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	<title>Fulvio Scaglione - Giornalista &#187; Famiglia Cristiana</title>
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		<title>FINZI: &#8220;LA DEMOCRAZIA NASCE IN PIAZZA&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 21:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia Cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di ELISA CHIARI L’Italia scende in piazza, dai pastori sardi ai ricercatori universitari, dagli studenti alla Fiom passando per Terzigno dove la vicenda è caldissima. Chiediamo al sociologo Enrico Finzi, fondatore di Astra Ricerche: è la reazione a una crisi profonda o siamo sull’orlo di una crisi di nervi? «Siamo nella perfetta normalità. La storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="FamigliaCristiana_FrontEnd_102438__295629f10ca_paragraphsReader_repParagraphs_ctl00_pParagrafo">di ELISA CHIARI</p>
<p><strong>L’Italia scende in  piazza, dai pastori sardi ai ricercatori  universitari, dagli studenti alla Fiom passando per Terzigno dove la  vicenda è caldissima. Chiediamo al sociologo <em>Enrico Finzi</em>, fondatore di <a href="http://www.astraricerche.it" target="_blank">Astra Ricerche</a>: è la reazione a una crisi profonda o siamo sull’orlo di una crisi di nervi?</strong><br />
«Siamo nella perfetta normalità. La storia d’Italia tutta è una  storia di movimenti di piazza, di strada. La piazza è luogo di incontro  dei manifestanti più diversi e magari contraddittori tra loro. Strani,  semmai, sono stati gli ultimi anni, anni di addormentamento rispetto a  questa tendenza, la quale, al di là di singoli episodi violenti o di  infiltrazioni, è un fenomeno positivo. Già il termine manifestazione è  positivo, indica che la gente manifesta, rende esplicite, passioni,  indignazione, partecipazione».</p>
<p><span id="more-7323"></span><strong> </strong></p>
<div id="attachment_7326" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-7326" title="Corteo" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/10/Corteo.jpg" alt="Un corteo di protesta contro la riforma Gelmini della scuola." width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Un corteo di protesta contro la riforma Gelmini.</p></div>
<p><strong>- È un momento caldo, non solo in Italia…<br />
</strong>«Si guardi a quanto accade in Francia:  una mobilitazione generale a partire dal tema delle  pensioni che si è estesa agli studenti. È un fatto fisiologico: la  democrazia è confronto e conflitto. Anomalo è il fatto che si sia  affermata una idea passiva dei comportamenti sociali, in cui uno  vota una volta ogni quattro anni e poi si addormenta, mentre la  fisiologia della democrazia è il confronto. E&#8217; quanto  avviene anche con i Tea Party negli Usa. Ci sono  sempre cascami violenti, ma gli altri sono segni positivi del risveglio  da un lungo sonno».<br />
<strong><br />
- Un risveglio positivo, dunque. Ma perché ci siamo addormentati?<br />
</strong>«Io penso al rincretinimento dovuto alla Tv, alla fruizione  passiva che essa comporta. La Tv in sé non è un male, ma lo diventa  quando rimane sola, quando non ha più attorno altri luoghi di dibattito,  siano essi sezioni di partito, circoli culturali o altro».<br />
<strong><br />
- È un fatto tipico di casa nostra?<br />
</strong>«C’è un motivo specifico tutto italiano in questo: il  tentativo di uccidere la democrazia rappresentativa. Aver abrogato il  sistema proporzionale, aver abrogato le preferenze, aver fatto sì  che tutti gli eletti siano di nomina di gruppi ristrettissimi se non di  una singola</p>
<div id="attachment_7328" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img class="size-full wp-image-7328" title="enrico_finzi" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/10/enrico_finzi.JPG" alt="Enrico Finzi" width="150" height="135" /><p class="wp-caption-text">Enrico Finzi</p></div>
<p>persona, ha tolto alle articolazioni sociali, a quelli che  nel mondo cattolico si chiamavano “i corpi intermedi”,  la possibilità di  avere una rappresentanza. Si prenda il Governo  attuale o anche il precedente, dicono: noi che siamo stati investiti del  mandato della maggioranza. Ora Berlusconi e i suoi hanno preso il 35%  dei voti sul totale dell’elettorato e nel Governo precedente Prodi e i  suoi avevano il 31%: stiamo parlando di una democrazia in cui le scelte  in realtà vengono fatte da una minoranza, che non dà voce alla società».<br />
<strong><br />
- Perché aquesto diventa un problema?</strong><br />
«Perché le voci che non hanno modo di esprimersi si incattiviscono.  L’assenza di rappresentanza è una minaccia per la democrazia, perché la  democrazia è una teatralizzazione del conflitto, è un&#8217;invenzione nata  in Europa, in risposta a conflitti reali e violenti, quando cattolici e protestanti si ammazzavano nella guerra dei Trent’anni con  genocidi di massa. Anche in democrazia si usano termini  bellici: “l’avversario”, “vincere”, “schiacciare”. Ma c’è una bella  differenza tra mimare la violenza ed esercitarla».</p>
<p><strong>- Può funzionare con ogni forma di dissenso?</strong><br />
«Anche il mondo cattolico che per secoli ha avuto una grande difficoltà a  capire questo, ha trovato una progressiva assunzione della democrazia  come la modalità ottimale per esprimere la militanza sociale delle  persone che hanno uno spirito religioso. C’è stato<br />
un matrimonio tra cattolicesimo e democrazia, di cui <a href="http://www.famigliacristiana.it" target="_blank"><em>Famiglia Cristiana</em></a> a  mio avviso è un’espressione eccellente, che implica quattro cose: il  diritto dell’altro ad esprimersi, la grande forza nell’affermare i  propri valori, il conflitto tra opinioni diverse e confessioni diverse  mantenuto all’interno di un sistema di regole condivise e un generale  orientamento della società a essere, come si dice oggi con termine  sociologico, inclusiva. Una società di cui ciascuno, pur dissentendo dalla  maggioranza, si sente parte».</p>
<p><strong> &#8211; Fino a che punto la conflittualità teatralizzata riesce a impedire quella armata?</strong><br />
«Al di là di quello che pensano i reazionari, la protesta di piazza è  positiva perché funziona come la valvola di sfogo che impedisce alla  pentola a pressione di esplodere: il dissenso non violento è la migliore  soluzione al rischio che il dissenso represso esploda con violenza».<br />
<strong><br />
- Che cosa difende chi protesta?<br />
</strong>«Sono persone che si preoccupano per il futuro, in un modo o  nell’altro: gli abitanti di Terzigno, che abbiamo ragione o no, e da  quel che ho capito ce l’hanno,  sono madri e padri che, al di là delle  drammatiche infiltrazioni camorristiche, manifestano per la salute propria e dei figli. Anche il mondo  della scuola, che oggi vive tra l’altro uno dei momenti meno  politicizzati della propria storia, non può non avvertire il disastro di  una sedicente riforma, mentre stiamo assistendo alla distruzione del  futuro delle giovani generazioni attraverso il progressivo soffocamento  della scuola, che è il primo e più democratico strumento di mobilità  sociale. Che possibilità ha il figlio di un poveraccio? L’unica è andare  bene a scuola, farsi apprezzare, procurarsi una borsa di studio e  provare a entrare nei segreti ambienti della classe dirigente. La  mobilità sociale verticale ascendente, come diciamo noi sociologi, cioè  la possibilità di migliorare la propria posizione sociale, parte dalla scuola».</p>
