<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Fulvio Scaglione - Giornalista &#187; Bomba atomica</title>
	<atom:link href="http://www.fulvioscaglione.com/category/bomba-atomica/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.fulvioscaglione.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 May 2012 11:15:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>L&#8217;URANIO? LO METTO IN BANCA</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2010/12/27/luranio-lo-metto-in-banca/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2010/12/27/luranio-lo-metto-in-banca/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 22:28:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bomba atomica]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Onu]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=8059</guid>
		<description><![CDATA[Dal 2003, cioè da quando fu chiaro che l&#8217;Iran era riuscito ad avviare una più che discreta attività nucleare, il grande spavento della comunità internazionale ha preso due strade. Da un lato, le pressioni diplomatiche (e le sanzioni, e le minacce) sull&#8217;Iran, oltre alle manovre per stendere intorno al Paese degli ayatollah un &#8220;cordone sanitario&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 2003, cioè da quando fu chiaro che l&#8217;Iran era riuscito ad avviare una più che discreta attività nucleare, il grande spavento della comunità internazionale ha preso due strade. Da un lato, le pressioni diplomatiche (e le sanzioni, e le minacce) sull&#8217;Iran, oltre alle manovre per <strong>stendere intorno al Paese degli ayatollah un &#8220;cordone sanitario&#8221; </strong>teso a soffocare la presunta o reale minaccia in culla. Questo è ciò che abbiamo visto tutti, e che ancora vediamo quasi ogni giorno nei Tg.</p>
<p><span id="more-8059"></span></p>
<div id="attachment_8066" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-8066" title="FuelBank" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/12/FuelBank.jpg" alt="Uranio a basso arricchimento stivato nei contenitori." width="300" height="170" /><p class="wp-caption-text">Uranio a basso arricchimento stivato negli appositi  contenitori ermetici.</p></div>
<p>L&#8217;altro aspetto della reazione è stato assai meno tattico e più strategico, con uno sguardo di lungo periodo. Ed è in gran parte sfuggito all&#8217;amplificazione dei mezzi d&#8217;informazione. La sua prima realizzazione pratica si è avuta pochi giorni fa quando la Russia (attraverso il proprio ente atomico <a href="http://www.rosatom.ru/en" target="_blank">Rosatom</a>) e l&#8217;<a href="http://www.iaea.or.at" target="_blank">Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica</a> hanno inaugurato ad <strong>Angarsk</strong>, in Siberia (nella regione di Irkutsk, a qualche decina di chilometri dal lago Baikal), la prima Banca per l&#8217;uranio a basso arricchimento. L&#8217;iniziativa è la prima del genere ad andare in porto ma le proposte sono una dozzina e almeno un&#8217;altra pare destinata a essere realizzata in tempi relativamente stretti: <strong>una Banca d&#8217;iniziativa americana</strong>, già approvata dal direttivo della stessa Agenzia, finanziata dal Governo Usa, dall&#8217;Unione Europea, dal Kuwait, dalla Norvegia e dagli Emirati Arabi Uniti, oltre che dal <strong>miliardario Warren Buffet</strong>, che metterà di suo 50 milioni di dollari. Questo deposito dovrebbe essere situato a Ust Kamenogorsk, città metalurgica del Kazakstan.</p>
<p>Perché mettere l&#8217;uranio a basso arricchimento in &#8220;banca&#8221;? E che c&#8217;entra questo con l&#8217;Iran? <strong>L&#8217;uranio per usi civili è appunto quello che richiede un basso arricchimento: dal 2 al 4,95%. </strong>Nell&#8217;impianto di Angarsk dovrebbero esserne stivate 120 tonnellate, che basterebbero a &#8220;nutrire&#8221; di elettricità ed energia una città di 12 milioni di abitanti per un anno intero. Il procedimento per arricchirlo, però, è in pratica uguale a quello che serve per ottenere l&#8217;uranio della bomba atomica, che è uranio arricchito al 20%. La facilità di passare dall&#8217;uso civile a quello militare è appunto ciò che rende preoccupante il fatto che a giocare con il nucleare siano gli ayatollah ma anche qualunque altro regime che riesca nell&#8217;impresa (non impossibile, come la Corea del Nord dimostra) di procurarsi la tecnologia necessaria.</p>
<div id="attachment_8072" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-8072" title="Mappa Russia" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/12/Mappa-Russia.jpg" alt="Irkutsk e il lago Baikal: in questa regione della Siberia sorge la città di Argansk." width="300" height="239" /><p class="wp-caption-text">Irkutsk e il lago Baikal: in questa regione della Siberia sorge la città di Argansk.</p></div>
<p>Le banche dell&#8217;uranio&#8221; rispondono proprio a questa preoccupazione intervenendo alla radice. <strong>Perché un Paese pacifico dovrebbe affannarsi a costruire impianti costosi e comunque &#8220;sospetti&#8221; quando le banche dell&#8217;uranio,</strong> poste sotto il controllo dell&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica (quindi, dell&#8217;Onu), potrebbero intervenire per rispondere a qualunque emergenza nelle forniture di uranio, da una crisi dei trasporti a un confronto politico internazionale? Sei, per esempio, l&#8217;Ucraina e temi che l&#8217;uranio arricchito che prendi dalla Russia possa smettere di arrivare perché è sorto tra i due Paesi un contrasto sui diritto di transito del gas russo sul territorio ucraino. <strong>Se hai dietro le spalle la banca dell&#8217;uranio, sai che non devi preoccuparti.</strong> E così via, di Paese in Paese. Se la rete della banche si svilupperà, inoltre, sarà molto più facile tenere d&#8217;occhio le riserve di uranio e i movimenti del mercato mondiale dell&#8217;uranio, rendendo così più difficile la vita a eventuali &#8220;Paesi canaglia&#8221; che volessero arrivare alla bomba atomica.</p>
