi non solo nel cuore dello Stato ma anche nel cuore del sistema economico e a trarne i dovuti vantaggi.</div>
<div></div>
<div>     <strong>Che cos&#8217;è dunque cambiato? Che cosa ha portato in piazza una massa inedita di &#8220;indignados&#8221;</strong> dopo le elezioni politiche del 4 ottobre e la conclamata crisi di consenso di <em>Russia Unita, </em>il partito di Putin? Due cose. La crisi economica globale è in pratica coincisa con il mandato (2008-2012) di Putin quale primo ministro. Così, mentre la pressione sui diritti civili e la presa sull&#8217;apparato dello Stato rimaneva immutata, il Cremlino non riusciva più a distribuire vantaggi ai cittadini e, anzi, chiedeva loro sacrifici.</div>
<div></div>
<div>
<div id="attachment_13828" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2012/02/putinthumb.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-13828" title="putinthumb" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2012/02/putinthumb-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Vladimir Putin.</p></div>
<p><strong> L&#8217;altra ragione è questa: in Russia si è ormai affacciata sulla scena pubblica una generazione che non ha vissuto in epoca sovietica</strong> ma, al contrario, ha approfittato (certo più di quella dei suoi genitori) della relativa fortuna economica dell&#8217;era Putin. Una generazione mentalmente più libera e meglio abituata. La più colpita, a ben vedere, dalla mancata realizzazione del patto sociale &#8220;più benessere per meno libertà&#8221;.</p>
</div>
<div></div>
<div>     <strong>Così, nelle piazze di Mosca, si sono incrociate due manifestazioni dello stesso disagio.</strong> Chi chiede il ritiro di Putin teme che la stagione del benessere sia finita e che occorra cambiare mano e stile, anche dando più libertà al sistema. Chi manifesta a favore di Putin teme che il rimedio sia peggiore del male.</div>
<div></div>
<div>   <strong>  Sullo sfondo, ignorato dai cittadini o da loro non ben compreso, il vero, decisivo problema della Russia, il reale fallimento dell&#8217;era Putin:</strong> il Paese dipende ancora troppo dall&#8217;esportazione di materie prime, soprattutto gas e petrolio. Cioè, dipende ancora troppo dal benessere e dai consumi degli altri Paesi. La ristrutturazione economica non è mai davvero avvenuta e il potere putiniano ha preferito asserragliarsi nella trincea petrolifera, per ragioni geo-politiche anche comprensibili, piuttosto che aprire e modernizzare il sistema. E se Putin torna al Cremlino, come tutto fa prevedere, per altri sei anni si andrà avanti così.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2012/02/04/contro-putin-i-nipoti-di-gorbaciov/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>UNA &#8220;LEGA&#8221; ANCHE IN RUSSIA</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2012/01/29/una-lega-anche-in-russia/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2012/01/29/una-lega-anche-in-russia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 22:07:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Succede che]]></category>
		<category><![CDATA[Cremlino]]></category>
		<category><![CDATA[election]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Kremlin]]></category>
		<category><![CDATA[League of Voters]]></category>
		<category><![CDATA[Lega degli elettori]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=13729</guid>
		<description><![CDATA[Lo scrittore Boris Akunin, il blogger Ilja Varlamov, il rocker Yurij Sevchuk, l&#8217;ambientalista Evgenija Chirikova, il giornalista Leonid Parfionov. Questi alcuni dei sedici fondatori della Lega degli elettori, un gruppo indipendente di intellettuali e celebrità varie che si propone di monitorare la correttezza delle elezioni presidenziali del 4 marzo. L&#8217;iniziativa nasce dal movimento di protesta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scrittore Boris Akunin, <strong>il blogger Ilja Varlamov, il rocker Yurij Sevchuk, l&#8217;ambientalista Evgenija Chirikova,</strong> il giornalista Leonid Parfionov. Questi alcuni dei sedici fondatori della <strong>Lega degli elettori,</strong> un gruppo indipendente di intellettuali e celebrità varie che si propone di monitorare la correttezza delle elezioni presidenziali del 4 marzo. L&#8217;iniziativa nasce dal movimento di protesta che, dopo le elezioni politiche che hanno registrato il clamoroso calo di Russia Unita, il partito di Vladimir Putin, ha accusato le autorità di aver &#8220;truccato&#8221; il voto con una serie di brogli e falsificazioni.</p>
<p><span id="more-13729"></span></p>
<div id="attachment_13731" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2012/01/akunin.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-13731" title="akunin" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2012/01/akunin-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Lo scrittore Boris Akunin.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Putin, per parte sua, non ha atteso la comparsa della Lega per promettere un&#8217;elezione corretta e regolare. Secondo il governo, telecamere saranno installate in tutti i seggi e circa<strong> il 30% del personale addetto al voto sarà sostituito.</strong> Argomenti ragionevoli che, tuttavia, non forniscono alcuna garanzia sull&#8217;impossibilità di truccare il voto. D&#8217;altra parte, anche il fronte della protesta pare diviso. La prima uscita pubblica della Lega è stata accolta con scetticismo dai più radicati movimenti di difesa dei diritti civili, che hanno accusato i suoi promotori di ingenuità.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2012/01/29/una-lega-anche-in-russia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>RUSSIA: LA RABBIA DI GIOVANI E BORGHESI</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2011/12/14/russia-la-rabbia-di-giovani-e-borghesi/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2011/12/14/russia-la-rabbia-di-giovani-e-borghesi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 23:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[borghesia]]></category>
