<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Fulvio Scaglione - Giornalista &#187; Religione</title>
	<atom:link href="http://www.fulvioscaglione.com/category/religione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.fulvioscaglione.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 22:39:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>NIGERIA: LA JIHAD DI BOKO HARAM</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2012/01/03/nigeria-la-jihad-di-boko-haram/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2012/01/03/nigeria-la-jihad-di-boko-haram/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 14:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[al qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Boko Haram]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[jihad]]></category>
		<category><![CDATA[Maghreb]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Nigeria]]></category>
		<category><![CDATA[strage]]></category>
		<category><![CDATA[ultimatum]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=13231</guid>
		<description><![CDATA[Boko Haram (che alla lettera significa &#8220;L&#8217;educazione occidentale è peccato&#8221;), la setta islamica armata che ha lanciato un ultimatum ai cristiani della Nigeria, che dovrebbero lasciare il Paese entro tre giorni pena la morte,  è stata fondato nel 2002 da Ustaz Mohammed Yusuf, un imam nigeriano che l&#8217;ha guidata fino al 2009, quando fu ucciso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Boko Haram (che alla lettera significa &#8220;L&#8217;educazione occidentale è peccato&#8221;), la setta islamica armata che ha lanciato un ultimatum ai cristiani della Nigeria, che dovrebbero lasciare il Paese entro tre giorni pena la morte, <strong> è stata fondato nel 2002 da </strong><strong>Ustaz Mohammed Yusuf,</strong> un imam nigeriano che l&#8217;ha guidata fino al 2009, quando fu ucciso durante un tentativo di fuga seguito al suo arresto.</p>
<p><span id="more-13231"></span></p>
<div id="attachment_13234" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2012/01/nigeriaxxxx.jpg"><img class="size-full wp-image-13234" title="nigeriaxxxx" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2012/01/nigeriaxxxx.jpg" alt="" width="300" height="227" /></a><p class="wp-caption-text">Le vittime mdi uno degli attentati di Boko Haram contro i cristiani in Nigeria.</p></div>
<p>Dal 2004, cioè da quando decise di intraprendere la lotta armata, <strong>la setta ha ucciso almeno 800 persone</strong>, civili e militari, ma l’ondata di attacchi contro i cristiani lanciata ai primi di novembre e poi ancora a Natale è stata di gran lunga l’azione di maggior portata militare della sua storia di violenza.</p>
<p><strong> La “dottrina” di Ustaz Mohammed Yusuf (che i seguaci considerano risorto ma invisibile agli occhi umani) è un coacervo di teorie politiche e pseudo-scientifiche.</strong> Boko Haram, come da un’intervista rilasciata dal suo leader nel 2009 poco prima di essere ucciso, rifiuta la democrazia all’occidentale ma anche l’idea che la Terra sia rotonda, il darwinismo e non ammette che la pioggia sia la ricaduta dell’acqua evaporata al suolo.</p>
<p><strong> Ciò che più conta, però, in Nigeria e oltre, è che Boko Haram predica l’instaurazione della shar’ia (legge islamica) in tutti i 36 Stati del Paese.</strong> La chiedeva sotto la guida del fondatore, la chiede adesso che il capo è <strong>Mallam Sanni Umaru</strong>. Da notare che l’ascesa del gruppo è avvenuta proprio nei primi anni Duemila, cioè quando la shar’ia è stata introdotta in 12 Stati della Nigeria: in 9 a pieno titolo, in altri 3 con validità solo per le aree con popolazione in maggioranza musulmana.</p>
<div id="attachment_13673" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2012/01/boko-haram.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-13673" title="boko-haram" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2012/01/boko-haram-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Miliziani di Boko Haram.</p></div>
<p><strong>Un retroscena inquietante dell&#8217;attuale campagna contro i cristiani è che Boko Haram </strong>sembra intrattenere rapporti sempre più stretti con l&#8217;<a href="http://www.fulvioscaglione.com/index.php/africa/al-qaeda-maghreb-punta-sulla-nigeria">Aqmi (Al Qaeda nel Maghreb islamico)</a>, la filiale dell&#8217;Africa del Nord del movimento terroristico fondato da Osama Bin Laden. Attaccato duramente nel Maghreb per tutto il 2010 <strong>(i militanti, che nel 2007 si riteneva fossero circa 30 mila, sono stati ridotti a un migliaio </strong>dalle operazioni dell’esercito algerino e dalle indagini condotte nell’area dalle polizie di Francia e Italia, e il numero degli attentati messi a segno drasticamente limitato), l&#8217;Aqmi ha cominciato a ritirarsi verso Sud e a mettersi sempre più sotto la protezione dei movimenti di guerriglia come Boko Haram, che dispongono di basi e appoggi.</p>
<p><strong>In cambio, i terroristi dell&#8217;Acqmi prestano a chi li protegge l&#8217;indubbia esperienza paramilitare</strong> maturata in lunghi anni di clandestinità e terrorismo. Ecco forse spiegata anche la recrudescenza delle stragi e lo spettro sempre più ampio delle azioni che Boko Haram conduce contro i cristiani in Nigeria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2012/01/03/nigeria-la-jihad-di-boko-haram/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CHIESA E AMERICA LATINA, UNA SFIDA</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2011/12/11/chiesa-e-america-latina-una-sfida/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2011/12/11/chiesa-e-america-latina-una-sfida/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 17:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[cattolici]]></category>
		<category><![CDATA[Chavez]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[messa]]></category>
		<category><![CDATA[Papa]]></category>
		<category><![CDATA[Pinera]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=12903</guid>
		<description><![CDATA[E’ stato sottolineato, e lo sarà ancora, il carattere per molti versi eccezionale della liturgia, organizzata per domani pomeriggio in San Pietro dalla Pontificia commissione per l’America Latina, con cui Benedetto XVI celebrerà, a un tempo, la festività della Vergine di Guadalupe e i duecento anni dell’indipendenza dei Paesi latinoamericani, che si realizzò appunto tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stato sottolineato, e lo sarà ancora, il carattere per molti versi eccezionale della liturgia, organizzata per domani pomeriggio in San Pietro dalla Pontificia commissione per l’America Latina, con cui Benedetto XVI celebrerà, a un tempo, <strong>la festività della Vergine di Guadalupe e i duecento anni dell’indipendenza dei Paesi latinoamericani, </strong>che si realizzò appunto tra il 1808 e il 1824 con una serie di processi di emancipazione nazionale. La Messa papale, però, sarà memorabile anche per un’altra ragione, solo apparentemente “mondana”: perché arriva a sottolineare e accompagnare il momento assai particolare e importante del continente in cui vive più del 40% di tutti i cattolici.</p>
