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	<title>Fulvio Scaglione - Giornalista &#187; Lega Nord</title>
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		<title>DA BRUXELLES A LUGANO, CI FREGA LA LEGA</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 17:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[Le vicende degli ultimi giorni, dagli ovattati uffici Ue di Bruxelles alle ruspanti piazze della Lega dei ticinesi in Svizzera, ci hanno data l&#8217;esatta dimensione di che cosa sia la Lega Nord (un movimento parassitario) e di che cosa sarebbe un mondo governato con i suoi principi: una specie di giungla di tutti contro tutti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le vicende degli ultimi giorni, dagli ovattati uffici Ue di Bruxelles alle ruspanti piazze della Lega dei ticinesi in Svizzera, ci hanno data l&#8217;esatta dimensione di che cosa sia la Lega Nord (un movimento parassitario) e di che cosa sarebbe un mondo governato con i suoi principi: una specie di giungla di tutti contro tutti.</p>
<p><span id="more-9691"></span></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/Pontidaok.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9697" title="Pontidaok" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/Pontidaok.jpg" alt="Pontidaok" width="300" height="194" /></a>Le due cose sono strettamente collegate. La destra italiana ha cercato di soffiare sull0 spirito nazionalistico, accusando l&#8217;Unione Europea di tradimento, di noncuranza per i problemi di uno Stato membro (cioè l&#8217;Italia), di debolezza politica sul tema delle migrazioni. E&#8217; tutto vero, ma proprio qui sta la beffa. <strong>L&#8217;Europa non ha fatto che replicare su scala continentale l&#8217;atteggiamento che la maggioranza italiana di Governo, sulla spinta della Lega Nord, propaganda da anni: </strong>chiudere le frontiere con qualunque mezzo (non scordiamoci dello sgherro Gheddafi, dall&#8217;Italia assoldati fino a qualche mese fa) e al diavolo tutto il resto.</p>
<p>Questa volta quel &#8220;resto&#8221; siamo noi e prendersela così in quel posto brucia assai. Ma prima della riunione di Bruxelles che spettacolo avevano offerto? <strong>La Padania, per tramite dei suoi governatori, era riuscita a scaricare tutto l&#8217;onere dei migranti tunisini sulle regioni del Sud:</strong> non è esattamente ciò che fa la Francia scaricandoli tutti sull&#8217;Italia? Bossi aveva proclamato il suo &#8220;immigrati? fora di ball&#8221;: non è la stessa cosa che hanno detto a Bruxelles, cioè che noi dovevamo rimpatriare i tunisini? <strong>I governatori dicevano che i tunisini sono immigrati illegali, il ministro Maroni (compagno di partito di non pochi di loro) andava a Bruxelles a chiedere che fosse considerati &#8220;profughi&#8221;</strong>, anche se in via provvisoria: non è la stessa contraddizione dei Paesi come la Francia, che bombardano la Libia e poi dicono che nel Mediterraneo non c&#8217;è alcuna crisi?</p>
<p>Lo stessa cosa capita in Svizzera. <strong>Nel Ticino la Lega dei ticinesi, sorella in spirito della Lega Nord italiana, ha vinto le elezioni cantonali sfiorando il 30% dei voti. La sua parola d&#8217;ordine preferita è &#8220;padroni a casa nostra&#8221; </strong>(ricorda niente o nessuno?) e il tema con cui ha ottenuto quel risultato elettorale è la cacciata di almeno una parte dei lavoratori frontalieri che, a dire del leader <strong>Giuliano &#8220;Nano&#8221; Bignasca</strong> e dei suoi, rubano il posto agli svizzeri. Anche qui, tutto sinistramente simile alla retorica della Lega Nord: qua e là nessuna riflessione sul fatto che gli immigrati colmano buchi nel sistema produttivo, producono ricchezza, pagano tasse, fanno figli che pagano i contributi ai pensionati nazionali, ecc. ecc.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/svizzera.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9699" title="svizzera" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/svizzera.jpg" alt="svizzera" width="300" height="199" /></a>Con la Svizzera versione Bignasca, a parte le solite balle sul lavoro rubato, il problema è doppio: perché <strong>i frontialieri che lui vuole cacciare (dice almeno 7 mila su 42 mila, vale a dire più del 15%) parlano italiano come lui, praticano più o meno lo stesso dialetto, vengono da Lombardia e Piemonte, cioè dalla Padania. Insomma, sono italiani. Siamo noi.</strong> Ma veniamo trattati dai ticinesi proprio come noi (o, per essere precisi, quelli che votano Lega Nord) trattiamo gli immigrati.</p>
<p>Tutto questo spiega bene le due cose con cui ho cominciato. <strong>Se tutti i Paesi europei fossero governati da movimenti come la Lega Nord, avremmo semplicemente la guerra permanente in nome degli interessi individuali.</strong> E in una situazione come quella, inutile illudersi, vince il più forte. In Europa non è certo il nostro caso, visto che non solo alla Germania e alla Gran Bretagna, ma anche a Sarkozy non importa un fico delle nostre lamentele. Ma dubito che avremmo molte carte da giocare anche contro la politica leghistamente xenofoba del Bignasca.</p>
<p>E&#8217; evidente, dunque, che la Lega non rappresenta una prospettiva politica. E<strong>&#8216; piuttosto una lobby, a sfondo vagamente etnico e territoriale</strong> (da cui l&#8217;invenzione fantastica della Padania), che succhia sangue dal corpo sano della nazione e denaro e privilegi dalle casse dello Stato. Un parassita, insomma. Che possiamo tollerare finché siamo in salute, ma che risulta mortale in un corpo indebolito o malato.</p>
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		<title>FORA DI BALL? SI&#8217;, LUI E QUELLI COME LUI</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 13:58:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
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		<description><![CDATA[Avete presente quella parodia di ministro, quello che con la guerra nel Mediterraneo riesce solo a dire &#8220;Immigrati? Fora di ball!&#8221;. Sì, proprio, quello lì. Bene. Se lo incontrate, ditegli di andare a leggere il Rapporto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (il ministero del suo collega Sacconi) intitolato L&#8217;immigrazione per lavoro in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avete presente quella parodia di ministro, quello che con la guerra nel Mediterraneo riesce solo a dire &#8220;Immigrati? Fora di ball!&#8221;. Sì, proprio, quello lì. Bene. Se lo incontrate, ditegli di andare a leggere il Rapporto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (il ministero del suo collega <strong>Sacconi</strong>) intitolato <a href="http://www.lavoro.gov.it/Lavoro/Notizie/20110224_Rapporto_immigrazione_2011.htm" target="_blank">L&#8217;immigrazione per lavoro in Italia: evoluzione e prospettive</a>, pubblicato qualche giorno fa.</p>