		<category><![CDATA[Cremlino]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=12925</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; in corso, o alle porte, una Primavera russa simile alla Primavera araba che scuote, per esempio, l&#8217;Egitto e la Siria? O siamo piuttosto di fronte a un fenomeno tipo gli &#8220;indignados&#8221;, che negli Usa e in Europa riempiono le piazze ma non cambiano la situazione? Certo, il colpo delle elezioni per il Parlamento, svoltesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; in corso, o alle porte, una Primavera russa simile alla Primavera araba che scuote, per esempio, l&#8217;Egitto e la Siria? O siamo piuttosto di fronte a un fenomeno tipo gli &#8220;indignados&#8221;, che negli Usa e in Europa riempiono le piazze ma non cambiano la situazione? Certo, il colpo delle elezioni per il Parlamento, svoltesi domenica 4 dicembre, è stato forte. Quasi tutti (di certo io) prevedevano un calo di Russia Unita, il partito di Vladimir Putin, ma non un crollo simile: dal 64,3% dei voti al 49,2%, ottenuto peraltro con brogli che molti giudicano massicci.</p>
<p><span id="more-12925"></span><strong> </strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/12/mosca.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-12937" title="mosca" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/12/mosca.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p><strong>Ma il botto ha prodotto anche delle crepe? Le manifestazioni di piazza, anche se clamorose, non devono illudere.</strong> Fischiare Putin o chiederne l&#8217;allontanamento è una cosa, vederlo lasciare il potere un&#8217;altra. E&#8217; lecito pensare che, passata l&#8217;arrabbiatura per i brogli e l&#8217;euforia della ritrovata protesta, il fronte anti-Putin possa sgretolarsi. A<strong> questo punto, inoltre, il regime starà già facendo i suoi calcoli sull&#8217;appuntamento davvero decisivo: le elezioni presidenziali del 4 marzo, quelle in cui Putin dovrebbe tornare al Cremlino </strong>con un mandato di sei anni, grazie alle modifiche apportate alla Costituzione che ne prevedeva quattro. L&#8217;approccio relativamente morbido alle manifestazioni di piazza fa pensare che le autorità cerchino di &#8220;far passare la nottata&#8221; senza attizzare ulteriore scontento, e intanto preparino una campagna per far eleggere Putin al primo scrutinio, cosa per cui occorre una maggioranza del 50% dei voti, al momento inimmaginabile.</p>
<p><strong>Fin qui l&#8217;avvocato del diavolo. Ci sono però due realtà nuove di cui tener conto. La prima è quella di una generazione,</strong> quella che il 4 dicembre ha votato per la prima volta, nata nel 1993. Ragazzi che non hanno conosciuto l&#8217;Unione Sovietica, hanno attraversato da bambini incoscienti l&#8217;epoca turbolenta di Eltsin (il 1993 è proprio l&#8217;anno del suo scontro con il Parlamento e del bombardamento della Casa Bianca) e <strong>sono invece cresciuti nella &#8220;democrazia regolata&#8221; </strong>ma stabile e in crescita economica di Putin. Con loro il patto, o il ricatto, &#8220;meno diritti per più stabilità&#8221; non funziona perché manca loro la memoria dei tempi peggiori. Per dire la differenza di generazione: i loro fratelli maggiori, nelle elezioni presidenziali del 2004, avevano massicciamente votato per Putin.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_12939" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/12/putin1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-12939" title="putin" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/12/putin1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Vladimir Putin.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La seconda realtà da tenere in conto, per cercare di capire se di vero cambiamento si tratta, è la classe media russa. Il <a href="http://eng.csr-nw.ru" target="_blank">Centro di studi strategici di San Pietroburgo </a>ha di recente pubblicato uno studio</strong> secondo cui oggi rientra nella definizione &#8220;classe media&#8221; il 20% della popolazione, che potrebbe diventare il 40% se l&#8217;economia russa continuasse a crescere del 4-5% l&#8217;anno (è cresciuta del 3,8% nel 2010, era cresciuta del 5,6% nel 2008). Il Centro, per stabilire l&#8217;appartenenza alla &#8220;classe media&#8221;, ha usato questo criterio: è un &#8220;borghese&#8221; chi ha un reddito pari a 800 dollari (25 mila rubli) al mese, considerato sufficiente per vivere e insieme acquistare un appartamento con un mutuo.</p>
<p><strong>Tale classe media è quella che con più entusiasmo aveva sottoscritto il patto putiniano &#8220;meno diritti per più stabilità&#8221;. Ed è quella, ovviamente, che con più acutezza si è sentita tradita dall&#8217;esito deludente </strong>del quadriennio di Putin primo ministro. Un periodo in cui la crisi globale ha lasciato la Russia in balia del settore energetico e con tutti gli altri settori in forte crisi. Il che vuol dire: le risorse a disposizione della cerchia del potere (gas e petrolio sono stati ri-statalizzati proprio da Putin), i problemi a carico dei cittadini.</p>