<p><span id="more-12903"></span></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/12/chiesa1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12905" title="chiesa" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/12/chiesa1.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a></p>
<p><strong>L’America Latina ha affrontato la grande crisi economica globale con l’impegno fiducioso del protagonista uscito da un decennio quasi ininterrotto di sviluppo.</strong> Nel 2010, Paesi come Brasile, Perù, Uruguay, Bolivia, Cile, Panama e Argentina sono cresciuti a un ritmo che va dal 4 al 5,5%. Anche Messico, Repubblica Domenicana e Costa Rica hanno ottenuto incrementi sopra il 3%, rispetto all’1% dell’Europa e al 3% scarso degli Usa.</p>
<p><strong>Questi e altri risultati hanno ovviamente rafforzato lo spirito del continente, ma lo hanno anche profondamente cambiato. E in meglio.</strong> Intanto, da vittima a protagonista, da terra di poveri condannati all’antagonismo o alla rivoluzione a insieme di Paesi orgogliosi e soddisfatti di sé, da parente umiliato e rancoroso del continente nordamericano a partner disinibito e privo di complessi. Per tentare una sintesi estrema: da Castro a Lula.</p>
<p><strong>E poi l’altro decisivo mutamento: i Paesi dell’America Latina hanno avviato una lunga, faticosa eppure esaltante ricerca dei tratti che li rendono simili, forse fratelli, e non più rivali nella frustrazione</strong> com’è stato per lunghissimo tempo. L’esempio più evidente è stata la creazione del Celac (Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici) e, forse ancor più, l’averne affidato la presidenza congiunta al populista venezuelano <strong>Hugo Chavez </strong>e al conservatore cileno <strong>Miguel Sebastian Pinera</strong>. I due opposti dello spettro politico, segno evidente che a tenerli insieme non è più la mera politica o il solo interesse economico ma una categoria più alta, che li supera entrambi.</p>
<p><strong>In questo mutamento, sociale, culturale e spirituale allo stesso tempo, la Chiesa cattolica può essere un fattore decisivo.</strong> Lo è già, nei fatti, visto che in essa si riconosce il 70% dei sudamericani. Ma due sfide ulteriori sono ormai prossime. La prima è iniettare nel processo di cambiamento quel rispetto dell’uomo e della giustizia senza i quali non esiste vero e duraturo progresso. L’idolo del puro benessere ha già fatto troppi danni, in Asia, in Africa e anche in Europa, per essere lasciato libero di agire anche altrove.</p>
<p><strong>L’altra sfida, tipica di tutte le società afflitte da improvvisa per quanto meritata ricchezza, è quella della laicizzazione.</strong> Anche qui, l’abbiamo vista colpire duro, nel Nord Europa come in Russia o nei Paesi più di recente entrati nell’ambito europeo. L’America Latina ha fatto molta strada in salita e, per fortuna, non troppa in discesa, anche se molti pronosticavano un massiccio distacco dal cattolicesimo che non si è poi verificato. Ma qualche segnale è pure arrivato: <strong>l’Argentina e la Colombia hanno legalizzato il matrimonio omosessuale,</strong> analoga richiesta è pendente presso la Corte Suprema del Brasile e la pratica è accettata a Città del Messico.</p>
<p>E’ un momento complesso ed esaltante, dunque, a cui bisogna partecipare. E l’intuizione della messa che lunedì sarà celebrata lascia intuire il solito sguardo lungo e preveggente di Benedetto XVI sui grandi cambiamenti del mondo.</p>
<p><em>Pubblicato su <a href="http://www.avvenire.it" target="_blank">Avvenire</a> dell&#8217;11 dicembre 2011</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2011/12/11/chiesa-e-america-latina-una-sfida/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>RAMADAN, DIECI COSE (CURIOSE) DA SAPERE</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2011/08/07/ramadan-dieci-cose-curiose-da-sapere/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2011/08/07/ramadan-dieci-cose-curiose-da-sapere/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 15:03:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[calendario lunare]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[digiuno]]></category>
		<category><![CDATA[iftar]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[mese]]></category>
		<category><![CDATA[musulmani]]></category>
		<category><![CDATA[preghiera]]></category>
		<category><![CDATA[Ramadan]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=11420</guid>
		<description><![CDATA[La rivista americana Time ha pubblicato un ottimo &#8220;speciale&#8221; sul ramadan, l&#8217;annuale mese di digiuno e preghiera dei musulmani, quest&#8217;anno cominciato il 1 di agosto. Sono le &#8220;dieci cose da sapere&#8221;, una piccola guida pratica che mi pare utile (e anche divertente) tradurre e riproporre. Durante il ramadan, nelle ore del giorno, i musulmani non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La rivista americana <em>Time</em> ha pubblicato un ottimo<a href="http://www.time.com/time/specials/packages/article/0,28804,2086309_2086333_2086331,00.html" target="_blank"> &#8220;speciale&#8221; sul <strong>ramadan</strong></a>, l&#8217;annuale mese di digiuno e preghiera dei musulmani, quest&#8217;anno cominciato il 1 di agosto. Sono le &#8220;dieci cose da sapere&#8221;, una piccola guida pratica che mi pare utile (e anche divertente) tradurre e riproporre.</p>
<p><span id="more-11420"></span></p>
<div id="attachment_11435" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/08/rama1.jpg"><img class="size-full wp-image-11435" title="PAKISTAN-ASIA-QUAKE-MUSLIMS-PRAYER" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/08/rama1.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Un musulmano in preghiera.</p></div>
<ul>
<li>Durante il ramadan, nelle ore del giorno, <strong>i musulmani non solo non devono mangiare ma nemmeno bere</strong>, foss&#8217;ancheuna goccia d&#8217;acqua. Devono inoltre astenersi da piaceri come il fumo o il sesso.</li>
<li><strong>Alla fine della giornata, è d&#8217;abitudine interrompere il digiuno con datteri e un succo chiamato jallab</strong>, una bevanda fatta di datteri, acqua di rose e carruba, servito con pinoli e chicchi d&#8217;uva passa. Ai datteri, molto consumati nel periodo di ramadan, vengono dati nomi curiosi o attraenti. Nel 2006, dopo l&#8217;invasione del Libano da parte di Israele, ai datteri migliori fu dato il nome Hassan Nasrallah, il leader di Hezbollah. Nel 2009, dopo la visita del presidente Usa al Cairo e il suo discorso al mondo arabo, furono chiamati Obama. Quest&#8217;anno i datteri più pregiati sono chiamati Martiri della Rivoluzione, in omaggio alle vittime della sollevazione democratica in Egitto.</li>
<li>Mentre i cristiani danno ai figli il nome dei santi o della Vergine Maria, <strong>non è raro che i musulmani diano ai figli il nome &#8220;Ramadan&#8221;</strong>. Era una pratica molto più diffusa negli anni Novanta, ma pare tornata in auge negli ultimi tempi.</li>
<li><strong>L&#8217;obbligo del digiuno dall&#8217;alba al tramonto consente delle eccezioni. Secondo il Corano, vecchi, malati, persone che si trovano in viaggio, donne in attesa di un bambino o impegnate nell&#8217;allattamento al seno, come pure i bambini non ancora giunti alla pubertà</strong>, possono non digiunare se il digiuno influisce sulle loro condizioni di salute. Una speciale esenzione può essere accordata per stati di debolezza dovuti alle mestruazioni o al parto. In quei casi (come pure nei casi di chi abbia comunque interrotto il digiuno), il fedele musulmano si impegna in un altro tipoo di digiuno, chiamato<strong> qada</strong>, fatto giorno per giorno il più presto possibile, fino a recuperare i giorni di non osservanza del ramadan.</li>