<p><span id="more-9543"></span></p>
<div id="attachment_9551" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-9551" title="RIUNIONE PARLAMENTO DEL NORD" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/bossi-giusto.jpg" alt="Umberto Bossi, ministro e leader della Lega Nord." width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Umberto Bossi, ministro e leader della Lega Nord.</p></div>
<p>Il Rapporto dice chiaro e tondo quello che in molti sosteniamo da anni e che, invece, la Lega Nord per prima, ma non da sola in questa maggioranza, nega con tenacia. E cioè che di un certo numero di immigrati abbiamo bisogno già oggi mentre nel prossimo futuro, forse, ce ne serviranno ancor di più. E, a quanto pare, molti di più.</p>
<p>L&#8217;immigrazione per lavoro in Italia ha già una sua piccola storia. Fino a <strong>metà degli anni Ottanta</strong>, la presenza degli immigrati è cresciuta in modo costante di un 7% l&#8217;anno; <strong>negli anni Novanta è raddoppiata</strong>, e siamo passati da mezzo milione a un milione di stranieri; <strong>a metà degli anni  2000</strong>, infine, il passo si è ancora accelerato, e dai 2 milioni del 2004 siamo arrivati ai 4,5 milioni del 2010.</p>
<p>Tutto questo non è successo per caso. Certo, ha contato la miseria dei Paesi di provenienza degli immigrati, come pure la relativa (sempre inferiore a quella degli altri grandi Paesi europei) nostra crescita economica. <strong>Ma molto ha contato l&#8217;andamento demografico della popolazione italiana</strong>, come appunto sottolinea il Rapporto.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-9553" title="giovani" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/giovani.jpg" alt="giovani" width="300" height="248" />Negli ultimi decenni la popolazione italiana è invecchiata e i giovani italiani, complice l&#8217;alto tasso di scolarizzazione, si sono affacciati sul mercato del lavoro sempre più tardi. Fino al 2000, inoltre, i giovani (15-24 anni) che almeno in potenza si proponevano sul mercato del lavoro erano in numero superiore a coloro (55-64 anni) che ne stavano uscendo. Da quell&#8217;anno la situazione si è capovolta: <strong>nel 2004 i &#8220;posti&#8221; rimasti vacanti erano già 449 mila (cioè erano usciti dal mecrato del lavoro 449 mila persone più di quelle che vi erano entrate), nel 2008 ormai 1 milione</strong>. Una specie di imbuto che, sommato alle esigenze dell&#8217;industria e dei servizi, ha inevitabilmente attratto la manodopera straniera.</p>
<p>Ma non basta. Con buona pace del ministro Bossi, dei suoi leghisti e di tutti coloro che vogliono fare gli struzzi, la tendenza è destinata ad accentuarsi. Da qui al 2020 (che è poi l&#8217;orizzonte del Rapporto) <strong>la popolazione italiana non più in età da lavoro (over 64 anni) sarà il 23,2% del totale, mentre i giovani sarebbero un misero 13%.</strong> La popolazione in età da lavoro (15-64 anni) si ridurrebbe al 63,8% del totale. conclusione: ci serviranno più immigrati, se vorremo mantenere in vita il sistema economico e pensionistico.</p>
<p>E precisamente, secondo il Rapporto del ministero del Lavoro: <strong>100 mila l&#8217;anno da qui al 2015 e 260 mila l&#8217;anno dal 2015 al 2020. </strong> Quindi, se non vogliamo prenderci da soli a martellate sugli zebedei, chi deve andare &#8220;fora di ball&#8221; sono proprio Bossi e tutti quelli che la pensano come lui, impedendo all&#8217;Italia di fare gli inevitabili conti con la realtà.</p>
<p><img src="file:///C:/Users/User/AppData/Local/Temp/moz-screenshot.png" alt="" /></p>
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		<title>POCHI MEDICI O INFERMIERI? GRAZIE LEGA</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 22:05:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel costante tentativo di trasformare il fanatismo in metodo di Governo, la Lega Nord ne ha partorita un&#8217;altra. Prima, però, una testimonianza. Una mia parente stretta, malata di Alzheimer, è stata di recente ricoverata in una struttura ospedaliera di Roma. In diverse ore della giornata c&#8217;era una sola infermiera, peraltro sempre disponibile ed efficiente, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel costante tentativo di trasformare il fanatismo in metodo di Governo, la Lega Nord ne ha partorita un&#8217;altra. Prima, però, una testimonianza. Una mia parente stretta, malata di Alzheimer, è stata <strong>di recente ricoverata in una struttura ospedaliera di Roma</strong>. In diverse ore della giornata c&#8217;era una sola infermiera, peraltro sempre disponibile ed efficiente, per un reparto con 10 stanze da 6 ricoverati ciascuna.</p>
<p><span id="more-7823"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7833" title="infermiere-straniere1" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/12/infermiere-straniere1.jpg" alt="infermiere-straniere1" width="300" height="200" /></p>
<p>Nel giro dei turni capitavano infermiere e infermieri italiani e stranieri. Che cosa succederebbe se gli infermieri stranieri sparissero di colpo? Bene, questo è il risultato che la Lega Nord cerca di ottenere in Lombardia. <strong>Nella regione mancano 8 mila infermieri, dei quali 4 mila a Milano e provincia, cioè l&#8217;area con la più alta concentrazione di ospedali</strong> e ricoveri per anziani. Proprio qui la Lega ha bloccato un provvedimento il cui scopo era garantire agli infermieri assunti all&#8217;estero, attraverso la rete degli sportelli <a href="http://ec.europa.eu/eures/home.jsp?lang=it" target="_blank">Eures</a> per la mobilità professionale in Europa, alloggi per almeno un anno nelle case popolari.</p>
<p>Giustificazione? <strong>Quei posti di lavoro e quelle case potrebbero andare a tanti baldi lombardi</strong> se solo fossero incentivati a fare l&#8217;infermiere. Lombardi come il Trota? O lombardi come quei giovani che di fare l&#8217;infermiere non hanno proprio voglia? E quale altro incentivo dovrebbe servire, ai lombardi, se non il fatto di avere un lavoro sicuro, a prova di disoccupazione? <strong>Ma non era il Sud che ragionava così?</strong> Non erano i &#8220;terroni&#8221; quelli che preferivano un bel sussidio a un lavoro scomodo?</p>