<p><strong>- C’è chi giudica già eversive le proteste troppo rumorose</strong>&#8230;<br />
«Mi fa ridere chi bolla quelli che fischiano un sindacalista come  terroristi, perché qualunque sindacalista serio si è sempre preso i  fischi di qualcuno. Andare in piazza vuol dire  avere gente che consente e gente che dissente&#8221;.</p>
<p><strong> </strong><strong>- Che cosa spinge di più la protesta: gli interessi materiali o quelli spirituali?</strong></p>
<p>«Due cose determinano la rabbia: la disperazione materiale, che  sta innegabilmente crescendo; e la disperazione etica, che non è più una  questione di reddito, di soldi, ma della sensazione di una totale  impotenza, perché il male con “m” maiuscola o minuscola domina ovunque. È  chiaro che non  è questo il caso,  però se si riflettesse su forme di  virulenza molto forti si scoprirebbe che non tutto è portafoglio».<br />
<strong><br />
- C’entra qualcosa la fatica di immaginarsi un futuro?</strong><br />
«Molto, è quella che io chiamo la malattia del futuro. Restano dei  privilegiati, me incluso, ma studiando questo Paese vedo che, per dirlo  con una battuta stupenda scritta su un muro da un anonimo, &#8220;non c’è più  il futuro di una volta&#8221;. Si pensi all’assenza di speranza di troppi  giovani, che si sentono come topolini in una scatola senza via d’uscita.  Noi siamo animali culturali, non soffriamo solo per motivi materiali ma  anche culturali, etici, e non tutti hanno la forza di trovare dentro di  sé, nella fede, una via d’uscita&#8221;.</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>SCHIFANI CONTESTATO DURO. BEH, PAZIENZA</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 21:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia Cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Prima è toccato a Dell&#8217;Utri. Poi, alla Mostra del cinema di Venezia, a Gianni Letta. Infine, e più clamorosamente, a Renato Schifani, presidente del Senato e, in quanto tale, seconda carica dello Stato, contestato duro da &#8220;grillini&#8221; e &#8220;popolo viola&#8221; mentre cercava di intervenire alla festa torinese del Pd.  A stigmatizzare questo episodio sono intervenuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima è toccato a Dell&#8217;Utri. Poi, alla Mostra del cinema di Venezia, a Gianni Letta. Infine, e più clamorosamente, a Renato Schifani, presidente del Senato e, in quanto tale, seconda carica dello Stato, contestato duro da &#8220;grillini&#8221; e &#8220;popolo viola&#8221; mentre cercava di intervenire alla festa torinese del Pd.  A stigmatizzare questo episodio sono intervenuti tutti, <strong>dai dirigenti del Partito democratico al Presidente della Repubblica</strong>, con toni più o meno accalorati ma comunque molto severi. E&#8217; giusto?</p>
<p><span id="more-6390"></span></p>
<div id="attachment_6398" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6398" title="sCHIFANI" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/09/sCHIFANI.jpg" alt="La contestazione a Renato Schifani, presidente del Senato." width="300" height="188" /><p class="wp-caption-text">La contestazione a Renato Schifani, presidente del Senato, durante la festa torinese del Pd.</p></div>
<p>Vorrei essere chiaro. <strong>A me le gazzarre non piacciono. Detesto anche i talk show, quindi&#8230; Mi piace, al contrario, che ognuno possa esprimere le proprie opinioni in santa pace</strong>. Per dire di Schifani: l&#8217;ho ascoltato con interesse, nell&#8217;auditorium della sede di <em>Famiglia Cristiana</em>, quando è venuto a parlare di politiche familiari, spiegando a noi tutti quali cose bisognerebbe fare per la famiglia italiana e che la politica (ivi compreso il PdL, cioè il partito di cui è stato a lungo capogruppo al Senato) non fa. L&#8217;ho applaudito, apprezzando anche solo il fatto che abbia voluto parlarci. Cosa che avrebbero dovuto fare pure i &#8220;grillini&#8221; e i &#8220;viola&#8221; di Torino.</p>
<p>Però, fateci caso: <strong>questo discorso, calato nell&#8217;Italia di oggi, non è un po&#8217; lunare? Tale sembra a me che l&#8217;ho appena scritto</strong>. L&#8217;Italia di oggi è quella del &#8220;metodo Boffo&#8221; e del &#8220;metodo Fini&#8221;: avete per caso sentito il presidente Schifani criticare i metodi degli organi di stampa di proprietà della famiglia Berlusconi? Il presidente  Schifani, che definisce &#8220;antidemocratici&#8221; i suoi contestatori, ha per caso detto che non è molto democratico cacciare chi dissente politicamente, com&#8217;è avvenuto al presidente della Camera Fini (non uno qualunque) con il PdL? <strong>E delle espressioni irriguardose dei suoi compagni di partito contro il presidente della Repubblica</strong>, prima carica dello Stato, che cosa pensa?</p>
<p>Un politico che pretenda di non essere mai contestato (e che intanto considera del tutto lecita e anzi significativa la contestazione agli altri, <strong>come fece Schifani quando Romano Prodi fu preso a male parole da una claque al Motor Show di Bologna</strong>) non è un politico ma uno che ha sbagliato mestiere, cosa che di Schifani non si può certo dire. E&#8217; allora chiaro che il problema è un altro.</p>
<p>Secondo me questo: l&#8217;afasia della sinistra è arrivata a un punto tale da essere totalmente introiettata. <strong>Sono i dirigenti della sinistra i primi a stupirsi quando certi di loro o (mamma mia!) i militanti prendono una strada un po&#8217; più energica.</strong> Facciamo un altro esempio: qualche giorno fa il segretario Bersani ha tirato in ballo le fogne in rapporto alla politica di Berlusconi. Una frase balorda, però: apriti cielo! Sembrava che avesse bestemmiato, e questo in un Paese in cui la destra polemizza ogni giorno a base di insulti e stipendia un piccolo esercito di insultatori di professione.<strong> Quando Bossi tira in ballo le doppiette (cioè una volta al mese) non c&#8217;è nessuno Schifani a fargli la predica sugli usi e costumi della democrazia.</strong> Ma sono pronto a scommettere che se qualche leader locale del Pd, che so un Chiamparino o un Renzi, dicessero: va bene, tira fuori le tue doppiette che noi tiriamo fuori le nostre e poi vediamo chi ne ha di più, i primi a stigmatizzare sarebbero gli stessi leader della sinistra.</p>
<p>L&#8217;iniziativa politica non si misura sulle capacità polemiche o sulla scurrilità. <strong>Alla sinistra mancano prima tutto le idee, e poi l&#8217;unità per realizzarle.</strong> Ma un po&#8217; più di convinzione non farebbe male. Se non altro per dimostrare di essere, oltre che funzionari, anche esseri umani.</p>
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		<title>FAMIGLIA CRISTIANA E LA FANGHIGLIA</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 20:07:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Pensa te, tocca pure occuparsi di Vittorio Feltri. Che essendo un noto genio del giornalismo ha scritto &#8220;Fanghiglia Cristiana&#8221;, una battuta che era già vecchia quando andavo all&#8217;asilo. Facciamo però un passo indietro: perché tutto questo bailamme per un semplice articolo di giornale? Secondo me, Feltri e compagnia strillano perché Berlusconi è messo male. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensa te, tocca pure occuparsi di Vittorio Feltri. Che essendo un noto genio del giornalismo ha scritto &#8220;Fanghiglia Cristiana&#8221;, una battuta che era già vecchia quando andavo all&#8217;asilo. Facciamo però un passo indietro: perché tutto questo <em>bailamme</em> per un semplice articolo di giornale? Secondo me, Feltri e compagnia strillano perché Berlusconi è messo male. E più Lui è messo male, più loro alzano la voce.</p>
