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	<title>Fulvio Scaglione - Giornalista &#187; Criminalità</title>
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		<title>E IL VESCOVO DISSE: E&#8217; PASQUA, VIA I MAFIOSI</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 19:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[DI GIUSTO TRUGLIA «Chiedo ai pastori di essere più coraggiosi e uniti. A loro voglio proporre un suggerimento pratico di rottura». Così monsignor Luigi Renzo, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, in provincia di Vibo Valentia, si è rivolto ai suoi sacerdoti. Obiettivo: evitare infiltrazioni mafiose nelle processioni. Il tema era già venuto all’onore delle cronache l’anno scorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="FamigliaCristiana_FrontEnd_102438_ctl00_paragraphsReader_repParagraphs_ctl00_pParagrafo">DI GIUSTO TRUGLIA</p>
<p><strong>«Chiedo ai pastori di essere più coraggiosi e uniti.  A loro voglio proporre un suggerimento pratico di rottura»</strong>.<strong> Così monsignor Luigi Renzo, vescovo di  Mileto-Nicotera-Tropea, in provincia di Vibo Valentia, si è rivolto ai suoi sacerdoti. Obiettivo: evitare  infiltrazioni mafiose nelle processioni</strong>. Il tema era già venuto all’onore delle cronache l’anno scorso per la  tradizionale processione pasquale dell’Affruntata a Sant’Onofrio  (Vv),  ch&#8217;era stata rinviata dal vescovo per possibili infiltrazioni mafiose.</p>
<p><span id="more-9605"></span></p>
<table style="background-color: #cc0000; height: 20px;" border="0" cellspacing="5" cellpadding="0" width="30" align="right">
<thead></thead>
<tbody>
<tr>
<td align="left"><a href="http://www.famigliacristiana.it/media/articoli/notifica-renzi.pdf"><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_9612" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><strong><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/affruntata1.jpg"><img class="size-full wp-image-9612" title="affruntata" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/affruntata1.jpg" alt="La processione pasquale dell'Affruntata." width="300" height="225" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">La processione pasquale dell&#39;Affruntata.</p></div>
<p><strong>Ora monsignor Renzo ritorna sull’argomento con una notificazione  <a href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/NOTIFICAZIONE-MONSIGNOR-RENZO.pdf">(CLICCA QUI PER SCARICARE IL DOCUMENTO)</a> e una proposta molto forte</strong>: invita le  confraternite a «rinunciare a certi pretesi privilegi e di mostrarsi più  collaborativi con i Parroci» e chiede di «affidare ai giovani che  frequentano la parrocchia e sono veramente impegnati in un cammino di  fede l’opportunità di portare loro le statue e di renderli protagonisti  anche nell’organizzazione».</p>
<p><strong>Monsignor Renzo conferma la volontà di valorizzare al massimo  «significative tradizoni popolari», come «occasione preziosa per educare  i fedeli</strong>», ma invita soprattutto a rendersi conto del valore  dei gestiE  «a non lasciarsi espropriare di ciò che appartiene alla  ricchezza e al patrimonio religioso del nostro popolo». E insiste: «<strong>Il  Risorto che festeggiamo nell’Affruntata viene incontro a noi vittorioso  sul male per coinvolgerci nel suo progetto di bene e di amore totale,  in vista di una umanità nuova, finalmente libera da ogni fenomeno  moralmente negativo</strong>.</p>
<p>La Pasqua e i suoi riti memoriali, in  particolare, non possono assolutamente convivere con fenomeni di mafia e  mafiosità, di doppiezza di vita e quant’altro, ma gridano senza mezzi  termini che è finito il tempo dell’odio, della violenza, delle vendette,  della disonestà, delle divisioni e</p>
<div id="attachment_9614" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/renzo.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-9614" title="renzo" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/renzo-150x150.jpg" alt="Monsignor Luigi Renzo, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea." width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Monsignor Luigi Renzo, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea.</p></div>
<p>spaccature spesso gravi dentro le  stesse nostre comunità parrocchiali». <strong>C’è il bisogno di  «vigilare perché la valenza di profonda religiosità non sia disturbata  da interferenze estranee» e «non vale la scusa che bisogna accogliere la  pecorella smarrita</strong>».</p>
<p><strong>Le indicazioni prendono spunto da una delle più sentite  manifestazioni religiose «i riti di Pasqua in molte parrocchie della  diocesi culminano con la tradizionale rappresentazione dell’Affruntat</strong>a,  o anche detta ‘Ncrinata, durante la quale viene sceneggiato l’incontro  del Risorto con la Madonna e S. Giovanni Evangelista».</p>
<div><em><strong><span>di Giusto Truglia</span></strong></em></div>
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		<title>AGLI ITALIANI PIACE IL FALSO</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 09:37:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Succede che]]></category>