<p>L&#8217;idea non è malvagia, anche se poi, quando si passa dalla carta alla realtà, qualche magagna spunta sempre. Lo statuto della Banca fondata ad Angarsk, per esempio, dichiara che a essa possono &#8220;associarsi&#8221; tutti i <em>non nuclear weapon State</em>, cioè gli Stati che non hanno armi nucleari. Ma il <a href="http://www.iaea.org/Publications/Documents/Infcircs/Others/infcirc140.pdf" target="_blank">Trattato di non proliferazione nucleare</a> considera tali tutti i Paesi che non hanno fatto esplodere una bomba atomica sul proprio territorio prima del 1 gennaio 1967. Secondo la lettera del Trattato, dunque, <strong>non sarebbero &#8220;Paesi con la bomba&#8221; nè l&#8217;India né il Pakistan, né Israele né la Corea del Nord</strong>. Insomma, bisognerà lavorarci ancora sù.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2010/12/27/luranio-lo-metto-in-banca/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>WIKILEAKS: TUTTA QUI LA DIPLOMAZIA USA?</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2010/11/29/wikileaks-tutta-qui-la-diplomazia-usa/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2010/11/29/wikileaks-tutta-qui-la-diplomazia-usa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 18:17:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Bomba atomica]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=7774</guid>
		<description><![CDATA[Dunque, riassumendo. Secondo le ambasciate americane Ahmadinejad è pazzo, Karzai paranoico, Gheddafi ipocondriaco, Sarkozy arrogante, Berlusconi vanesio e incapace, Kim Jong Il un &#8220;vecchio rimbecillito a causa dell&#8217;ictus&#8221;, Putin un macho, Medvedev un personaggio &#8220;pallido&#8221;, la Merkel priva di idee (e il suo ministro degli Esteri, Westerwelle, &#8220;poco competente&#8221;), Hun Jintao un assatanato cacciatore di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dunque, riassumendo. Secondo le ambasciate americane Ahmadinejad è pazzo, Karzai paranoico, Gheddafi ipocondriaco, Sarkozy arrogante, Berlusconi vanesio e incapace, Kim Jong Il un &#8220;vecchio rimbecillito a causa dell&#8217;ictus&#8221;, Putin un macho, Medvedev un personaggio &#8220;pallido&#8221;, la Merkel priva di idee (e il suo ministro degli Esteri, Westerwelle, &#8220;poco competente&#8221;), Hun Jintao un assatanato cacciatore di potere, Netanyahu un mentitore, l&#8217;ayatollah Alì Khamenei moribondo, e così via, di dittatore in capo di Stato, di primo ministro in alto grado religioso.</p>
<p><span id="more-7774"></span></p>
<div id="attachment_7788" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-7788" title="cLINTONdOLL" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/11/cLINTONdOLL.jpg" alt="Una bambolina di Hillary Clinton, &quot;made in China&quot; naturalmente." width="300" height="188" /><p class="wp-caption-text">Una bambolina di Hillary Clinton, &quot;made in China&quot; naturalmente.</p></div>
<p><strong>Ma se la conclusione di 200 e passa uffici diplomatici della massima potenza mondiale è che tutti i vertici politici, o quasi, sono nelle mani di poveri dementi, </strong>compresi quelli che in quel posto ci sono finiti grazie al favore della suddetta potenza, la domanda che viene spontanea è: in che mani sono gli Usa? E poi: a che serve una rete diplomatica così ampia e potente se poi le informazioni che essa produce sono di così basso livello? Così prossime ai discorsi che fanno i vecchietti al parco o i perditempo al bar? E pensare che <strong>Hillary Clinton</strong>, segretario di Stato, sembrava così in gamba&#8230;</p>
<p>Anche le presunte rivelazioni, in realtà, rivelano assai poco, soprattutto sui problemi in apparenza più gravi. <strong>Molti leader mondiali ci dicono da anni che il fronte più pericoloso è quello del nucleare dell&#8217;Iran.</strong> Bene. La rivelazione qui sarebbe che Israele e un congruo numero di Paesi arabi hanno fatto tutto il possibile affinché gli Usa invadessero o almeno bombardassero l&#8217;Iran. E questa sarebbe una scoperta? Ci volevano i 251 mila file di Wikileaks per sapere che il 90% del mondo arabo, cioè quello sunnita, detesta l&#8217;idea di vedere il restante 10% (quello sciita, quasi tutto concentrato appunto nell&#8217;Iran) disporre dell&#8217;energia atomica e magari anche della bomba atomica? Ce la prendiamo con Assange se sciiti e sunniti si odiano da circa 13 secoli?</p>
<p>Idem come sopra per lo spionaggio ai danni di <strong>Ban Ki-moon</strong>, segretario generale dell&#8217;Onu. Naturale che gli Usa lo facciano, e di sicuro non sono i soli. E la <strong>Turchia</strong>, che dava una mano ad <strong>Al Qaeda </strong>in Iraq mentre gli Usa davano una mano ai terroristi curdi in Turchia? Anche qui, nessuna sorpresa, sono vent&#8217;anni che gli americani aiutano i curdi.</p>
<p>Cerchiamo quindi di tenere la testa a posto. <strong>Non c&#8217;è nessuna rivoluzione nella diplomazia mondiale, nessuna catastrofe innescata dai documenti di Wikileaks.</strong> Chi grida al lupo lo fa perché ha interesse a drammatizzare, non facciamoci fregare. Chiediamoci, piuttosto, se queste rivelazioni non siano in qualche modo guidate da qualcuno che vuole mettere in crisi la già indebolita presidenza Obama. I documenti sull&#8217;Iraq erano usciti grazie (o a causa) di un analista militare ventiduenne, <strong>Bradley Manning</strong>, poi finito in carcere. Possibile che un ragazzotto avesse accesso a materiale così delicato? Adesso i dispacci delle ambasciate fanno il giro del mondo nonostante che fossero trasmessi attraverso una rete supersegreta gestita dall&#8217;esercito americano. Non vi pare troppo pasticcione, questo esercito, per essere il più potente e moderno del mondo? Sarà solo un caso?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2010/11/29/wikileaks-tutta-qui-la-diplomazia-usa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA CORSA ATOMICA DEL MEDIO ORIENTE</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2010/09/08/la-corsa-atomica-del-medio-oriente/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2010/09/08/la-corsa-atomica-del-medio-oriente/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 21:20:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bomba atomica]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=6430</guid>