<p><span id="more-6299"></span><strong></strong></p>
<div id="attachment_6303" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6303" title="sito" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/08/sito.jpg" alt="La versione on-line di Famiglia Cristiana." width="300" height="227" /><p class="wp-caption-text">La versione on-line di Famiglia Cristiana.</p></div>
<p><strong>Silvio, la crisi d&#8217;agosto t&#8217;è finita in quel posto</strong> (mi è venuto così, un <em>haiku</em> come quelli che scrive il ministro Bondi). Alla fin fine, Berlusconi <strong>si ritrova tra il martello di Bossi e della Lega Nord </strong>(per i quali andare a votare non è un problema) <strong>e l&#8217;incudine di Fini e dei suoi</strong>, che non è riuscito a cacciare e che possono impallinarlo in Parlamento sul &#8220;processo breve&#8221; o altre leggi. Ora Berlusconi può solo sperare in due cose: recuperare un po&#8217; di finiani o far passare un po&#8217; di mesi e vedere se può andare a votare in condizioni migliori.</p>
<p>Tutto questo, vorrei far notare, in un partito che non ha mai celebrato un congresso, che al minimo dissenso ha tentato di cacciare i reprobi come ai tempi di Stalin. <strong>I vecchi democristiani uno come Berlusconi, incapace di passare dalla dimensione padronale a quella politica, se lo sarebbero mangiato vivo</strong>. Da qui un gran nervosismo, con le reazioni isteriche all&#8217;articolo di <em>Famiglia Cristiana</em>.</p>
<p>Più di tutti si scalda Feltri, il quale scopre che <em>Famiglia Cristiana</em> è spesso, se ci tiene diciamo molto spesso, critica nei confronti del Cavaliere. Bravo, sette più. Inutile fargli notare i molti esponenti dell&#8217;attuale Governo ai quali abbiamo ripetutamente dato la parola <strong>(Gelmini, Prestigiacomo, Frattini, Sacconi, Zaia quando era ministro, Meloni, il sottosegretario Bertolaso e altri ancora)</strong>: a lui è il delitto di lesa maestà che dà fastidio. Più che inutile, poi, far notare a lui e ad altri che critiche simili erano toccate anche all&#8217;altra sponda: ricordo perfettamente l&#8217;estate in cui <strong>Romano Prodi</strong> era inviperito con noi per alcun interventi sulla politica fiscale del suo ultimo Governo.</p>
<p><strong>Ma il passo più divertente della mediocre invettiva che Feltri ci ha dedicato</strong> è quello in cui ci invita, se davvero non ci piace il &#8220;metodo Boffo&#8221;, a invitare lo stesso ex direttore di <em>Avvenire</em> a collaborare con <em>Famiglia Cristiana. </em>Scusi<em>, </em>signor Feltri, mi corregga se sbaglio: Lei sputtana <strong>Boffo</strong>, poi gli chiede scusa e infine dice a noi di farlo collaborare? Lo faccia collaborare Lei, piuttosto, per dimostrare che la stima sbandierata dopo (dopo) averlo accoltellato è sincera.</p>
<p>Però il ragionamento feltriano è indicativo. Perché rivela la mentalità della banda o, per dirla in termini più contemporanei, della &#8220;cricca&#8221;. Feltri crede che il <strong>&#8220;metodo Boffo&#8221;</strong> ci faccia schifo perché applicato a Boffo, a lungo direttore del quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, mentre magari ci lascerebbe indifferenti se applicato ad altri. E invece no: <strong>il &#8220;metodo Boffo&#8221; ci fa schifo comunque, a prescindere</strong>. Ci fa schifo se applicato a Boffo (e a me, che lo conosco un po&#8217;, fa in quel caso particolarmente schifo) ma ci fa schifo anche se applicato a Fini, a Urso, alla Tulliani, a Bocchino, al direttore di <em>Repubblica </em>Mauro, a uno qualunque dei tanti &#8220;nemici&#8221; ai quali il <em>Giornale</em> ha tentato negli ultimi tempi di applicarlo. E non fa schifo solo a noi. Qualche anno fa, era il 1997, si chiamava <strong>&#8220;metodo Di Pietro&#8221;:<em> fruttò a Feltri e al Giornale</em> 35 querele e richieste di danni miliardarie</strong> e al  e produsse un paginone di scuse di Feltri allo stesso Di Pietro rimasto negli annali del giornalismo. Tutta questione di metodo.</p>
<p>Dopo di che, discutiamo pure se le tesi degli articoli di <em>Famiglia Cristiana</em> sono campate in aria o meno. Purché sia chiaro che noi, entro i limiti stabiliti dalle leggi, ragioniamo come ci pare e scriviamo quel che ci pare. Anche in questo caso, tutta questione di metodo.</p>
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		<title>FAMIGLIA CRISTIANA, I CATTOLICI E SILVIO</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 18:14:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia Cristiana]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; raro che un giornale riceva tanti insulti. E&#8217; toccato a noi dopo l&#8217;Editoriale del Famiglia Cristiana ora in edicola. Gran parte dei commenti rivelava che il politico &#8220;insultatore&#8221; non lo aveva letto. Lo ripubblico. &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;- &#8220;Berlusconi ha detto chiaro e tondo che nel cammino verso le elezioni anticipate – qualora il piano dei “cinque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; raro che un giornale riceva tanti insulti. E&#8217; toccato a noi dopo l&#8217;<a href="http://www.famigliacristiana.it/Informazione/News/articolo/berlusconi-un-uomo-solo-al-comando.aspx" target="_blank">Editoriale</a> del Famiglia Cristiana ora in edicola. Gran parte dei commenti rivelava che il politico &#8220;insultatore&#8221; non lo aveva letto. Lo ripubblico. &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: left;"><strong>&#8220;Berlusconi ha detto chiaro e tondo </strong>che nel cammino verso le elezioni anticipate – qualora il piano dei “cinque punti” non riceva rapidamente la fiducia del Parlamento – non si farà incantare da nessuno, tanto meno dai “formalismi costituzionali”. Così lo sappiamo dalla sua viva voce: in Italia comanda solo lui, grazie alla “sovranità popolare” che finora lo ha votato. La Costituzione in realtà dice: «La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione». Berlusconi si ferma a metà della frase, il resto non gli interessa, è puro “formalismo”.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-6270"></span></p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6285" title="bERLUSCA cOMUNIONE" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/08/bERLUSCA-cOMUNIONE.jpg" alt="bERLUSCA cOMUNIONE" width="300" height="230" /></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Quanti italiani avranno saputo di queste parole?</strong> Fra quelli che le hanno apprese, quanti le avranno approvate, quanti le avranno criticate, a quanti non sono importate nulla, alle prese come sono con ben altri problemi? Forse una risposta verrà dalle prossime elezioni, se si faranno presto e comunque, come sostiene Umberto Bossi (con la Lega che spera di conseguire il primato nel Nord e, di conseguenza, il solo potere concreto che conta oggi in Italia). Ma più probabilmente non lo sapremo mai.