<li>I musulmani sunniti interrompono il digiuno quando il sole non è più visibile all&#8217;orizzonte e comincia la preghiera chiamata <strong>magrib</strong>. I musulmani sciiti aspettano più a lungo, cioè fino a quando l&#8217;ultimo raggio di sole è scomparso dal cielo.</li>
<li>
<p><div id="attachment_11437" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/08/rama2.jpg"><img class="size-full wp-image-11437" title="rama2" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/08/rama2.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a><p class="wp-caption-text">Donne e bambini consumano l&#39;iftar.</p></div></li>
<li>Il ramadan comincia con l&#8217;<strong>hilal</strong>, che in arabo vuol dire &#8220;luna nuova&#8221;, il nono mese di ogni anno. Ma poiché segue il calendario lunare, che procede all&#8217;indietro rispetto al nostro calendario gregoriano, il ramadan comincia ogni anno prima durante l&#8217;anno.  Ciclicamente cade, quindi, in piena estate, come appunto nel 2011, quando le giornate sono più lunghe e più calde e il digiuno quindi più duro. Verso la fine del mese i musulmani celebrano la<strong> Laylat al-Qadr</strong>, la &#8220;Notte del potere&#8221;, che ricorda la notte in cui per la prima volta Allah rivelò il Corano a Maometto. Per la maggior parte dei musulmani la ricorrenza è nella 27ma notte del mese.</li>
<li>
<div><strong>Negli ultimi anni le Tv arabe, e soprattutto quella turca,</strong> hanno approfittato del ramadan per produrre mini-serie di 30 episodi, uno per ogni sera del mese sacro, quando i musulmani possono finalmente sedere a tavola e rilassarsi. Quest&#8217;anno, però, la produzione Tv, a causa delle rivolte in tutto il Medio Oriente, è in calo: del 35%, secondo il quotidiano saudita<em> Al Riyadh</em>.</div>
</li>
<li><strong>Quella del digiuno è un&#8217;abitudine assai più antica dell&#8217;islam stesso</strong>. Maometto nacque nel 570 dopo Cristo, ma il digiuno è citato nella Bibbia, sia nell&#8217;Antico sia nel Nuovo Testamento. In questo, Gesù digiuna per 40 giorni nel deserto.</li>
<li>Al contrario di quanto si potrebbe pensare,<strong> il ramadan di solito fa ingrassare i musulmani che lo praticano.</strong> Questo perché al livello ridotto dele attività durante il giorno si abbina un pasto serale, chiamato <strong>iftar</strong>, tradizionalmente ricco di carboidrati. Negli ultimi anni, proprio per ovviare a questo inconveniente, si è diffusa l&#8217;abitudine a consumare il <strong>suhoor</strong>, una ricca colazione che ha luogo prima del sorgere del sole.</li>
<li>Durante il ramadan, presso le famiglie islamiche cresce molto la pratica della carità e delle beneficenza. Grazie a questo, moschee e organizzazioni religiose offrono l<strong>&#8216;iftar</strong> alle famiglie bisognose. E&#8217; abitudine delle famiglie più benestanti, inoltre, preparare cesti o sacchi con generi alimentari di base (zucchero, olio, riso, tè&#8230;) da donare alle persone povere prima dell&#8217;inizio del ramadan.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2011/08/07/ramadan-dieci-cose-curiose-da-sapere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ITALIA: ALLA CHIESA 1,2 MILIARDI</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2011/06/06/italia-alla-chiesa-12-miliardi/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2011/06/06/italia-alla-chiesa-12-miliardi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 21:06:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Succede che]]></category>
		<category><![CDATA[Cei]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[contribuenti]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazione dei redditi]]></category>
		<category><![CDATA[otto per mille]]></category>
		<category><![CDATA[stanziamento]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=10479</guid>
		<description><![CDATA[Sono stati diffusi dalla Cei (Conferenza Episcopale Italiana) i dati relativi al gettito dell&#8217;otto per mille. Per il 2011, il gettito assegnato alla Chiesa cattolica ammonta a 1,118 miliardi di euro (nel 2010 era stato di 1,067 miliardi), record storico. Coloro che hanno indicato una destinazione specifica all&#8217;otto per mille sulla dichiarazione dei redditi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stati diffusi dalla Cei (<a href="http://www.chiesacattolica.it/cci2009/chiesa_cattolica_italiana/00007238_Home.html" target="_blank">Conferenza Episcopale Italiana</a>) i dati relativi al gettito dell&#8217;otto per mille. Per il 2011, <strong>il gettito assegnato alla Chiesa cattolica ammonta a 1,118 miliardi di euro (nel 2010 era stato di 1,067 miliardi), record storico</strong>. Coloro che hanno indicato una destinazione specifica all&#8217;otto per mille sulla dichiarazione dei redditi sono stati il 43,5% del totale dei contribuenti; di questi, l&#8217;85,01% ha firmato perché l&#8217;otto per mille fosse devoluto alla Chiesa cattolica. Un dato stabile dopo il calo del 2010, quando la Chiesa cattolica aveva &#8220;perso&#8221; circa 100 mila firme.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2011/06/06/italia-alla-chiesa-12-miliardi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I PRETI PEDOFILI E LA CURA DI RATZINGER</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2011/05/05/preti-pedofili-la-cura-del-papa-funziona/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2011/05/05/preti-pedofili-la-cura-del-papa-funziona/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 May 2011 20:24:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Usa]]></category>
		<category><![CDATA[abusi sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Papa]]></category>
		<category><![CDATA[pedofili]]></category>
		<category><![CDATA[preti]]></category>
		<category><![CDATA[Ratzinger]]></category>
		<category><![CDATA[violenze]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=9969</guid>
		<description><![CDATA[La crisi degli abusi sessuali commessi da saceroti e religiosi, esplosa nel 2002, ha rischiato di piegare la Chiesa cattolica e ha colpito con enorme violenza soprattutto due nazioni: l&#8217;Irlanda e gli Usa. Papa Wojtyla, già anziano e molto malato, morì nel 2005. Papa Benedetto XVI cominciò a intervenire sul problema quand&#8217;era ancora&#8230; il cardinale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi degli abusi sessuali commessi da saceroti e religiosi, esplosa nel 2002, ha rischiato di piegare la Chiesa cattolica e ha colpito con enorme violenza soprattutto due nazioni: l&#8217;Irlanda e gli Usa. <strong>Papa Wojtyla</strong>, già anziano e molto malato, morì nel 2005. Papa Benedetto XVI cominciò a intervenire sul problema quand&#8217;era ancora&#8230;<strong> il cardinale Ratzinger</strong>, nella memorabile omelia sui mali della Chiesa pronunciata nei giorni della sede vacante. Le fustigate non finirono lì: nella lettera pastorale ai vescovi e ai fedeli d&#8217;Irlanda, il Papa fece chiaramente sapere che, pur potendo contare su un fraterno perdono, i religiosi che si erano macchiati degli abusi dovevano prepararsi ad affrontare la giustizia canonica ma anche quella civile.</p>