		<description><![CDATA[E dunque, dopo anni di polemiche e di minacce, l&#8217;Iran degli ayatollah ha la sua centrale nucleare. Un impianto da mille megawatt situato a Bushehr, nel Sud del Paese, che tra un mesetto, salvo imprevisti, sarà collegato alla rete elettrica e diventerà la prima centrale nucleare a produrre energia per usi civili in Medio Oriente. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E dunque, dopo anni di polemiche e di minacce, l&#8217;Iran degli ayatollah ha la sua centrale nucleare. Un impianto da mille megawatt situato a Bushehr, nel Sud del Paese, che tra un mesetto, salvo imprevisti, sarà collegato alla rete elettrica e diventerà <strong>la prima centrale nucleare</strong> a produrre energia per usi civili in Medio Oriente.</p>
<p><span id="more-6430"></span></p>
<div id="attachment_6435" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6435" title="Medio Oriente Mappa" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/09/Medio-Oriente-Mappa.jpg" alt="Una mappa del Medio Oriente." width="300" height="208" /><p class="wp-caption-text">Una mappa del Medio Oriente.</p></div>
<p>Tutto qui? E lo scudo stellare che gli americani volevano costruire in Polonia e Repubblica Ceca per proteggere l&#8217;Europa dalla bomba atomica iraniana? E l&#8217;angoscia di Israele, minacciato dal presidente Ahmadinejad? E i piani per radere al suolo con le bombe gli impianti iraniani? Tutto da cancellare?</p>
<p>Purtroppo non è così semplice. <strong>La centrale di Bushehr è &#8220;figlia&#8221; di uno schema difficilmente replicabile.</strong> L&#8217;uranio per farla fuzionare è fornito dalla Russia, che ritira anche il combustibile esausto, quello da cui potrebbe essere estratto plutonio per la bomba atomica. Tutto sotto il controllo dei tecnici dell&#8217;Agenzia per l&#8217;energia atomica dell&#8217;Onu. Per una centrale si può fare, ma per tre o quattro? Inoltre, il nucleare civile è sempre vicino (per tecologie, materiali, procedimenti) a quello militare. Passare dall&#8217;uno all&#8217;altro è facile. E se chi è già arrivato al civile minaccia altri Paesi&#8230;</p>
<p><strong>Ma il vero problema, più che l&#8217;Iran, è il Medio Oriente. Tra il 2006 e il 2007, ben 12 Paesi di quell&#8217;area hanno manifestato interesse per il nucleare</strong> e poi siglato intese con aziende di Francia e Corea del Sud. Perché l&#8217;energia elettrica da nucleare costa meno, e le centrali potrebbero usare il calore di scarto per desalinizzare l&#8217;acqua, in Medio Oriente preziosa quanto il petrolio. Il &#8220;pericolo&#8221; iraniano è noto. Ma che potrebbe succedere in Egitto, quando non governnerà più Mubarak? Che sarebbe successo in Algeria se avessero vinto non i generali ma gli islamisti? E infine: possiamo impedire per sempre al mondo arabo l&#8217;accesso a una fonte di energia a buon prezzo come il nucleare?</p>
<p>Pubblicato su <a href="http://www.famigliacristiana.it" target="_blank">Famiglia Cristiana</a> n.37/2010</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2010/09/08/la-corsa-atomica-del-medio-oriente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ANCORA IRAN: LA BOMBA E LA PROPAGANDA</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2010/03/04/ancora-iran-la-bomba-e-la-propaganda/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2010/03/04/ancora-iran-la-bomba-e-la-propaganda/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 20:53:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bomba atomica]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Onu]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=3752</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;Iran a un passo dall&#8217;atomica&#8221;. Così, qualche giorno fa, con tanto di virgolette, un più che rispettabile quotidiano italiano. E&#8217; un titolo strasentito, perché la stampa internazionale lo ripete, imperterrita, da molti anni. Fin da quando l&#8217;Iran, com&#8217;è ormai evidente, era al contrario lontano, molto lontano, dalla bomba atomica. Non ci credete? Prendiamo come punto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Iran a un passo dall&#8217;atomica&#8221;. Così, qualche giorno fa, con tanto di virgolette, un più che rispettabile quotidiano italiano. E&#8217; un titolo strasentito, perché la stampa internazionale lo ripete, imperterrita, da molti anni. Fin da quando l&#8217;Iran, com&#8217;è ormai evidente, era al contrario lontano, molto lontano, dalla bomba atomica.</p>
<p><span id="more-3752"></span><strong> </strong></p>
<div id="attachment_3762" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-3762" title="aHMADINEJADnUCLEARE" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/03/aHMADINEJADnUCLEARE.jpg" alt="Mahmud Ahmadinejad, presidente dell'Iran, in visita all'impianto per l'arricchimento dell'uranio di Natanz." width="300" height="202" /><p class="wp-caption-text">Mahmud Ahmadinejad, presidente dell&#39;Iran, in visita all&#39;impianto per l&#39;arricchimento dell&#39;uranio di Natanz.</p></div>