<p><strong>Se l&#8217;analisi è corretta, bisognerà attendere ancora un po&#8217; prima di veder maturare una reale e organizzata opposizione,</strong> generata più dal disagio sociale che dalla maturazione di una vera alternativa. Il tempo, però, gioca a favore di Putin, uno che difficilmente si lascia sorprendere due volte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2011/12/14/russia-la-rabbia-di-giovani-e-borghesi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA RUSSIA VA A VOTARE. PER PUTIN (2)</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2011/12/02/la-russia-va-a-votare-per-putin-2/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2011/12/02/la-russia-va-a-votare-per-putin-2/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 22:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Cremlino]]></category>
		<category><![CDATA[Duma]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[partito]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[poveri]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Russia Unita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=12793</guid>
		<description><![CDATA[&#8230; Da questo punto di vista, il recentissimo ingresso della Russia nell&#8217;Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto), anche se atteso per ben 18 anni, rischia di complicare ulteriormente le cose. La normativa del Wto non si applica a gas e petrolio, ma a tutto il resto degli scambi commerciali sì. E la Russia, escludendo le materie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; Da questo punto di vista, il recentissimo ingresso della Russia nell&#8217;Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto), anche se atteso per ben 18 anni, rischia di complicare ulteriormente le cose. <strong>La normativa del Wto non si applica a gas e petrolio,</strong> ma a tutto il resto degli scambi commerciali sì. E la Russia, escludendo le materie prime, è un Paese leader in ben pochi settori.</p>
<p><span id="more-12793"></span></p>
<div id="attachment_12799" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/12/putin.jpg"><img class="size-full wp-image-12799" title="Vladimir Putin" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/12/putin.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a><p class="wp-caption-text">Vladimir Putin.</p></div>
<p><strong>Così i Paesi più ricchi e sviluppati sono diventati per la Russia non più la classica &#8220;vacca da mungere&#8221; ma, al contrario, un fattore di rischio:</strong> la contrazione dell&#8217;economia (la Banca mondiale ha calcolato che il Pil complessivo dei Paesi ricchi sarà cresciuto solo dell&#8217;1,6% nel 2011 contro il 2,7% del 2010) ha fatto scendere il prezzo di gas e petrolio e quindi ha ridotto i guadagni della Russia che però non è per questo diventata meno dipendendente dalle importazioni che, al contrario, in questi tre anni di crisi sono ancora cresciute.</p>
<p><strong>Tutti i settori non energetici fondamentali dell&#8217;economia russa, d&#8217;altra parte, hanno subito una contrazione importante:</strong> le costruzioni (da un più 9,6% del gennaio-luglio 2010 al 5,3% dello stesso periodo 2011), i trasporti (dal 12,3% al 4,5%), le manifatture (dall&#8217;11,8% al 5,8%) e così via.  Tutto questo significa che la Russia va molto bene se gli altri vanno bene (cioè, se acquistano il suo petrolio e il suo gas) ma va molto male se gli altri smettono di andar bene.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_12801" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/12/crem.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-12801" title="crem" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/12/crem-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Le mura del Cremlino e la torre Spasskaya.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Una condizione particolare che esercita effetti immediati sulla situazione sociale. Nel doppio mandato da Presidente, Putin</strong> era riuscito ad assicurare un lento ma costante miglioramento delle condizioni di vita dei russi e una certa stabilizzazione all&#8217;intero sistema. Negli ultimi quattro anni, però, il numero dei poveri in Russia è rimasto di fatto inalterato<strong> (18,9 milioni di persone nel 2007, 18,6 milioni di persone oggi)</strong> e le misure di protezione del ceto medio e dei lavoratori, adottate in questi anni di crisi, sono state quasi totalmente erose dall&#8217;aumento dell&#8217;inflazione e dalla mancata indicizzazione di salari e pensioni.</p>
<p><strong>Così Vladimir Putin, che tornerà di certo al Cremlino, e Russia Unita, che comunque continuerà a controllare il Parlamento dopo le elezioni di domani, si ritrovano alle prese con il dilemma</strong> che ha contrassegnato l&#8217;ultimo decennio: come inserire la Russia nel flusso dell&#8217;economia mondiale senza scontare l&#8217;intrinseca debolezza del suo sistema economico? Putin, volendo escludere dal suo bilancio di leader la questione dei diritti civili, ha lavorato piuttosto bene, ma sempre in difesa. Proteggendo le debolezze (e di conseguenza il suo popolo) ma riuscendo assai poco a risolverle. Tra poco vedremo se ha qualcosa di più in mente per il suo ritorno al Cremlino.</p>
<p><strong><em>(2.fine)</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2011/12/02/la-russia-va-a-votare-per-putin-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA RUSSIA VA A VOTARE. PER PUTIN (1)</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2011/12/01/la-russia-va-a-votare-per-putin-1/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2011/12/01/la-russia-va-a-votare-per-putin-1/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 21:24:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Cremlino]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>
