<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Fulvio Scaglione - Giornalista &#187; Razzismo</title>
	<atom:link href="http://www.fulvioscaglione.com/category/razzismo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.fulvioscaglione.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 21 May 2012 19:10:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>SEI RAZZISTA? E IO TI DENUNCIO</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2011/03/29/sei-razzista-e-io-ti-denuncio/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2011/03/29/sei-razzista-e-io-ti-denuncio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 20:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=9493</guid>
		<description><![CDATA[di ALBERTO CHIARA Non si sta sgretolando ma il muro di paura, ignoranza e sfiducia sta mostrando le prime crepe. Elaborato dall’Iref  (Istituto di ricerche educative e formative), il Rapporto 2010 dell&#8217;Unar, l&#8217;Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, creato dal Governo, ha reso noto che nel 2010 sono state raccolte 766 segnalazioni di atti discriminatori a sfondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di ALBERTO CHIARA</p>
<p id="FamigliaCristiana_FrontEnd_102438_ctl00_paragraphsReader_repParagraphs_ctl00_pParagrafo">Non si sta sgretolando ma il muro  di paura, ignoranza e sfiducia sta mostrando le prime crepe. Elaborato dall’<a href="http://www.irefonline.it/websites/iref/home.nsf/index.htm" target="_blank">Iref  (Istituto di ricerche educative e formative</a>), il Rapporto 2010 dell&#8217;<a href="http://www.pariopportunita.gov.it/index.php/unar" target="_blank">Unar, l&#8217;Ufficio nazionale  antidiscriminazioni razziali</a>, creato dal Governo, ha reso noto che <strong>nel 2010  sono state raccolte 766 segnalazioni di atti discriminatori a sfondo razzista. Nel 2009 erano state 373.</strong> La tendenza all&#8217;aumento delle denunce è  confermata dall&#8217;ulteriore incremento del 40% che si è registrato dal primo gennaio al 14 marzo 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010. Dai dati risulta che  le vittime nel 63,4% dei casi sono straniere: più uomini che donne, più adulti che  giovani, la maggior parte operai o impiegati. E un 10% di segnalazioni riguarda discriminazioni non razziali  ma di genere oppure di orientamento sessuale o religioso.</p>
<p><span id="more-9493"></span><img class="alignright size-full wp-image-9499" title="razzasito" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/03/razzasito.jpg" alt="razzasito" width="300" height="225" /></p>
<p><!-- p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: "Times New Roman"; }div.Section1 { page: Section1; } --> Chi segnala gli atti di discriminazione? Ben 222 vittime e 108 testimoni nel 2010 si sono rivolti in prima persona all’Ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali (Unar), con una prevalenza di uomini tra i 35 e i 64 anni. E quasi una segnalazione su 4 (23,3% delle vittime) riguarda persone straniere originarie dell’Europa orientale e dei Balcani, mentre quelle riguardanti immigrati nativi dell’Africa del Nord sono il 20,9%. <strong>Le vittime straniere sono il 63,4%, e il 9,7% sono persone di origine straniera che hanno la cittadinanza italiana. Ma l’82,2% dei testimoni di discriminazione è italiano.<br />
</strong></p>
<p>Tracciando l&#8217;identikit di coloro che si sono rivolti all&#8217;Unar  nel 2010 per segnalare discriminazioni, <strong>il Rapporto evidenzia che sia  tra le vittime sia tra i testimoni la maggioranza è fatta di persone sposate  (rispettivamente, il 50,8% e il 48,1%) e con un titolo  di studio medio-alto</strong>: «Tra le vittime, il 40,6% ha un  diploma di scuola superiore, il 38% ha avuto un percorso di  studi di tipo universitario: i laureati sono il 32,1%», anche  se «la maggior parte delle vittime è impiegata come operaio (25,7%),  mentre gli impiegati sono il 23,6%», fanno notare i ricercatori  dell&#8217;Iref, commentando i dati. Tra i testimoni, sale la quota di coloro  che svolgono lavori non manuali (42,2 %); molti anche i  disoccupati (24,1%), soprattutto donne.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9502" title="razzismo2323" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/03/razzismo23231-150x150.jpg" alt="razzismo2323" width="150" height="150" />Inoltre, <strong>se si considerano esclusivamente le segnalazioni delle  vittime, tra gli uomini emerge «una prevalenza di casi di  discriminazione diretta; invece tra le donne risulta più frequente  «l’aggravante delle molestie (23,1%)»</strong>. Tra i giovani  con meno di 35 anni, inoltre, è stata verificata «una prevalenza di  discriminazioni relative all’erogazione di servizi da parte di enti  pubblici (16%), mentre tra gli adulti più numerose sono le  discriminazioni relative al lavoro»: poco meno di una su 4. I cittadini  stranieri, nel 26,3% dei casi, hanno subito discriminazioni  nell’accesso alla casa.</p>
<p><strong>Infine, la maggioranza delle vittime ha una carta di soggiorno (53,9%)</strong>.  E complessivamente «la propensione alla denuncia sembra interessare gli  individui con una condizione giuridica che offre loro maggiori  garanzie: scarsa è difatti la presenza di denunce fatte da persone con  titoli di soggiorno temporanei», nota l&#8217;Iref nel Rapporto Unar 2010,  precisando: «Anche il tempo di permanenza in Italia conferma che la  propensione alla denuncia è maggiore tra le persone con una condizione  sociale maggiormente stabile: le vittime, nella maggior parte dei casi,  sono in Italia da più di 5 anni: da 6 a 10 anni il 35,3%; da 11  a 20 anni il 33,5%».</p>
<p><em><strong>di Alberto Chiara</strong></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2011/03/29/sei-razzista-e-io-ti-denuncio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>SILVIO&#8217; E SARKO&#8217; CHIEDONO AIUTO AI ROM</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2010/09/18/silvio-e-sarko-chiedono-aiuto-ai-rom/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2010/09/18/silvio-e-sarko-chiedono-aiuto-ai-rom/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 22:57:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=6594</guid>
		<description><![CDATA[Perché i rom? Perché sono pochi (circa 140 mila in Italia, circa 500 mila in Francia), sono poveri, stanno sulle palle a quasi tutti, non hanno rappresentanza politica, non hanno nessuno (a parte certe associazioni, molto spesso legate alla Chiesa) a cui importi qualcosa di loro. Perché Sarkozy e Berlusconi? Perché sono due leader in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perché i rom? Perché sono pochi (circa 140 mila in Italia, circa 500 mila in Francia), sono poveri, stanno sulle palle a quasi tutti, non hanno rappresentanza politica, non hanno nessuno (a parte certe associazioni, molto spesso legate alla Chiesa) a cui importi qualcosa di loro. Perché Sarkozy e Berlusconi? Perché sono due leader in profonda crisi di credibilità politica e personale, circondati dagli scandali e lontani anni luce dal mantenere quanto avevano promesso poco tempo fa. La campagna &#8220;legge e ordine&#8221; che <strong>il marito di Carla Bruni e l&#8217;ex marito di Veronica Lario</strong> hanno lanciato contro i rom sta tutta in quei due perché e nelle relative risposte.</p>