<p><strong>Non ci credete? Prendiamo come punto di partenza il 2003</strong>, perché proprio in quell&#8217;anno, secondo un rapporto <span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">d</span>el <a href="http://www.dni.gov" target="_blank">National Intelligence Estimate</a> declassificato e quindi pubblicato dalla astampa americana, l&#8217;Iran avrebbe arrestato i propri sforzi per produrre l&#8217;arma nucleare. Quei documenti escono sotto l&#8217;egida e la garanzia del Direttore dell&#8217;intelligence a stelle e strisce, si presume quindi che non siano carta straccia. Io non sono molto convinto, <strong>credo che gli ayatollah una bombetta se la farebbero volentieri</strong>, per autodifesa e per tenere sotto scacco i sauditi e gli iracheni, ma non importa: i servizi segreti Usa dicevano che nel 2003 tutto si era fermato, partiamo da lì.</p>
<p><strong>Nel 2003, tra l&#8217;altro, l&#8217;Iran aveva ceduto alle pressioni internazionali </strong>e aveva aderito al Protocollo addizionale del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_non_proliferazione_nucleare" target="_blank">Trattato di Non Proliferazione Nucleare</a>, cioè aveva accettato di farsi ispezionare dai funzionari dell&#8217;<a href="http://www.iaea.or.at" target="_blank">Agenzia atomica dell&#8217;Onu</a>. Bene. All&#8217;inizio del 2004 sui giornali di tutto il mondo impazzava una valutazione attribuita alla Cia: tempo due anni al massimo e l&#8217;Iran avrebbe avuto la bomba atomica. Risalto ancor più ampio ebbe nel 2005 anche la valutazione espressa dal <span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()"><a href="http://www.ncr-iran.org/it/index.php" target="_blank">Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana</a>, un gruppo di opposizione il regime degli ayatollah aveva stanziato <strong>2,5 miliardi dollari per ottenere tre testate nucleari a metà del 2004</strong>.</span> Secondo lo stesso Consiglio Nazionale, l&#8217;Iran stava alzando il ritmo dei lavori su un reattore a Sud di Teheran <span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()"><span style="direction: ltr; text-align: left;">c</span>apace di produrre abbastanza <strong>plutonio per una bomba atomica entro il 2007</strong> (notizia diffusa da tutte le maggiori agenzie di stampa internazionali).</span></p>
<p><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()"> </span></p>
<div id="attachment_3764" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-3764" title="iranbombmagnet" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/03/iranbombmagnet.jpg" alt="Satira iraniana sulle continue minacce di bombardamento." width="300" height="192" /><p class="wp-caption-text">Satira iraniana sulle continue minacce di bombardamento del Paese.</p></div>
<p><strong><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">Nel 2006, sempre per stare negli Usa, Joshua Muravchik, esperto e analista dell&#8217;</span></strong><a href="http://www.aei.org" target="_blank"><em>American Enterprise Institute</em></a>, spiegava che bisognava bombardare l&#8217;Iran perché era troppo vicino a ottenere la bomba. Nel 2007 il network televisivo americano Abc sparava uno scoop: l&#8217;Iran avrà la bomba artomica entro il 2009. Nella primavera del 2008, secondo il quotidiano inglese <em>Guardian</em>, <strong>il premier israeliano Olmert avrebbe chiesto al presidente Bush l&#8217;autorizzazione a bombardare l&#8217;Iran</strong> che era, naturalmente, &#8220;troppo vicino a ottenere la bomba atomica&#8221;. E così via, giorno dopo giorno, senza mai stancarsi, per anni e anni. Qualche tempo fa, a dar retta, anche il nuovo direttore dell&#8217;Agenzia atomica dell&#8217;Onu, il giapponese <strong>Yukiya Amano</strong>, avrebbe espresso la solita certezza: l&#8217;Iran è vicino alla bomba atomica. Salvo poi leggere in questi giorni che Amano pensa &#8220;di non poter dire se tutte le attività nucleari iraniani abbiano finalità pacifiche&#8221;. Un po&#8217; diverso o no?</p>
<div id="attachment_3766" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-3766" title="NobombIransticker" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/03/NobombIransticker.JPG" alt="Targa del Texas ma un &quot;no!&quot; all'attacco contro l'Iran." width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Targa del Texas ma un &quot;no!&quot; all&#39;attacco contro l&#39;Iran.</p></div>
<p><strong>Nessuno ha dubbi, spero, sul fatto che il presidente Ahmadinejad</strong> e i suoi siano abilissimi nel prendere tempo e nel raccontare un sacco di frottole. E se così non fosse, non possiamo certo rischiare: arrivare al nucleare militare dal nucleare civile è tecnicamente facile, se si riesce a eludere i controlli politici, e <strong>con un regime che minaccia di distruggere questo e quello (Israele in primo luogo) bisogna stare attenti. </strong>Ho un altro dubbio: questa continua minaccia, in gran parte basata su frottole e propaganda, secondo me in questi anni ha aiutato il regime degli ayatollah, allo stesso modo (ma non nella stessa misura, ovvio) in cui lo fece la guerra contro <strong>Saddam Hussein del 1980-1988</strong>. Sotto la pressione esterna sono riusciti almeno in parte a compattare l&#8217;opinione pubblica e a sradicare in gran parte i germi di democrazia che Khatami, in un modo o nell&#8217;altro, aveva disseminato.</p>
<p><strong>Non è un caso se la contestazione contro Ahmadinejad</strong> e, soprattutto, contro gli esiti della cosiddetta &#8220;rivoluzione islamica&#8221; è esplosa quando il presidente Obama ha messo un po&#8217; di sordina agli appelli al bombardamento e le truppe americane di stanza in Iraq hanno assunto un profilo più basso. <strong>Gli iraniani amano il proprio Paese e non sono disposti a cederlo ad altri.</strong> Piuttosto si schierano dietro le bandiere del khomeinismo. Quando la minaccia esterna cala, sale il loro desiderio di affidarlo  a mani migliori di quelli di questi autocrati col turbante. E&#8217; un elemento da non trascurare.</p>