<p><span id="more-9969"></span></p>
<div id="attachment_9980" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/05/proteste.jpg"><img class="size-full wp-image-9980" title="proteste" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/05/proteste.jpg" alt="Una protesta negli Usa contro gli abusi sessuali commessi da religiosi." width="300" height="204" /></a><p class="wp-caption-text">Una protesta negli Usa contro gli abusi sessuali commessi da religiosi.</p></div>
<p><strong>Nessuno sconto per nessuno, dunque</strong>. Un atteggiamento chiaro e netto che, a giudicare dai dati in arrivo dai fronti &#8220;caldi&#8221; del problema, comincia a pagare. Lo dimostra, almeno per quanto riguarda gli Stati Uniti, il <em><a href="http://www.usccb.org/ocyp/annual-report-2010.pdf" target="_blank">Report on the Implementation of the Charter for the Protection of Children and Young People</a> (</em>Rapporto sull&#8217;applicazione della Carta per la protezione dell&#8217;infanzia e della gioventù<em>) </em>appena pubblicato dalla Conferenza episcopale degli Usa.</p>
<p><strong>Nel 2010 sono stata 30 le denunce  di abuso sessuale presentate da minorenni.</strong> Denunce che sono arrivate alle autorità ecclesiastiche e da esse subiti girate alle autorità civili. Delle 30 denunce, 8 sono state considerate credibili dalle forze dell&#8217;ordine e dalla magistratura americana, 7 sono state giudicate false,  12 ridotte ad accuse di abuso psicologico e 3 sono tuttora sotto investigazione. <strong>Se si considera che negli Usa i sacerdoti cattolici, tra religiosi e diocesani, sono 38 mila</strong> e che l&#8217;opera di sensibilizzazione ha coinvolto quasi 300 mila impiegati delle strutture cattoliche, più di 160 mila educatori, più di 6 mila candidati all&#8217;ordinazione sacerdotale e quasi 15 mila diaconi, bisogna ammettere che il problema è stato ridotto a proporzioni men che fisiologiche.</p>
<p>Ma non solo. Tra le diocesi ed eparchie cattoliche americane, <strong>24 hanno accettato le &#8220;ispezioni&#8221;</strong> (il termine usato dal Rapporto è <em>auditing</em>) offerte ma non imposte dalla Conferenza episcopale e solo 7 le hanno rifiutate. Un&#8217;attenzione che prosegue da diversi anni e che sta consentendo di tracciare un quadro sempre più preciso del fenomeno e di offrire assistenza a un numero sempre maggiore di persone colpite dagli abusi da parte dei religiosi. <strong>Nel 2010, 683 vittime di abusi hanno deciso per la prima volta di uscire allo scoperto</strong> e di denunciare alle diocesi o eparchie la violenza subita. Ben 653 di questi casi sono occorsi decenni or sono. In ambito diocesano e presso le strutture cattoliche, inoltre, nel 2010 hanno ricevuto assistenza 478 vittime di abuso, che si sono così affiancate alle 1.868 vittime accolte negli anni scorsi.</p>
<div id="attachment_9981" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/05/tabella1.jpg"><img class="size-full wp-image-9981" title="tabella1" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/05/tabella1.jpg" alt="Nella tabellas del Rapporto, i casi di abusi sessuali divisi per anno. Da sinistra, dagli anni Cinquantaa (o precedenti) fino ai giorni nostri (penultima colonna). L'ultima colonna illustra i casi (28) a cui non si è potuto dare una &quot;data&quot;." width="450" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Nella tabella del Rapporto, i casi di abusi sessuali divisi per anno. Da sinistra, dagli anni Cinquantaa (o precedenti) fino ai giorni nostri (penultima colonna). L&#39;ultima colonna a destra illustra i casi (28) dei quali non si è potuto stabilire con certezza il periodo in cui furono commessi.</p></div>
<p>I casi del passato, anche quasi remoto (più di recente, i primi anni Settanta sembrano essere stati un periodo critico), sono molto più numerosi di quelli del presente o del passato prossimo, il che porta il Rapporto a concludere che <em>&#8220;the problem of clergy sexual abuse in the Catholic Church is a historical problem&#8221;</em> (il problema degli abusi sessuali da parte del clero nella Chiesa cattolica è un problema storico&#8221;), e un&#8217;altra statistica sembra confermare questa analisi. <strong>Dei 574 sacerdoti finiti sotto accusa, 275 avevano già avuto problemi per la stessa ragione e 253 sono già morti.</strong> Altri 67 sono stati ridotti allo stato laicale e 172 sono stati rimossi dal loro ministero o &#8220;confinati&#8221; in un ministeroa condizioni particolari.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2011/05/05/preti-pedofili-la-cura-del-papa-funziona/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>WOJTYLA, IL PAPA CHE NON ERA PACIFISTA</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2011/05/01/wojtyla-il-papa-che-non-era-pacifista/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2011/05/01/wojtyla-il-papa-che-non-era-pacifista/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 May 2011 18:16:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Papa]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=9897</guid>
		<description><![CDATA[«Non sono un pacifista, nel senso che non voglio la pace ad ogni costo ma la pace nella giustizia». Era il febbraio del 1991, la Guerra del Golfo era ancora in corso e Papa Giovanni Paolo II, durante una visita alla parrocchia romana di Santa Dorotea, pronunciò queste parole. Un Papa non «pacifista», una sorpresa? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Non sono un pacifista, nel senso che non voglio la pace ad ogni costo  ma la pace nella giustizia». Era il febbraio del 1991, la Guerra del  Golfo era ancora in corso e Papa Giovanni Paolo II, durante una visita  alla parrocchia romana di Santa Dorotea, pronunciò queste parole.<strong> Un  Papa non «pacifista», una sorpresa?</strong> Non per chi abbia della predicazione  e della biografia del Papa polacco una conoscenza un po&#8217; più ampia e  articolata.</p>
<p><span id="more-9897"></span></p>
<div id="attachment_9904" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/05/papasito1.jpg"><img class="size-full wp-image-9904" title="papasito1" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/05/papasito1.jpg" alt="Giovanni Paolo II mentre riceve George W. Bush." width="300" height="162" /></a><p class="wp-caption-text">Giovanni Paolo II mentre riceve George W. Bush.</p></div>
<p>Poche settimane prima, nell&#8217;incontro con il corpo diplomatico, Wojtyla  aveva ricordato agli ambasciatori presso la Santa Sede che la pace  ottenuta con la guerra non fa altro che preparare nuove violenze. Nel  2002, ad Assisi, durante la giornata di preghiera ecumenica per la pace,  avrebbe ripetuto: «Le tenebre non si dissipano con le armi; le tenebre  si allontanano accendendo fari di luce».<strong> E tredici anni dopo la visita a  Santa Dorotea, il 16 marzo del 2003, in un estremo tentativo di  scongiurare l&#8217;attacco anglo-americano all&#8217;Iraq</strong> che sarebbe invece  scattato pochi giorni dopo, un Papa ormai segnato dalla malattia avrebbe  insistito: «Dobbiamo opporci con fermezza alla tentazione dell&#8217;odio e  della violenza, che danno solo l&#8217;illusione di risolvere i conflitti ma  procurano perdite reali e permanenti».</p>