<p><span id="more-6594"></span></p>
<div id="attachment_6601" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6601" title="berlusconisarkozy" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/09/berlusconisarkozy.jpg" alt="Silvio Berlusconi con  Nicolas Sarkozy." width="300" height="180" /><p class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi con  Nicolas Sarkozy.</p></div>
<p>Qualcuno può davvero credere che l&#8217;onesta vita dei francesi perbene sia davvero minacciata da quelle migliaia di disgraziati (veri o finti che siano) che vengono spediti via dalla Francia <strong>(già 10 mila nel 2009, e adesso gli altri)</strong> con 300 euro per adulto e 100 per bambino in tasca, e che nella stragrande maggioranza dei casi si ripresenteranno alla frontiera tra qualche mese, essendo cittadini di Paesi dell&#8217;Unione Europea come Bulgaria, Ungheria o Romania? Certo che no. Ma se sei Nicolas Sarkozy e hai concluso ben poco finora; se hai preso una bella sberla alle elezioni regionali; se il tuo indice di gradimento precipita; se salta fuori che il tuo ministro del Lavoro Woerth (quello che dovrebbe tagliare le pensioni) e il tuo partito (quello, appunto, tutto legge e ordine) <strong>hanno forse preso mazzette da un&#8217;anziana capitalista che i figli, tra l&#8217;altro, considerano fuori di zucca</strong> e vogliono far interdire; se la gente si convince che hai usato i servizi segreti non per proteggere il Paese ma per far spiare il giornale (<em>Le Monde</em>) che lavora sullo scandalo; beh, allora ti serve un capro espiatorio. E chi meglio degli zingari?</p>
<div id="attachment_6604" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6604" title="300px-Roma_flag.svg copia" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/09/300px-Roma_flag.svg-copia.jpg" alt="La bandiera rom." width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">La bandiera rom.</p></div>
<p><strong>Per spiegare l&#8217;entusiastico appoggio del Cavaliere alla politica di Sarkozy basta, in fondo, cambiare i nomi della storia.</strong> Mettiamoci la Cricca, magari anche <strong>l&#8217;ex ministro Brancher</strong> (condannato a 2 anni di reclusione per appropriazione indebita e ricettazione, pena coperta dall&#8217;indulto perché inferiore a 3 anni); mettiamoci <strong>Fini che rompe</strong> e le infinite grane in Sicilia che trasformano in un puzzle la maggioranza in Senato; mettiamoci la fibrillazione degli industriali, ormai sempre meno convinti dell&#8217;azione del loro ex collega; <strong>ed ecco che i rom tornano buoni anche da noi</strong>. D&#8217;altra parte, basta osservare come sono andate le cose in Europa: con i nostri due si sono schierate, sia pure in forma più moderata, solo la Repubblica Ceca e l&#8217;Ungheria. La prima che, nella UE, è all&#8217;opposizione su tutto, la seconda che con i rom ha un problema reale, visto che sono quasi 900 mila su una popolazione di soli 10 milioni di abitanti.</p>
<div id="attachment_6605" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6605" title="RomEuropa" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/09/RomEuropa.jpg" alt="La diffusione dei rom nei diversi Paesi d'Europa." width="300" height="226" /><p class="wp-caption-text">La diffusione dei rom nei diversi Paesi d&#39;Europa.</p></div>
<p>Ad accomunare Sarkozy e Berlusconi c&#8217;è anche un altro fattore. L&#8217;uno e l&#8217;altro, forse involontariamente ma comunque per pura speculazione politica, si sono trasformati in megafoni del razzismo. <strong>Sarkozy ha lanciato la campagna di espulsioni mirando chiaramente ai rom, e dichiarandolo.</strong> Che poi abbia corretto il tiro è ininfluente, <strong>il messaggio era ed è: guerra ai rom, cioè a una minoranza etnica</strong>. Ma non solo. Con la campagna anti-zingari è partita anche la campagna per togliere la cittadinanza ai cittadini francesi di origine straniera che commettono delitti di sangue o comunque gravi. Questo vuol dire che <strong>un omicidio commesso da un francese figlio di francesi è meno grave di un omicidio commesso da un francese figlio di stranieri</strong>: al primo, infatti, non verrebbe tolta la cittadinanza, al secondo sì. E se non è razzismo questo, che cos&#8217;è? Berlusconi ha ripreso tutto perché, proprio come Sarkozy ha paura di essere scavalcato a destra, lui ha paura di essere scavalcato dalla Lega Nord. E pensare che qualcuno ha considerato questi due dei campioni del liberalismo moderno&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2010/09/18/silvio-e-sarko-chiedono-aiuto-ai-rom/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LEVY, FUORI FILOSOFO DENTRO FANATICO</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2010/02/06/levy-fuori-filosofo-dentro-fanatico/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2010/02/06/levy-fuori-filosofo-dentro-fanatico/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 22:49:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=3106</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;orrido filosofo francese Bernard-Henry Lévy ha colpito ancora, ai danni della filosofia e della Francia. L&#8217;occasione gli è venuta dalle affermazioni di Georges Freche, presidente socialista della regione Languedoc-Roussillon, che del compagno di partito Laurent Fabius, ebreo, ha detto che &#8220;ha un muso poco cattolico&#8221; e quindi lui avrebbe dei problemi a votarlo. Questo Freches [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;orrido filosofo francese Bernard-Henry Lévy ha colpito ancora, ai danni della filosofia e della Francia. L&#8217;occasione gli è venuta dalle affermazioni di Georges Freche, presidente socialista della regione Languedoc-Roussillon, che del compagno di partito <strong>Laurent Fabius</strong>, ebreo, ha detto che <strong>&#8220;ha un muso poco cattolico&#8221;</strong> e quindi lui avrebbe dei problemi a votarlo.</p>
<p><span id="more-3106"></span></p>
<div id="attachment_3113" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-3113" title="levy" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/02/levy.jpg" alt="Bernard-Henry Lévy, filosofo." width="300" height="201" /><p class="wp-caption-text">Bernard-Henry Lévy, filosofo.</p></div>