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		<description><![CDATA[A dispetto dell&#8217;orgoglio per il &#8220;made in Italy&#8221;, gli italiani acquistano spesso e volentieri merce contraffatta. Il dato emerge da un sondaggio realizzato da Adiconsum su un campione di 4 mila persone. Il 91% degli interpellati, infatti, acquista (soprattutto abbigliamento e tecnologia) da ambulanti e bancarelle e il 71% di coloro che non l&#8217;ha mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A dispetto dell&#8217;orgoglio per il &#8220;made in Italy&#8221;, gli italiani acquistano spesso e volentieri merce contraffatta. Il dato emerge da un sondaggio realizzato da<a href="http://www.adiconsum.it/Pages/News.aspx?n=1382" target="_blank"> Adiconsum</a> su un campione di 4 mila persone. <strong>Il 91% degli interpellati, infatti, acquista (soprattutto abbigliamento e tecnologia) da ambulanti e bancarelle </strong>e il 71% di coloro che non l&#8217;ha mai fatto sarebbe comunque disponibile a farlo. La motivazione è soprattutto economica e infatti il 91% degli intervistati ritiene che la riduzione dei prezzi dei beni &#8220;originali&#8221; sarebbe un buon mezzo per contrastare il prospero mercato dei falsi.</p>
<p><span id="more-9360"></span></p>
<div id="attachment_9362" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-9362" title="merci" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/03/merci.jpg" alt="Merci contraffatte dopo un sequestro della guardia di Finanza." width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Merci sequestrate dalla Guardia di Finanza.</p></div>
<p>Colpisce, nell&#8217;indagine Adiconsum, la &#8220;consapevolezza&#8221; degli acquirenti di merci &#8220;taroccate&#8221;. <strong>Il 71% è conscio che il mercato dei falsi danneggia l&#8217;economia nazionale e il 63% ritiene possibile che tali prodotti costituiscano un rischio per la sicurezza o la salute.</strong> &#8220;Le merci contraffatte e falsificate&#8221;, ha detto <strong>Pietro Giordano</strong>, segretario nazionale di Adiconsum, presentando i risultati della ricerca, &#8220;sono ormai da considerarsi attività riconducibili alla criminalità organizzata, che in questa attività troverebbe un comodo mezzo per riciclare fondi provenienti da altre attività illecite come il traffico d&#8217;armi e di droga&#8221;.</p>
<p>Durante il Forum &#8220;Allarme Contraffazione&#8221;, organizzato da Adiconsum con la Provincia di Roma, Giordano ha diffuso altri dati preoccupanti relativi al mercato dei falsi:</p>
<ul>
<li>ogni anno muoiono di malaria 200 mila persone nel mondo, perché curate con farmaci contraffatti</li>
<li>50 mila bambini sono morti per aver ricevuto una vaccinazione anti-meningite contraffatta</li>
<li>il mercato delle merci contraffatte ha finora fatto perdere 100 mila posti di lavoro in Europa</li>
<li>la contraffazione provoca ogni anno, in Italia, 6 miliardi di euro di evasione fiscale.</li>
</ul>
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		<title>ROMA, MILANO. VOLEVATE LE RONDE? ECCOLE</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 21:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Senza tanta retorica, diciamo che finalmente ci sono riusciti. Anni e anni a bombardare le zucche con lo spettro della criminalità (anche se i reati sono in calo costante da dieci anni), a far propaganda alle ronde e alla giustizia fai da te (anche se poi i leghisti stanno a casa al calduccio, mica sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Senza tanta retorica, diciamo che finalmente ci sono riusciti. Anni e anni a bombardare le zucche con lo spettro della criminalità (anche se i reati sono in calo costante da dieci anni), a far propaganda alle ronde e alla giustizia fai da te (anche se poi i leghisti stanno a casa al calduccio, mica sono scemi), a demonizzare la presenza degli immigrati (Alemanno si è fatto la poltrona di sindaco di Roma, con il delitto di un rumeno), a dire che bisogna armare i taxisti, <strong>a mettere i militari in strada, a invocare severità &#8220;senza se e senza ma&#8221;, a evocare le &#8220;doppiette&#8221; e le insurrezioni</strong>. C&#8217;è da stupirsi se poi nei cervelli deboli passa l&#8217;idea che i conti si regolano subito, in strada, a pugni e calci? Qualcuno si meraviglia se poi interi quartieri provano a intimidire i testimoni e a proteggere i violenti assassini?</p>
<p><span id="more-7162"></span></p>
<div id="attachment_7169" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-7169" title="Roma" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/10/Roma.jpg" alt="Il filmato dei carabinieri in cui si vede ALessio Burtone aggredire l'infermiera rumena." width="300" height="188" /><p class="wp-caption-text">Il filmato dei carabinieri in cui si vede Alessio Burtone aggredire l&#39;infermiera rumena.</p></div>
<p>In un Paese normale (serio sarebbe troppo), <strong>quanto è successo a Milano e a Roma in questi giorni farebbe riflettere a fondo.</strong> In Italia, invece, ci sono già gli scopatori sotto il tappeto professionisti, quelli che bisogna contestualizzare, vedere, capire e poi, al più presto dimenticare. A Milano, nella città che più ha esaltato la presenza dei militari accanto alle forze di polizia, nel Comune che per bocca di illustri esponenti ha definito &#8220;una violenza alla città&#8221; l&#8217;irruzione dei musulmani in piazza Duomo per pregare dopo un corteo, <strong>nella metropoli che dice di non poter costruire una moschea per &#8220;ragioni di sicurezza&#8221;</strong> e che caccia le pericolosissime famiglie rom, un intero quartiere per giorni ha protetto un gruppo di picchiatori che forse, se le condizioni di salute del taxista aggredito non miglioreranno, si trasformeranno in omicidi. E non solo: una delle persone civili del quartiere, che aveva testimoniato, ha avuto la macchina bruciata.</p>
<p>Davvero molto sicuro, girare in quel quartiere. Mica come se ci fosse una moschea o una famiglia rom. <strong>E a Roma? Un aspirante pugile di vent&#8217;anni, grande e grosso e non nuovo a episodi di violenza, manda in coma una donna</strong> (apprezzata infermiera ma, purtroppo per lei, rumena) che poi muore. A</p>