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>La situazione politica italiana è assolutamente unica in tutte le attuali democrazie</strong>, in Paesi dove – almeno da Machiavelli in poi – la questione del potere, attraverso cento passaggi teorici e pratici, è stata trattata in modo che si arrivasse a sistemi bilanciati, in cui nessun potere può arrogarsi il diritto di fare quello che vuole, avendo per di più in mano la grande maggioranza dei mezzi di comunicazione.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Uno dei temi trattati in queste settimane dagli opinionisti è che cosa ci si aspetta dal mondo cattolico</strong>, invitato da Gian Enrico Rusconi su <em>La Stampa</em> a fare autocritica. Su che cosa, in particolare? La discesa in campo di Berlusconi ha avuto come risultato quello che nessun politico nel mezzo secolo precedente aveva mai sperato: di spaccare in due il voto cattolico (o, per meglio dire, il voto democristiano). Quale delle due metà deve fare “autocritica”: quella che ha scelto il Cavaliere, o quella che si è divisa fra il Centro e la Sinistra, piena di magoni sui temi “non negoziabili” sui quali la Chiesa insiste in questi anni?</p>
<p style="text-align: left;"><strong>A proposito. Ivan Illich, famoso sacerdote, teologo e sociologo critico della modernità</strong>, distingueva fra la <em>vie substantive</em> (cioè quella che riassume il concetto di “vita” mettendo insieme, come è giusto, e come risponde all’etica cristiana, tutti i momenti di un’esistenza umana, dalla fase embrionale a quella della morte naturale) e ogni altro aspetto della vita personale o comunitaria, a cui un sistema sociale e politico deve provvedere.<br />
Il berlusconismo sembra averne fatto una regola: se promette alla Chiesa di appassionarsi (soprattutto con i suoi atei-devoti) all’embrione e a tutto il resto, con la vita quotidiana degli altri non ha esitazioni: il <strong>“metodo Boffo”</strong> (chi dissente va distrutto) è fatto apposta&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;"><em><strong>di Beppe Del Colle</strong></em></p>
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		<title>COM&#8217;E&#8217; INCIVILE LA NOSTRA SOCIETA&#8217; CIVILE</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 10:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scritto spesso che cercare di spiegare l&#8217;Italia analizzando il &#8220;fenomeno Berlusconi&#8221; (che è poi quanto fa, con i risultati che sappiamo, una buona parte della sinistra) dà luogo a un clamoroso errore di prospettiva. Mentre sarebbe assai più utile provare ad analizzare gli italiani per spiegare, di conseguenza, il &#8220;fenomeno Berlusconi&#8221;. La cosa mi sembra vieppiù evidente ora che <a href="http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=412276" target="_blank"><strong>la Chiesa italiana denuncia l&#8217;assenza di una vera classe dirigente</strong></a> e osservatori autorevoli (vedi l&#8217;editoriale di <a href="http://www.famigliacristiana.it/Informazione/News/articolo/la-morale-fai-da-te.aspx" target="_blank"><em>Famiglia Cristiana</em></a> che ha destato tanto clamore)  sollevano addirittura lo spettro di una nuova &#8220;questione morale&#8221;.</p>
<p><span id="more-5918"></span></p>
<div id="attachment_5928" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-5928" title="RockyHorrorPictureShow" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/08/RockyHorrorPictureShow.jpg" alt="Un'immagine del film &quot;The Rocky Horror Picture Show&quot;." width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Un&#39;immagine del film &quot;The Rocky Horror Picture Show&quot;.</p></div>
<p>Secondo me, i due discorsi si integrano e si completano. Perché se di questo vogliamo discutere, dobbiamo uscire dalla logica del <strong>&#8220;Berlusconi grande corruttore&#8221;</strong> per entrare, invece, in quella più ampia e significativa  del totale fallimento di quella rivincita della <strong>&#8220;società civile&#8221;</strong> invocata a rimedio dei mali della politica dopo i disastri di Tangentopoli. Diamo un&#8217;occhiata ai curriculum dei politici oggi più discussi: banchieri, funzionari pubblici, imprenditori, professionisti, docenti universitari. La società civile, appunto, più che disposta a comportarsi da incivile quando si presenta l&#8217;occasione. <strong>Dirò di più: se una società civile ha più o meno funzionato, è quella rappresentata dalla Lega Nord: non a caso composta quasi sempre da piccoli borghesi</strong>, quando non da personaggi (vedi alcuni dei leader) d&#8217;incerta formazione e vocazione professionale<strong>. </strong>Di quel movimento di massa, che peraltro replica le tradizionali abitudini della borghesia italiana (compreso il mito dell&#8217;uomo forte, alla cui ombra proseguire con traffici e affari), <strong>Berlusconi è il prodotto, non la causa.</strong> Anche lui, nei pregi e nei difetti, esponente di quella &#8220;società civile&#8221; che avrebbe dovuto riscattare il Paese.</p>
<p>La Chiesa, che lamenta l&#8217;assenza di una classe dirigente (ma appunto, nella specie di una vera società civile: &#8220;Quando parlo di classe dirigente parlo non solo della politica ma anche di tutti quei soggetti, imprenditori, associazionismo&#8230;&#8221;, dice Edoardo Patriarca)<span id="content2" style="color: #282828; text-align: justify; font-size: 12px;"><em></em></span>, deve in proposito considerare un almeno parziale <em>mea culpa</em>. Come fanno certi politici cattolici a parlare delle &#8220;famiglie di fatto&#8221; come di una disgrazia nazionale, acconciandosi poi senza problemi alla <em>leadership </em>di chi è andato ben oltre ogni &#8220;dico&#8221; e ogni &#8220;pacs&#8221;? Di chi, dall&#8217;alto dei mezzi di comunicazione che possiede, <strong>propaganda stili e modelli di vita che nulla hanno a che fare con la dottrina (anche sociale) della Chiesa cattolica?</strong> Messi di fronte al conflitto tra &#8220;politica&#8221; e &#8220;ideale&#8221;, molti da sinistra se ne sono andati, <strong>dalla Binetti a Rutelli</strong>. Da destra nessuno. Perché? L&#8217;idea generale, secondo alcuni, è stata questa: magari ci turiamo il naso ma portiamo a casa provvedimenti vantaggiosi per la Chiesa e per la società italiana. Davvero è andata così? Davvero le chiese sono più affollate di prima? Diamo un&#8217;occhiata ai test sulla conoscenza del Vangelo, o alle statistiche sulla pratica dei sacramenti <strong>(in Piemonte, per esempio, il 60% dei ragazzi non arriva alla Cresima)</strong>, e poi vediamo se quella speculazione ha dato i frutti sperati.</p>
<p>L&#8217;eventuale &#8220;questione morale&#8221; dei vertici si può affrontare, dunque, solo partendo dalla base. E qui davvero la Chiesa può fare molto, a livello di ricostruzione delle anime e dei comportamenti, e di un migliore coordinamento tra le une e gli altri. Mi rende ottimista la pacata intransigenza di papa Ratzinger.</p>