<p><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2010/03/04/ancora-iran-la-bomba-e-la-propaganda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IRAN, USA, RUSSIA, IL TEATRO DELLE OMBRE METTE IN PALIO LA BOMBA</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2009/10/03/iran-usa-russia-il-teatro-delle-ombre-mette-in-palio-la-bomba/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2009/10/03/iran-usa-russia-il-teatro-delle-ombre-mette-in-palio-la-bomba/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 21:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Bomba atomica]]></category>
		<category><![CDATA[Corea del Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Gasdotti]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/?p=963</guid>
		<description><![CDATA[Il primo incontro tra l’Iran e il gruppo “5+1” (Usa, Gran Bretagna, Francia, Russia, Cina e Germania) in un anno, e il primo colloquio diplomatico formale tra Washington e Teheran in quasi trent’anni, ha in effetti prodotto alcune delle sospirate novità. Gli ispettori dell’Onu potranno visitare il sito per l’arricchimento dell’uranio di Qom e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo incontro tra l’Iran e il gruppo “5+1” (Usa, Gran Bretagna, Francia, Russia, Cina e Germania) in un anno, e il primo colloquio diplomatico formale tra Washington e Teheran in quasi trent’anni, ha in effetti prodotto alcune delle sospirate novità. Gli ispettori dell’Onu potranno visitare il sito per l’arricchimento dell’uranio di Qom e il presidente Ahmadinejad ha proposto di far lavorare all’estero una parte dell’uranio necessario al suo programma nucleare. E’ poco, dopo che <strong>Obama</strong> ha denunciato al mondo l’esistenza dell’impianto di Qom? Dopo che l’Iran ha testato una nuova serie di missili, compresi i Shahab3 e i Sejil che hanno una gittata di oltre 2 mila chilometri? O è molto, viste le chiusure degli ultimi tempi?</p>
<p><span id="more-963"></span><br />
     </p>
<div id="attachment_968" class="wp-caption aligncenter" style="width: 338px"><img class="size-full wp-image-968" title="IrtanNucleareMappa" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/10/IrtanNucleareMappa.jpg" alt="Una mappa dei principali impianti del sistema nucleare dell'Iran, elaborata dall'Associazione degli scienziati americani." width="328" height="302" /><p class="wp-caption-text">Una mappa dei principali impianti del sistema nucleare dell&#39;Iran, elaborata dall&#39;Associazione degli scienziati americani.</p></div>
<p>      <strong>Per giudicare il rompicapo</strong> iraniano ed eventuali crisi e progressi, però, bisogna abituarsi a valutare anche il gioco delle parti. Questa è una partita complessa, decisiva per gli equilibrii internazionali. E in essa mistificazione e colpi di teatro giocano un ruolo non secondario. Quante volte abbiamo sentito dire da esperti e politici che l’Iran aveva già la bomba o era a un passo dall’ottenerla? Quante volte l’Iran ha promesso collaborazione e trasparenza? E il colpo militare minacciato da Usa e Israele? E le aggressioni verbali di Ahmadinejad nei confronti dello Stato ebraico? Lo stesso Obama, a Pittsburgh, ha sfruttato la “rivelazione” sui laboratori di Qom, anche se è del tutto impossibile che gli iraniani possano aver costruito un impianto sotterraneo di quelle dimensioni senza attirare l’attenzione dei satelliti-spia, capaci di individuare ben altro che un cantiere.<br />
      <strong>Anche adesso, la domanda che tutti si fanno è: sarà vero?</strong> Manovrando ogni possibile margine d’ambiguità, l’Iran è riuscito a guadagnare anni senza dare vere risposte alle richieste della comunità internazionale, preoccupata ben oltre i confini del “5+1”. Nessuno, però, può scartare a priori l’ipotesi che si possa giungere a un accordo con <strong>Ahmadinejad </strong>sull’arricchimento dell’uranio iraniano in un altro Paese, che sarebbe probabilmente la Russia. Né sarebbe saggio sottovalutare il peso dei fatti nel frattempo intervenuti, soprattutto la svolta nei rapporti tra Usa e Russia.<br />
      <strong>La chiave di volta è lì.</strong> Obama non siede alla Casa Bianca per fare beneficenza ma per perseguire gli interessi americani. Chi può credere che abbia rinunciato allo scudo stellare in Repubblica Ceca e Polonia senza nulla chiedere in cambio al Cremlino, da sempre il principale sponsor (anche tecnologico) delle ambizioni atomiche iraniane? In ballo ci sono strategie politiche (quelle che preoccupano Israele) ma anche assetti economici che coinvolgono i gasdotti Nabucco e South Stream, i rapporti con le nazioni petrolifere del Golfo (ridurre la dipendenza dagli idrocarburi è una delle priorità della Casa Bianca) compattamente ostili all’Iran, alleanze un tempo consolidate ma ora più disinvolte (pensiamo solo all’Italia, in ottime relazioni economiche con l’Iran e con la Libia), le stesse prospettive di uscita dalla recessione mondiale. Entrare a pieno titolo in questa partita è il vero desiderio della Russia e l’eventuale bomba iraniana non sarebbe per Mosca un prezzo troppo alto da pagare.<br />
      <strong>Al fondo di questo ragionamento</strong>, dunque, pare di scorgere un Iran in affanno, non ancora capace di esercitare un vero ricatto atomico (stile <strong>Corea del Nord</strong>, per capirsi) e già stressato nel tentativo di seguire le evoluzioni di giocatori più grossi e più potenti. Potremmo quindi peccare di eccessivo ottimismo. Resta però la convinzione che la vera chiave del dilemma nucleare non sia nascosta a Teheran ma altrove. E che dunque con Ahmadinejad si debba trattare ma con altri decidere.</p>
<p>Pubblicato su <em>Avvenire</em> del 3 ottobre 2009   <a href="http://www.avvenire.it">www.avvenire.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2009/10/03/iran-usa-russia-il-teatro-delle-ombre-mette-in-palio-la-bomba/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>NOI PAGHIAMO LA TASSA SULLA PAURA MA GUERRE E TERRORISMO SONO IN CALO</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2009/04/19/506/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2009/04/19/506/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 21:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Bomba atomica]]></category>