<div id="attachment_7172" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-7172" title="Roma1" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/10/Roma1-150x150.jpg" alt="L'aspirante pugile di Roma al momento dell'arresto." width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">L&#39;aspirante pugile di Roma al momento dell&#39;arresto.</p></div>
<p>cadavere ancora caldo gli amici affiggono cartelli invocando la libertà del picchiatore. E quando <strong>finalmente il giovanotto viene portato in carcere</strong> (ve lo vedete, voi, un rumeno che manda in coma un&#8217;italiana e resta agli arresti domiciliari?), insultano i carabinieri e rumoreggiano. Anche qui è già spuntato uno che vuole contestualizzare, un politico che vuole prima esaminare bene i fatti, peraltro già noti a tutti grazie a un filmato diffuso dai carabinieri.</p>
<p>Guardate che qui non si tratta di Governo o Berlusconi ma di una cultura rozza e grossolana che ha preso piede perché il mito politico della nostra epoca, non a caso diventato parola d&#8217;ordine della Lega Nord, è che bisogna essere &#8220;vicini alla gente&#8221;. Purtroppo alla gente viene raccontata ogni giorno una valanga di balle, <strong>dalla criminalità che impazza </strong>(ed è invece vero il contrario) <strong>al pericolo immigrati</strong> (che sono invece una risorsa, come dimostrano le cifre), dai magistrati pelandroni e corrotti (qualcuno ricorda il tormentone &#8220;siamo tutti intercettati&#8221;?) ai &#8220;poteri forti&#8221; che tramano nell&#8217;ombra (come se chi ci governa, tra finanza e televisioni, fosse debole), con una spruzzata di terrorismo islamico quando proprio non si sa più con che cosa spaventarci.</p>
<div id="attachment_7173" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-7173" title="Alessio" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/10/Alessio.jpg" alt="Gli amici di Alessio Burtone invocano la sua liberazione." width="300" height="205" /><p class="wp-caption-text">Gli amici di Burtone invocano la sua liberazione.</p></div>
<p>La gente reagisce come reagiscono le masse: in parte credendo alle balle, in parte capendo sempre meno della realtà generale. Così le sue reazioni sono quelle che sono, spesso irrazionali, viscerali, segnate appunto dalla paura. <strong>E la politica che vuole essere &#8220;vicina alla gente&#8221; finisce per dare ragione a tutto pur di non perdere voti.</strong> E&#8217; il meccanismo che ha ridato fiato e consistenza all&#8217;estrema destra in tutta Europa: genera la paura per approfittarne, senza poi riuscire a controllarla. Noi, in Italia, non abbiamo bisogno dell&#8217;estrema destra, ci pensa la Lega Nord. I picchiatori di Milano e Roma e i loro simpatizzanti sono figli di questo clima e di questa strategia del terrore.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>EUROPOL: LA DROGA VIAGGIA A DUE RUOTE</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Oct 2010 15:39:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>

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		<description><![CDATA[James Dean e Marlon Brando, da lassù, faranno un sorriso nel vedere che l&#8217;ultima emergenza in Europa è l&#8217;aumento delle bande di motociclisti. Ma questi non sono come i bikers dei film, duri col cuore d&#8217;oro. I bikers di oggi  trafficano droga e di armi, praticano l&#8217;estorsione e l&#8217;omicidio e sempre più spesso si spingono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>James Dean e Marlon Brando, da lassù, faranno un sorriso nel vedere che l&#8217;ultima emergenza in Europa è l&#8217;aumento delle bande di motociclisti. Ma questi non sono come i bikers dei film, duri col cuore d&#8217;oro. I <em>bikers</em> di oggi  <strong>trafficano droga e di armi</strong>, praticano l&#8217;estorsione e l&#8217;omicidio e sempre più spesso si spingono nel campo della frode e del riciclaggio, per non parlare del tradizionale sfruttamento della prostituzione.</p>
<p><span id="more-7083"></span></p>
<div id="attachment_7089" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-7089" title="Hells Angels Turchia" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/10/Hells-Angels-Turchia.jpg" alt="Due Hells Angels turchi." width="300" height="244" /><p class="wp-caption-text">Due Hells Angels turchi.</p></div>
<p><a href="http://www.europol.europa.eu" target="_blank">Europol</a>, l&#8217;organismo che si sforza di coordinare il lavoro delle polizie di tutto il continente, sta diramando ripetuti allarmi in proposito. Fonte di particolare preoccupazione sono due fatti nuovi. Il primo è il rapidissimo aumento della presenza di bande criminali di motociclisti in Europa. <strong>Hells Angels</strong>, <strong>Outlaw</strong> e <strong>Bandidos</strong>, le tre bande principali, hanno 731 sezioni (o <em>chapter</em>) in tutto il mondo ma ben 425 nella sola Europa. nel nostro continente l&#8217;aumento è stato quasi frenetico: da 120 sezioni nel 2005 si è arrivati in un lampo alle 425 attuali.</p>
<div id="attachment_7091" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-7091" title="HellsAngelsEuropa" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/10/HellsAngelsEuropa.jpg" alt="Nella tabella Europol: l'incremento delle bande di Hells Angels in Europa rispetto a quello in altre aree." width="300" height="196" /><p class="wp-caption-text">Nella tabella Europol: l&#39;incremento delle bande di Hells Angels in Europa rispetto a quello in altre aree.</p></div>