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		<title>126 MILA CLANDESTINI IN PIU&#8217;: GRAZIE LEGA</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 21:21:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una volta Silvio Berlusconi era considerato il &#8220;Grande Comunicatore&#8221; per antonomasia. A ben vedere, però, se c&#8217;è un&#8217;azienda specializzata nella vendita di fumo (almeno a livello nazionale, perché a livello locale le referenze sono migliori) questa è la Lega Nord. Com&#8217;è che nessuno parla più delle famose ronde? La ragione è semplice: un Paese normale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta Silvio Berlusconi era considerato il &#8220;Grande Comunicatore&#8221; per antonomasia. A ben vedere, però, se c&#8217;è un&#8217;azienda specializzata nella vendita di fumo (almeno a livello nazionale, perché a livello locale le referenze sono migliori) questa è la Lega Nord. Com&#8217;è che nessuno parla più delle famose ronde? La ragione è semplice: un Paese normale (non si dice civile) dovrebbe vergognarsi per aver discusso per mesi di una tale sesquipedale scempiaggine. E <strong>dovrebbero vergognarsi almeno un poco gli italiani</strong> che, con un trend della criminalità in discesa da anni, si sono fatti attirare in un dibattito così volgare e fasullo, raccontandosi di essere pronti a pattugliare le città senza avere la minima intenzione di farlo.</p>
<p><span id="more-5323"></span><strong></strong></p>
<div id="attachment_5331" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-5331" title="migranti" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/06/migranti.jpg" alt="Migranti intercettati in mare e &quot;respinti&quot; verso la Libia." width="300" height="216" /><p class="wp-caption-text">Migranti intercettati in mare e &quot;respinti&quot; verso la Libia.</p></div>
<p><strong>L&#8217;altra bufala è quella del federalismo fiscale</strong> che, così com&#8217;è presentato, è poco più di una parola d&#8217;ordine, uno slogan. E infatti si è arrivati alla farsa dell&#8217;istituzione di un ministero per controllare l&#8217;applicazione del federalismo, come se non fosse il Governo (di cui quello stesso ministro è parte) a doverlo applicare. Di questo presunto federalismo non si hanno preventivi né progetti con cifre e dati. <strong>L&#8217;unica cosa che si sa per certa è questa: se sarà &#8220;solidale&#8221; le regioni del Nord continueranno a pagare anche per quelle del Sud</strong>; se sarà &#8220;secco&#8221;, cioè non solidale, le regioni del Sud (e alcune del Nord) dovranno semplicemente chiudere bottega, a cominciare dagli ospedali. E&#8217; immaginabile una cosa simile? E&#8217; immaginabile senza la secessione, che a quel punto potrebbe anche essere quella del Sud?</p>
<p><strong>Dove però siamo proprio alla truffa politica è sulle politiche dell&#8217;immigrazione</strong>. Un anno fa giusto giusto veniva varato il &#8220;pacchetto sicurezza&#8221; e per un anno non c&#8217;è stato Tg che non abbia vantato i grandi successi della politica dei respingimenti. che si permetteva di dubitare (tra gli altri, noi di <em>Famiglia Cristiana</em>) si pigliava, nei migliore dei casi, l&#8217;epiteto di &#8220;buonista&#8221;. Bene, un anno dopo che cosa salta fuori? <strong>Che gli sbarchi sono calati motissimo (da 150 mila a 50 mila) ma il numero dei clandestini sul territorio italiano è cresciuto moltissimo: 126 mila in più</strong> (i dati sono del mensile <a href="http://www.caritasitaliana.it" target="_blank">ItaliaCaritas</a>). Una bella botta percentuale, visto che gli irregolari sono in totale 544 mila, pari al 10,7% di tutti gli immigrati (a loro volta, 5 milioni e 101 mila in totale).</p>
<p><strong>Il che significa, in parole semplici, che le famose norme anti-clandestini sono una bufala inefficiente</strong>, come peraltro è nella tradizione della Lega, visto il tonfo clamoroso della famosa legge Bossi-Fini, la più clamorosa sanatoria (250 mila immigrati) nella storia della Repubblica e la più fragile delle barriere contro la clandestinità. D&#8217;altra parte chiunque si fosse minimamente occupato di fussi migratori sapeva che <strong>dagli sbarchi sulle coste meridionali arrivava solo il 10% dell&#8217;immigrazione (clandestina e non)</strong>, mentre il grosso sceglieva strade assai più semplici: visto turistio, pullman o aereo o treno e poi, scaduto il visto, appunto la clandestinità. Erano entrate così in Italia dall&#8217;Ucraina o dalla Moldavia le badanti e le colf di molte famiglie di nostra conoscenza, ignote invece al ministro Maroni.</p>
<p><strong>Il nostro Paese, un tempo più civile, ha invece scelto poche migliaia di africani per farne un capro espiatorio,</strong> un esempio questo sì da &#8220;gogna mediatica&#8221;, e ha riempito di armi, quattrini e favori il buon Gheddafi perché possa farli sparire nelle sue galere e soddisfare così lo spirito razzista che alberga in ogni popolo e l&#8217;istinto forcaiolo che la Lega così tanto si preoccupa di aizzare.</p>
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		<title>LEGGERE LA BIBBIA A SCUOLA? SI&#8217;, MA&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 18:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, ha scritto per &#8220;La Stampa&#8221; un lungo e acuto articolo per commentare &#8211; favorevolmente &#8211; il protocollo d&#8217;intesa firmato dal ministero dell&#8217;Istruzione e dall&#8217;associazione Biblia per diffondere la lettura delle Bibbia nelle scuole. O meglio, per dirla con Bianchi, &#8220;per creare uno spazio per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, ha scritto per &#8220;La Stampa&#8221; un lungo e acuto articolo per commentare &#8211; favorevolmente &#8211; il protocollo d&#8217;intesa firmato dal ministero dell&#8217;Istruzione e dall&#8217;associazione <a href="http://www.biblia.org" target="_blank">Biblia </a>per diffondere la lettura delle Bibbia nelle scuole. O meglio, per dirla con Bianchi, &#8220;per creare uno spazio per la conoscenza della Bibbia all&#8217;interno delle diverse materie o nei vari percorsi interdisciplinari&#8221;.</p>
<p><span id="more-5265"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5278" title="bibbiasito" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/06/bibbiasito.jpg" alt="bibbiasito" width="300" height="300" /></p>
<p><strong>E&#8217; un progetto di cui si parla e si discute da anni</strong> e che finalmente fa un concreto passo avanti. Nel tempo se ne sono entusiasmati in molti, anche grossi nomi della cultura laica come <strong>Umberto Eco e Claudio Magris</strong>. Anche a <a href="http://www.famigliacristiana.it" target="_blank">Famiglia Cristiana</a> abbiamo pubblicato interventi in questo senso e pure il sottoscritto ha sempre pensato che sarebbe stata una buona idea.</p>
<p><strong>Dico di me solo perché negli ultimi tempi mi è venuto qualche dubbio.</strong> Non sull&#8217;eventuale contributo di Biblia, ovviamente, e nemmeno sulle ragioni del progetto. Chi può dar torto a Bianchi quando ricorda che <strong>la Bibbia ha &#8220;plasmato l&#8217;orizzonte simbolico e culturale di</strong></p>
<div id="attachment_5282" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><strong><strong><img class="size-thumbnail wp-image-5282" title="bianchi1_394_l" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/06/bianchi1_394_l-150x150.jpg" alt="Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose." width="150" height="150" /></strong></strong><p class="wp-caption-text">Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose.</p></div>