		<category><![CDATA[Medvedev]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=12766</guid>
		<description><![CDATA[Domenica 4 dicembre si vota in Russia per il rinnovo del Parlamento. E il 4 marzo si voterà per scegliere il nuovo Presidente, che sarà poi quello vecchio: dopo l&#8217;intermezzo di Dmitrij Medvedev al Cremlino tornerà Vladimir Putin, e forse Medvedev prenderà il suo posto di premier. Dicono i sondaggi che al Parlamento qualcosa potrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 4 dicembre si vota in Russia per il rinnovo del Parlamento. E il 4 marzo si voterà per scegliere il nuovo Presidente, che sarà poi quello vecchio: dopo l&#8217;intermezzo di <strong>Dmitrij Medvedev al Cremlino tornerà Vladimir Putin,</strong> e forse Medvedev prenderà il suo posto di premier.</p>
<p><span id="more-12766"></span><strong> </strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/12/PUTIN.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-12782" title="PUTIN" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/12/PUTIN.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a></p>
<p><strong>Dicono i sondaggi che al Parlamento qualcosa potrebbe cambiare: <em>Russia Unita</em>, il partito pro-Putin e pro-Cremlino, potrebbe perdere una cinquantina dei 315 seggi (sui 450 totali)</strong> che controlla alla Duma, la Camera bassa; il Partito comunista potrebbe invece guadagnarne altrettanti e arrivare intorno al centinaio rispetto ai 57 attuali. Certo, il partito di Putin perderebbe la maggioranza assoluta che ora gli consente di decidere ciò che vuole quando vuole, ma non v&#8217;è dubbio che qualche alleanza ben aggiustata porrebbe rimedio all&#8217;impaccio.</p>
<p><strong>Dando per scontato che Russia Unita continuerà a governare e Putin a comandare dal Cremlino (e adesso per almeno altri 6 anni, visto che la Costituzione è stata modificata per dargli un mandato più lungo), il punto vero diventa un altro: quale politica si darà la Russia per i prossimi anni?</strong> Anche se &#8220;solo&#8221; primo ministro, in questi quattro anni Putin non è rimasto a guardare. Ma i risultati migliori li ha ottenuti nel suo campo preferito: la politica dell&#8217;energia, che per la Russia è interna ed estera allo stesso tempo. <strong>Nel 2010 gas e petrolio (comprese le tasse raccolte per estrarli ed esportarli) hanno generato il 46% degli introiti dello Stato</strong>, una quota che negli ultimi sei anni non è mai scesa sotto il 37%. Putin ha affrontato la crisi finanziaria globale blindando la posizione di grande esportatore della Russia.</p>
<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/12/oil.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12784" title="oil" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/12/oil-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ha messo sotto tutela in vario modo Ucraina e Belorussia. Ha reso Gazprom partner fondamentale nei progetti <em>North Stream </em>(l&#8217;altro partner decisivo è la Germania) e<em> South Stream</em> (con l&#8217;Italia) </strong>per il trasporto del gas e, manovrando la leva della questione nucleare, ha stipulato accordi con l&#8217;Iran che consentono alla Russia di non essere tagliata fuori del tutto dai traffici energetici del Golfo Persico. <strong>Ha gettato le basi per un accordo doganale tra Paesi ex sovietici che comprende anche il Kazakhstan</strong>, altro grande estrattore ed esportatore di gas. Insomma, sta riuscendo nell&#8217;impresa di trasformare la Russia nell&#8217;anello fondamentale della catena che unisce i Paesi consumatori dell&#8217;Ovest (soprattutto l&#8217;Unione Europea) e dell&#8217;Est (la Cina in primo luogo).</p>
<p><strong>Una posizione di rendita quando tutto va bene, di grosso rischio quando l&#8217;economia è in crisi.</strong> E&#8217; stato calcolato che per tenere in equilibrio il bilancio dello Stato russo, il prezzo del petrolio deve restare sopra i 115 dollari a barile. <strong>Oggi le contrattazioni viaggiavano poco sopra i 100 dollari e le previsioni a un anno parlano di 115-120 dollari.</strong> Affidare parte così importante del proprio destino economico a un solo settore significa esporsi in modo poco protetto alle incognite dell&#8217;economia globale. Proprio ciò che è successo nel 2008, quando il prezzo del greggio, arrivato a circa 150 dollari a barile in luglio, scese nel giro di poche settimane a meno di 50 dollari. Risultato: a fine 2009 il Pil russo era crollato dell&#8217;8%.</p>
<p><strong><em>(1. continua)</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2011/12/01/la-russia-va-a-votare-per-putin-1/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>COSI&#8217; LA RUSSIA COMPLETA LA RETE DEL GAS</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2011/11/26/cosi-la-russia-completa-la-rete-del-gas/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2011/11/26/cosi-la-russia-completa-la-rete-del-gas/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 22:14:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Belorussia]]></category>
		<category><![CDATA[Cremlino]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>
		<category><![CDATA[gasdotti]]></category>
		<category><![CDATA[Gazprom]]></category>
		<category><![CDATA[Nabucco]]></category>
		<category><![CDATA[North Stream]]></category>