<p><strong>Pace e giustizia, dunque, come  elementi inscindibili.</strong> Agiva su Giovanni Paolo II l&#8217;esperienza della  seconda guerra mondiale. Un&#8217;ecatombe di morte e distruzione che per  centinaia di milioni di persone non aveva preparato un mondo più libero e  giusto ma una forma diversa di oppressione e ingiustizia. <strong>Il Papa che  pure ribadiva il «diritto-dovere all&#8217;ingerenza umanitaria»</strong> (e con  particolare energia nel 1992, quando la Bosnia era martellata e  strangolata dall&#8217;assedio della Serbia) sapeva, per averlo provato sulla  propria pelle di europeo, che la vittoria delle armi, e persino la  vittoria delle armi dei «giusti», non garantisce la vera pace.</p>
<p>Che  fare, quindi, in un mondo in cui i conflitti parevano moltiplicarsi?  Conflitti che erano arrivati a coinvolgere la persona del pontefice,  colpito nel 1981 in un attentato che, come testimoniano rivelazioni  anche di questi giorni, era forse organizzato per eliminare lui,  attaccare Solidarnosc e riportare l&#8217;ordine in Polonia e nel barcollante  blocco sovietico. <strong>La risposta di Wojtyla fu sempre chiarissima: «Non c&#8217;è  pace senza giustizia e non c&#8217;è giustizia senza perdono».</strong></p>
<div id="attachment_9906" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/05/papasito2.jpg"><img class="size-full wp-image-9906" title="papasito2" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/05/papasito2.jpg" alt="Giovanni Paolo II con il rabbino Toaff durante la visita alla sinagoga di Roma." width="300" height="157" /></a><p class="wp-caption-text">Giovanni Paolo II con il rabbino Toaff durante la visita alla sinagoga di Roma nel 1986.</p></div>
<p>Era questo  il titolo del messaggio per la Giornata mondiale della pace celebrata il  1 gennaio del 2002. «La giustizia», diceva il messaggio, è «virtù  morale e garanzia legale che vigila sul pieno rispetto di diritti e  doveri e sull&#8217;equa distribuzione di benefici e oneri». Ma la giustizia  degli uomini è fragile, imperfetta. Va quindi «esercitata e in certo  senso completata con il perdono che risana le ferite e ristabilisce in  profondità i rapporti umani turbati».</p>
<p><strong>Si capisce meglio, alla luce di  queste parole, anche lo «stile» complessivo del papato di Karol  Wojtyla.</strong> Dai momenti eclatanti, come la visita alla sinagoga di Roma  (1986) o la preghiera presso il Muro del pianto a Gerusalemme (2000) a  quelli all&#8217;epoca ben valutati nella dimensione religiosa ma forse  trascurati nel laboratorio wojtyliano della costruzione della pace: la  visita in Romania (1999), quella in Siria (2001) o quella nel Regno  Unito (1982). Li abbiamo accostati in modo non casuale.<strong> Giovanni Paolo  II fu infatti il primo Papa a visitare un Paese a maggioranza ortodossa  dallo scisma del 1054, il primo a visitare una moschea (quella degli  Omayyadi a Damasco) e il primo a visitare il Regno Unito</strong> e a  inginocchiarsi in preghiera con l&#8217;arcivescovo di Canterbury, Robert  Runcie. Perché la pace va, appunto, costruita, e ha come fondamenta  il perdono, la conoscenza e la comprensione reciproca.</p>
<p>Ecco allora i  viaggi (104 solo quelli all&#8217;estero) ma anche l&#8217;incontro con i fedeli: 17  milioni e mezzo quelli che hanno partecipato alle 1.160 udienze del  mercoledì in Vaticano. Il dialogo con i potenti della terra (738 udienze  e incontri privati con capi di Stato e 246 udienze con primi ministri)  ma anche con il popolo delle parrocchie. Perché di tutti i costruttori  di pace, Giovanni Paolo II volle essere il primo. A crederci, a  muoversi, a impegnarsi.</p>
<p>Pubblicato sull&#8217;<a href="http://www.eco.bg.it" target="_blank">Eco di Bergamo</a> del 1 maggio 2011</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2011/05/01/wojtyla-il-papa-che-non-era-pacifista/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IL TESTAMENTO DEL MINISTRO</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2011/03/10/il-testamento-del-ministro/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2011/03/10/il-testamento-del-ministro/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 17:52:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[fondamentalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=9255</guid>
		<description><![CDATA[Il 2 marzo, un commando di terroristi islamici ha assassinato a Islamabad Shabhaz Bhatti, ministro del Pakistan per le Minoranze. Bhatti era l&#8217;unico cristiano del Governo pakistano e si batteva per una modifica alla legge sulla blasfemia che in 25 anni di applicazione è costata la vita a centinaia di pakistani, in maggior parte cristiani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2 marzo, un commando di terroristi islamici ha assassinato a Islamabad Shabhaz Bhatti, ministro del Pakistan per le Minoranze. Bhatti era l&#8217;unico cristiano del Governo pakistano e si batteva per una modifica alla legge sulla blasfemia che in 25 anni di applicazione è costata la vita a centinaia di pakistani, in maggior parte cristiani ma anche musulmani. Bhatti aveva redatto un suo testamento spirituale, comparso in Italia nel volume <em>Cristiani in Pakistan. Nelle prove la speranza</em>, edito da Marcianum Press nel 2008. Li ripresento.</p>
<p><span id="more-9255"></span></p>
<div id="attachment_9259" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-9259" title="bhatti" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/03/bhatti.jpg" alt="Shabhaz Bhatti, assassinato il 2 marzo a Islamabad." width="300" height="187" /><p class="wp-caption-text">Shabhaz Bhatti, assassinato il 2 marzo a Islamabad.</p></div>
<p>“Il mio nome è <strong>Shahbaz Bhatti</strong>. Sono nato in una famiglia cattolica. Mio padre, insegnante in pensione, e mia madre, casalinga, mi hanno educato secondo i valori cristiani e gli insegnamenti della Bibbia, che hanno influenzato la mia infanzia.</p>
<p><strong>Fin da bambino ero solito andare in chiesa</strong> e trovare profonda ispirazione negli insegnamenti, nel sacrificio, e nella crocifissione di Gesù. Fu l’amore di Gesù che mi indusse ad offrire i miei servizi alla Chiesa. Le spaventose condizioni in cui versavano i cristiani del Pakistan mi sconvolsero. Ricordo un venerdì di Pasqua quando avevo solo tredici anni: ascoltai un sermone sul sacrificio di Gesù per la nostra redenzione e per la salvezza del mondo. E pensai di corrispondere a quel suo amore donando amore ai nostri fratelli e sorelle, ponendomi al servizio dei cristiani, specialmente dei poveri, dei bisognosi e dei perseguitati che vivono in questo paese islamico.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_9262" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><strong><strong><img class="size-full wp-image-9262" title="corpo bhatti" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/03/corpo-bhatti.jpg" alt="L'arrivo in ospedale di Shabhaz Bhatti, purtroppo già cadavere." width="300" height="175" /></strong></strong><p class="wp-caption-text">L&#39;arrivo in ospedale di Shabhaz Bhatti, purtroppo già cadavere.</p></div>
<p><strong>Mi sono state proposte alte cariche al Governo</strong> e mi è stato chiesto di abbandonare la mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato, persino a rischio della mia stessa vita. La mia risposta è sempre stata la stessa: «No, io voglio servire Gesù da uomo comune».</p>