<p><strong>generazioni</strong> di uomini e donne nate e cresciute in una società che non poteva non dirsi cristiana&#8221;? E che non è possibile immaginare dialogo e convivenza se non siamo in grado di spiegare &#8220;i testi e i meccanismi che nel corso dei secoli hanno originato usi e costumi&#8221; del nostro mondo?</p>
<p>Però&#8230; <strong>L&#8217;intesa appena firmata vuole &#8220;offrire chiavi di lettura e interpretazione interdisciplinare della Bibbia&#8221;</strong> da molti punti di vista: <strong>storico, artistico, filosofico, etico, giuridico e letterario</strong>. Si tratterebbe, insomma, di leggere la <em>Bibbia</em> come ora leggiamo l&#8217;<em>Odissea</em>, l&#8217;<em>Iliade</em> o la <em>Divina Commedia</em>. Ecco perché, nella lista dei punti di vista, manca &#8220;religioso&#8221;: una lettura religiosa significherebbe, se non ho capito male l&#8217;articolo di Bianchi, &#8220;interferire con l&#8217;insegnamento religioso confessionale&#8221;.</p>
<p><strong>Ed è qui  che mi trovo in qualche disagio. Si può leggere la Bibbia in modo non religioso?</strong> Si può prenderla &#8220;solo&#8221; come il sostrato culturale della nostra civiltà? Ho qualche dubbio. C&#8217;è una bella differenza tra credere che <strong>Dio scelse un popolo e lo guidò per infinite peregrinazioni alla Terra Promessa</strong> e pensare che degli ottimi scrittori ebrei dell&#8217;antichità immaginarono questa meravigliosa autocelebrazione del proprio popolo. C&#8217;è un&#8217;enorme differenza, oggi, tra il Pelide Achille e Mosè. Avremo domani anche un Pelide Mosè?</p>
<p><strong>E poi, chi e come sceglierà i brani della Bibbia da leggere?</strong> Perché è inevitabile, si andrà all&#8217;antologia. E dunque ci terremo i Salmi e lasceremo perdere certe stragi di donne e bambini? E i <strong>Keatiti, i Ghersoniti e i Merariti </strong>del libro dei Numeri, a chi interesseranno? Non sarà un po&#8217; troppo facile &#8220;depurare&#8221; la Bibbia delle parti che mettono a disagio (disagio fecondo, creativo, intendo) anche i fedeli, o di quelle che annoiano anche gli studiosi?</p>
<p><strong>Ultimo ma non ultimo: l&#8217;Italia non è solo un Paese cristiano, è un Paese cattolico. </strong>E se pure Gesù disse di non essere venuto per cambiare neppure una virgola delle Scritture, è pur vero che riconoscere il Vangelo o non riconoscerlo fa una certa differenza. <strong>Credere che Gesù sia il Figlio di Dio venuto in Terra è una cosa, credere che il Messia debba ancora arrivare (come fanno gli ebrei) è un&#8217;altra.</strong> Amare il prossimo nostro come noi stessi è una cosa, sterminare gli altri perché non sono stati scelti da Dio è un&#8217;altra. Questo anche per dire che Gesù è venuto più di duemila anni fa e qualche effetto sulla formazione della nostra cultura e della nostra civiltà l&#8217;ha pure avuto. <strong>Che cosa saremmo, oggi, in Europa e in Occidente, senza il messaggio d&#8217;amore universale del cattolicesimo?</strong> Forse migliori. Ma perché non ipotizzare che, forse, saremmo peggiori? Si potrà dirlo o sarà una ricaduta nel discorso religioso?</p>
<p><strong>Ecco perché mi piace l&#8217;idea della Bibbia letta nelle classi e perché,  nello stesso tempo, ne diffido un po&#8217;. </strong>Ecco<strong> </strong>perché pensare a re Davide come a una riedizione desertica di Ulisse mi lascia un poco perplesso.</p>
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		<title>MILANO, IL DUOMO E LA &#8220;FESTA POPOLARE&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 20:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ma guarda un po’, questi sacerdoti della Curia di Milano. Si sono permessi di dire che la festa dei tifosi dell’Inter in piazza Duomo “non è stata rispettosa del luogo santo in cui si svolgeva”. E tutto per qualche quintale di bottiglie e lattine, un po’ di falò, i bivacchi, i cori da stadio e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma guarda un po’, questi sacerdoti della Curia di Milano. Si sono permessi di dire che la festa dei tifosi dell’Inter in piazza Duomo “non è stata rispettosa del luogo santo in cui si svolgeva”. E tutto per qualche quintale di bottiglie e lattine, un po’ di falò, i bivacchi, i cori da stadio e le urla fino al mattino. Il sindaco <strong>Letizia Moratti</strong> ha dovuto rimetterli al loro posto: “Piazza Duomo è dei cittadini milanesi… sabato sera c’è stata una grande festa popolare”.</p>
<p><span id="more-5023"></span></p>
<div id="attachment_5025" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-5025" title="InterDuomo" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/06/InterDuomo.jpg" alt="Un momento dei festeggiamenti dei tifosi dell'Inter davanti al Duomo di Milano." width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Un momento dei festeggiamenti notturni dei tifosi dell&#39;Inter davanti al Duomo di Milano.</p></div>
<p><strong>Urge che l’ufficio stampa del Comune di Milano</strong> faccia fare al sindaco un giro su Youtube, per vedere i filmati della “grande festa popolare”, e magari le stampi qualche poster dalle infinite photogallery che circolano nei siti internet. In seguito, si potrà magari spiegare alla signora che c’è una certa differenza tra piazza Duomo (che si chiama così perché ospita… il Duomo, indovinato) e una qualunque distesa di asfalto della periferia.</p>
<div id="attachment_5030" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-5030" title="falo" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/06/falo.JPG" alt="Un altro bel momento dei festeggiamenti in piazza Duomo." width="300" height="233" /><p class="wp-caption-text">Un altro bel momento dei festeggiamenti al Duomo.</p></div>
<p><strong>La Moratti dice “milanesi” (anzi: <em>milaneesi</em>) come Santoro dice “gente” (anzi: <em>ggente</em>)</strong>. Non sono concetti geografici ma categorie dello spirito che alla fin fine si riducono a questo: i nostri, possibilmente i miei. Perché in piazza Duomo sono successe tante cose negli anni e quelle vecchie pietre ne hanno viste a bizzeffe. Nel gennaio del 2009, per esempio, al termine di un corteo contro la guerra di Gaza durante il quale furono anche bruciate le bandiere d’Israele, <strong>un paio di centinaia di musulmani entrò in piazza Duomo e si mise a pregare</strong>. Nessun falò, nessun bivacco, men che meno vetri rotti. Solo schiene piegate in preghiera. Allora illustri esponenti della giunta dissero cose come “piazza Duomo è stata violentata”, che non si poteva accettare quella “occupazione islamica” di un luogo tanto simbolico.</p>
<div id="attachment_5032" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-5032" title="MusulmaniDuomo" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/06/MusulmaniDuomo.jpeg" alt="Questa, invece, l'immagine dei musulmani in preghiera in piazza Duomo." width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Questa, invece, l&#39;immagine dei musulmani in preghiera in piazza Duomo nel gennaio 2009.</p></div>
<p><strong>Ne risulta che in piazza Duomo si può insultare la Juve o il Milan ma non pregare?</strong> Che accendere un fuoco è far festa e inginocchiarsi uno scandalo? Che Mourinho è più potente di Allah? Potenza dei simboli. Anzi: dei simboli <em>milaneesi</em>.</p>
<p>Pubblicato su <a href="http://www.famigliacristiana.it" target="_blank">Famiglia Cristiana</a> n.24/2010</p>