		<category><![CDATA[South Stream]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=12639</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;accordo tra Belorussia e Russia su gas e nucleare segna una svolta potenzialmente epocale. Riassumendo: Gazprom (l&#8217;ente statale russo per l&#8217;estrazione e la commercializzazione del gas naturale) ha sborsato 2,5 miliardi di dollari per acquisire il 50% di Beltransgaz, l&#8217;azienda belorussa che controlla (o meglio, controllava) i gasdotti del Paese. L&#8217;altro 50% era stato acquisito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;accordo tra Belorussia e Russia su gas e nucleare segna una svolta potenzialmente epocale. Riassumendo: Gazprom (l&#8217;ente statale russo per l&#8217;estrazione e la commercializzazione del gas naturale) <strong>ha sborsato 2,5 miliardi di dollari per acquisire il 50% di Beltransgaz,</strong> l&#8217;azienda belorussa che controlla (o meglio, controllava) i gasdotti del Paese. L&#8217;altro 50% era stato acquisito da Gazprom, allo stesso prezzo, nel 2007. In cambio, oltre ai 2,5 miliardi, Mosca concede alla Belorussia uno sconto del 40% sul prezzo del gas (da 244  a 166 ogni mille metri cubi di gas) e un prestito da 10 miliardi di dollari per la costruzione di una centrale nucleare.</p>
<p><span id="more-12639"></span><strong></strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/11/gas.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12644" title="gas" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/11/gas.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a></p>
<p><strong>Questo è l&#8217;aspetto economico, che non è il più rilevante.</strong> Intanto, Mosca si garantisce un canale sicuro di transito del proprio gas verso l&#8217;Europa, cosa di non poco conto visto che attraverso la Belorussia passa il 15% del gas russo che va verso Occidente. Considerata la normalizzazione dell&#8217;Ucraina, ora governata da un regime amico, il Cremlino ha messo al sicuro la &#8220;rete vendite&#8221; del suo prodotto più prezioso e redditizio.</p>
<p><strong>Ma c&#8217;è di più. La Russia (con Gazprom) è un partner decisivo nel gasdotto South Stream (con la nostra Eni)</strong>, che raggiungerà Austria e Italia passando per Bulgaria, Serbia e Grecia; così come lo è nell&#8217;altro gasdotto, inaugurato a settembre, il North Stream, che invece raggiunge la Germania transitando nelle acque del Mare del Nord e del Mar Baltico. Con la mossa in Belorussia, dunque, la Russia va molto vicina a completare un quadro che la vede unica garante del transito del gas suo e dei Paesi dell&#8217;Asia Centrale verso Occidente.</p>
<p><strong>L&#8217;unico, vero Paese concorrente, in questo ruolo, è la Turchia. E infatti da qualche tempo sono cominciate tra i due Paesi tensioni inedite.</strong> In settembre il ministro turco dell&#8217;Energia, Taner Yildiz, ha minacciato di disdire l&#8217;accordo con la Russia per la fornitura da gas che fu siglato 25 anni fa e che ora Istambul (secondo importatore di gas russo dopo l&#8217;Unione Europea) giudica troppo oneroso. Ma la posta in palio è, appunto, il ruolo di cui si diceva. E <strong>l&#8217;intenzione della Turchia di far concorrenza alla Russia</strong> promuovendo il cosiddetto &#8220;gasdotto europeo&#8221;, cioè Nabucco, in opposizione a South Stream, e portandolo a trasportare il gas iracheno e magari iraniano in opposizione al gas russo e asiatico del South Stream.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2011/11/26/cosi-la-russia-completa-la-rete-del-gas/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>COMMERCIO: LA RUSSIA SI APRE AL MONDO</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2011/11/11/commercio-la-russia-si-apre-al-mondo/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2011/11/11/commercio-la-russia-si-apre-al-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 15:32:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[dazi]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione mondiale del commercio]]></category>
		<category><![CDATA[tariffe]]></category>
		<category><![CDATA[Usa]]></category>
		<category><![CDATA[Wto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=12464</guid>
		<description><![CDATA[Quattrocento miliardi di dollari di esportazioni (per il 52,2% indirizzate verso l&#8217;Unione Europea) e 249 miliardi di dollari di importazioni (per il 38,3% in arrivo dall&#8217;Unione Europea) nel 2010. Con questi numeri era incredibile che la Russia fosse ancora esclusa dal Wto, l&#8217;Organizzazione mondiale del commercio. Ora l&#8217;assurdità è stata sanata e tra pochi giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quattrocento miliardi di dollari di esportazioni (per il 52,2%  indirizzate verso l&#8217;Unione Europea) e 249 miliardi di dollari di  importazioni (per il 38,3% in arrivo dall&#8217;Unione Europea) nel 2010. Con  questi numeri <strong>era incredibile che la Russia</strong> fosse ancora esclusa  dal <a href="http://www.wto.org/" target="_blank">Wto, l&#8217;Organizzazione  mondiale del commercio.</a> Ora l&#8217;assurdità è stata sanata e tra pochi  giorni i Paesi del Wto saranno 154, grazie appunto all&#8217;ingresso della  Russia.</p>
<p><span id="more-12464"></span></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/11/container.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-12467" title="container" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/11/container.jpg" alt="" width="300" height="153" /></a><strong>Ci sono voluti 18 anni per arrivarci, un record negativo per la  Russia, alla pari con l&#8217;Algeria. La Cina, al confronto, era stata un  fulmine.</strong> Il viatico per il passo finale è stato l&#8217;accordo sul  traffico di frontiera tra la Russia, appunto, e la Georgia,divise da  mille questioni territoriali e dai rancori lasciati dalla guerra del  2008. La Svizzera, che faceva da mediatore, è riuscita a trovare un  punto d&#8217;equilibrio.</p>