<p><strong>Questo Freches è lo stesso che nel 2006</strong> chiamò &#8220;sottospecie di uomini&#8221; un gruppo di algerini che aveva combattuto per i francesi durante la guerra d&#8217;Algeria; e che sostenne che nella Nazionale francese di calcio di giocatori &#8220;black&#8221; ce ne dovrebbero essere &#8220;solo tre o quattro&#8221;, visto che  non sanno cantare la Marsigliese e mettono a rischio lo spirito della Nazione. <strong>Insomma, è un coglione razzista come ce ne sono ormai tanti, anche in Italia.</strong> A me quelli come loro fanno abbastanza schifo, che se la prendano con gli ebrei, con i neri, con i marziani, con chiunque.</p>
<p><strong>Anche a Lévy questo Freches non piace</strong>. E così spara dal <em>Corriere della Sera </em>una delle sue intemerate. Ha ragione, ha ragione su tutto. Sul processo di &#8220;avvilimento della coscienza pubblica&#8221; che pare non conoscere sosta. Sul fatto che le espressioni di Freches sono &#8220;uno dei segni</p>
<div id="attachment_3117" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-3117" title="Freches" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/02/Freches-150x150.jpg" alt="Georges Freches, presidente della regione Languedoc-Roussillon." width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Georges Freches, presidente della regione Languedoc-Roussillon.</p></div>
<p>rivelatori&#8230; che portano a mettere in gioco l&#8217;essenziale e che, come in questa circostanza, inducono la politica a ritrovare l&#8217;onore o a perderlo&#8221;. E ha ragione pure a prendersela con quella tolleranza che <strong>molti personaggi, per esempio l&#8217;attore Depardieu</strong>, hanno mostrato nei confronti di Freches. Come se non sapessero che l&#8217;antisemitismo è in crescita in tutta Europa e che l&#8217;intolleranza (etnica, culturale, religiosa) è forse  il tratto distintivo più marcato e inquietante della nostra epoca.</p>
<p><strong>Peccato che tutto questo arrivi da lui, Lévy.</strong> Eh sì, perché il buon filosofo francese non mostra sempre lo stesso volto severo. Per lui, la guerra tra Georgia e Russia, cominciata con un bombardamento notturno su una città da parte dei georgiani, è un crimine contro l&#8217;umanità, ma dei russi. Mentre<strong> i bombardamenti al fosforo su Gaza</strong> (1.400 morti, per metà donne e bambini), per cui i comandi militari israeliani hanno appena censurato persino due dei loro generali, erano una giusta e buona cosa.</p>
<p><strong>Il suo stile di filosofo è questo: i miei amici hanno sempre ragione</strong>, gli altri torto. Così la sua inflessibile (e, ripeto, giusta) condanna delle scempiaggini di Freches arriva dopo un&#8217;altrettanto ferma condanna dell&#8217;arresto subito dal suo amico <strong>Roman Polanski</strong>, regista di chiara</p>
<div id="attachment_3119" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-3119" title="Polanski1" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/02/Polanski1-150x150.jpg" alt="Roman Polanski, regista." width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Roman Polanski, regista.</p></div>
<p>fama. Arresto definito &#8220;una vergogna&#8221;, un tentativo di &#8220;giustizia popolare e linciaggio&#8221;. Cos&#8217;era successo? Un tribunale svizzero aveva fatto mettere in galera Polanski che dal 1978 era inseguito da un mandato di cattura emessso negli Usa dopo che il regista aveva confessato di aver fatto sesso <strong>con una bambina di 13 anni (una bambina, non una ragazza, filosofo dei miei stivali)</strong>. Polanski aveva resa la propria confessione al procuratore di Los Angeles perché questi lasciasse cadere gli altri capi d&#8217;accusa: <strong>stupro con uso di stupefacenti (Polanski aveva drogato la bambina), perversione e sodomia</strong>. Il patteggiamento non era piaciuto al tribunale che aveva convocato Polanski per discuterne. Lui era scappato.</p>
<p><strong>Perché dunque l&#8217;arresto non piace al parolaio francese?</strong> Perché è passato tanto tempo? Se Polanski non fosse scappato, la vicenda si sarebbe conclusa prima. Perché la bambina, diventata nel frattempo donna e madre, l&#8217;ha perdonato? Nobile gesto, magari aiutato da qualche congrua donazione. Ma la giustizia è una fuzione sociale, mica un patto tra individui. Se lasciamo perdere con Polanski, perché dovremmo dare la caccia agli altri pedofili e stupratori? <strong>Perché Polanski è famoso</strong> e quindi ci si accanisce contro di lui? Ma se non fosse stato famoso, Polanski non avrebbe potuto godere di 31 anni di latitanza dorata in Europa.</p>
<p><strong>Tutte balle. L&#8217;unica ragione è che Polanski</strong> è un amico di Lévy e Freches no. Che i georgiani stanno simpatici a Lévy e i russi no, e i palestinesi ancor meno. Per cui, nel suo sistema filosofico, dire di uno che &#8220;ha un muso poco cattolico&#8221; è più grave che drogare e stuprare bambine; ed è un segno dei tempi assai più importante della pedofilia, sempre più praticata (anche con la pedopornografia via internet) nel mondo, e in Europa addirittura omaggiata da qualche tentativo di renderla legale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2010/02/06/levy-fuori-filosofo-dentro-fanatico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>OBAMA E IL RAZZISMO, IL VECCHIO MOSTRO ESCE DALLA TANA</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2009/09/22/obama-e-il-razzismo-il-vecchio-mostro-esce-dalla-tana/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2009/09/22/obama-e-il-razzismo-il-vecchio-mostro-esce-dalla-tana/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 18:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=880</guid>
		<description><![CDATA[Durante le ultime presidenziali americane mi ero sbilanciato con un post intitolato “Obama non diventerà presidente. Perché? E’ nero”. Pronostico clamorosamente sbagliato, come sappiamo. Ma se posso permettermi un autoriconoscimento “postumo”, solo il pronostico. Già allora, infatti, negli stati del Sud Obama ottenne persino meno voti di quelli che aveva portato a casa John Kerry, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante le ultime presidenziali americane mi ero sbilanciato con un post intitolato “Obama non diventerà presidente. Perché? E’ nero”. Pronostico clamorosamente sbagliato, come sappiamo. Ma se posso permettermi un autoriconoscimento “postumo”, solo il pronostico. Già allora, infatti, negli stati del Sud Obama ottenne persino meno voti di quelli che aveva portato a casa John Kerry, nel 2004 nettamente sconfitto da George Bush. In seguito, finché il buon Barack ha distribuito aiuti finanziari alle grandi banche e all’industria dell’automobile, salvando centinaia di migliaia di posti di lavoro, tutto è più o meno filato liscio. Poi, al primo dibattito politico serio e contrastato, quello sulla riforma del sistema sanitario, il demone del razzismo è prontamente uscito dalla sua tana.<br />