<p>La ragione del boom sta nel secondo fatto che preoccupa Europol. <strong>Le tre bande principali sembrano sempre più spesso capaci di superare la tradizionale (e sanguinosa) rivalità</strong> per operare di comune accordo. Questo ha accresciuto la loro influenza e ha loro permesso di inserirsi in uno degli affari illegali più lucrosi del mercato criminale europeo: <strong>il traffico e lo smercio di droga che arriva in Europa lungo la cosiddetta &#8220;via dei Balcani&#8221;</strong>, quella che ha il perno nella Turchia.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7093" title="HellsAngels&amp;Bandidos" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/10/HellsAngelsBandidos.jpg" alt="HellsAngels&amp;Bandidos" width="300" height="225" /></p>
<p>La presenza delle bande di motociclisti, infatti, è diventata particolarmente rilevante <strong>(si contano più di 60 bande)</strong> nei Paesi che ruotano intorno a quell&#8217;area, dalla Bulgaria all&#8217;Albania, dalla Macedonia alla Croazia, Paese in cui non a caso Europol ha tenuto di recente un seminario di studi per ufficiali della polizia internazionale. In questi Paesi, inoltre, i <em>bikers </em>stanno mettendo in atto <strong>una vera e astuta strategia di pubbliche relazioni</strong>, con articoli sui giornali e servizi televisivi che servono ad accreditare un&#8217;immagine vecchio stile, appunto hollywoodiana, delle loro attività.</p>
<p>Da segnalare, infine, un fenomeno difficile da notare ma significativo: <strong>molti motociclisti di origine turca stanno lasciando le bande tedesche</strong> in cui prima militavano per &#8220;arruolarsi&#8221; nelle corrispondenti bande turche. Segno evidente di uno spostamento di equilibrii di potere e di interessi economici.</p>
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		</item>
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		<title>EUROPA: GIOVANI COL COLTELLO</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 20:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Succede che]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Organizzazione mondiale della Sanità, in un recente Rapporto dedicato alla prevenzione della violenza giovanile, ha sollevato un velo su una vera tragedia europea relativa ai ragazzi tra i 10 e i 29 anni. Ogni giorno vengono assassinati 40 ragazzi in Europa, per un numero totale di più di 15 mila l&#8217;anno. E per ogni ragazzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Organizzazione mondiale della Sanità, in un recente <a href="http://www.euro.who.int/en/what-we-publish/abstracts/european-report-on-preventing-violence-and-knife-crime-among-young-people" target="_blank">Rapporto</a> dedicato alla prevenzione della violenza giovanile, ha sollevato un velo su una vera tragedia europea relativa ai ragazzi tra i 10 e i 29 anni. <strong>Ogni giorno vengono assassinati 40 ragazzi in Europa, per un numero totale di più di 15 mila l&#8217;anno. E per ogni ragazzo che muore altri 20 vengono feriti.</strong> Per l&#8217;80% gli uccisi sono maschi e 4 delitti su 10 sono commessi con il coltello, anche perché il 12% dei giovani porta regolarmente con sé una lama. Nella fascia d&#8217;età 10-29 anni, la violenza è la terza causa di morte. Ce n&#8217;è anche per l&#8217;Italia: 3 giovani vengono uccisi ogni settimana, 142 l&#8217;anno in media.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7039" title="Gang" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/10/Gang.jpg" alt="Gang" width="300" height="200" /></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>NOSHEEN, LA MAMMA ASSASSINA E NOI</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 18:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Resta sui giornali il caso di Novi (Modena), ed è giusto così. Ma esce dai giornali il caso di Trento, e non è giusto. Novi vuol dire Nosheen, 20 anni, e sua madre Shanaz, 46 anni. La prima è in coma dopo essere stata sprangata da un fratello. La seconda è morta, uccisa da una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Resta sui giornali il caso di Novi (Modena), ed è giusto così. Ma esce dai giornali il caso di Trento, e non è giusto. Novi vuol dire Nosheen, 20 anni, e sua madre Shanaz, 46 anni. La prima è in coma dopo essere stata sprangata da un fratello. La seconda è morta, uccisa da una sassata del martito Butt Ahmad, 53 anni. <strong>Nosheen non voleva sposare il marito scelto dal padre, la tragedia è nata da lì. Trento, invece, vuol dire Francesca Giovannoni, 41 anni</strong>: durante una cena di famiglia ha partorito in bagno, ha ucciso il neonato e poi ne ha fatto sparire il corpo, forse buttandolo nell&#8217;Adige. La Giovannoni fa la maestra d&#8217;asilo.</p>
<p><span id="more-6923"></span><strong></strong></p>
<div id="attachment_6945" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6945" title="PakistanSpose" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/10/PakistanSpose.jpg" alt="Un gruppo di donne pakistane con i tradizionali abiti da sposa." width="300" height="205" /><p class="wp-caption-text">Un gruppo di donne pakistane in abito da sposa.</p></div>
<p><strong>Sapete quanti sono i pakistani in Italia? Quasi 56 mila.</strong> Di quanti omicidi simili avete sentito parlare? Questo di Novi, certo, e poi quello di Hina Saleem a Sarezzo (Brescia), uccisa dal padre nel 2006 perché fidanzata con un ragazzo italiano. Siete al corrente di altri omicidi in famiglie pakistane? Scrivetemi, pubblicherò tutte le vostre notizie. E&#8217; certo che in quella comunità vi sono <strong>molti casi di padri-padroni che passano sotto silenzio, di donne umiliate e sottoposte a violenze fisiche e psicologiche di cui non sappiamo nulla</strong>. E&#8217; anche facile immaginare che non siano solo i padri di Hina e Nasheem a cullarsi nell&#8217;incredibile convinzione che si possa cambiare Paese, cultura e civiltà (addirittura dal Pakistan all&#8217;Italia) senza doversi adattare, senza limare le proprie convinzioni e tradizioni, vivendo in una specie di bolla fuori dal tempo e dallo spazio.</p>