<p>L&#8217;idiozia non è nemmeno l&#8217;aspetto più penoso. Il problema vero è che questi sono degli stalinisti di ritorno. <strong>Mancano gli infermieri, quindi i malati e gli anziani sono curati peggio di quanto sarebbe possibile e dovuto. Ma alla Lega non importa, l&#8217;importante è nutrire la xenofobia dell&#8217;elettorato. Sulla pelle dei malati</strong> e sulla pelle di ogni buon senso, visto che questi sarebbero immigrati regolari, anzi regolarissimi, e per giunta europei. Mica quegli africani che affidiamo al buon Gheddafi.</p>
<p>Alla Lega, e a coloro che ancora la votano, bisognerebbe far leggere il rapporto che <strong>Amedeo Bianco</strong>, presidente della <a href="http://portale.fnomceo.it/PortaleFnomceo/home.2puntOT" target="_blank">Federazione degli Ordini dei Medici</a>, ha di recente illustrato.Tra il 2020 e il 2025 andranno in pensione 115 mila medici che oggi hanno fra i 51 e i 59 anni, cioè il 38% di tutti i medici. Speranze di colmare i vuoti senza gli stranieri? Nessuna, visto che a Medicina c&#8217;è il numero chiuso e che, in ogni caso, l&#8217;Italia ha un tasso di natalità di 1,41 figli per coppia. Ma c&#8217;è la Lega, perbacco, ci penseranno loro. Andremo tutti a far curare la nonna dal Trota.</p>
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		<title>ROMA, MILANO. VOLEVATE LE RONDE? ECCOLE</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 21:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
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		<description><![CDATA[Senza tanta retorica, diciamo che finalmente ci sono riusciti. Anni e anni a bombardare le zucche con lo spettro della criminalità (anche se i reati sono in calo costante da dieci anni), a far propaganda alle ronde e alla giustizia fai da te (anche se poi i leghisti stanno a casa al calduccio, mica sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Senza tanta retorica, diciamo che finalmente ci sono riusciti. Anni e anni a bombardare le zucche con lo spettro della criminalità (anche se i reati sono in calo costante da dieci anni), a far propaganda alle ronde e alla giustizia fai da te (anche se poi i leghisti stanno a casa al calduccio, mica sono scemi), a demonizzare la presenza degli immigrati (Alemanno si è fatto la poltrona di sindaco di Roma, con il delitto di un rumeno), a dire che bisogna armare i taxisti, <strong>a mettere i militari in strada, a invocare severità &#8220;senza se e senza ma&#8221;, a evocare le &#8220;doppiette&#8221; e le insurrezioni</strong>. C&#8217;è da stupirsi se poi nei cervelli deboli passa l&#8217;idea che i conti si regolano subito, in strada, a pugni e calci? Qualcuno si meraviglia se poi interi quartieri provano a intimidire i testimoni e a proteggere i violenti assassini?</p>
<p><span id="more-7162"></span></p>
<div id="attachment_7169" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-7169" title="Roma" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/10/Roma.jpg" alt="Il filmato dei carabinieri in cui si vede ALessio Burtone aggredire l'infermiera rumena." width="300" height="188" /><p class="wp-caption-text">Il filmato dei carabinieri in cui si vede Alessio Burtone aggredire l&#39;infermiera rumena.</p></div>
<p>In un Paese normale (serio sarebbe troppo), <strong>quanto è successo a Milano e a Roma in questi giorni farebbe riflettere a fondo.</strong> In Italia, invece, ci sono già gli scopatori sotto il tappeto professionisti, quelli che bisogna contestualizzare, vedere, capire e poi, al più presto dimenticare. A Milano, nella città che più ha esaltato la presenza dei militari accanto alle forze di polizia, nel Comune che per bocca di illustri esponenti ha definito &#8220;una violenza alla città&#8221; l&#8217;irruzione dei musulmani in piazza Duomo per pregare dopo un corteo, <strong>nella metropoli che dice di non poter costruire una moschea per &#8220;ragioni di sicurezza&#8221;</strong> e che caccia le pericolosissime famiglie rom, un intero quartiere per giorni ha protetto un gruppo di picchiatori che forse, se le condizioni di salute del taxista aggredito non miglioreranno, si trasformeranno in omicidi. E non solo: una delle persone civili del quartiere, che aveva testimoniato, ha avuto la macchina bruciata.</p>
<p>Davvero molto sicuro, girare in quel quartiere. Mica come se ci fosse una moschea o una famiglia rom. <strong>E a Roma? Un aspirante pugile di vent&#8217;anni, grande e grosso e non nuovo a episodi di violenza, manda in coma una donna</strong> (apprezzata infermiera ma, purtroppo per lei, rumena) che poi muore. A</p>
<div id="attachment_7172" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-7172" title="Roma1" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/10/Roma1-150x150.jpg" alt="L'aspirante pugile di Roma al momento dell'arresto." width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">L&#39;aspirante pugile di Roma al momento dell&#39;arresto.</p></div>
<p>cadavere ancora caldo gli amici affiggono cartelli invocando la libertà del picchiatore. E quando <strong>finalmente il giovanotto viene portato in carcere</strong> (ve lo vedete, voi, un rumeno che manda in coma un&#8217;italiana e resta agli arresti domiciliari?), insultano i carabinieri e rumoreggiano. Anche qui è già spuntato uno che vuole contestualizzare, un politico che vuole prima esaminare bene i fatti, peraltro già noti a tutti grazie a un filmato diffuso dai carabinieri.</p>
<p>Guardate che qui non si tratta di Governo o Berlusconi ma di una cultura rozza e grossolana che ha preso piede perché il mito politico della nostra epoca, non a caso diventato parola d&#8217;ordine della Lega Nord, è che bisogna essere &#8220;vicini alla gente&#8221;. Purtroppo alla gente viene raccontata ogni giorno una valanga di balle, <strong>dalla criminalità che impazza </strong>(ed è invece vero il contrario) <strong>al pericolo immigrati</strong> (che sono invece una risorsa, come dimostrano le cifre), dai magistrati pelandroni e corrotti (qualcuno ricorda il tormentone &#8220;siamo tutti intercettati&#8221;?) ai &#8220;poteri forti&#8221; che tramano nell&#8217;ombra (come se chi ci governa, tra finanza e televisioni, fosse debole), con una spruzzata di terrorismo islamico quando proprio non si sa più con che cosa spaventarci.</p>