     <strong> Obama, da furbo qual è, nega</strong> che il colore della sua pelle sia un problema. Forse nega e intanto, chissà, manda avanti le truppe ad agitare le acque. Ma la questione è reale e basta dare una scorsa ai siti internet, con le immagini volgari di cui sono pieni e di cui offro qui qualche esempio, per rendersene conto.</p>
<p> <img class="alignleft size-thumbnail wp-image-886" title="obamascimmia" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/09/obamascimmia-150x144.jpg" alt="obamascimmia" width="150" height="144" /></p>
<p>  </p>
<p>   </p>
<p> </p>
<p> <img class="alignright size-thumbnail wp-image-888" title="obama11" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/09/obama11-150x150.jpg" alt="obama11" width="150" height="150" /></p>
<p><strong>      La cosa più inquietante</strong>, almeno dal mio punto di vista, è che le frange razziste hanno ripreso ad alzare la voce non appena qualche potente lobby (le assicurazioni, l’ordine dei medici, ecc.) ha speso un po&#8217; di dollari per assoldarle al fine di opporsi al progetto di riforma sanitaria che la Casa Bianca cerca di varare. Il lobbysmo, negli Usa, è autorizzato e regolato per legge, nulla quindi per cui scandalizzarsi. Ma è come se il razzismo fosse sempre stato lì, pronto a mobilitarsi alla prima occasione utile.<br />
      <strong>Da questo punto di vista</strong> è assai istruttiva una visita al sito del <em><a href="http://www.splcenter.org" target="_blank">Southern Poverty Law Center</a></em>, fondato nel 1971 a Montgomery (Alabama) come studio legale di patrocinio dei diritti civili e diventato coll tempo uno dei maggiori osservatori americani delle attività dei cosiddetti <em>hate groups</em>, i gruppi che fanno dell’odio etnico o razziale la loro triste ragione di vita.</p>
<div id="attachment_883" class="wp-caption aligncenter" style="width: 430px"><img class="size-full wp-image-883" title="hategroups" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/09/hategroups.jpeg" alt="La mappa dei &quot;gruppi dell'odio&quot; negli Usa, tracciata dal Southern Poverty Law Center." width="420" height="259" /><p class="wp-caption-text">La mappa dei &quot;gruppi dell&#39;odio&quot; negli Usa, tracciata dal Southern Poverty Law Center.</p></div>
<p>      Gli avvocati e i ricercatori del SPLC hanno messo in rete un folto elenco di personaggi <strong>(predicatori, agitatori radio e Tv, uomini politici)</strong> che si sono espressi con toni furiosi contro Obama fin dal giorno della sua elezione, e di organizzazioni che si sono mobilitate contro di lui con argomenti che possono ben dirsi razzisti.<br />
      <strong>E’ difficile credere</strong> a quanto è stato detto dall’ex presidente <strong>Jimmy Carter</strong>: “Gran parte dell’animosità contro Obama è basata sul fatto che è un afroamericano”. Diciamo pure che l’ammirazione per la cultura politica americana ci impedisce di crederlo. Eppure qualcosa c’è, e non da oggi. E pure questo è difficile da digerire.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2009/09/22/obama-e-il-razzismo-il-vecchio-mostro-esce-dalla-tana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA GRECIA E LA LINEA DURA CONTRO GLI IMMIGRATI: UN FALLIMENTO</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2009/05/15/549/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2009/05/15/549/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 May 2009 22:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Povertà]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/549/</guid>
		<description><![CDATA[Negli stessi giorni in cui l&#8217;Italia varava la politica dei &#8220;respingimenti&#8221;, un altro Paese dell&#8217;Unione Europea manifestava un&#8217;analoga quota di rancore contro gli immigrati e di panico verso il fenomeno dell&#8217;immigrazione: la Grecia. La nazione che solo vent&#8217;anni fa accolse più di 600 mila albanesi, e che in seguito ha fatto posto a ridotte ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli stessi giorni in cui l&#8217;Italia varava la politica dei &#8220;respingimenti&#8221;, un altro Paese dell&#8217;Unione Europea manifestava un&#8217;analoga quota di rancore contro gli immigrati e di panico verso il fenomeno dell&#8217;immigrazione: la Grecia. La nazione che solo vent&#8217;anni fa accolse più di 600 mila albanesi, e che in seguito ha fatto posto a ridotte ma significative comunità di bulgari, romeni, moldavi, ucraini, georgiani e russi, si è quasi scatenata contro gli immigrati attuali: somali, pakistani, afghani, iracheni e sudanesi. Un vecchio palazzo di giustizia di Atene, dove vivono <strong>accampati oltre 600 di questi disgraziati</strong>, è stato preso d&#8217;assalto da gruppi di estrema destra, che si sono poi scontrati con gruppi di anarchici, lasciando decine di feriti sul campo.</p>
<p><span id="more-549"></span></p>
<p>      <img src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/05/grecia1.jpg" alt="grecia1.jpg" /><br />
      <strong>Il problema della Grecia è grave</strong>, molto più grave di quello dell’Italia. La Grecia, infatti, ha meno di 11 milioni di abitanti e un tasso di emigrazione di 2,33 abitanti ogni mille, quindi fatica tantissimi ad assorbire i 146 mila immigranti illegali (100 mila nel 2007) del 2008. L’Italia, per fare un paragone, ha 60 milioni di abitanti e nel 2008 i clandestini sbarcati sulle nostre coste sono stati poco più di 30 mila, nostro record storico. E’ dal 2005 che la Grecia non rilascia più permessi di soggiorno provvisori ma, proprio come l’Italia con la Bossi-Fini, si è data una legge che, per dire il minimo, non contribuisce a risolvere il problema. Il clandestino sorpreso in Grecia, infatti, viene tenuto in custodia per 3 mesi e poi “condannato” a lasciare il Paese entro 4 settimane. <strong>Risultato nel 2008: 88 mila decreti di espulsione (nella foto sopra: un ufficiale della marina greca con due immigrate clandestine appena raccolte in mare)</strong>, solo 18 mila espulsioni effettivamente realizzate. A poco serve, anche, la severità nell’esaminare le richieste di asilo politico: lo status di rifugiato è stato concesso in prima istanza (sempre nel 2008) a meno dell’1% dei richiedenti, e in appello all’11%.</p>
<p>      <strong>Tutto questo ci dice, secondo me, due cose</strong>. La prima è che la politica di chiusura delle frontiere è, di fatto, piaccia o non piaccia, impraticabile. Perché i poveri, i disperati, anche solo quelli che tentano in un modo o nell’altro di costruirsi una vita migliore, sono semplicemente troppi. E solo un ingenuo può credere che si possano spalancare le frontiere alle merci, ai quattrini, agli stili di vita, persino ai programmi tv, senza con questo automaticamente attrarre anche le persone. Soprattutto in un’epoca in cui tutti i progetti per aiutare lo sviluppo dei Paesi poveri sono falliti o non più finanziati dai Paesi ricchi.<br />