<p>Questo fenomeno riguarda tutti i Paesi a forte immigrazione, l&#8217;Italia come la Germania, la Francia come la Gran Bretagna. Ma sarebbe ingiusto non registrare anche i fenomeni positivi. Per esempio questo: <strong>i matrimoni combinati</strong>, e soprattutto i matrimoni combinati tra ragazze adolescenti e uomini maturi o anziani (<em>com&#8217;era il caso di Nasheen, promessa a un uomo di 56 anni</em>, n.d.r),<strong> sono in drastico calo</strong>. &#8220;In Italia&#8221;, ha detto <strong>l&#8217;avvocato Gian Ettore Gassani</strong>, presidente dell&#8217;<a href="http://www.ami-avvocati.it" target="_blank">Associazione matrimonialisti italiani</a>, &#8220;si è passati da più di mille casi relativi all&#8217;inizio degli anni Novanta (1.562 nel 1993) ai 156 del 2007 (ultimo dato fornito dal <a href="http://www.minori.it" target="_blank">Centro di documentazione dell&#8217;infanzia</a>)&#8221;. Il che vuol dire che la nostra cultura, i nostri costumi comunque fanno presa sugli immigrati.</p>
<p>Non capisco, invece, perché l&#8217;orrenda tragedia di Trento, maturata per di più in un tranquillo contesto borghese italiano e nella mente di una donna che per mestiere lavora con i bambini piccoli, sia stata con tanta rapidità scopata sotto il tappeto della dimenticanza. <strong>Per quanto possa sembrare incredibile, questo è un delitto assai più tipico della nostra società di quello della famiglia di immigrati pakistani.</strong> Secondo i dati Eures, contenuti nel rapporto <a href="http://www.ristretti.it/areestudio/statistiche/omicidi_dom_2005.pdf" target="_blank">Gli omicidi in ambiente domestico in Italia 2005</a>, gli omicidi tra familiari sono stati in quell&#8217;anno 213, pari al 28,7% del totale nazionale. E i &#8220;figlicidi&#8221; come quello di Trento sono stati poco meno del 10% di questi 213, cioè ua ventina di figli ammazzati da uno o entrambi i genitori.</p>
<p>Non si tratta, ovviamente, di dire è meglio questo o è meglio quello. Solo di capire quali sono i meccanismi dell&#8217;informazione e le tare più profonde della nostra vita sociale.</p>
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		<title>VENEZUELA: CHAVEZ HA VINTO MA HA PERSO</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 22:34:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutto il mondo è paese. Quindi anche in Venezuela, appena concluse le operazioni di voto, tutti hanno cantato vittoria. Il presidente Hugo Chavez come i suoi oppositori radunati nella vasta ed eterogenea coalizione chiamata Mud (Mesa de Unitad democratica, ua ventina tra movimenti e partiti). In questo caso, però, hanno ragione entrambi: Chavez ha ottenuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto il mondo è paese. Quindi anche in Venezuela, appena concluse le operazioni di voto, tutti hanno cantato vittoria. Il presidente Hugo Chavez come i suoi oppositori radunati nella vasta ed eterogenea coalizione chiamata Mud (<em>Mesa de Unitad democratica</em>, ua ventina tra movimenti e partiti). In questo caso, però, hanno ragione entrambi: <strong>Chavez ha ottenuto la maggioranza relativa dei seggi (95 su 165)</strong> mentre il maggior numero di voti popolari (52%) è andato al fronte a lui avverso.</p>
<p><span id="more-6794"></span></p>
<div id="attachment_6804" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6804" title="Chavez" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/09/Chavez1.jpg" alt="Hugo Chavez, presidente e capo del Governo del Venezuela." width="300" height="188" /><p class="wp-caption-text">Hugo Chavez, presidente e premier del Venezuela.</p></div>
<p>Un caso abbastanza raro, reso possibile dalle modifiche costituzionali introdotte a gennaio dal Presidente tramite il Parlamento da lui controllato, e i base alle quali gli Stati meno popolosi (dove il governo è più forte) hanno diritto a essere rappresentati quanto quelli più popolosi (dove invece è forte l&#8217;opposizione).</p>
<p><strong>Questa, cioè cambiare le regole a proprio vantaggio, è una prima cosa che Chavez, con l&#8217;esito di questa tornata elettorale, non potrà più fare</strong>, avendo mancato l&#8217;obiettivo fondamentale: ottenere 110 seggi, cioè la maggioranza dei due terzi, per replicare il mandato in bianco già ottenuto nel 2006.</p>
<div id="attachment_6806" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6806" title="VenezuelaYankee" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/09/VenezuelaYankee.jpg" alt="Un murale di propaganda anti-americana nella capitale Caracas." width="300" height="188" /><p class="wp-caption-text">Un murale di propaganda anti-americana a Caracas, capitale del Venezuela.</p></div>
<p>Alla luce del voto è possibile dire che il Presidente, al potere ormai da dieci anni, comincia a essere logorato dalla propria retorica. <strong>Ha promesso la rivoluzione, il riscatto dei poveri, il socialismo realizzato, la lotta alla globalizzazione. Ha realizzato quasi esattamente il contrario. </strong>Il Venezuela vive di petrolio, che da solo rappresenta il 90% delle esportazioni, il 50% degli introiti dello Stato e il 30% del prodotto interno lordo. Un fiume di denaro che ha finanziato innumerevoli programmi sociali ma non ha frenato l&#8217;inflazione (ormai oltre il 30%) né la disoccupazione (oltre l&#8217;8%, ma con quella giovanile al 28%) né la povertà: <strong>oggi il 37,5% della popolazione vive sotto la fatidica soglia dei 2 dollari al giorno</strong>, che nelle statistiche internazionali significano miseria.</p>