<p><strong>Questa devozione mi rende felice.</strong> Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora — in questo mio battagliero sforzo di aiutare i bisognosi, i poveri, i cristiani perseguitati del Pakistan — Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita.</p>
<p><strong>Voglio vivere per Cristo e per Lui voglio morire.</strong> Non provo alcuna paura in questo Paese. <strong>Molte volte gli estremisti hanno desiderato uccidermi, imprigionarmi; mi hanno minacciato, perseguitato e hanno terrorizzato la mia famiglia.</strong> Io dico che, finché avrò vita, fino al mio ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa povera, sofferente umanità, i cristiani, i bisognosi, i poveri.</p>
<p><strong>Credo che i cristiani del mondo</strong> che hanno teso la mano ai musulmani colpiti dalla tragedia del terremoto del 2005 abbiano costruito dei ponti di solidarietà, d’amore, di comprensione, di cooperazione e di tolleranza tra le due religioni. Se tali sforzi continueranno sono convinto che riusciremo a vincere i cuori e le menti degli estremisti. Ciò produrrà un cambiamento in positivo: le genti non si odieranno, non uccideranno nel nome della religione, ma si ameranno le une le altre, porteranno armonia, coltiveranno la pace e la comprensione in questa regione.</p>
<p>Voglio dirvi che <strong>trovo molta ispirazione nella Sacra Bibbia e nella vita di Gesù Cristo.</strong> Più leggo il Nuovo e il Vecchio Testamento, i versetti della Bibbia e la parola del Signore e più si rinsaldano la mia forza e la mia determinazione. Quando rifletto sul fatto che Gesù Cristo ha sacrificato tutto, che Dio ha mandato il Suo stesso Figlio per la nostra redenzione e la nostra salvezza, mi chiedo come possa io seguire il cammino del Calvario. Nostro Signore ha detto: «Vieni con me, prendi la tua croce e seguimi».</p>
<p><strong>I passi che più amo della Bibbia recitano</strong>: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi». Così, quando vedo gente povera e bisognosa, penso che sotto le loro sembianze sia Gesù a venirmi incontro.</p>
<p>Per cui cerco sempre d’essere d’aiuto, insieme ai miei colleghi, di portare assistenza ai bisognosi, agli affamati, agli assetati.<strong> Credo che i bisognosi, i poveri, gli orfani</strong> qualunque sia la loro religione vadano considerati innanzitutto come esseri umani. Penso che quelle persone siano parte del mio corpo in Cristo, che siano la parte perseguitata e bisognosa del corpo di Cristo. Se noi portiamo a termine questa missione, allora ci saremo guadagnati un posto ai piedi di Gesù ed io potrò guardarLo senza provare vergogna”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2011/03/10/il-testamento-del-ministro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>NICOLETTA MICHELI: LA DONNA SIA CON TE</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2010/12/26/nicoletta-micheli-la-donna-sia-con-te/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2010/12/26/nicoletta-micheli-la-donna-sia-con-te/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Dec 2010 18:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=8039</guid>
		<description><![CDATA[di MARTA SCAGLIONE &#8220;Un giorno mia moglie mi dice: perché non fai un film su questo? Lì per lì, l&#8217;ho presa per matta&#8221;. Guido Chiesa, regista di Io sono con te, ha raccontato così la genesi del suo ultimo film. Pellicola complessa, affascinante, dedicata al mistero della Natività e, in particolare, al rapporto tra Maria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di MARTA SCAGLIONE</p>
<p>&#8220;Un giorno mia moglie mi dice: perché non fai un film su questo? Lì per lì, l&#8217;ho presa per matta&#8221;. <strong>Guido Chiesa</strong>, regista di <em>Io sono con te</em>, ha raccontato così la genesi del suo ultimo film. Pellicola complessa, affascinante, dedicata al mistero della Natività e, in particolare, al rapporto tra Maria Vergine e il bambino Gesù. Naturalmente l&#8217;idea del film ha avuto una genesi un po&#8217; raffinata e complessa, anche se la sceneggiatura è dovuta, oltre che a Chiesa, proprio a <strong>Nicoletta Micheli</strong>, moglie di Guido e madre dei suoi tre figli (<strong>Emma, 12 anni; Ivana, 9 anni; e Giovanni, 4 anni</strong>), e a Filippo Kalomenidis.In questa intervista la Micheli racconta ilsuo approccio alla storia di Maria e di suo figlio.</p>
<p><span id="more-8039"></span></p>
<div id="attachment_8043" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-8043" title="io-sono-con-te" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/12/io-sono-con-te.jpg" alt="Nadia Khlifi, la ragazza tunisina che interpreta Maria in &quot;Io sono con te&quot;." width="300" height="180" /><p class="wp-caption-text">Nadia Khlifi, la ragazza tunisina che interpreta Maria in &quot;Io sono con te&quot;.</p></div>
<p><strong>- <em>Io sono con te</em> è un film totalmente concentrato sulla maternità di Maria di Nazareth. Come mai questa scelta?</strong></p>
<p>&#8220;Dalle  idee di Maeve Corbo, che ovviamente poi sono andate anche al di là del  film stesso. Tutto è confluito in un processo che ha  coinvolto me e Guido in quanto genitori, in quanto coppia&#8221;.</p>
<p><strong>- La sceneggiatura del film è ispirata alle idee originali formulate da Maeve Corbo sulla figura di Maria. Quali di queste idee vi hanno toccati al tal punto da scrivere un film?</strong></p>
<p>&#8220;Queste idee, che ti racconto con grande sintesi, sono quelle relative a quello che accade a una mamma e al suo bambino nel momento della nascita e all’importanza di questo momento sul destino del neonato. Dentro questa riflessione ci sono tante suggestioni: da Michel Odent, medico ostetrico che si dedica alla diffusione delle idee sul parto naturale, ad Alice Miller, una psicoterapeuta recentemente scomparsa che ha parlato da ebrea della straordinarietà dell’esempio genitoriale offerto da Maria e Giuseppe nei confronti di un bambino che poi, diventato uomo, ha predicato l’amore e la pace.  Riflessioni e suggestioni che sono poi confluite nel progetto di scrivere <em>Io sono con te</em>. L&#8217;idea venuta a me perché volevo mostrare queste cose per la prima volta senza l’aura &#8220;magica&#8221; della tradizione. Al tempo stesso, pensavo che far vedere questa ragazzina così straordinaria fosse interessante anche per il nostro monodo contemporaneo&#8221;.</p>
<p><strong>- Attraverso il film tu e Guido avete riscoperto la fede?</strong></p>
<p>&#8220;E’ stato un tassello di un mosaico più ampio, che ha compreso anche un cammino di fede. Un cammino che ancora prosegue, perché non si finisce mai di imparare e di crescere&#8221;.</p>
<p><strong>- Qual è il messaggio che volete trasmettere con il film? </strong></p>
<p>&#8220;Il messaggio principale, in realtà, ce l’ha già trasmesso il Vangelo: riguarda la capacità delle donne, e di Maria in quanto donna, di creare le condizioni per un mondo migliore, di creare le condizioni perché nascano persone in grado di realizzarsi in armonia e in pace con gli altri. Il messaggio è, quindi, questo: le donne hanno una grande risorsa e un grande compito, quello di trasmettere i principi fondamentali della cultura umana&#8221;.</p>