      <strong>La seconda cosa è questa: avete fatto caso al colore della pelle?</strong> I greci hanno assorbito senza drammi, e nemmeno tanto tempo fa, tutti i migranti di pelle bianca ma non riescono a fare altrettanto con quelli di pelle scura o nera. Solo un caso? E noi? Perché provavamo tanta giusta pena per i kosovari oppressi da Milosevic e non ne proviamo alcuna per i somali oppressi dalle Corti islamiche?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2009/05/15/549/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>BERLUSCONI, CHIEDITI PERCHE&#8217; IN ITALIA IMMIGRANO SOLO I DISPERATI</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2009/05/11/543/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2009/05/11/543/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 May 2009 21:32:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/543/</guid>
		<description><![CDATA[La questione dei “respingimenti”, ovvero la vicenda dei barconi carichi di immigranti clandestini che le nostre unità navali intercettano e scortano fino ai porti della Libia, pone alcune questioni di morale e di diritto. In un caso esse s’incrociano: tra quei migranti ci sono di sicuro persone che avrebbero i titoli per ottenere l’asilo politico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La questione dei “respingimenti”, ovvero la vicenda dei barconi carichi di immigranti clandestini che le nostre unità navali intercettano e scortano fino ai porti della Libia, pone alcune questioni di morale e di diritto. In un caso esse s’incrociano: tra quei migranti ci sono di sicuro persone che avrebbero i titoli per ottenere l’asilo politico, ma noi non le guardiamo nemmeno in faccia e le consegnamo a Gheddafi. E poi, come ha fatto notare <strong>monsignor Mariano Crociata</strong>, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, la spietatezza con cui un Paese ricco e benestante come l’Italia interviene contro coloro che “emigrano per sopravvivere” <strong><em>(nella foto sotto, le rotte dall&#8217;Africa verso l&#8217;Europa) </em></strong>è, dal punto di vista cristiano, un vero scandalo.</p>
<p><span id="more-543"></span></p>
<p>       <img src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/05/rottemigranti.gif" alt="rottemigranti.gif" /><br />
<strong>      Detto questo, temo che la questione umana e morale</strong>, importantissima, tenda a coprire alcune questioni politiche che, nel lungo periodo, potrebbero rivelarsi ancor più dannose per il Paese. Provo a farne un elenco, dal (secondo me) meno grave al più grave, tenendo presente che il Governo non è un ente morale (e questo vale anche per coloro che scambiano Berlusconi per il difensore istituzionale dei principi del cattolicesimo) e se i “respingimenti” sono permessi dal diritto internazionale, le nostre autorità sono legittimate a metterli in atto.<br />
<strong>      1. Noi respingiamo i barconi di immigranti verso la Libia</strong>, che è lo stesso Paese da cui i suddetti barconi partono. La Libia, checché ne dicano ora i <em>berluscones</em> che per anni ci hanno fatto una testa così con la libertà per il Medio Oriente, è una dittatura. In Libia non succede nulla che Gheddafi non voglia. E’ più che probabile, dunque, che quegli stessi che noi rimandiamo indietro, ripartano verso le nostre coste tra qualche tempo, sotto lo sguardo compiaciuto del dittatore. Che, nel frattempo, noi facciamo ricco e armiamo di tutto punto.<br />
<strong>      2. La Lega Nord ha ragione di esultare.</strong> E ragionissima ha Umberto Bossi quando dice: “Come sempre, la nostra linea fa proseliti”. Perché questa è la realtà: il famoso centro-destra moderato non esiste più, tutto preso nella sua rincorsa demagogica verso gli slogan “legge e ordine” della Lega, gli unici che il movimento padano riesca del resto a produrre. Il Governo di destra va sempre più a destra, ecco tutto. E così facendo può anche accrescere i propri consensi, in nome delle illusioni di un Paese senescente, mentre la storia della sinistra, non solo in Italia, mostra che più la sinistra va a sinistra  e meno consensi ottiene.</p>
<p>      <img src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/05/sudafrica.jpg" alt="sudafrica.jpg" />           <img src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/05/berluscanero.jpg" alt="berluscanero.jpg" />     <br />
<strong>      3. Perfettamente leghista è il ragionamento fatto da Berlusconi</strong>: “L’Italia non è e non sarà un Paese multietnico”. Diciamo, di passaggio, che il premier non vorrebbe mai vedere l’Italia “ridotta” come Usa, Germania, Gran Bretagna, Francia, Canada, Australia, e già questo è patetico. Ma c’è un altro fatto. Perché in Italia arrivano migliaia di immigrati poveri e non qualificati? Perché il nostro Paese non riesce ad attrarre (anche) un’immigrazione di qualità? La risposta è semplice, se solo pensiamo che la più prestigiosa delle nostre Università non è nelle prime 200 del mondo, o al record europeo degli incidenti mortali sul lavoro (1.280 nel 2006, 1.170 nel 2007): l’Italia risulta attraente quasi solo per i disperati, comunque non può competere con i Paesi (per esempio, quelli multietnici prima citati) che, invece, vanno a caccia dei talenti espressi dai Paesi in via di sviluppo. <strong>Dei 100 americani che hanno vinto il Premio Nobel tra il 1900 e il 1990, ben 40 erano immigrati o figli di immigrati.</strong> Uno studio, anche quello americano, ha mostrato che per ogni 1% in più di immigrati laureati, il numero dei brevetti cresce del 15%. Per attrarre un&#8217;immigrazione di questo genere, però, occorrono condizioni precise e incentivi altrettanto precisi. Un Paese come il nostro, che teorizza ai massimi livelli del Governo l’immigrazione (in quanto tale) come minaccia e che, nella migliore delle ipotesi, bada solo a procurarsi un congruo numero di badanti e manovali, non può che ritrovarsi coi barconi sulle spiagge.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2009/05/11/543/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MENTRE SILVIO CHIACCHIERA IN TV LA LEGA CAMBIA L&#8217;ITALIA</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2009/05/08/536/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2009/05/08/536/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 May 2009 17:27:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Tv]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/536/</guid>