<div id="attachment_7173" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-7173" title="Alessio" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/10/Alessio.jpg" alt="Gli amici di Alessio Burtone invocano la sua liberazione." width="300" height="205" /><p class="wp-caption-text">Gli amici di Burtone invocano la sua liberazione.</p></div>
<p>La gente reagisce come reagiscono le masse: in parte credendo alle balle, in parte capendo sempre meno della realtà generale. Così le sue reazioni sono quelle che sono, spesso irrazionali, viscerali, segnate appunto dalla paura. <strong>E la politica che vuole essere &#8220;vicina alla gente&#8221; finisce per dare ragione a tutto pur di non perdere voti.</strong> E&#8217; il meccanismo che ha ridato fiato e consistenza all&#8217;estrema destra in tutta Europa: genera la paura per approfittarne, senza poi riuscire a controllarla. Noi, in Italia, non abbiamo bisogno dell&#8217;estrema destra, ci pensa la Lega Nord. I picchiatori di Milano e Roma e i loro simpatizzanti sono figli di questo clima e di questa strategia del terrore.</p>
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		<title>IMMIGRATI, MENO MALE CHE ARRIVANO</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 21:19:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I dati sulla presenza degli stranieri immigrati in Italia, appena forniti dall&#8217;Istat, si prestano a molte interessanti considerazioni. Le cifre, rilevate al 1 gennaio 2010, dicono che l&#8217;Italia ha in totale 60.340.328 abitanti, dei quali 4,2 milioni sono stranieri, pari al 7% della popolazione totale. I giornali hanno puntato soprattutto su un aspetto: poichè rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I dati sulla presenza degli stranieri immigrati in Italia, appena forniti <a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20101012_00" target="_blank">dall&#8217;Istat</a>, si prestano a molte interessanti considerazioni. Le cifre, rilevate al 1 gennaio 2010, dicono che l&#8217;Italia ha in totale 60.340.328 abitanti, dei quali 4,2 milioni sono stranieri, pari al 7% della popolazione totale. I giornali hanno puntato soprattutto su un aspetto: <strong>poichè rispetto all&#8217;anno prima la popolazione italiana-italiana è calata di 75 mila persone, l&#8217;apporto degli immigrati è decisivo</strong> per mantenere un decente livello demografico, di natalità (gli stranieri, cioè il 7% della popolazione, fanno nascere il 13,6% dei bambini) e di contribuzione Inps, indispensabile per pagare le pensioni.</p>
<p><span id="more-7050"></span></p>
<div id="attachment_7056" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-7056" title="Emigrati ital 1921 australia" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/10/Emigrati-ital-1921-australia.jpg" alt="Giovani emigrati italiani all'arrivo in Australia nel 1921." width="300" height="188" /><p class="wp-caption-text">Giovani italiani all&#39;arrivo in Australia nel 1921.</p></div>
<p>Ragionamento ineccepile, che sfugge ormai solo a pochi trinariciuti del ridotto leghista. Un fatto talmente scontato che preferisco rilevare un altro aspetto della questione. L&#8217;attuale Governo, e in particolare il ministro dell&#8217;Interno Maroni, si fanno un vanto di aver combattuto<strong> l&#8217;immigrazione clandestina</strong>, e annunciano o almeno auspicano ulteriori e più severi provvedimenti. Peccato che le cifre dell&#8217;Istat facciano pensare proprio il contrario.</p>
<p>Mi spiego. Nel 2003 gli stranieri in Italia erano il 3,4% della popolazione totale, nel 2010 sono il 7%. Ciò vuol dire che in tutti questi anni sono aumentati con regolarità di circa lo 0,5% l&#8217;anno, con o senza Berlusconi, con o senza Maroni. <strong>La sequenza esatta è: 2003 &#8211; 3,4%; 2004 &#8211; 4,1%; 2005 &#8211; 4,5%; 2006 &#8211; 5%; 2007 &#8211; 5,8%; 2008 &#8211; 6,5%; 2009 &#8211; 7%.</strong> Appunto.</p>
<p>Quindi: non c&#8217;era particolare lassismo prima, non c&#8217;è particolare attenzione ora. Anzi: nel 2008 e nel 2009 si sono cancellati dall&#8217;anagrafe italiana molti stranieri, usciti dal Paese con ogni probabilità a causa della crisi economica. Ben 32.270 nel solo 2009, con un aumento di quasi il 20% sul 2008. E&#8217; l&#8217;ennesima conferma di due fatti. Il primo è che <strong>i famosi &#8220;respingimenti&#8221; sono solo una forma di accanimento sull&#8217;immigrazione irregolare più povera, debole e intanto vistosa, quella che arriva dall&#8217;Africa</strong>. Buona per i servizi Tv ma tutt&#8217;altro che decisiva, anzi nemmeno importante, sul fenomeno complessivo. Non a caso il 50% di tutti gli immigrati arriva dall&#8217;Europa dell&#8217;Est, altro che Africa.</p>
<p><strong>Il secondo è che, evidentemente, il nostro Paese per andare avanti ha bisogno di una certa quota di immigrati. </strong>Per quale altra ragione, infatti, il loro numero continuerebbe ad aumentare (e con quella regolarità) se non ne avessimo bisogno per le fabbriche, i campi, i cantieri, l&#8217;assistenza sanitaria? Lo conferma, tra l&#8217;altro, la distribuzione geografica della loro presenza: il 60% al Nord, il 25,3% al Centro, il 13,1% al sud. <strong>Finiscono per concentrarsi dove c&#8217;è più bisogno di loro, né più né meno.</strong> Dove c&#8217;è bisogno di quella &#8220;forza lavoro&#8221; (brutto termine, ma rende l&#8217;idea) più giovane di quanto siamo in media noi italiani-italiani:  più di 932 mila immigrati sono minorenni e di questi la stragrande maggioranza (573 mila) sono nati in Italia. Alla faccia di tutte le scempiaggini sulla mancata o non voluta integrazione.</p>