<div id="attachment_6808" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6808" title="Venezuelapetrolio" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/09/Venezuelapetrolio.jpg" alt="In blu le riserve di greggio accertate, in arancione la produzione di petrolio di alcuni Paesi dell'America del Nord e del Sud." width="300" height="194" /><p class="wp-caption-text">In blu le riserve di greggio accertate, in arancione la produzione totale di petrolio di alcuni Paesi dell&#39;America del Nord e del Sud.</p></div>
<p>Ma non basta. Il terzomondista Chavez fa affari soprattutto con il più capitalista dei Paesi, <strong>gli Usa, che contano per il 35,18% delle esportazioni e per il 23,66% delle importazioni</strong>. Della globalizzazione, che ha portato a solidi contatti economici con la lontana Cina, il Venezuela sopporta da tempo anche gli aspetti meno positivi. <strong>La cocaina prodotta in Colombia e smerciata in Europa</strong> transita per i porti e gli aeroporti venezuelani, con un incremento esponenziale della criminalità a cui nessuno sembra capace di mettere un freno.</p>
<p><strong>Tutto questo non basta a rendere prossimo un cambio di governo, anche perché l&#8217;opposizione è frammentata</strong> e lo spettro del Mud va dai liberali di centro-destra di <em>Accion Democratica</em> ai neo-comunisti di <em>Bandera Roja</em>, passando per <em>Movimiento al socialismo</em> e una serie di formazioni politiche di ambito regionale. Da oggi, però, Hugo Chavez deve riflettere con maggiore preoccupazione sulle elezioni presidenziali del 2012 che, di fatto, si trasformeranno nell&#8217;ennesimo referendum sulla sua persona e sul suo operato. Il Presidente è un maestro dell&#8217;agitazione e della propaganda, tiene saldamente in mano i cordoni della borsa e ha dalla sua gran parte delle forze armate. <strong>Ha però un nemico sfuggente e silenzioso: gli astenuti. Domenica ha votato il 66,45% dei 17 milioni aventi diritto, cioè quasi il 10% meno che nel 2006.</strong> Che si tratti di &#8220;chavisti delusi&#8221; o di &#8220;oppositori potenziali&#8221;, quelli rimasti a casa sono per lui la vera minaccia.</p>
<p>Pubblicato su <a href="http://www.avvenire.it" target="_blank">Avvenire</a> del 27 settembre 2010.</p>
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		<title>VENEZUELA, LA STRAGE DEI GIOVANI</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 17:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
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		<description><![CDATA[Si vota per rinnovare il Parlamento in Venezuela, il Paese che dal 3 febbraio 1999 è controllato, dominato e governato da Hugo Chavez, presidente della Repubblica e capo del Governo. Tutti sanno che l&#8217;economia del Paese vive di petrolio, che da solo vale il 90% delle esportazioni, il 50% degli introiti fiscali dello Stato e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si vota per rinnovare il Parlamento in Venezuela, il Paese che dal 3 febbraio 1999 è controllato, dominato e governato da Hugo Chavez, presidente della Repubblica e capo del Governo. Tutti sanno che l&#8217;economia del Paese vive di petrolio, che da solo vale il 90% delle esportazioni, il 50% degli introiti fiscali dello Stato e il 30% del Prodotto interno lordo. Non tutti, invece, sanno che <strong>la vita sociale del Paese è ossessionata dalla violenza e dalla criminalità</strong>, che hanno raggiunto livelli forse unici al mondo.</p>
<p><span id="more-6737"></span></p>
<div id="attachment_6750" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6750" title="Venezuelacrimine" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/09/Venezuelacrimine.jpg" alt="Ragazzi in un rancho (baraccopoli) di Caracas." width="300" height="169" /><p class="wp-caption-text">Ragazzi in un rancho (baraccopoli) di Caracas.</p></div>
<p>Per averne una descrizione tanto precisa da essere agghiacciante basta consultare l&#8217;<a href="http://www.observatoriodeviolencia.org.ve/site/" target="_blank">Osservatorio sulla violenza in Venezuela</a>, nato dagli sforzi di alcune università, unica fonte attendibile visto che lo Stato venezuelano ha smesso di fornire statistiche. Nel 2009 sono state uccise addirittura 16.047 persone, alla media di 44 omicidi al giorno. <strong>Tra il 2007 e oggi le vittime sono già 43.792</strong>: per fare un confronto, basta ricordare che in Messico, negli stessi anni, gli scontri tra bande di narcotrafficanti hanno fatto &#8220;solo&#8221; 28 mila morti.</p>
<p>E non basta. <strong>Nel 91% dei casi l&#8217;omicidi0 resta impunito</strong>. In quasi il 90% dei casi, il morto ha un&#8217;età compresa tra i 15 e i 35 anni. Nell&#8217;83% dei casi l&#8217;ucciso è un abitante delle baraccopoli. Gli omicidi, inoltre, non solo l&#8217;unica piaga. Un&#8217;altra, e non meno grave, è quella dei <strong>&#8220;sequestri lampo&#8221;</strong> che quest&#8217;anno, sempre secondo l&#8217;Osservatorio, sono stati già 16 mila. La vittima è costretta a pagare rapidamente e con poco, magari anche solo un prelievo bancomat o l&#8217;automobile.</p>
<p>La cause fondamentali di questa vera strage di giovani poveri sono due. <strong>Da un lato il Venezuela è diventato la base d&#8217;appoggio dei trafficanti di cocaina della Colombia</strong>, e in particolare il centro logistico delle spedizioni dirette verso l&#8217;Europa, dove il consumo di tale droga è in crescita. L&#8217;<a href="http://www.unodc.org/unodc/search.html?q=venezuela+cocaine+europe&amp;site=unodc&amp;btnG=Search&amp;site=unodc&amp;proxyreload=1&amp;sort=date%3AD%3AL%3Ad1&amp;entqr=0&amp;ud=1" target="_blank">Unodc</a> ( l&#8217;Agenzia dell&#8217;Onu per la lotta contro il narcotraffico e il crimine organizzato) ha dedicato diversi studi al ruolo sempre più importante dei porti e degli aeroporti del Venezuela nelle rotte del traffico internazionale. Un ruolo che, ovviamente, ha portato con sé un incremento della violenza.</p>