		<description><![CDATA[Gran Bretagna: i quotidiani annunciano che il gap tra ricchi e poveri è il più ampio degli ultimi sessant’anni, che il 15% degli alunni delle scuole inglesi ha diritto ai pasti gratuiti (l’anno scorso era il 14%) perché i loro genitori sono sulle liste di disoccupazione o portano a casa, in totale, meno di 15.575 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gran Bretagna: i quotidiani annunciano che il gap tra ricchi e poveri è il più ampio degli ultimi sessant’anni, che il 15% degli alunni delle scuole inglesi ha diritto ai pasti gratuiti (l’anno scorso era il 14%) perché i loro genitori sono sulle liste di disoccupazione o portano a casa, in totale, meno di 15.575 mila sterline l’anno, cioè meno di 17.400 euro, che il 20% più povero della popolazione ha visto il proprio reddito calare del 2,6% nel triennio 2005-2008 mentre il 20% più ricco l’ha visto crescere di un altro 3,3%. Ma che cosa campeggia in prima pagina? Il fotone di <strong>Joanna Lumley</strong>, star della tv, che ha litigato con in diretta con <strong>Phil Woolas</strong>, ministro dell’Immigrazione.</p>
<p><span id="more-536"></span></p>
<p>      <img src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/05/sarkotv1.png" alt="sarkotv1.png" /><br />
<strong>      Francia: Nicolas Sarkozy</strong> <strong><em>(foto sopra) </em></strong>compie due anni alla presidenza, mentre ha come tutti i suoi problemi a gestire la crisi, gli scioperi impazzano e qualche manipolo di operai e impiegati finiti sul lastrico pensa bene di rapire dirigenti e manager. Ma su cosa fanno la copertina i maggiori settimanali d’Oltralpe? Su Sarkozy e la televisione, raccontando della sua “passione per lo schermo”, dei suoi contatti personali nel mondo della comunicazione, del suo vero o presunto narcisismo mediatico.<br />
<strong>      Ma secondo voi, cos’è che ci prende?</strong> Quando abbiamo cominciato a portare il cervello così tanto all’ammasso? Da quando il superfluo ci è così indispensabile? Lavoro nei giornali, la comunicazione mi dà da vivere, figuriamoci se non ne capisco l’importanza, se non mi rendo conto di quanto può valere una “buona” o una “cattiva” immagine. Ma l’immagine è come la diplomazia: se non è al servizio di un progetto (serio, possibilmente) diventa una mera pippa mentale. <strong>Sta alla realtà esattamente come le ballerine della tv</strong>, sempre procaci, sempre allegre, sempre in bikini, stanno alle nostre mogli o fidanzate o compagne, sempre un po’ incazzate, sempre un po’ stanche, sempre alle prese con la linea ma per nostra fortuna vere, meravigliosamente reali.<br />
<strong>      Questo baratto demenziale ci porta</strong>, secondo me, su una china assai pericolosa. Diamo un’occhiata a quanto accade in Italia. Ho sempre rifiutato di considerare <strong>Silvio Berlusconi</strong> e i suoi Governi come una reincarnazione del diavolo. Sono altresì convinto che le sue vicende personali e familiari meritino il rispetto che concederemmo ad analoghe vicende se toccassero il vicino di casa o il parente. Detto questo, vi pare normale che uno che sta divorziando, <strong>magari pure accusato a torto da una moglie inviperita</strong>, convochi i direttori dei maggiori quotidiani per una specie di conferenza stampa <em>ad hoc</em>? Che se ne vada in tv a raccontare il proprio privato per poi verificare che cosa dicono i sondaggi?</p>
<p>      <img src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/05/berluscatv1.jpg" alt="berluscatv1.jpg" />    <br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>      E’ il primo ministro, d’accordo.</strong> Chi ha il potere gode sempre di qualche vantaggio, d’accordo anche qui. Non facciamo stupidi moralismi o inutili questioni di dignità, vabbè. Ma se lui va in tv a parlarne, vuol dire che la gente un&#8217;idea (anche di uno come lui, che sta su piazza da venticinque anni e che certo non è un modello di discrezione) se la fa così, bevendosi quanto arriva dallo schermo. Il che è già preoccupante di per sé.</p>
<p><strong>Vorrei inoltre segnalare quanto accade nel mondo reale</strong>, quando le telecamere si spengono. A parte qualche operazione di ragioneria, la finta riforma della scuola, i tornielli del ministro Brunetta e qualche buon intervento nell’emergenza (i rifiuti a Napoli, l&#8217;Alitalia, il terremoto in Abruzzo), il famoso PdL, partitone pigliatutto, sta rinunciando a governare. <strong>Chi da oggi forma all’Italia di domani è la Lega Nord</strong>, con le sue iniziative a sfondo xenofobo, buone solo a compiacere gli istinti più tremebondi e repressivi di questa nostra Italia di vecchietti. Qualcuno ha idea di che cosa pensi la Lega in termini di economia, per dirne una? Il disastro di Malpensa non dice nulla sulle reali capacità di questi improvvisatori? Ai quali, peraltro, occorre far tanto di cappello: vanno poco in tv ma intanto perseguono con tenacia e coerenza i loro (per me disastrosi) obiettivi. <strong>Servirebbe un premier</strong>. Magari uno che perda meno tempo a cercare l’applauso raccomandando le attrici o a facendosi fotografare per i rotocalchi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2009/05/08/536/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>TOBIA ZEVI, EBREO, HA CAPITO CHE IL RAZZISMO NON FA DISTINZIONI</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2009/02/08/tobia-zevi-ebreo-ha-capito-che-il-razzismo-non-fa-distinzioni/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2009/02/08/tobia-zevi-ebreo-ha-capito-che-il-razzismo-non-fa-distinzioni/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 12:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/index.php/europa/tobia-zevi-ebreo-ha-capito-che-il-razzismo-non-fa-distinzioni/</guid>
		<description><![CDATA[Mi piacerebbe conoscere Tobia Zevi, giovane (25 anni), ebreo, iscritto al Pd. Ha rilasciato un&#8217;intervista piuttosto acuta al Corriere della Sera. Mi fa pensare che, a differenza di altri esponenti della stessa comunità, fin troppo pronti a farsi affascinare da quattro discorsi su Israele e un paio di pellegrinaggi al Museo della Shoah, abbia naso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Mi piacerebbe conoscere Tobia Zevi, giovane (25 anni), ebreo, iscritto al Pd. Ha rilasciato un&#8217;intervista piuttosto acuta al <em>Corriere della Sera</em>. Mi fa pensare che, a differenza di altri esponenti della stessa comunità, fin troppo pronti a farsi affascinare da quattro discorsi su Israele e <strong>un paio di pellegrinaggi al Museo della Shoah</strong>, abbia naso un po&#8217; più fino per quanto realmente accade  oggi in Italia.</p>
<p align="justify">      <strong>Commentando il Decreto sicurezza così caro alla Lega</strong> e al premier Belrusconi, Zevi nota che &#8220;le misure approvate autorizzano e legittimano il razzismo, la discriminazione e l&#8217;intolleranza&#8221;. Il bello è che queste cose Zevi le dice più come ebreo che come attivista del partito d&#8217;opposizione. E infatti nota: &#8220;E&#8217; chiaro che gli ebrei sono sentinelle, antenne. Storicamente siamo abituati a essere una minoranza, a essere considerati diversi. E conosciamo bene quegli atteggiamenti che rivelano pericolo&#8221;. Lui non poteva prevederlo ma nella stessa pagina lo stesso giornale pubblica un pezzo sull&#8217;iniziativa del <strong>Movimento Sociale Fiamma Tricolore</strong> che, in Basilicata, regala 1.500 euro a chi battezza i figli con i nomi Benito e Rachele. Per questa bella idea il partito, stando a quanto scrive il <em>Corriere</em>, avrebbe già raccolto fondi pari a 516 mila euro, tutti frutto di donazioni volontarie.</p>