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		<title>I LOMBARDI SONO TOPI. LO DICE LA LEGA</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 10:07:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Poverini! Sì, dico a voi che vivete a Sud della Pianura padana e non potete godervi appieno l&#8217;ennesima pagina dello sciocchezzaio leghista. Mi riferisco all&#8217;ormai famosa campagna contro gli italiani, in particolare contro i lavoratori frontalieri, organizzata dalla Lega dei ticinesi. Tre i personaggi raffigurati come &#8220;ratti&#8221;, roditori affamati del benessere svizzero: Fabrizio, un piastrellistra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poverini! Sì, dico a voi che vivete a Sud della Pianura padana e non potete godervi appieno l&#8217;ennesima pagina dello sciocchezzaio leghista. Mi riferisco <strong>all&#8217;ormai famosa campagna contro gli italiani, in particolare contro i lavoratori frontalieri, organizzata dalla Lega dei ticinesi</strong>. Tre i personaggi raffigurati come &#8220;ratti&#8221;, roditori affamati del benessere svizzero: Fabrizio, un piastrellistra di Verbania; Bogdan, un ladro rumeno; e Giulio, un avvocato lombardo. Giulio e lombardo come il ministro Tremonti.</p>
<p><span id="more-6826"></span></p>
<div id="attachment_6839" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6839" title="ratti" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/10/ratti.jpg" alt="Il manifesto della campagna anti-italiana dei ticinesi." width="300" height="277" /><p class="wp-caption-text">Il manifesto della campagna contro i lavoratori italiani lanciata nel Canton Ticino (Svizzera).</p></div>
<p>E&#8217; una posizione demente, chiaro, soprattutto se pensiamo che <strong>in Svizzera il 21,6% della popolazione è di origine straniera</strong> e che il Paese ha almeno 4 gruppi etnici e 3 lingue ufficiali (italiano, francese, tedesco). Insomma, se c&#8217;è un Paese misto questo è la Svizzera. Ma alla Lega dei ticinesi, forte nella cosiddetta<strong> &#8220;Svizzera italiana&#8221;</strong>, questo non interessa. E alla campagna xenofoba, per non dire proprio razzista, contro i frontalieri è stato persino dedicato un nuovo sito internet, <a href="http://www.balairatt.ch" target="_blank">Balairatt</a> (vuol dire qualcosa come: fa&#8217; ballare i topi).</p>
<p>Nel fatto penoso c&#8217;è un aspetto divertente: <strong>la perfetta specularità degli argomenti della Lega dei ticinesi e della nostra Lega Nord</strong>. Bossi non ha forse detto che i romani sono &#8220;porci&#8221;? I ticinesi dicono che i lombardi sono topi. Se volete rendervene conto meglio, fate un  giro su <a href="http://www.legaticinesi.ch" target="_blank">www.legaticinesi.ch</a>, la finestra in rete del movimento fondato nel 1991 e guidato &#8220;a vita&#8221; (non è uno scherzo) da</p>
<div id="attachment_6842" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-6842" title="nano" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/10/nano1-150x150.jpg" alt="Giuliano &quot;Nano&quot; Bignasca, fondatore della Lega dei ticinesi." width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Giuliano &quot;Nano&quot; Bignasca, fondatore nel 1991 della Lega dei ticinesi.</p></div>
<p><strong> Giuliano &#8220;Nano&#8221; Bignasca. </strong>Ci troverete tutti i cavalli di battaglia di Bossi&amp;C: padroni a casa nostra, no all&#8217;immigrazione, vietare il burqa, il ticino ai ticinesi, bene le vittorie dei movimenti xenofobi nell&#8217;Europa del Nord, no all&#8217;islam, no ai minareti e così via.</p>
<p>Di fronte a tutto questo è comica l&#8217;agitazione dei leghisti e dei pidiellini della Lombardia del Nord, fino a ieri tutti baci e abbracci con Bignasca e adesso improvvisati difensori della dignità nazionale. <strong>Fabio Rizzi</strong>, senatore della Lega Nord eletto a Varese, ha parlato di &#8220;razzismo senza confine&#8221; (giusto, bravo) ma per sua disgrazia non si è fermato lì. Ha aggiunto: &#8220;Come Lega Nord prendiamo fortemente le distanze da chi si scaglia  indiscriminatamente contro l&#8217;immigrazione; noi combattiamo  l&#8217;immigrazione clandestina e selvaggia, esclusivamente fonte di  manovalanza per la malavita&#8221;. Ah sì? <strong>Allora quanti immigrati conosce, il senatore Rizzi, che siano arrivati regolarmente, cioè secondo le regole della Bossi-Fini, e oggi lavorino come badanti o muratori in Lombardia?</strong> Sì, perché Rizzi ragiona bene quando dice che il lavoro dei transfrontalieri italiani &#8220;avviene senza togliere spazio agli amici elvetici, anche perchè, e penso  all&#8217;esempio della Sanità, nella stragrande maggioranza dei casi non è  altro che apporto di professionalità specializzata di cui la Svizzera è  carente!&#8221;. Ma non ci spiega quale sia la differenza con l&#8217;Italia, dove non trovi una badante italiana neanche a pagarla a peso d&#8217;oro. E dove sempre più spesso (si parlava di Sanità&#8230; ) anche le infermiere sono straniere.</p>
<p>Potremmo fare altri esempi ma la verità è una sola. I ticinesi e gli italiani che abitano sull&#8217;altro lato del lago Maggiore sono esattamente la stessa gente. <strong>Li divide solo un confine tracciato sulle mappe (quello geografico non esiste, visto che gli uni e gli altri vivono intorno a uno stesso lago)</strong>, più che sufficiente però alla mentalità leghista (Lega Nord o dei ticinesi) per improvvisare diffidenze e rancori che non hanno senso. Lo tengano presente gli uomini della Lega Nord: anche loro troveranno sempre qualcuno che li considera terroni.</p>
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		<title>EUROPA: DESTRA PERBENE, DESTRA PERMALE</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 20:50:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le sconfitte elettorali del centro-sinistra portano con sé l&#8217;ancor più pesante sconfitta delle sinistre. La vittoria elettorale del centro-destra porta con sé la vittoria della destra estrema. L&#8217;ultima dimostrazione ci è arrivata dalla Svezia: la coalizione di centro-destra del premier Fredrik Reinfeldt vince le elezioni e umilia i socialdemocratici. Però anche i Democratici di Svezia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le sconfitte elettorali del centro-sinistra portano con sé l&#8217;ancor più pesante sconfitta delle sinistre. La vittoria elettorale del centro-destra porta con sé la vittoria della destra estrema. L&#8217;ultima dimostrazione ci è arrivata dalla <strong>Svezia</strong>: la coalizione di centro-destra del premier <strong>Fredrik Reinfeldt</strong> vince le elezioni e umilia i socialdemocratici. Però anche i Democratici di Svezia, movimento razzista di estrema destra, conquistano il 4,6% dei voti e per la prima volta entrano in Parlamento. Il tutto in un Paese che per la prima volta ha ri-confermato una coalizione d&#8217;impianto conservatore: Governo approvato, dunque, ma fascisti in Parlamento.</p>
<p><span id="more-6646"></span></p>