		<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[fondamentalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/506/</guid>
		<description><![CDATA[Non vi è mai venuto il dubbio che tutta quest’ansia da pericolo, quest’idea che da qualche parte c’è qualcuno che lavora per distruggerci, in definitiva l’incitamento a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo del nostro mondo, come se il caos stesse per irrompere nel nostro salotto, come se il mondo stesse andando a rotoli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non vi è mai venuto il dubbio che tutta quest’ansia da pericolo, quest’idea che da qualche parte c’è qualcuno che lavora per distruggerci, in definitiva l’incitamento a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo del nostro mondo, come se il caos stesse per irrompere nel nostro salotto, come se il mondo stesse andando a rotoli, fosse almeno in parte <strong>una bufala interessata? A me sì. </strong>E ho trovato qualcuno che non solo la pensa come me (non siamo proprio pochi) ma riesce ad argomentarlo con lucidità e con il giusto apparato di dati.</p>
<p><span id="more-506"></span><br />
<strong>      <img src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/04/11_settembre2.jpg" alt="11_settembre2.jpg" /></strong></p>
<p><strong>Vi dirò dopo di chi si tratta.</strong> Adesso mi preme riprendere alcune delle sue constatazioni.<br />
<strong>1. A dispetto delle previsioni dei militaristi di ogni latitudine, la pace avanza nel mondo.</strong> Non ci credete? Allora sappiate che “nel secondo ventennio del Novecento si contavano 4,2 morti ogni 100 mila abitanti dovuti a guerre e altre forme di particolare violenza. Dalla fine della secondo guerra mondiale in poi è iniziata una discesa che ha portato questo tasso al più basso valore dell’intera epoca moderna, lo 0,3 per 100 mila”. Insomma, dai primi del Novecento agli ultimi, la mortalità mondiale dovuta a guerre e violenze similari è calata del 68%.<br />
<strong>2. Il terrorismo internazionale è in netto calo e lo è da almeno un ventennio.</strong> L’11 settembre, a dispetto di tutta la retorica, non ha cambiato il mondo né ha aperto una fase nuova. “Secondo il Dipartimento di Stato Usa e il Rand-Mipt gli attentati terroristici internazionali hanno toccato il culmine nel 1986 con 647 casi e sono poi sempre scesi fino ai 247 del 2007”. D’altra parte, noi europei non abbiamo seguito la strada americana della limitazione dei diritti civili e della folle corsa agli armamenti per una sola ragione: perché non ne abbiamo bisogno, a dispetto di tutte le farneticazioni dei neocon.<br />
<strong>3. Anche i dati sulla criminalità violenta mostrano un generale e netto declino.</strong> Si è rivelata di particolare efficacia, poi, la lotta contro le droghe e il narcotraffico, visto che oggi la produzione di stupefacenti è sostanzialmente limitata a due Paesi, Afghanistan (papavero da oppio) e Colombia (coca), mentre solo un decennio or sono i Paesi produttori erano almeno una decina.<br />
<strong>Devo queste e tante altre informazioni all’ultimo, ottimo libro di Pino Arlacchi</strong>: <em>L’inganno e la paura</em> (edito da il Saggiatore). Ve lo consiglio vivamente. Un po’ perché tira su di morale riguardo alle sorti dell’umanità. E un po’ perché ci aiuta a prender coscienza del fatto che la paura rende. Non a noi, certo, che anzi <strong>alla paura paghiamo una consistente tassa. </strong>Ma a molti altri sì: pensate che il 70% del budget dell’<em>intelligence</em> Usa (cioè 45 miliardi di dollari su 60) è speso per i servizi di appaltatori privati e sarà facile rendersi conto. Per ridurre il costo della paura è necessario sapere come vanno davvero le cose nel mondo. Il libro di Arlacchi ci aiuta, e molto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2009/04/19/506/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A PRAGA OBAMA PRESIDENTE ALL&#8217;ALTEZZA DI OBAMA CANDIDATO. E L&#8217;EUROPA RINCORRE</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2009/04/06/471/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2009/04/06/471/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 19:53:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Bomba atomica]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Sarkozy]]></category>
		<category><![CDATA[Usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/471/</guid>
		<description><![CDATA[Forse per la prima volta dall’ingresso alla Casa Bianca, con il discorso di Praga il presidente Obama è sembrato all’altezza delle speranze suscitate dal candidato Obama. Ha elencato le questioni più spinose (gli esperimenti missilistici della Corea del Nord, la corsa iraniana al nucleare, i rapporti con il mondo islamico) senza lasciarsi andare alle inutili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse per la prima volta dall’ingresso alla Casa Bianca, con il discorso di Praga il presidente Obama è sembrato all’altezza delle speranze suscitate dal candidato Obama. Ha elencato le questioni più spinose (gli esperimenti missilistici della Corea del Nord, la corsa iraniana al nucleare, i rapporti con il mondo islamico) senza lasciarsi andare alle inutili isterie del predecessore Bush o indulgere all’ottimismo consolatorio che la figura del Presidente nero e democratico sembra produrre in ampie fasce dell’opinione pubblica. <strong>Come nei suoi momenti migliori, Obama</strong> ha riassunto e superato le diverse crisi in una visione programmatica per il futuro, centrata sull’autorità globale degli Stati Uniti e su un obiettivo difficile ma concreto: il disarmo nucleare.</p>
<p><span id="more-471"></span><br />