<p align="justify">    <strong>Quanto avviene in Basilicata corrisponde perfettamente alle tendenze rilevate in tutta Europa</strong>. C&#8217;è stata negli ultimi anni una forte crescita dell&#8217;ostilità nei confronti dei musulmani che ha trascinato con sé un forte rialzo dell&#8217;antisemitismo. Ed è logico che sia così: il razzismo è uno, la paura del diverso anche, chi pensa che una società razzista nei confronti dei musulmani sarebbe liberale e onesta nei confronti degli ebrei è solo un povero illuso. Se ne ricordino quegli ebrei, italiani e non italiani, che corrono a mettersi all&#8217;ombra di un Governo ormai palesemente incline alla xenofobia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2009/02/08/tobia-zevi-ebreo-ha-capito-che-il-razzismo-non-fa-distinzioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CARO SILVIO, ATTENTO: LA LEGA TI FREGA E SOPRATTUTTO FREGA L&#8217;ITALIA</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2008/11/15/caro-silvio-attento-la-lega-ti-frega-e-soprattutto-frega-litalia/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2008/11/15/caro-silvio-attento-la-lega-ti-frega-e-soprattutto-frega-litalia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 16:43:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Maroni]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/index.php/europa/italia/caro-silvio-attento-la-lega-ti-frega-e-soprattutto-frega-litalia/</guid>
		<description><![CDATA[      Nei sentimenti molto misti e ondivaghi che, da sempre, provoca in me l’esperienza di governo del centro-destra, spicca negli ultimi tempi una convinzione che si fa ogni giorno più radicata: se Silvio Berlusconi e i suoi vogliono guidare a lungo questo Paese senza ridurlo a una carretta, devono assolutamente ridurre i margini dell’esclusiva che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>      Nei sentimenti molto misti e ondivaghi che, da sempre, provoca in me l’esperienza di governo del centro-destra, spicca negli ultimi tempi una convinzione che si fa ogni giorno più radicata: se Silvio Berlusconi e i suoi vogliono guidare a lungo questo Paese senza ridurlo a una carretta, devono assolutamente ridurre i margini dell’esclusiva che hanno concesso alla <strong>Lega Nord</strong> sui problemi della sicurezza e dell’immigrazione.<br />
      Mi rendo conto, ovviamente, dei problemi politici. Capisco che per ottenere certi risultati, soprattutto al Nord, l’appoggio della Lega è determinante. Eppure il nodo andrà affrontato, prima o poi, perché le politiche della Lega sono pre-moderne, degne più del regno sabaudo (nei suoi momenti mediocri) che di un Paese sviluppato che voglia continuare a stare a galla in un mondo in cui la competizione economica si allarga e si fa sempre più intensa.<br />
      Dal punto di vista della sicurezza, <strong>il grande ispiratore pare essere Fiorenzo Bava Beccaris</strong>, il generale piemontese che il “re buono” Umberto I mandò, nel 1898, a reprimere con le truppe i moti di Milano (40 morti e 200 feriti). Esagero, ovviamente, ma questo spostare militari di qua e di là per la Penisola, che tanto appassiona <strong>il ministro leghista Maroni</strong>, è solo la parodia di una politica dell’ordine pubblico. Vi pare che la criminalità della Campania, camorrista o no, abbia sofferto per i 500 soldati mobilitati dopo la strage di Castel Volturno?<br />
      Per non parlare dei “sindaci sceriffi” e delle loro ordinanze sull’ordine pubblico, nella maggior parte dei casi buone soprattutto a giustificare l’assunzione di nuovi vigili e poliziotti, secondo il classico meccanismo che alimenta il clientelismo pubblico e tiene calda la macchina del consenso. Il divertente è che dopo l’approvazione della legge che concedeva ai sindaci i nuovi e più ampi poteri, <strong>il Nord leghista ha fatto il pieno di ordinanze: il 69% del totale</strong>. E quali sono i temi dominanti? Lotta all’alcolismo e alla prostituzione, vizietti che non sono certo spuntati con l’arrivo degli immigrati.<br />
      Ma proprio nelle politiche di gestione e controllo dell’immigrazione la Lega dà il peggio di sé, fino a caratterizzarsi come <strong>un vero pericolo per lo sviluppo economico del Paese</strong>. A cominciare dal fatto che essa vede i problemi legati ai flussi migratori come pure e semplici questioni di sicurezza, di ordine pubblico. D’altra parte non esiste una vera capacità legislativa, come dimostrano <strong>i risultati della Bossi-Fini: mai così tanti immigrati clandestini come nel 2008</strong> (la legge entrò in vigore nel 2004), con l’unica risposta di allungare i tempi di “soggiorno” nei Centri per i clandestini pizzicati e di moltiplicare il numero dei Centri visto che di rispedirli al loro Paese non siamo capaci. Prima o poi i Centri scoppieranno, ma di questo il Governo non pare preoccuparsi.<br />
      Ovviamente, tale politica dell’immigrazione, fatta solo di divieti e misure di polizia, serve a trasmettere <strong>l’idea che gli immigrati sono comunque un pericolo</strong>. I clandestini vanno messi in galera (ecco la proposta del reato di clandestinità, o l’obbligo per i medici di denunciarli se si presentano a chiedere cure), i regolari vanno tenuti a bada (a cominciare dalle scuole), controllati (la residenza a punti) e appena possibile allontanati. Anzi, meglio ancora: non facciamo più entrare nessuno per due anni, come recita l’ultima trovata leghista, che sfrutta l’ansia per la crisi economica. L’insieme di queste proposte denuncia un chiaro spirito xenofobo ma, soprattutto, una cultura economica da dilettanti. Non a caso non v’è un solo esperto (demografo, economista o sociologo che sia) che si schieri con la Lega su questi temi.<br />
      <strong>Il contributo economico degli immigrati regolari (pari ormai a oltre il 6% del Prodotto interno lordo)</strong> è essenziale per il funzionamento del Paese. Sono ormai così tante le ricerche che lo dimostrano (per esempio l&#8217;ultimo rapporto Caritas, o le analisi della Banca d&#8217;Italia citate anche nell&#8217;inchiesta che ho qui pubblicatoZZZZZZ) che vien da chiedersi se i politici leghisti si documentino prima di parlare o se siano proprio disinteressati ai fatti. <strong>Ed è essenziale soprattutto per il benessere di quei pensionati che, al Nord, sono una delle fasce elettorali più legate alla Lega</strong>. L’età media degli immigrati è bassa, più bassa di quella degli italiani. Saranno quindi loro a versare per più anni i contributi necessari a pagare le pensioni. Non solo: sono gli immigrati a tenere su livelli non troppo drammatici la natalità, quindi ad assicurare forze fresche al Paese, quindi i contributi di domani al pagamento delle pensioni.<br />