<div id="attachment_6656" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6656" title="Bossi" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/09/Bossi.jpg" alt="Una famosa immagine di Umberto Bossi, leader della Lega Nord." width="300" height="201" /><p class="wp-caption-text">Una famosa e pittoresca immagine di Umberto Bossi, leader della Lega Nord.</p></div>
<p>Questo, o qualcosa di simile, succede in pratica ovunque: il successo della destra (moderata, liberale, borghese, come volete) porta sempre con sé il successo dell&#8217;estrema destra. Qualche altro esempio recente. <strong>L&#8217;Italia</strong>: il più ampio trionfo elettorale del centro-destra di <strong>Silvio Berlusconi</strong>, quello del 2008, si accompagna alla vittoria della Lega Nord. E adesso, abbandonato da un Fini diventato addirittura &#8220;progressista&#8221; per il centro-destra, già si parla dell&#8217;inserimento nella maggioranza di Governo (con eventuali ministri) della Destra di Francesco Storace.  La <strong>Francia</strong>: nel 2007 <strong>Nicolas Sarkozy</strong> viene eletto presidente in un&#8217;elezione in cui <strong>Jean-Marie Le Pen</strong> ottiene (al primo turno) il 10,44% dei voti. <strong>Ségolène Royal</strong> porta alla sconfitta i socialisti ma l&#8217;elettorato distrugge il Partito Comunista e i Verdi. Oggi Sarkozy vara la politica di espulsione dei rom perché preoccupato dei sondaggi che danno in forte crescita, a sue spese, la destra radicale.</p>
<p><strong>In Austria</strong>, i successi di <strong>Haider</strong> (l&#8217;amicone della Lega) hanno spianato la strada alla neo-nazista <strong>Barbara Rosenkrantz</strong> (Partito liberale austriaco), che alle elezioni presidenziali del 2010 ha ottenuto il 15,4% dei voti. <strong>In Olanda</strong>, in giugno, i liberal-conservatori di <strong>Mark Rutte</strong> hanno vinto una tornata elettorale storica: Rutte è il primo premier liberale dopo quasi un secolo. Nello stesso tempo, però, il razzista-fascista <strong>Geert Wilders</strong> ha portato il suo movimento di destra al rango di terzo partito del Paese. E così via.</p>
<p><strong>Il fenomeno si ripete così spesso che considerarlo una pura combinazione sarebbe da ingenui.</strong> Analizzarlo è un&#8217;altra cosa, decisamente più complessa. Resto convinto che sia stato tragico il decennio in via di conclusione, un periodo in cui<strong> i traumi della globalizzazione economica</strong> (con gli effetti sconvolgenti che hanno portato nella vita quotidiana di tutti) <strong>sono stati ingigantiti ad arte dal terrorismo islamico e dalle speculazioni politiche che su di esso sono state fatt</strong>e e che le infelici guerre in Iraq e in Afghanistan ben rappresentano. Siamo stati convinti ad aver paura di tutto, del presente come del futuro, e le scelte elettorali corrispondono a questo stato d&#8217;animo.</p>
<p>Il problema più serio, però, sta nel fatto che l<strong>a destra cosiddetta &#8220;perbene&#8221;, alla minima crisi di credibilità, si trova costretta a inseguire le parole d&#8217;ordine, anche quelle più retrive, della destra &#8220;permale&#8221;</strong>. Sui rom, per esempio. Che sono oggi nel mirino esattamente come lo erano, ieri, i rumeni e prima di loro gli albanesi, dei quali oggi nessuno parla più. La destra produce più estrema destra, ecco il fatto. Cosa che, risultati elettorali alla mano, non si può certo dire della sinistra.</p>
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		<title>SILVIO&#8217; E SARKO&#8217; CHIEDONO AIUTO AI ROM</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 22:57:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Perché i rom? Perché sono pochi (circa 140 mila in Italia, circa 500 mila in Francia), sono poveri, stanno sulle palle a quasi tutti, non hanno rappresentanza politica, non hanno nessuno (a parte certe associazioni, molto spesso legate alla Chiesa) a cui importi qualcosa di loro. Perché Sarkozy e Berlusconi? Perché sono due leader in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perché i rom? Perché sono pochi (circa 140 mila in Italia, circa 500 mila in Francia), sono poveri, stanno sulle palle a quasi tutti, non hanno rappresentanza politica, non hanno nessuno (a parte certe associazioni, molto spesso legate alla Chiesa) a cui importi qualcosa di loro. Perché Sarkozy e Berlusconi? Perché sono due leader in profonda crisi di credibilità politica e personale, circondati dagli scandali e lontani anni luce dal mantenere quanto avevano promesso poco tempo fa. La campagna &#8220;legge e ordine&#8221; che <strong>il marito di Carla Bruni e l&#8217;ex marito di Veronica Lario</strong> hanno lanciato contro i rom sta tutta in quei due perché e nelle relative risposte.</p>
<p><span id="more-6594"></span></p>
<div id="attachment_6601" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6601" title="berlusconisarkozy" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/09/berlusconisarkozy.jpg" alt="Silvio Berlusconi con  Nicolas Sarkozy." width="300" height="180" /><p class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi con  Nicolas Sarkozy.</p></div>
<p>Qualcuno può davvero credere che l&#8217;onesta vita dei francesi perbene sia davvero minacciata da quelle migliaia di disgraziati (veri o finti che siano) che vengono spediti via dalla Francia <strong>(già 10 mila nel 2009, e adesso gli altri)</strong> con 300 euro per adulto e 100 per bambino in tasca, e che nella stragrande maggioranza dei casi si ripresenteranno alla frontiera tra qualche mese, essendo cittadini di Paesi dell&#8217;Unione Europea come Bulgaria, Ungheria o Romania? Certo che no. Ma se sei Nicolas Sarkozy e hai concluso ben poco finora; se hai preso una bella sberla alle elezioni regionali; se il tuo indice di gradimento precipita; se salta fuori che il tuo ministro del Lavoro Woerth (quello che dovrebbe tagliare le pensioni) e il tuo partito (quello, appunto, tutto legge e ordine) <strong>hanno forse preso mazzette da un&#8217;anziana capitalista che i figli, tra l&#8217;altro, considerano fuori di zucca</strong> e vogliono far interdire; se la gente si convince che hai usato i servizi segreti non per proteggere il Paese ma per far spiare il giornale (<em>Le Monde</em>) che lavora sullo scandalo; beh, allora ti serve un capro espiatorio. E chi meglio degli zingari?</p>