<p>La lunga camera d&#8217;attesa aveva, com&#8217;è ovvio, ragioni politiche e  ragioni pratiche, con le prime a prevalere nettamente sulle seconde. <strong>Il  Wto, com&#8217;è noto, è storicamente dominato dagli Usa, che a loro volta  sono stati fino a qualche anno fa il vettore fondamentale dei commerci  mondiali.</strong> Tra Usa e Russia si era sviluppato un complesso  contenzioso, a partire dalla guerra del Kosovo (1999), e per conseguenza  gli Usa si erano sempre opposti all&#8217;ingresso della Russia nel Wto.</p>
<p><strong>Ma c&#8217;erano anche ragioni economiche non secondarie a rallentare  la trattativa. </strong>Il grosso delle esportazioni russe è formato da gas e  petrolio, che al budget del Cremlino contribuiscono per il 40% del  totale delle entrate. Per questi &#8220;beni&#8221;, però, le regole del Wto non  valgono. Così gli altri Stati, Usa per primi, chiedevano alla Russia di  alleggerire certe condizioni capestro imposte alle importazioni (su cui  grava una tassa che puà arrivare anche al 10% del valore delle merci)  per difendere la produzione nazionale.</p>
<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/11/rublo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12469" title="rublo" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/11/rublo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Una battaglia importante ma anche delicata. L&#8217;Occidente non  voleva che la Russia avesse mano libera con gas e petrolio </strong>(essenziali  per l&#8217;andamento delle nostre economie) e la Russia non voleva essere  invas prodotti occidentali che avrebbero stroncato sul nascere i timidi  tentativi di affermare una produzione nazionale, soprattutto nei generi  alimentari e di consumo.</p>
<p><strong> L&#8217;accordo spazza via molti di questi problemi e pare destinato a  risolversi in un reciproco vantaggio.</strong> La Russia ha conservato il  diritto a fornire sussidi ai propri agricoltori (ma con una diminuzione  graduale a partire dal 2012) e a mettere dazi (ma più leggeri) sul  alcune importazioni agricole. <strong>Il mercato russo, però, si apre a  settori importanti:</strong> l&#8217;industria farmaceutica (con un brevetto di 6  anni sui farmaci occidentali introdotti in Russia), le assicurazioni  (potranno operare sul mercato russo società di assicurazione anche con  proprietà al 100% non russa), le banche (gli istituti occidentali  potranno arrivare a possedere il 50% del capitale di una banca russa).</p>
<p><strong>Per i Paesi dell&#8217;Unione Europea,</strong> in primo luogo, potrebbe  prospettarsi un vantaggio ulteriore: le restrizioni poste dalla Ue alle  importazioni dalla Russia cadranno, e i prezzi del petrolio e del gas  russi potrebbero scendere.</p>
<p><strong> Ci sono poi due vantaggi strategici difficili da misurare ora, me  importanti in prospettiva. </strong>Con la Russia, la rete mondiale dei  commerci colma un grosso buco e le attività economiche internazionali  saranno certo facilitate. Aprendosi di più agli operatori stranieri,  invece, la Russia guadagnerà in esperienza e conoscenze. E dovrà  necessariamente migliorare il proprio sistema legislativo e giudiziario,  piagato dal protezionismo e dalla corruzione, per restare al passo dei  mercati.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2011/11/11/commercio-la-russia-si-apre-al-mondo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>PUTIN E MEDVEDEV, VALZER AL CREMLINO</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2011/09/25/putin-e-medvedev-valzer-al-cremlino/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2011/09/25/putin-e-medvedev-valzer-al-cremlino/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 11:41:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Cremlino]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>
		<category><![CDATA[Medvedev]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[presidente]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=11956</guid>
		<description><![CDATA[Il gioco delle parti è scontato ma perfetto. Il giovane (46 anni) Dmitrij Medvedev lancia il meno giovane (59 anni) Vladimir Putin verso il terzo mandato presidenziale. In cambio, Medvedv andrà a guidare il partito presidenziale Russia Unita, con tutta probabilità farà il primo ministro al posto di Putin e sarà così pronto, per età [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il gioco delle parti è scontato ma perfetto. Il giovane (46 anni) <strong>Dmitrij Medvedev</strong> lancia il meno giovane (59 anni) <strong>Vladimir Putin</strong> verso il terzo mandato presidenziale. In cambio, Medvedv andrà a guidare il partito presidenziale Russia Unita, con tutta probabilità farà il primo ministro al posto di Putin e sarà così pronto, per età e per merito politico, a ritornare al Cremlino nel 2018. Come in uno spettacolo di magia, la Costituzione scompare nel cilindro (era stata opportunamente modificata in corso d’opera) e il cittadino russo sbarra gli occhi.</p>
<p><span id="more-11956"></span></p>
<div id="attachment_11962" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/09/med.jpg"><img class="size-full wp-image-11962" title="med" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/09/med.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Vladimir Putin e Dmitrij Medvedev.</p></div>
<p>La nomenklatura russa ha reinventato la macchina per la gestione perpetua del potere e la democrazia moscovita a scartamento ridotto s’inclina sempre più verso il modello della Cina, dove i nuovi leader possono essere annunciati con largo anticipo perché già selezionati nel chiuso degli apparati e dei circoli dominanti.</p>