      <strong>Obama non è un sognatore, anzi</strong>: il suo spirito pragmatico e poco ideologico è già emerso in diverse occasioni. L’obiettivo di eliminare la “pericolosa eredità della guerra fredda” (le armi nucleari, appunto) in questa fase risponde perfettamente alle esigenze strategiche della Casa Bianca, ancora impegnata a uscire dal vicolo cieco mediorientale in cui è andata qualche anno fa a cacciarsi. A questo fine, ed essendo ormai acclarata l’assoluta priorità per la ripresa economica del confronto con la Cina, diventa importante per gli Usa ricostruire un rapporto con la Russia del duo Putin-Medvedev. Va letto soprattutto in questa chiave il passo del discorso in cui Obama ha ribadito il collegamento tra la scudo stellare in Polonia e Repubblica Ceca e le ambizioni atomiche dell’Iran. E’ un modo per ribadire il “patto” già proposto alla Russia (se Mosca smetterà di aiutare l’Iran, Washington potrebbe rinunciare allo scudo che infastidisce il Cremlino) e insieme <strong>agitare davanti all’Iran una minaccia assai più efficace delle guerre impossibili minacciate da Bush</strong>: l’isolamento internazionale, la fine dei progetti di Teheran che con il nucleare vuol liberare ulteriori quantità di petrolio per il mercato internazionale, e così risollevare un’economia mai decollata.</p>
<p>         <img src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/04/berlusconi_big.thumbnail.jpg" alt="berlusconi_big.jpg" />      <img src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/04/sarkozy-president-of-france.thumbnail.jpg" alt="sarkozy-president-of-france.jpg" />      <img src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/04/obama.thumbnail.jpg" alt="obama.jpg" /><br />
      <strong>E’ importante che gli Usa tornino</strong> a essere intelligentemente assertivi e consci del proprio ruolo (Obama ha parlato di “responsabilità morale” americana). Meglio non nascondersi, però, che in questo si nascondono sfide piuttosto impegnative per l’Europa. La Merkel e Sarkozy hanno risposto con freddezza alle sollecitazioni di Obama sulla Turchia (farla entrare nella Ue sarebbe “un segnale incoraggiante” verso il mondo islamico), ma tuttavia hanno dovuto rispondere. Così come hanno dovuto in qualche modo darsi da fare rispetto all’Afghanistan, dove la situazione è critica e servono nuove truppe. Oggi gli Usa hanno sul campo 38 mila soldati e si apprestano a dispiegarne almeno altri 21 mila. Gli europei, tutti insieme, ne hanno circa 30 mila e vogliono mobilitarne poche altre migliaia (5 o 6), per di più <strong>tenendole lontane dalla prima linea</strong> e magari riportandole a casa dopo le elezioni presidenziali di agosto. La guerra afghana della Nato, insomma, sta per diventare un’altra guerra americana. Non è detto che convenga agli afghani, certo non gioverà all’Europa e al suo “peso” politico.<br />
      <strong>Il rischio, dunque, è che il pragmatico Obama</strong> accetti l’idea che dall’Europa bisogna prendere il buono inevitabile (i due sistemi economici sono ormai interconnessi, e il caso Fiat-Chrysler è solo l’episodio più recente) e per il resto sia meglio rivolgersi alla Cina e alla Russia. Una cosa è certa: vedremo altri colpi di scena. I leader europei specialisti in movimentismo (Sarkozy, Zapatero, lo stesso nostro premier Berlusconi) hanno trovato in Obama un più che degno compagno di strada.</p>
<p>Pubblicato sull&#8217;<em>Eco di Bergamo</em> del 6 aprile 2009   <a href="http://www.eco.bg.it">www.eco.bg.it</a><br />
    </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2009/04/06/471/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>KHAMENEI E AHMADINEJAD URLANO. HANNO PAURA CHE OBAMA E MEDVEDEV FACCIANO SUL SERIO</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2009/03/05/khamenei-e-ahmadinejad-urlano-hanno-paura-che-obama-e-medvedev-facciano-sul-serio/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2009/03/05/khamenei-e-ahmadinejad-urlano-hanno-paura-che-obama-e-medvedev-facciano-sul-serio/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 18:56:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Bomba atomica]]></category>
		<category><![CDATA[Cremlino]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Medvedev]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/khamenei-e-ahmadinejad-urlano-hanno-paura-che-obama-e-medvedev-facciano-sul-serio/</guid>
		<description><![CDATA[Dicevo ieri che un eventuale accordo tra Usa e Russia per bloccare la costruzione dello scudo stellare in Polonia e Repubblica Ceca (che dà molto fastidio a Mosca) in cambio di uno stop alla collaborazione nucleare russa con l&#8217;Iran (che preoccupa Washington e Gerusalemme), sarebbe una gran buona idea. La migliore conferma di ciò è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Dicevo ieri che un eventuale accordo tra Usa e Russia per bloccare la costruzione dello scudo stellare in Polonia e Repubblica Ceca (che dà molto fastidio a Mosca) in cambio di uno stop alla collaborazione nucleare russa con l&#8217;Iran (che preoccupa Washington e Gerusalemme), sarebbe una gran buona idea. La migliore conferma di ciò è arrivata oggi con le rabbiose dichiarazioni rilasciate dai maggiori dirigenti della Repubblica islamica.</p>
<p align="justify"><span id="more-367"></span>       <strong>L&#8217;ayatollah Alì Khamenei </strong><em>(foto qui sotto)</em><strong>, ovvero la Guida Suprema</strong>, all&#8217;apertura della Conferenza sulla Palestina, in corso a Teheran, ha accusato Barack Obama di &#8220;percorrere la stessa strada sbagliata&#8221; di George Bush nell&#8217;appoggio a Israele, a sua volta definito &#8220;un cancro&#8221;. Poi il presidente Ahmadinejad, pupillo di Khamenei, ha rincarato la dose, definendo <strong>&#8220;un grave errore&#8221;</strong> per i palestinesi l&#8217;idea di trattare con Israele &#8220;regime occupante e tiranno&#8221; e ribadendo che &#8220;la storia dell&#8217;Olocausto è una delle più grandi menzogne della nostra era&#8221;.</p>