<div id="attachment_6604" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6604" title="300px-Roma_flag.svg copia" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/09/300px-Roma_flag.svg-copia.jpg" alt="La bandiera rom." width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">La bandiera rom.</p></div>
<p><strong>Per spiegare l&#8217;entusiastico appoggio del Cavaliere alla politica di Sarkozy basta, in fondo, cambiare i nomi della storia.</strong> Mettiamoci la Cricca, magari anche <strong>l&#8217;ex ministro Brancher</strong> (condannato a 2 anni di reclusione per appropriazione indebita e ricettazione, pena coperta dall&#8217;indulto perché inferiore a 3 anni); mettiamoci <strong>Fini che rompe</strong> e le infinite grane in Sicilia che trasformano in un puzzle la maggioranza in Senato; mettiamoci la fibrillazione degli industriali, ormai sempre meno convinti dell&#8217;azione del loro ex collega; <strong>ed ecco che i rom tornano buoni anche da noi</strong>. D&#8217;altra parte, basta osservare come sono andate le cose in Europa: con i nostri due si sono schierate, sia pure in forma più moderata, solo la Repubblica Ceca e l&#8217;Ungheria. La prima che, nella UE, è all&#8217;opposizione su tutto, la seconda che con i rom ha un problema reale, visto che sono quasi 900 mila su una popolazione di soli 10 milioni di abitanti.</p>
<div id="attachment_6605" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6605" title="RomEuropa" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/09/RomEuropa.jpg" alt="La diffusione dei rom nei diversi Paesi d'Europa." width="300" height="226" /><p class="wp-caption-text">La diffusione dei rom nei diversi Paesi d&#39;Europa.</p></div>
<p>Ad accomunare Sarkozy e Berlusconi c&#8217;è anche un altro fattore. L&#8217;uno e l&#8217;altro, forse involontariamente ma comunque per pura speculazione politica, si sono trasformati in megafoni del razzismo. <strong>Sarkozy ha lanciato la campagna di espulsioni mirando chiaramente ai rom, e dichiarandolo.</strong> Che poi abbia corretto il tiro è ininfluente, <strong>il messaggio era ed è: guerra ai rom, cioè a una minoranza etnica</strong>. Ma non solo. Con la campagna anti-zingari è partita anche la campagna per togliere la cittadinanza ai cittadini francesi di origine straniera che commettono delitti di sangue o comunque gravi. Questo vuol dire che <strong>un omicidio commesso da un francese figlio di francesi è meno grave di un omicidio commesso da un francese figlio di stranieri</strong>: al primo, infatti, non verrebbe tolta la cittadinanza, al secondo sì. E se non è razzismo questo, che cos&#8217;è? Berlusconi ha ripreso tutto perché, proprio come Sarkozy ha paura di essere scavalcato a destra, lui ha paura di essere scavalcato dalla Lega Nord. E pensare che qualcuno ha considerato questi due dei campioni del liberalismo moderno&#8230;</p>
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		<title>VOTA SILVIO, VOTA SILVIO. MA ELEZIONI&#8230; NO</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 21:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non essendo un politologo, mi vanto di aver scommesso fin dall&#8217;inizio dell&#8217;estate che Silvio Berlusconi non avrebbe davvero osato andare a elezioni anticipate. Si sono fatte molte ipotesi, in corso d&#8217;opera, sul perché e sul percome: la Lega Nord che potrebbe mangiargli consenso nelle regioni del Nord, una maggioranza trasversale di &#8220;unità nazionale&#8221; che potrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non essendo un politologo, mi vanto di aver scommesso fin dall&#8217;inizio dell&#8217;estate che Silvio Berlusconi non avrebbe davvero osato andare a elezioni anticipate. Si sono fatte molte ipotesi, in corso d&#8217;opera, sul perché e sul percome: la Lega Nord che potrebbe mangiargli consenso nelle regioni del Nord, una maggioranza trasversale di <strong>&#8220;unità nazionale&#8221;</strong> che potrebbe formarsi in Parlamento alla caduta dell&#8217;attuale Governo, il Senato a rischio per la scissione dei finiani&#8230;</p>
<p><span id="more-6501"></span></p>
<div id="attachment_6507" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6507" title="Totò" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/09/Totò.jpg" alt="Totò come Antonio La Trippa nel film di Elio Corbucci intitolato &quot;Gli onorevoli&quot;." width="300" height="226" /><p class="wp-caption-text">Totò come Antonio La Trippa nel film di Elio Corbucci intitolato &quot;Gli onorevoli&quot;.</p></div>
<p>La mia impressione è che la realtà sia un po&#8217; diversa. Lo si vede anche solo facendo i conti della rappresentanza parlamentare. <strong>Alla Camera, su 630 deputati, ce ne sono già oggi 301 che possono essere definiti anti-berlusconiani</strong>: 206 del Pd, 24 dell&#8217;Idv, 37 dell&#8217;Udc e 34 di Futuro e Libertà (Fini).  Restano 31 deputati del Gruppo Misto e anche lì, a giudicare dalla conta, 18 sono contrari al Cavaliere e 13 favorevoli, con l&#8217;incognita di 3 deputati delle minoranze linguistiche che potrebbero anche stare sul lato &#8220;anti&#8221;.</p>
<p>Definirli &#8220;anti-berlusconiani&#8221; non è un&#8217;esagerazione: anche i finiani, che pure si proclamano fedeli alla maggioranza, hanno una proposta politica che berlusconiana non è. Anzi, in alcuni capitoli (l&#8217;immigrazione, per citarne solo uno) è radicalmente diversa. <strong>Conclusione: il berlusconismo (il PdL senza Fini ha 297 deputati e la Lega Nord 59) è minoranza nel Paese</strong>, a dispetto di tutte le fanfaluche che il Cavaliere racconta sul suo indice di gradimento, e governa grazie ai benefici della legge elettorale altrimenti definita Porcellum.</p>
<p><strong>Questo, ovviamente, non vuol dire che l&#8217;opposizione possa formare una maggioranza di Governo.</strong> Tutte le proposte che il vertice del Pd ha prodotto durante l&#8217;estate erano pure assurdità: con il solo Di Pietro non si va da nessuna parte, Casini e Fini non possono allearsi con la sinistra perché perderebbero il proprio elettorato. Perché, dunque, Berlusconi ha paura delle elezioni anticipate?</p>