      La questione è tutta qui e non ha nulla di ideologico. Non solo: se uno dà dell’abbronzato a un uomo di colore, posso pensare che sia una persona di cattivo gusto. Se uno, invece, prova a spiegarmi che senza le persone di colore vivremo meglio, tendo a pensare che sia uno o incompetente o un po’ svitato. E preferirei che non fosse lui a decidere del futuro mio e dell’Italia.</p>
<p><em>Si veda, sul tema dell&#8217;assistenza sanitaria agli immigrati, l&#8217;ottimo e documentatissimo articolo di Marco Castelnuovo pubblicato venerdì 14 novembre, a pagina 13, da </em>La Stampa   <a href="http://www.lastampa.it">http://www.lastampa.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2008/11/15/caro-silvio-attento-la-lega-ti-frega-e-soprattutto-frega-litalia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ABBRONZATISSIMO BERLUSCA VUOLE L&#8217;ITALIA PER SE&#8217; E L&#8217;ITALIETTA PER NOI</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2008/11/08/labbronzatissimo-berlusca-vuole-litalia-per-se-e-litalietta-per-noi/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2008/11/08/labbronzatissimo-berlusca-vuole-litalia-per-se-e-litalietta-per-noi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 14:29:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/index.php/usa/labbronzatissimo-berlusca-vuole-litalia-per-se-e-litalietta-per-noi/</guid>
		<description><![CDATA[      L’Italia, l’Europa, gli Usa e il mondo dibattono dell’ultima battuta del cavolo di Silvio Berlusconi. Il che, tra l’altro, è proprio ciò che il Cavaliere, consciamente o inconsciamente, cerca in questi (numerosi) casi. E’ facile notare, infatti, che le uscite più discutibili o pirla le fa nelle occasioni più ufficiali, quando partecipa ad eventi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>      L’Italia, l’Europa, gli Usa e il mondo dibattono dell’ultima battuta del cavolo di Silvio Berlusconi. Il che, tra l’altro, è proprio ciò che il Cavaliere, consciamente o inconsciamente, cerca in questi (numerosi) casi. E’ facile notare, infatti, che le uscite più discutibili o pirla le fa nelle occasioni più ufficiali, quando partecipa ad eventi mondiali in cui il suo ruolo, pur importante, è comunque inferiore alle esigenze spaziali del suo ego. Nei G8, dove è tra i grandi del mondo ma sempre uno su otto. Al Parlamento europeo. E nell’ultimo caso, quello relativo al colore della pelle di Barack Obama, a Mosca, accanto a un presidente potente come e più di lui, e a proposito di un evento (l’elezione, appunto, di Obama) che lo supera e di cui non ha parte. <strong>Anche con una scemenza, ma Berlusconi vuole esserci</strong>, vuole che qualche riflettore si punti anche su di lui.<br />
      Detto questo, c’è un aspetto della questione che trovo molto fastidioso e, in una certa misura, anche pericoloso. Non è la questione del presunto razzismo: <strong>Berlusconi non è razzista, è greve</strong>. E nemmeno il presunto danno inferto ai rapporti politici e diplomatici con gli Usa: figuriamoci se a Washington non ci sono analisti capaci di spiegare a Obama <strong>chi è e come si comporta Berlusconi</strong>, figuriamoci se la Casa Bianca fa dipendere le proprie politiche dalla maggiora o minore simpatia per questo o quel leader. Finirà come finisce in tutti i rapporti sociali, dai summit delle potenze alle riunioni di condominio: pensi magari che Caio o Tizio sia un emerito fesso ma non necessariamente lo prendi a cazzotti.<br />
      Credo che si debba fare attenzione, invece, all’Italietta che il battutismo berlusconico prefigura e che, infatti, si materializza ogni giorno di più sotto i nostri occhi. <strong>Un’Italietta chiusa su se stessa, impotente ma arcigna e presuntuosa.</strong> Convinta, sempre, di essere un poco più furba degli altri. Convinta, peraltro, che degli altri si può fare anche a meno, e se non ci amano <em>va dà via i ciapp</em>. Succube di tutte le mode, da Halloween <em>all’happy hour</em> agli onnipresenti Suv che non hanno mai visto una strada sterrata, e insieme certa di averle inventate lei, le mode. Pronta a tranciare giudizi sommari, provinciali quando va bene, da ignorantoni da bar quando va peggio. <strong>L’Italietta che dice, alla Gasparri, che Al Qaeda è contenta per la vittoria di Obama, senza sapere davvero nulla di serio né su Al Qaeda né su Obama</strong>. Quella roba lì, insomma, da piccolo borgo padano dove, se vai in piazza la domenica mattina e ti siedi su una panchina, senti risolvere tutti i problemi del mondo.<br />
      Più seriamente: un’Italietta che non sa (e, peggio, nemmeno vuole sapere) che negli Usa le battute a sfondo razziale sono prese sul serio. Se il Berlusca fosse un americano bianco e avesse fatto quella battuta su Obama, per dire, nell&#8217;ufficio postale di una cittadina americana, non se la sarebbe certo cavata dando del coglione a destra e manca. <strong>Proprio come non si mette una mano sulla spalla di una ragazza dell’Arabia Saudita, non ci si soffia il naso in pubblico in Giappone</strong> (e tanto meno si fanno battute sulla moglie propria o altrui, vero Berlusca?), non si fanno domande sulla salute personale agli anglosassoni in genere.<br />
      Conosco diverse persone che hanno lavorato o lavorano nelle aziende di Silvio Berlusconi. Tutti confermano che <strong>negli affari, il Cavaliere si circonda di collaboratori di primissima qualità, professionisti seri e inappuntabili</strong>. Ma l’Italia che lui vuole per noi non è quella di Berlusconi, è quella del Berlusca. Spaccona e grossolana, inutilmente arrogante e mediocre. Date un’occhiata alla programmazione televisiva, agli infiniti giochini a premio, agli show della domenica. Fate caso alla schiera infinita di belle ragazze ucraine e romene che mettiamo, in qualunque canale, a ogni ora del giorno e della notte, ad agitarsi seminude per propagandare i prodotti più improbabili. Turatevi il naso e leggete certi giornali di destra, solo per notare che cosa dicono sugli stranieri, anche se tutte le ricerche dimostrano che gli immigrati sono ormai essenziali al buon funzionamento della nostra economia. <strong>Questa è l’Italietta del Berlusca battutista, mica l’Italia del Berlusconi mago dell’industria e della finanza</strong>. Perché voglia far vivere noi nella prima e vivere lui nella seconda, ecco la domanda secondo me decisiva.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2008/11/08/labbronzatissimo-berlusca-vuole-litalia-per-se-e-litalietta-per-noi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