<div id="attachment_8046" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-8046" title="chiesa" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/12/chiesa.jpg" alt="Guido Chiesa sul set del film." width="300" height="168" /><p class="wp-caption-text">Guido Chiesa sul set del film.</p></div>
<p><strong>-  <em>Io sono con te</em> è stato scritto da te e da tuo marito Guido Chiesa. Com’è stato scrivere un film insieme?</strong></p>
<p>&#8220;In realtà io ho scritto il soggetto. Con Guido ho poi scritto la prima fase della sceneggiatura, infine è subentrato l’aiuto di una terza persona, Filippo Kalomenidis, che è stato fondamentale perché la stesura non è stata semplicissima. Io e Guido avevamo priorità diverse: io ero molto gelosa delle questioni che sono alla base del film perchè non volevo che fossero intaccate o addirittura dimenticate. Guido, da regista e cineasta qual è, era interessato all’aspetto narrativo e drammaturgico e, a volte, rischiava di censurarmi. Il contributo di Filippo è stato fondamentale perché è riuscito a tirar fuori il meglio sia da me sia da Guido, bilanciando la situazione&#8221;.</p>
<p><strong>- Com’è stato girare delle scene con dei non-attori? </strong></p>
<p>&#8220;E’ più una domanda per Guido ma ti posso dire, essendo stata testimone diretta, che non è stato facile. Soprattutto all’inizio, perché per Guido ha significato l’immersione totale in un mondo diverso con ritmi diversi e rapporti lontani da quelli cui noi siamo abituati. Un mondo rurale, contadino e ancora molto arretrato ma caratterizzato da una grande umanità, un grande senso della dignità soprattutto tra le donne&#8221;.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>- Qual è la storia della bambina che interpreta Maria e di sua mamma? </strong></p>
<p>&#8220;Nadia Khlifi, la ragazza che interpreta Maria, ha 14 anni. Guido l’ha trovata in un liceo del Sud della Tunisia. Non aveva alcuna esperienza di recitazione, ovviamente, e da questo punto di vista la sua mamma, che nel film interpreta la mamma di Maria, è stata utilissima sia alla figlia sia a tutto il cast. E’ stato il modello a cui ci siamo ispirati per costruire i diversi personaggi: è una persona autentica, aveva una naturalezza davanti alla telecamera che era proprio quello che cercavamo&#8221;.</p>
<p><strong>- Cosa aveva di speciale questa ragazza da renderla genitrice di Dio, di un Dio che si fa uomo? </strong></p>
<p>&#8220;Secondo noi lei era, nel momento della gestazione quando era ancora una ragazzina, ancorata saldamente a quelli che sono le leggi della natura presenti in ciascuno di noi e che in lei erano realizzate al meglio. E’ come se Maria fosse la realizzazione di un progetto che Dio ha riservato a tutti noi ma attraverso di lei si realizza pienamente&#8221;.</p>
<p><em><strong>di Marta Scaglione</strong></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2010/12/26/nicoletta-micheli-la-donna-sia-con-te/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IL NATALE SENZA LUCI DEI CRISTIANI IN IRAQ</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2010/12/23/il-natale-senza-luci-dei-cristiani-in-iraq/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2010/12/23/il-natale-senza-luci-dei-cristiani-in-iraq/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 22:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=8021</guid>
		<description><![CDATA[Sarà un Natale di poche luci e tanta Luce per i cristiani dell’Iraq. Monsignor Louis Sako, arcivescovo caldeo di Kirkuk, lo ha già descritto: «Non ci sarà Babbo Natale per i bambini, non ci saranno cerimonie per gli auguri ufficiali con le autorità. Per la prima volta a sette anni dall’inizio della guerra abbiamo deciso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="ctl00_MasterContent_Contenuto">Sarà un  Natale di poche luci e tanta Luce per i cristiani dell’Iraq. <strong>Monsignor  Louis Sako</strong>, arcivescovo caldeo di Kirkuk, lo ha già descritto: «Non ci  sarà Babbo Natale per i bambini, non ci saranno cerimonie per gli auguri  ufficiali con le autorità. Per la prima volta a sette anni dall’inizio  della guerra abbiamo deciso di non celebrare messe durante la notte ma  solo alla luce del giorno e con la massima sobrietà. Per questioni di  sicurezza le chiese non avranno addobbi né decorazioni. Abbiamo deciso  di non fare festa». Questo a Baghdad come a Kirkuk, a Bassora come a  Mosul.</span></p>
<p><span id="ctl00_MasterContent_Contenuto"><span id="more-8021"></span></span></p>
<p><span id="ctl00_MasterContent_Contenuto"> </span></p>
<div id="attachment_8024" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-8024" title="52546546wk003_church" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/12/cRISTIANI-iRAQ.jpg" alt="La preghiera di alcune cristiane irachene." width="300" height="222" /><p class="wp-caption-text">La preghiera di alcune cristiane irachene.</p></div>
<p><span id="ctl00_MasterContent_Contenuto"><strong>È l’inevitabile conseguenza di un’ondata di violenza che  per i cristiani non conosce tregua ma, al contrario, s’inasprisce di  anno in anno.</strong> Il 31 ottobre, pochi giorni dopo un minaccioso  &#8220;avvertimento&#8221; di al-Qaeda, 57 fedeli e prelati sono stati assassinati  nell’attacco alla cattedrale siro-cattolica di Baghdad. Non un episodio  isolato ma il primo capitolo di una nuova strategia. Lo conferma il  messaggio recapitato ieri dai terroristi all’arcivescovado di Kirkuk: i  cristiani iracheni pagheranno &#8220;un prezzo altissimo&#8221; se alcune donne  musulmane egiziane, che secondo loro sarebbero state convertite a forza e  poi rinchiuse in un monastero copto in Egitto, non saranno liberate.</span></p>
<p><span id="ctl00_MasterContent_Contenuto">Si  tratta chiaramente di un pretesto, il tentativo di &#8220;nobilitare&#8221; agli  occhi dei musulmani iracheni, con motivazioni pseudo-religiose, una  persecuzione che nasconde ben più terrene questioni di potere. Poche  luci natalizie, quindi, per il Natale degli iracheni. <strong>Ma forte, sempre  più forte, la Luce di una testimonianza che è di fede e civiltà allo  stesso tempo.</strong> La mai conclusa pacificazione dell’Iraq dalla guerra  cominciata nel 2003 ha dimezzato (da 800 mila a poco più di 400 mila  persone) la comunità cristiana irachena. Chi ha avuto il coraggio di  resistere sente forte la missione di testimoniare la propria identità  religiosa in una situazione dove la tripartizione di fatto del Paese (il  Nord curdo, il Sud sciita, il centro sunnita con l’eccezione della  capitale) inevitabilmente spinge la minoranza cristiana verso  l’emarginazione. </span></p>
<p><span id="ctl00_MasterContent_Contenuto">Ma non c’è solo questo. <strong>I cristiani, come succede anche  in altri Paesi del Medio Oriente, sono i grandi facilitatori della  convivenza in Iraq.</strong> Sono gli unici capaci di vivere con i sunniti come  con gli sciiti, tra i monti del Kurdistan e nelle sabbie che danno verso  il Golfo Persico. Anche questa è una buona ragione per  perseguitarli, soprattutto se si ha in mente la spartizione del Paese e  delle sue risorse. Ognuno dei tre grandi gruppi vuole il dominio  esclusivo della propria &#8220;zona&#8221;, <strong>un po’ come succede nelle guerre di  mafia. </strong>Non a caso, negli ultimi tempi, c’è chi guarda con favore alla  costituzione di un’enclave cristiana nel Nord dell’Iraq: una specie di  riserva indiana che potrebbe, poi, essere facilmente strangolata ed  estinta. </span></p>