<p><strong>Ciò che trasforma il duo PdL-Lega Nord in una formazione elettoralmente  vincente è la coerenza interna degli interessi economici che rappresenta.</strong> Si tratta in buona sostanza di una <em>grosse koalition</em> tra l&#8217;alta borghesia dell&#8217;industria e delle professioni rappresentata dal PdL e della piccola borghesia delle botteghe rappresentata dalla Lega. Un&#8217;alleanza che ha rappresentato per anni il vero capolavoro politico di Berlusconi (e di Tremonti, che l&#8217;ha difesa con le unghie e coi denti) e che ora scricchiola per due ragioni. <strong>Primo: la crisi mondiale ha messo alla frusta il sistema economico</strong> e persino parte di Confindustria (vedi le uscite di Montezemolo) ha capito che le riforme importanti, strutturali (dal fisco alla libertà d&#8217;impresa), non arriveranno mai da Berlusconi. <strong>Secondo: il discorso sul federalismo, per quanto abborracciato e al momento ancora teorico, ha reso il PdL inaffidabile agli occhi delle regioni meridionali.</strong> Finora il Cavaliere si è barcamenato, ha promesso il federalismo continuando a sovvenzionare il Sud. A un certo punto, però, dovrà decidere e qualcuno al Sud si sta attrezzando. Il caso Sicilia è emblematico. E se Berlusconi dovesse perdere la Sicilia, difficilmente troverebbe una maggioranza al Senato.</p>
<p><strong>Quando Bossi, in estate, ha detto che Fini cerca un po&#8217; di soldi da sprecare al Sud, ha detto una cosa vera. Proprio come lui cerca soldi da investire al Nord sotto la bandiera del federalismo. </strong>A Berlusconi, insomma, viene erosa da sopra e da sotto una parte della rappresentanza degli interessi. Ed è questo a rendere inoffensiva la sua tanta proclamata (e poco perseguita) voglia di voto.</p>
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		<title>GHEDDAFI DILAGA, LA LEGA LA PAGA</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 22:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Impegnato in vicende più serie, mi sono perso la tournée in Italia del Circo Gheddafi. D&#8217;altra parte, cavoli, si dovevano festeggiare i due anni del Trattato di Bengasi, volevate non pazziare almeno un poco? Sto invece seguendo con un certo sgomento <strong>le convulsioni della Lega Nord, a cui Gheddafi sta mangiando nel piatto. Quel bel piattone chiamato Unicredit</strong>, la più grande banca d&#8217;Italia, che ha come primo socio italiano (al 4,9%) la Fondazione Cariverona al cui interno è rappresentata l&#8217;amministrazione leghista.</p>
<p><span id="more-6348"></span></p>
<div id="attachment_6352" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6352" title="gheddafi" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/09/gheddafi.jpg" alt="Il colonnello Muhammar Gheddafi." width="300" height="226" /><p class="wp-caption-text">Il colonnello Muhammar Gheddafi.</p></div>
<p>Succede questo.<strong> Un mese fa, la Libia aveva il 5% di azioni Unicredit, detenute dalla Banca centrale di Libia.</strong> Ai primi di agosto, però, la <em>Libyan Investment Autorithy</em> (<strong>Lia</strong>), il fondo sovrano della Repubblica islamica, acquista un altro 2%. Ma non basta: con la venuta di Gheddafi in Italia si intensificano le voci secondo cui il Lia vorrebbe portare la propria quota al 5%. Il bello di tutto questo è che, mentre cambiano i nomi e le cariche sociali, <strong>il proprietario di tutto quel ben di Dio azionario sarebbe uno solo: il colonnello Muhammar Gheddafi</strong>, padrone allo stesso modo della Libia, dei libici, della Banca centrale di Libia e del Lia. E se l&#8217;operazione andasse in porto il buon Gheddafi, col suo 10%, sarebbe in grado di mettere il veto a qualunque operazione non gli fosse gradita.</p>
<p>Quando finalmente i leghisti se ne sono accorti, hanno cercato di correre goffamente ai ripari. Troppo tardi. Ora possono solo sperare nell&#8217;intervento della Banca d&#8217;Italia e nei poteri di controllo esercitati dal <strong>governatore Mario Draghi</strong>, fino a ieri considerato un avversario da Tremonti e quindi un &#8220;nemico&#8221; dai leghisti. Gli uomini di Bossi sono stati così ingenui da credere che quella vecchia volpe di Gheddafi, sopravvissuto a una vita intera di porcherie, si sarebbe accontentato dei 5 miliardi di euro di indennizzo post-coloniale e di un po&#8217; di armi per consentire a Maroni di inscenare la strategia dei respingimenti, che non ha risolto il problema dell&#8217;immigrazione clandestina (126 mila irregolari in più nell&#8217;ultimo anno), ha condannato migliaia di disgraziati a marcire (avessero o no diritto d&#8217;asilo in Italia) nelle carceri del dittatore libico ma fa una gran figura al telegiornale.</p>
<p>Ora Gheddafi passa alla cassa e vuole soldi veri, mica noccioline. E i leghisti non sanno che fare. Il meglio è arrivato da <strong>Flavio Tosi</strong>, sindaco di Verona e quindi interessato alle sorti di Unicredit-Cariverona. Dice che se non facciamo affari con Gheddafi mica possiamo farli con la Cina. Peccato che <strong>qualche anno fa, mica preistoria, fossero proprio i leghisti e Tremonti a insistere perché fossero messi dazi sulle merci cinesi</strong>, colpevoli di indebolire l&#8217;economia della Bergamasca. Pensate che ideona, se fosse stata messa in pratica: dichiarare una guerra commerciale alla seconda economia del mondo, al Paese che da solo, oggi, tiene a livelli di decenza la crescita economica mondiale.</p>
<p>Quindi la domanda giusta da fare è esattamente quella opposta al ragionamento di Tosi: <strong>perché, se ieri non volevate la Cina, oggi ingoiate tutti i desideri di Gheddafi? </strong>Tenendo presente anche un altro fatto:<strong> </strong>a parte la caccia all&#8217;immigrato, ciò che abbiamo avuto da Gheddafi è il diritto, <strong>per l&#8217;Eni</strong>, di estrarre petrolio in Libia fino al 2014. Una buona cosa, indubbiamente. Ma il resto, se date un&#8217;occhiata ai giornali, è tutto così: <strong>Finmeccanica </strong>&#8220;punta a&#8221;, <strong>Enel</strong> &#8220;è interessata a&#8221;, <strong>Sai</strong> &#8220;è interessata a&#8221;, <strong>Confindustria</strong> spera nella realizzazione di zone franche, <strong>Impregilo</strong> si candida alla costruzione dell&#8217;autostrada costiera. Per ora speranze, insomma. Di concreto poco.</p>
<p>Per cui la conclusione è questa: in Lombardia dilaga la &#8216;ndrangheta e gli amministratori leghisti cascano dal pero. Nella finanza veneta dilaga Gheddafi, idem come sopra. In Piemonte la Lega non riesce a farci capire se la Tav ci vuole o no. Scusate, ma per diventare classe dirigente di un Paese moderno ci vuol altro.</p>
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