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		<title>RENZO ARBORE: L&#8217;ITALIA, SECONDO ME&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 20:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Famiglia Cristiana]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho intervistato di recente, per Famiglia Cristiana, uno degli uomini di spettacolo più noti d&#8217;Italia e uno degli italiani più noti all&#8217;estero: Renzo Arbore. Persona squisita, artista arguto. Ecco il nostro colloquio. “A Torino, poi, è una specie di prodigio: facciamo l’esaurito appena i biglietti sono in vendita e l’altra sera c’era tutto il teatro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho intervistato di recente, per Famiglia Cristiana, uno degli uomini di spettacolo più noti d&#8217;Italia e uno degli italiani più noti all&#8217;estero: Renzo Arbore. Persona squisita, artista arguto. Ecco il nostro colloquio.</p>
<p><span id="more-4624"></span></p>
<div id="attachment_4628" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-4628" title="arbore1" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/04/arbore1.jpg" alt="Renzo Arbore." width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Renzo Arbore.</p></div>
<p>“A Torino, poi, è una specie di prodigio: facciamo l’esaurito appena i biglietti sono in vendita e l’altra sera c’era tutto il teatro a cantare in coro <em>Reginella</em>, e non erano certo i “terroni””. Valeva la pena di beccarlo al volo tra un concerto e l’altro, lui, <strong>Renzo Arbore</strong>, il personaggio più trasversale che c’è: popolare e intellettuale, per grandi e piccini, alla radio e in tv, tra jazz e canzone napoletana, al computer e al mandolino. E poi a Sud come a Nord, tanto che appunto gli chiedevo dei concerti dell’Orchestra Italiana a Torino e Bologna e Milano (2.300 posti venduti agli Arcimboldi) e se non facesse un po’ paura persino a lui, italiano ad alto gradimento, presentarsi in Padania con la cultura del Meridione.</p>
<p>“Paura non abbiamo”, dice Arbore con una risata e snocciolando gli avamposti nordisti (Lecco, Novara, Asti…) coi teatri per lui pieni. “C’è sempre, ovunque, un pubblico che cerca le cose belle. E c’è una cosa che persino i napoletani hanno a lungo sottovalutato: la bellezza melodica delle loro canzoni, che sono ormai un patrimonio culturale di tutti. Sono nel Dna nostro e in quello di tantissimi stranieri”.</p>
<p>-      <strong>L’Orchestra italiana è stata fondata nel 1991. Forza Italia, il partito, nel 1994. Ciampi, il presidente della Repubblica che ha rivalutato il tricolore e l’inno, entrò in carica nel 1999. Arbore, si sente un precursore?</strong></p>
<p>“Nei primi anni Ottanta io feci un programma intitolato “Telepatria International”, che era tutto uno sventolio di tricolori e aveva per la prima volta un pubblico di militari, grazie all’autorizzazione del ministro della Difesa Lagorio. In quel periodo l’Italia la chiamavamo “il nostro Paese” per non dire “patria”…”.</p>
<p>-      <strong>Patria sembrava un po’ di destra.</strong></p>
<p>“Sì, era così, chissà perché. Manco si faceva più la sfilata del 2 giugno… Poi, nel 1991, quando fondai l’Orchestra, era già più facile. Sono partito da Napoli, c’era Ciampi con il G7, la città che veniva ancora una volta ripulita dopo un periodo terribile. Infatti il primo disco s’intitolò “Napoli punto e a capo””.</p>
<p>-      <strong>Quindi lei non solo ammette ma rivendica.</strong></p>
<p>“Sono patriota e rivendico. E visto che mi provoca, le dirò che il Presidente della Repubblica Napolitano ha scelto l’Orchestra Italiana per festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia. Ci lusinga moltissimo, vogliamo portare in giro un’immagine classica ma anche elegante del nostro Paese”.</p>
<p>-      <strong>Ha fatto tanti concerti all’estero anche per le comunità italiane. Qui da noi c’era un ministero per loro e non c’è più, è uscito qualche scandalo, abbiamo scoperto di conoscerli poco.</strong></p>
<p>“Per questioni d’età, ahimé, ho visto salpare gli ultimi bastimenti da Napoli e ho avuto qualche compagno, da bambino, partito con i genitori per i “Paesi assai lontani”. E penso che l’Italia ha fatto un torto a questa gente: erano i più poveri, sono stati costretti ad andarsene, non abbiamo mai riconosciuto il peso delle sofferenze che hanno affrontato e i contributi decisivi che hanno dato alla cultura nostra e di altri Paesi. E’ una ferita ancora da sanare”.</p>
<p>-      <strong>Ma nel contatto con loro che cosa la sorprende di più?</strong></p>
<p>“Hanno un amore sviscerato per le origini. Ma poi chiedi: torneresti in Italia? E la risposta è quasi sempre no”.</p>
<p>-      <strong>Perché, secondo lei?</strong></p>
<p>“Mah… Si sono abituati a Paesi in cui la vita è più… precisa”.</p>
<p>-      <strong>Lei è stato ed è testimonial di iniziative benefiche. Ma noi italiani siamo buoni come ci piace pensare? Dai giornali e dai Tg esce un Paese anche aggressivo, spesso violento.</strong></p>
<p>“Ci sono due tipi italiani, secondo me. Il mondo del volontariato, che conosco attraverso la Lega del filo d’oro e altre organizzazioni, conferma che noi italiani abbiamo il senso della solidarietà verso chi non è fortunato. Ma c’è anche un altro italiano, un tipo un poco ineducato, anche a causa della Tv. Va detto che la Tv può non essere educativa, perché deve divertire, informare, consolare, ma non dovrebbe essere diseducativa, perché è un mezzo che arriva nelle case, mentre per vedere un film violento al cinema devi essere tu a muoverti e pagare il biglietto. La Tv deve avere certi codici che purtroppo non sono ancora stati istituiti. Nulla di illiberale, basta non far credere alla gente che il successo nella vita si ottiene alzando la voce, mettendo in piazza il privato, trasgredendo in modo squallido. Anche l’abitudine alla violenza è pericolosa, contribuisce a far succedere quello che leggiamo sui giornali. Vent’anni fa, se vedevo una testa mozzata, non dormivo per due notti. Ora ci siamo tutti abituati a ben altro”.</p>
<p>-      <strong>Però questo altro, direbbe qualcuno, fa audience, fa consenso.</strong></p>
<p>“Sono un artista, non posso accettare che i numeri siano l’unico criterio, che sia bello ciò che vende di più. I numeri servono al commercio, alla pubblicità, a molte utili cose ma non possono dettare il senso della nostra vita. Altrimenti è più bravo Pupo di Ray Charles”.</p>
<p>-      <strong>Lei ha fatto programmi di musica come “Doc”. Come li vede i talent show di oggi?</strong></p>
<p>“In verità non male. Perché prima dei <em>talent show</em> c’erano i <em>no talent show</em>, cioè programmi in cui certe signorine diventavano famose non facendo nulla o mostrandosi intraprendenti e loquaci. Chi aveva talento musicale non aveva ribalte, escluso forse Sanremo Giovani, ma per arrivarci ce ne voleva. A Umbria Jazz, di cui sono presidente, abbiamo preso un gruppo, i Cluster, di cui abbiamo scoperto l’esistenza grazie a X Factor”.</p>
<p>-      <strong>Una delle sue canzoni s’intitola Pecché nun ce ne jammo in America? Ecco, perché?</strong></p>
<p>“Io sono sempre stato innamorato dell’America. Ma l’Italia è un tale concentrato di bellezze naturali e culturali che bisognerebbe far pagare il biglietto per entrarci. E forse anche per viverci. Purtroppo accanto a questo, e ai talenti di tanti, abbiamo un assetto politico e sociale non molto…”</p>