<p><span id="ctl00_MasterContent_Contenuto">Da questo punto di vista non rassicura la nascita, proprio nei  giorni che dovrebbero essere gioiosi e che monsignor Sako ha invece  definito &#8220;di tristezza e lutto perenne&#8221;, di <strong>un Governo iracheno arrivato  a nove mesi dalle elezioni politiche</strong>. È il secondo guidato dallo sciita  <strong>Nur al Maliki </strong>e viene definito &#8220;di consenso nazionale&#8221;. È in realtà il  frutto dell’instabilità politica (Maliki resta premier pur avendo perso  le elezioni di stretta misura), delle pressioni esterne <strong>(Siria, Arabia  Saudita e Iran agiscono su uomini e partiti)</strong> e di una serie di  compromessi anche dell’ultima ora. Senza una forte pressione  internazionale, esercitata in primo luogo dagli Usa e dall’Europa, è  difficile che un Governo tanto impegnato a nascere possa aiutare i  cristiani a vivere.</span></p>
<p><span>Pubblicato su <a href="http://www.avvenire.it" target="_blank">Avvenire</a> del 23 dicembre 2010<br />
</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2010/12/23/il-natale-senza-luci-dei-cristiani-in-iraq/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CHI HA PAURA DELLA RELIGIONE? TUTTI</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2010/11/22/chi-ha-paura-della-religione-tutti/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2010/11/22/chi-ha-paura-della-religione-tutti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 20:36:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=7673</guid>
		<description><![CDATA[Il caso della giovane madre pakistana Asia Bibi, condannata a morte dopo essere stata accusata di blasfemia da un gruppo di colleghe e da un imam, ha riportato d&#8217;attualità  il dramma delle persecuzioni religiose. Non v&#8217;è dubbio che i cristiani siano, oggi, il gruppo più preso di mira. E&#8217; stato calcolato che tre casi su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il caso della giovane madre pakistana Asia Bibi, condannata a morte dopo essere stata accusata di blasfemia da un gruppo di colleghe e da un imam, ha riportato d&#8217;attualità  il dramma delle persecuzioni religiose. <strong>Non v&#8217;è dubbio che i cristiani siano, oggi, il gruppo più preso di mira.</strong> E&#8217; stato calcolato che tre casi su quattro di discriminazione o persecuzione religiosa avvengono nel mondo ai loro danni. E che sono almeno 60 i Paesi in cui essere cristiano comporta danni e rischi, spesso quello di perdere la vita. Ma la discriminazione a causa della propria fede è intensa quasi in ogni angolo del pianeta.</p>
<p><span id="more-7673"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7687" title="religione" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/11/religione.jpg" alt="religione" width="300" height="225" /></p>
<p>Dal nostro osservatorio occidentale stentiamo a comprendere le dimensioni del fenomeno che, invece, riguarda la stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Il quadro più completo ce lo ha fornito il <em>Pew Research Center</em> con la ricerca intitolata <a href="http://pewforum.org/Government/Global-Restrictions-on-Religion.aspx" target="_blank">Global Restrictions on Religion</a>. Un primo dato, per confermare l&#8217;affermazione di cui sopra: <strong>i Paesi che limitano &#8220;fortemente&#8221; o &#8220;molto fortemente&#8221; la libertà di religione sono il 32% del totale ma contengono il 70% della popolazione mondiale,</strong> come mostra la &#8220;torta&#8221; qui sotto.</p>
<div id="attachment_7677" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-7677" title="restrictions01foto" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/11/restrictions01foto.jpg" alt="A sinistra i Paesi, a destra la popolazione  mondiale. In arancione, i Paesi e la parte di popolazione del mondo costretti a subire una limitazione &quot;forte&quot; o &quot;molto forte&quot; della libertà di religione." width="300" height="316" /><p class="wp-caption-text">A sinistra i Paesi, a destra la popolazione  mondiale. In arancione, i Paesi e la parte di popolazione costretti a subire una limitazione &quot;forte&quot; o &quot;molto forte&quot; della libertà di religione.</p></div>
<p>Tale limitazione può avere diverse radici. Può derivare da provvedimenti dei Governi e dei regimi oppure da una ostilità sociale della maggioranza nei confronti della minoranza. Non mancano casi in cui i due elementi colpiscono alleati, portando il Paese in questione in cima alla graduatoria dell&#8217;intolleranza. E&#8217; quel che succede, per esempio, ad <strong>Arabia Saudita, Iran e Pakistan</strong>, prima, secondo e tredicesimo per restrizioni imposte dai Governo ma molto ben piazzati anche nelle manifestazioni di ostilità sociale verso le religioni &#8220;altre&#8221; da quella dominante. <strong>In questo girone il Pakistan si classifica addirittura terzo </strong>(l&#8217;Arabia Saudita undicesima e l&#8217;Iran ventesimo). E la Cina? E&#8217; in alto per la politica intollerante del Governo, a sua volta moderata da una certa tolleranza della popolazione.</p>
<p><strong>L&#8217;Iraq è il caso opposto</strong>. Politica relativamente illuminata del Governo ma un livello di contrasto sociale (giudicato dal <em>Pew Research Center</em> il più alto al mondo) che rende, come sappiamo, la situazione micidiale per le minoranze, in particolare per quella cristiana. Nella tabella che segue, la classifica che tiene conto di tutti questi fattori.</p>
<div id="attachment_7682" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-7682" title="restrictions03foto" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/11/restrictions03foto.jpg" alt="In alto, i Paesi dove più diffusa è l'ostilità sociale verso le religioni di minoranza; in basso, quelli dove maggiori sono le limitazioni imposte dai Governi alla libertà di religione." width="300" height="386" /><p class="wp-caption-text">In alto, i Paesi dove più diffusa è l&#39;ostilità sociale verso le religioni praticate dalle minoranze; in basso, quelli dove maggiori sono le limitazioni imposte dai Governi alla libertà di religione.</p></div>
<p>Sono molti i modi in cui un Governo nazionale o locale può limitare la libertà di religione. Ce n&#8217;è per tutti i gusti, <strong>dalle registrazioni obbligatorie al divieto di fare propaganda religiosa, dai privilegi negati a quelli concessi a senso unico.</strong> Nel civilissimo Canada, per esempio, 6 delle 10 province offrono una qualche forma di finanziamento alle scuole religiose, ma in Ontario i fondi ci sono solo per le scuole cattoliche. Ma questo è zucchero rispetto ad altri dati: <strong>in 91 Paesi,</strong> ha scoperto il <em>Pew Research Center</em>, <strong>sono regolarmente praticate da ufficiali governativi forme di intimidazione fisica violenta</strong> ai danni di singoli fedeli o gruppi religiosi. Succede. Due millenni dopo la venuta di Cristo e due secoli dopo la Rivoluzione francese, succede ancora.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2010/11/22/chi-ha-paura-della-religione-tutti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