<p>Ma la gran parte dei crimini sono causati da una situazione sociale sempre più esplosiva, a</p>
<div id="attachment_6752" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-6752" title="Chavez" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/09/Chavez-150x150.jpg" alt="Hugo Chavez, Presidente e Primo ministro del Venezuela." width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Hugo Chavez, Presidente e Primo ministro del Venezuela.</p></div>
<p>cui il regime bolivarista di Chavez non riesce, nonostante le ricchezze portate dal petrolio, a porre rimedio. Stando ai dati ufficiali, la disoccupazione è relativamente bassa, l&#8217;8% circa. Ma è altissima tra i giovani <strong>(il 30% di loro non lavora né studia)</strong> e il 38% della popolazione vive sotto la soglia della povertà. <strong>Enormi le differenze sociali, cresciute proprio negli anni in cui la retorica rivoluzianaria di Chavez ha toccato l&#8217;apice</strong>: il 10% più &#8220;basso&#8221; della popolazione gode dell&#8217;1,7% della ricchezza generale mentre il 10% più &#8220;alto&#8221; si gode il 32,7% della ricchezza collettiva.</p>
<p><strong>Il Presidente-Premier Chavez non ha saputo far nulla, finora.</strong> Unici provvedimenti: la creazione di una polizia speciale (detta &#8220;bolivariana&#8221;, ovviamente) per il controllo della capitale Caracas, e la costituzione di una milizia civile (&#8220;bolivariana&#8221; anche lei) sul genere delle ronde che furono ipotizzate anche da noi. Ma la sensazione è che si tratti di pura retorica, e che lo scopo sia non tanto di mettere sotto controllo il crimine ma, semmai, il crescente dissenso.</p>
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		<title>DETENUTI NUOVI: 4.500. POSTI NUOVI: 1.464.</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 22:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Osapp (Organizzazione sindacale autonoma della Polizia penitenziaria) ha da poco diffuso dati sull&#8217;affollamento carcerario che dovrebbero far riflettere e che invece sono passati nel silenzio dei più. Nell&#8217;ultimo anno nelle carceri sono stati creati 1.464 posti in più ma i detenuti sono aumentati di 4.500 unità, dai 63.631 di fine luglio 2009 ai 68.121 di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Osapp (<a href="http://www.osapp.it" target="_blank">Organizzazione sindacale autonoma della Polizia penitenziaria</a>) ha da poco diffuso dati sull&#8217;affollamento carcerario che dovrebbero far riflettere e che invece sono passati nel silenzio dei più. <strong>Nell&#8217;ultimo anno nelle carceri sono stati creati 1.464 posti in più ma i detenuti sono aumentati di 4.500 unità, dai 63.631 di fine luglio 2009 ai 68.121 di fine luglio 2010. </strong>La capienza massima delle carceri italiane è di 44.327 detenuti, quindi immaginate in quali condizioni si scontano le pene nei nostri penitenziari. Condizione, peraltro, comune all&#8217;intero sistema: rubo i dati all&#8217;ottimo <a href="http://www.avvenire.it/Dossier/Carceri/Index.htm" target="_blank">Dossier Carceri</a> di <em>Avvenire</em> per notare che nelle carceri minorili ci sono 527 detenuti contro una capienza massima di 486 e negli ospedali psichiatrici giudiziari 1.829 &#8220;ricoverati&#8221; su 955 posti.</p>
<p><span id="more-6251"></span></p>
<div id="attachment_6261" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6261" title="Carcere" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/08/Carcere.jpg" alt="Nelle carceri italiane erano rinchiuse, a fine luglio 2010, 68.121 persone, contro una capienza massima di ZXZXXZX." width="300" height="219" /><p class="wp-caption-text">Nelle carceri italiane erano rinchiuse, alla fine di luglio 2010, 68.121 persone. La capienza massima del sistema sarebbe di 44.327 persone.</p></div>
<p><strong>Tra gli altri dati, spicca quello relativo ai detenuti non italiani.</strong> &#8220;Il loro incremento&#8221;, ha detto <strong>Leo Beneduci</strong>, segretario generale dell&#8217;Osapp, &#8220;è stato di 1.174 unità che quindi, tenuto conto dei 3.416 italiani in più, risultano essere solo per il 25% causa dell&#8217;attuale sovraffollamento. <strong>I detenuti stranieri sono oggi 24.675, cioè più del 30% del totale</strong>. Da qui il relativo ottimismo di fronte al dato parziale dell&#8217;ultimo anno. Mentre invece c&#8217;è da cadere nello sconforto nel dover considerare &#8220;positivo&#8221; questo dato: <strong>la percentuale dei detenuti che devono scontare una condanna definitiva &#8220;è passata dal 52,4% (pari a 31.412 persone) al 54% (37.219 persone)&#8221;</strong>. Vuol dire che il 46% di coloro che sono in carcere non è ancora stato condannato in via definitiva, quindi in teoria potrebbe ancora essere considerato non colpevole.</p>
<div id="attachment_6263" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6263" title="don Melesi" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/08/don-Melesi.jpg" alt="Don Luigi Melesi, a sinistra nella foto, durante una presentazione del suo libro sul carcere." width="300" height="217" /><p class="wp-caption-text">Don Luigi Melesi, a sinistra nella foto, durante una presentazione del suo libro sul carcere.</p></div>