<p><strong>Anche il giro di valzer tra Medvedev e Putin è stato reso noto con fretta sospetta, ben sei mesi prima delle elezioni</strong> presidenziali che si terranno a marzo. Ma le analogie con la Cina finiscono qui, soprattutto perché il regime di Pechino ha dato una frustata al proprio sistema industriale mentre la stabilità economica della Russia dipende ancora dall’esportazione di materie prime, in primo luogo gas, petrolio e minerali.</p>
<p><strong>La crisi economica mondiale, con il conseguente ribasso del prezzo del petrolio, ha impresso un brusco colpo di freno alle ambizioni di Mosca </strong>e a uno sviluppo drogato dall’afflusso di denaro ma piantato su gambe strutturalmente fragili. Da qui la necessità di riaffermare il principio che è alla base di tutta la carriera di Putin: le risorse naturali della Russia non sono solo un patrimonio economico ma <strong>un “asset” strategico della nazione</strong> e, di conseguenza, anche una leva per la politica estera, come ben sanno i Paesi, Ucraina e Georgia in testa, che il Cremlino include nella propria “sfera d’influenza”.</p>
<p>L’era Putin (primo ministro nel 1999, presidente dal 2000 al 2004 e poi dal 2004 al 2008, quindi di nuovo premier dal 2008 al 2012) non ha prodotto solo l’energica limatura degli spazi di democrazia e una crudelissima guerra in Cecenia. <strong>Ha anche dato stabilità al Paese, fermato l’inflazione, riorganizzato l’esercito e la pur sempre corrotta pubblica amministrazione.</strong> Certo, in un quadro di controllo statale dell’economia, il concetto di libero mercato è stato a dir poco rivisto e corretto.</p>
<p><strong>In tale sistema gli “oligarchi” svolgono un ruolo fondamentale. </strong>Non tanto perché ladroni, come vuole la mediocre vulgata occidentale, ma perché autorizzati dal regime a far funzionare complessi industriali importanti (di nuovo, petrolio, gas e metalli) che in epoca sovietica sprofondavano nell’incompetenza. E’ una riedizione post-moderna della Nuova politica economica di Lenin.  “Arricchitevi!”, disse il leader bolscevico, per poi mettere al muro chi l’aveva fatto. “Arricchitevi ma lasciate stare la politica”, dice Putin. <strong>L’ultima parola, quanto a risorse strategiche, spetta sempre al Cremlino</strong> e chi non ci sta finisce male: come <strong>Khodorkovskij</strong>, incarcerato mentre stava per vendere parte della Yukos alla Exxon, o come di recente il miliardario <strong>Prokhorov</strong> (anche lui “oligarca” di nickel, oro e altri metalli) che voleva darsi alla politica.</p>
<p><strong>L’annuncio del ritorno di Putin al Cremlino è stato dato con sei mesi di anticipo sulla data delle elezioni proprio per rassicurare gli investitori</strong>, interni ed esteri: la rotta è sempre la stessa. Medvedev, da molti ritenuto un delfino inquieto, non si è arreso perché non ha nemmeno cominciato a combattere. Come capo di Russia Unita, partito in calo di consensi, avrà ora il compito di far balenare agli elettori la faccia più liberale della medaglia. Ma è chiaro che fino al 2018 i giochi sono già fatti.</p>
<p>Pubblicato su <a href="http://www.avvenire.it" target="_blank">Avvenire</a> del 25 settembre 2011.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2011/09/25/putin-e-medvedev-valzer-al-cremlino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>USA E RUSSIA, IL PETROLIO NON PUZZA</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2011/09/04/negli-usa-il-petrolio-di-putin-non-puzza/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2011/09/04/negli-usa-il-petrolio-di-putin-non-puzza/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 17:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Usa]]></category>
		<category><![CDATA[accordo]]></category>
		<category><![CDATA[Exxon]]></category>
		<category><![CDATA[Khodorkovskij]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Nero]]></category>
		<category><![CDATA[Mare di Kara]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Rosneft]]></category>
		<category><![CDATA[Yukos]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=11688</guid>
		<description><![CDATA[Persino il gelido Vladimir Putin aveva la voce un po&#8217; incrinata nell&#8217;annunciare l&#8217;accordo tra la russa Rosneft, colosso del petrolio controllato a livello azionario dallo Stato, e l&#8217;americana Exxon, la più grande compagnia petrolifera privata del mondo. C&#8217;è da capirlo: l&#8217;accordo può valere 500 miliardi di dollari entro i prossimi dieci anni, senza contare che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Persino il gelido Vladimir Putin aveva la voce un po&#8217; incrinata nell&#8217;annunciare l&#8217;accordo tra la russa Rosneft, colosso del petrolio controllato a livello azionario dallo Stato, e l&#8217;americana <strong>Exxon, la più grande compagnia petrolifera privata del mondo</strong>. C&#8217;è da capirlo: l&#8217;accordo può valere 500 miliardi di dollari entro i prossimi dieci anni, senza contare che le azioni Rosneft, all&#8217;annuncio della collaborazione, si sono subito apprezzate dell&#8217;8%.</p>
<p><span id="more-11688"></span><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/09/pet1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11693" title="pet1" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/09/pet1.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>Exxon si è impegnata a investire in tempi brevi 2,2 miliardi di dollari per esplorare il Mare di Kara, considerato ricco di petrolio, e un altro miliardo di dollari per analoghe prospezioni nel Mar Nero.</strong> La Russia apre dunque la porta di una delle sue cassaforti energetiche, e questo è ciò che la Exxon cercava. Il colosso Usa (discendente della Standard Oil fondata nel 1870 da <strong>John D. Rockefeller</strong>), inoltre, fa così definitivamente tramontare l&#8217;analogo accordo tra Rosneft e BP (British Petroleum), mai decollato a causa di contrasti tra BP e i suoi soci russi di minoranza.</p>