<p>-      <strong>Preciso?</strong></p>
<p>“Ecco, si: non molto preciso”.</p>
<p>Pubblicato su <em><strong>Famiglia Cristiana</strong></em> n.16/2010</p>
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		<title>PEDOFILIA: E&#8217; RATZINGER IL CORAGGIOSO</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Apr 2010 18:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
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		<description><![CDATA[Per natura, formazione e congenita ingenuità, ho sempre fatto fatica a credere ai complotti. Men che meno a quelli internazionali, con Stati, organismi, gruppi e individui che conducono azioni coordinate per il raggiungimento di un unico scopo. Devo però ammettere che anch&#8217;io trovo qualcosa di sospetto nell&#8217;accanimento con cui si cerca di volgere il già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per natura, formazione e congenita ingenuità, ho sempre fatto fatica a credere ai complotti. Men che meno a quelli internazionali, con Stati, organismi, gruppi e individui che conducono azioni coordinate per il raggiungimento di un unico scopo. Devo però ammettere che anch&#8217;io trovo qualcosa di sospetto nell&#8217;accanimento con cui si cerca di volgere il già umiliante &#8220;scandalo pedofilia&#8221; in un atto d&#8217;accusa versa la Chiesa intera e lo stesso Papa.</p>
<p><span id="more-4459"></span><strong> </strong></p>
<div id="attachment_4476" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-4476" title="papa11" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/04/papa11.jpg" alt="Papa Benedetto XVI." width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Papa Benedetto XVI.</p></div>
<p><strong>Che nel gestire la vicenda</strong> ci siano stati fin troppi scivoloni comunicativi lo hanno già fatto notare osservatori assai più qualificati di me, come <strong>John Allen</strong>, vaticanista della Cnn e del <a href="http://ncronline.org/" target="_blank">National Catholic Reporter</a>, e <strong>Vittorio Messori</strong> sulla prima pagina del <a href="http://www.corriere.it/" target="_blank">Corriere della Sera</a> del giorno di Pasqua, quindi possiamo chiuderla lì. Quello che non torna è l&#8217;accanimento che da certe tribune spira nei confronti di Benedetto XVI, e più in generale lo scetticismo con cui molti giudicano la sua azione sullo &#8220;scandalo preti pedofili&#8221;. E non torna perché è chiaro che se c&#8217;è un coraggioso, in questa storia di per sé umiliante, è proprio lui, papa Ratzinger.</p>
<p>Proviamo a mettere in fila qualche fatto.</p>
<ul>
<li>Lo scandalo è esploso durante il papato di Benedetto XVI proprio perché questo Papa lo ha voluto. Nella <a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/letters/2010/documents/hf_ben-xvi_let_20100319_church-ireland_it.html" target="_blank"><em>Lettera pastorale ai cattolici d&#8217;Irlanda</em></a>, inoltre, egli ha parlato assai chiaro: ai preti che si sono macchiati di abusi è garantito il perdono cristiano, il che non li esime dall&#8217;inevitabile processo canonico e penale.</li>
<li>Il Paese in cui lo scandalo è stato con più cura indagato è l&#8217;Irlanda, dove si è messo all&#8217;opera l&#8217;ex premier e attuale ministro della Giustizia, <strong>Bertie Ahern</strong>. Al momento di presentare il proprio rapporto, questi ha tenuto a ringraziare le autorità ecclesiastiche per la collaborazione prestata alle autorità civili. Altrettanto si è vista costretta a fare in Germania <strong>Angela Merkel</strong>, che pure era partita criticando la Chiesa.</li>
<li>Per ripulire il bubbone, il Papa non ha esitato a mettere a subbuglio le conferenze episcopali di mezzo mondo. E&#8217; chiaro, infatti, che sono<strong> le Chiese locali</strong> a portare in prima battuta il peso pratico e concreto degli abusi scoperti, dei pastori rivelatisi lupi, della sfiducia che potrà nascere nei fedeli, delle eventuali cause legali.</li>
<li>La Conferenza episcopale tedesca, che per tante ragioni si presume vicina al cuore del Papa, ha accolto con favore la nomina da parte del Governo tedesco dell&#8217;ex ministra per la Famiglia, <strong>Christine Bergmann</strong>, come delegata
<div id="attachment_4478" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-4478" title="Bergmann C" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/04/Bergmann-C-150x150.jpg" alt="Christine Bergmann." width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Christine Bergmann.</p></div>
<p>indipendente per l&#8217;indagine degli abusi sessuali e, soprattutto, per i contatti con le vittime e le loro famiglie. La Bergmann ha 70 anni, è socialdemocratica, è stata sindaco di Berlino e ministro per la Famiglia nel Governo Schroeder, ha 7 figli. Non pare il tipo malleabile, quello che si fa impressionare da un vescovo o da un cardinale.</li>
<li>L&#8217;operazione verità tocca non solo il clero diocesano ma anche i movimenti. E&#8217; di pochi giorni fa la notizia che i Legionari di Cristo hanno riconosciuto gli abusi commessi dal loro fondatore, <strong>Marcial Maciel Degollado</strong>, morto nel 2008, su alcuni seminaristi.</li>
<li>La sensibilità di papa Ratzinger sulla questione dei preti pedofili non è di oggi. E infatti la <strong>Conferenza episcopale americana</strong>, la prima a essere investita dalle rivelazioni e dalle loro conseguenze, può oggi dire che nel 2009 il numero di denunce per abusi sessuali a carico di religiosi è calato ai minimi storici.</li>
</ul>
<p>Tutto questo non serve per negare il problema, drammatico nella sostanza e nelle dimensioni, e meno ancora per sminuire le sofferenze delle tante, troppe vittime. Non sarebbe la prima volta, però, in cui il Vaticano da &#8220;vittima&#8221; viene fatto passare per &#8220;carnefice&#8221;. Per dirla altrimenti: <strong>Ratzinger è quello che sta cercando di guarire la piaga della pedofilia</strong> mentre c&#8217;è</p>
<div id="attachment_4481" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-4481" title="zega1" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/04/zega11-150x150.jpg" alt="Don Leonardo Zega." width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Don Leonardo Zega.</p></div>
<p>chi lo dipinge come un complice o un debole. E&#8217; possibile che questo Papa un po&#8217; particolare, il teologo chiamato a farsi anche uomo di governo (della Chiesa), lo studioso capace di intuizioni contro corrente sull&#8217;economia e sulla società, dia fastidio a qualcuno? Chissà. Intanto vorrei ricordare un episodio. Nel 1997, <strong>don Leonardo Zega</strong>, direttore di <em>Famiglia Cristiana</em>, in occasione di alcuni episodi di cronaca nera a sfondo famigliare, fece al giornale una copertina con il titolo &#8220;Maledetti pedofili&#8221;. Accanto al titolo, la durissima citazione del Vangelo di Matteo: &#8220;Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui gli fosse appesa al collo una macina e fosse gettato negli abissi del mare&#8221;. Seguirono un sacco di polemiche, quasi tutte tese a dimostrare che don Zega era esagerato e impulsivo. Guarda caso, alcuni dei &#8220;moderati&#8221; di allora sono i &#8220;rigoristi&#8221; di adesso.</p>
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