<p>A questo proposito9 vorrei pubblicare qui una riflessione di <strong>don Luigi Melesi, </strong>salesiano,     per trent&#8217;anni (1978-2008) cappellano del carcere di San Vittore a Milano, che qualche settimana fa ho raccolto per <em>Famiglia Cristiana</em>. Don Melesi ha da poco pubblicato un libro, intitolato <em>Prete da galera</em> (Edizioni San Paolo) con le memorie della vita in carcere. Ecco il suo pensiero: &#8220;Sono perplesso di fronte a questi ultimi allarmi sulla crisi del sistema <img class="alignright size-thumbnail wp-image-6265" title="images" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/08/images-112x150.jpg" alt="images" width="112" height="150" />carcerario. E non perché la crisi non sia reale ma perché è di così lunga data che non ha molto senso definirla, oggi, una &#8220;emergenza&#8221;. San Vittore, per fare un esempio, era già sovraffollato quando ci entrai io, a fine anni Settanta. In più, non si riesce a capire perché ci siano carceri che scoppiano e altre semivuote, carceri dove ci sono tante guardie e pochi detenuti e altre dove ci sono tanti detenuti e poche guardie. C’è un problema organizzativo. Ma la questione più importante è un&#8217;altra&#8221;.</p>
<p><strong>E quale sarebbe? </strong></p>
<p>&#8220;In Italia tutte le persone che vengono arrestate finiscono in carcere. E sono tante: stando all’Istat, in certi anni si è arrivati al 50% di detenuti che, al processo, sono poi stati giudicati innocenti. Pare impossibile, da noi, avere ciò che altri Paesi, come la Svizzera, hanno da molto tempo: <strong>un precarcere, riservato a coloro che attendono di essere giudicati. </strong>E quindi distinguere tra coloro che sono sospettati di aver commesso un reato e coloro dei quali si sa che l’hanno davvero commesso. Se c’è un’emergenza, in Italia, è questa: troppa gente finisce dietro le sbarre».</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>GLI AFFARI LOMBARDI DELLA &#8216;NDRANGHETA</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 20:44:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
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		<description><![CDATA[Grazie all&#8217;ottimo lavoro del ministero dell&#8217;Interno diretto dal leghista Roberto Maroni e agli oltre 300 arresti effettuati con l&#8217;operazione &#8220;Tenacia&#8221;, abbiamo scoperto che il Nord leghista è pieno di mafiosi. Gente della &#8216;ndrangheta, certo, organizzazione mafiosa originaria della Calabria. Gente che però collaborava con altra gente per mettere le mani sull&#8217;Expo 2015 e fare altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie all&#8217;ottimo lavoro del ministero dell&#8217;Interno diretto dal leghista Roberto Maroni e agli oltre 300 arresti effettuati con l&#8217;operazione &#8220;Tenacia&#8221;, abbiamo scoperto che il Nord leghista è pieno di mafiosi. Gente della &#8216;ndrangheta, certo, organizzazione mafiosa originaria della Calabria. <strong>Gente che però collaborava con altra gente per mettere le mani sull&#8217;Expo 2015</strong> e fare altri lucrosissimi affari sporchi. E questa seconda gente, a giudicare dalle cronache, porta cognomi molto lombardi. Forse celtici.</p>
<p><span id="more-5638"></span></p>
<div id="attachment_5646" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-5646" title="duomo" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/07/duomo.jpg" alt="Il Duomo di Milano." width="300" height="223" /><p class="wp-caption-text">Il Duomo di Milano.</p></div>
<p>Come la vogliamo mettere? <strong>Certo, la Lega Nord non c&#8217;entra nulla</strong>. Anzi, uno dei suoi uomini di punta, Maroni, sta facendo molto contro la criminalità organizzata. Ma vogliamo raccontarci che la &#8216;ndrangheta può lucrare miliardi di euro e <strong>interagire con il sistema degli affari e della politica in Lombardia senza che alcun leghista sia mai sfiorato?</strong> Che nessun leghista riceva mai appoggio dagli &#8220;amici degli amici&#8221;, magari senza saperlo? Ancora: che nessuno di quei leghisti che dicono di &#8220;stare con la gente&#8221;, di &#8220;stare sul territorio&#8221; più di chiunque altro, se ne fosse mai accorto?</p>
<p>I giornali hanno riportato le dichiarazioni di Ilva Boccassini, sostituto procuratore di Milano, nelle quali dice che:</p>
<ol>
<li>ci sono <strong>in Lombardia almeno 500 affiliati</strong> alla &#8216;ndrangheta.</li>
<li><strong>sono state identificate15 filiali dell&#8217;organizzazione</strong> a Milano, Pavia, Bollate, Cormano, Bresso, Limbiate, Solaro, Pioltello, Corsico, Desio, Seregno, Rho, Legnano, Mariano Comense, Erba e Canzo, ma altre sono attive e non ancora scoperte.</li>
<li>la Lombardia è <strong>il territorio in cui la &#8216;ndrangheta ricicla</strong> e investe i capitali accumulati altrove con gli affari criminosi.</li>
</ol>
<p><strong>Dobbiamo davvero credere che in tutti quei bei centri lombardi nessuno sapesse nulla?</strong> Nessuno avesse rapporti con questi signori? Che nessuna azienda lombarda abbia profittato dei capitali freschi di curiosa provenienza? Che nessun politico locale, in questi comuni dominati dalla Lega, abbia mai ricevuto favori?</p>
<p><strong>Tutto questo non per accusare alla cieca un&#8217;intera classe politica, quella leghista, che risulta invece mediamente meno corruttibile di altre</strong>. Ma per dire che il (presunto) secessionismo di Bossi è una fanfaluca anche per questa ragione: dalla criminalità organizzata ci si salva tutti insieme o nessuno. La famosa Padania sarebbe un&#8217;idea perfetta per cadere nelle mani rapaci e capaci della mafia, proprio come lo è stata l&#8217;autonomia della Sicilia.</p>
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