<p><strong>La Russia, per parte sua, ci guadagna in denaro e in know how tecnologico, il suo punto più debole.</strong> Ci guadagna, però, anche da un altro punto di vista: la Exxon girerà a Rosneft quote di minoranza delle sue società impegnate nei progetti in acque profonde al largo del Golfo del Messico e a terra nel Texas. Un&#8217;apertura che Putin, da sempre teorico dell&#8217;uso &#8220;politico&#8221; delle risorse naturali della Russia (a questo dedicò la tesi di dottorato a San Pietroburgo), giudica un indispensabile rafforzamento dell&#8217;industria petrolifera di Stato.</p>
<div id="attachment_11694" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/09/pet2.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-11694" title="pet2" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/09/pet2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Vladimir Putin con Rex Tillerson, presidente di Exxon.</p></div>
<p>Ma c&#8217;è un altro aspetto su cui portare l&#8217;attenzione. <strong>Rosneft era un&#8217;azienda tutto sommato secondaria fino al 2003. In quell&#8217;anno, proprio la Exxon si apprestava a chiudere un clamoroso accordo per rilevare un consistente pacchetto di azioni di Yukos</strong>, allora la più grande azienda russa del petrolio.</p>
<p>Qualche giorno dopo il viaggio a Mosca del presidente di Exxon, Lee Raymond, venne arrestato (e poi spedito in Siberia) il fondatore e principale azionista di Yukos: <strong>Mikhail Khodorkovskij</strong>. Negli Usa la detenzione di Khodorkovskij è stata ed è giudicata una clamorosoa violazione dei diritti civili. Il che non impedisce alla Exxon di siglare, oggi, quell&#8217;accordo che le fu vietato otto anni fa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2011/09/04/negli-usa-il-petrolio-di-putin-non-puzza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>RUSSIA, CHE VOGLIA DI SCAPPAR VIA!</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2011/07/06/russia-che-voglia-di-scappar-via/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2011/07/06/russia-che-voglia-di-scappar-via/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 21:59:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Cremlino]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Eltsin]]></category>
		<category><![CDATA[emigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mosca]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[sondaggio]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di shock]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=11022</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo sondaggio dell&#8217;Istituto di sociologia dell&#8217;Accademia delle Scienze russa ha prodotto una serie di interessanti, e qualche volta bizzarri, risultati. Per esempio: oggi il 34% dei russi interpellati dà un giudizio positivo della &#8220;terapia di shock&#8221; applicata all&#8217;inizio degli anni Novanta da Boris Eltsin e dal suo ministro dell&#8217;Economia Egor Gaidar, oggi entrambi scomparsi. Nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ultimo sondaggio dell&#8217;Istituto di sociologia dell&#8217;Accademia delle Scienze russa ha prodotto una serie di interessanti, e qualche volta bizzarri, risultati. Per esempio: oggi il 34% dei russi interpellati dà un giudizio positivo della &#8220;terapia di shock&#8221; applicata all&#8217;inizio degli anni Novanta <strong>da Boris Eltsin e dal suo ministro dell&#8217;Economia Egor Gaidar</strong>, oggi entrambi scomparsi. Nel 2001 tale percentuale era significativamente più bassa:  28%. Il 60%, inoltre, è convinto che la strada intrapresa dopo il crollo del comunismo prima o poi darà frutti, mentre il restante 40% (non ci sono, a quanto pare, vie di mezzo) pensa che tutto finirà in un vicolo cieco.</p>
<p><span id="more-11022"></span></p>
<div id="attachment_11026" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/07/piazza_rossa.jpg"><img class="size-full wp-image-11026" title="piazza_rossa" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/07/piazza_rossa.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Mosca: l&#39;ingresso alla Piazza Rossa dal lato della Piazza del Maneggio.</p></div>
<p>Lo stesso sondaggio, comunque, rivela l&#8217;alto grado di insoddisfazione e pessimismo che alberga nell&#8217;animo dei russi. <strong>Meno del 25% dichiara di vivere &#8220;normalmente&#8221; e il 60% ammette invece di aver perso fiducia nel futuro. Il 50% dei russi lascerebbe il Paese se potesse,</strong> percentuale che cresce ancora tra i giovani sotto i 30 anni d&#8217;età. Il 13% dei russi sarebbe anche disposto a lasciare la Russia per sempre, una percentuale doppia rispetto a dieci anni fa. Il 35% sarebbe comunque pronto ad andare all&#8217;estero per guadagnare meglio.</p>
<p>Invariato, invece, il tasso di nazionalismo e di &#8220;amor di patria&#8221;, per così dire. <strong>Il 41% risponde che &#8220;ogni mezzo è lecito&#8221; per difendere il Paese.</strong> Forse un riflesso difensivo di fronte a quel 54% convinto cge la Russia nel prossimo futuro perderà ulteriore terreno rispetto alle potenze e alle nazioni più forti.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2011/07/06/russia-che-voglia-di-scappar-via/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