<p align="justify"><img src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2009/03/grand_ayatollah_ali_khamenei-300x238.jpg" alt="grand_ayatollah_ali_khamenei-300×238.jpg" /></p>
<p align="justify">        <strong>Niente di nuovo, sono le tesi e le buffonate</strong> propagandistiche di sempre. Conta, invece, il fatto che per ripeterle a Teheran si sia schierato tutto lo stato maggiore: di Khamenei e Ahmadinejad si è detto, ma c&#8217;erano anche Alì Larijani (presidente del Parlamento), Ahmad Sahrudi (capo del sistema giudiziario) e tutti gli alti comandi delle forze armate. Anche la data ha la sua importanza: proprio nelle stesse ore <strong>Hillary Clinton</strong>, segretario di Stato Usa, incontrava, a Ramallah, Abu Mazen e il Governo dell&#8217;Autorità Palestinese.</p>
<p align="justify">      <strong>E&#8217; chiaro, insomma, che l&#8217;Iran teme</strong> di perdere la sua migliore sponda internazionale, cioè la Russia. Mentre la Russia, scossa come tutti dalla crisi economica (soprattutto dal crollo del prezzo del petrolio: il budget dello Stato per il 2009 è stato redatto ipotizzando il petrolio a 95 dollari a barile, è probabile che il prezzo reale sull&#8217;anno sarà di 50 dollari e il ministro delle Finanze, Aleksej Kudrin, ha detto che sotto i 75 dollari a barile lo Stato russo lavorerà in perdita) sta cominciando a ragionare in modo diverso. Fin che c&#8217;era Bush <strong>(e il petrolio veniva venduto a caro prezzo)</strong>, il confronto era giustificato dall&#8217;aggressività dell&#8217;interlocutore, deciso a erodere la residua influenza geostrategica di Mosca. Ma con Obama così impegnato sul fronte interno (e con gli introiti del petrolio per Mosca drasticamente ridotti), che senso ha impegnarsi allo spasimo in un braccio di ferro costoso per tutti? Quanto conviene continuare ad appoggiare gli ayatollah per tenere sulla corda la Casa Bianca, che nel frattempo ha così cambiato il proprio atteggiamento?</p>
<p align="justify">    <strong>Alì Khamenei e il presidente Ahmadinejad</strong> sono dei fanatici ma non degli stupidi. Hanno capito al volo che cosa c&#8217;è nell&#8217;aria e hanno deciso di alzare subito il livello dello scontro. Forse è solo una mia impressione ma questa volta i loro strepiti sono parsi più isolati che mai.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2009/03/05/khamenei-e-ahmadinejad-urlano-hanno-paura-che-obama-e-medvedev-facciano-sul-serio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>TROPPA FRETTA CON OBAMA, ANCORA SEPOLTO DALLE MACERIE DI BUSH</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2009/01/18/troppa-fretta-con-obama-ancora-sepolto-dalle-macerie-di-bush/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2009/01/18/troppa-fretta-con-obama-ancora-sepolto-dalle-macerie-di-bush/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 22:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Bomba atomica]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/troppa-fretta-con-obama-ancora-sepolto-dalle-macerie-di-bush/</guid>
		<description><![CDATA[      Il panorama dell’informazione italiana somiglia a un cartone dei Simpson. Non dobbiamo stupirci, quindi, se ancor prima dell’ingresso alla Casa Bianca di Barack Obama essa produce due curiosi ma tipici fenomeni. Il primo, più fine, è “Barack ci delude”, basato sulla scoperta dell’acqua calda, e cioè sul fatto che le più radicali promesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment-->
<p class="MsoNoteLevel1" style="text-align: justify; margin-left: 0cm; text-indent: 0cm">      Il panorama dell’informazione italiana somiglia a un cartone dei Simpson. Non dobbiamo stupirci, quindi, se ancor prima dell’ingresso alla Casa Bianca di Barack Obama essa produce due curiosi ma tipici fenomeni. Il primo, più fine, è “Barack ci delude”, basato sulla scoperta dell’acqua calda, e cioè sul fatto che <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">le più radicali promesse della campagna elettorale sono state messe in naftalina</span>. Mi permetto di segnalare che Obama non è ancora presidente, ma capisco che non possiamo perderci in simili quisquilie.</p>
<p class="MsoNoteLevel1" style="text-align: justify; margin-left: 0cm; text-indent: 0cm">      <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">Il secondo fenomeno, più divertente, è “Bush non era così male”</span>, anch’esso basato sul fatto che Obama non è in grado, almeno per ora, di fare interventi rivoluzionari rispetto alle politiche del predecessore. Non capisco perché si stupiscano gli uni e si rallegrino gli altri. Il disastro dell’America immaginata da Bush sta proprio in questo: essersi cacciata in una serie di disastri a cui si può certo sopravvivere ma a cui è assai difficile porre rimedio. Qualche esempio. <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">La sola guerra in Iraq costa agli Usa circa 200 miliardi di dollari l’anno</span> in “spese vive”, cioè senza i costi derivati dall’impresa. Ne cito solo uno: 30 miliardi di dollari per le cure mediche e i sussidi di disoccupazione dei veterani. Pensate che un mese fa <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">Chris Dodd</span>, presidente della Commissione finanze del Senato Usa, andava cercando 15 miliardi di dollari per salvare, tutte insieme, General Motors, Chrysler e Ford e fate due conti sulla perspicacia di Bush e dei suoi ministri.</p>
<p class="MsoNoteLevel1" style="text-align: justify; margin-left: 0cm; text-indent: 0cm">      <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">E visto che siamo in tema di economia: nell’ultimo anno gli Usa hanno prodotto 2 milioni di disoccupati</span>, dei quali oltre 500 mila nel solo novembre 2008. In dicembre, inoltre, la produzione industriale Usa è scesa di un altro 2%, il che fa meno 8% rispetto al dicembre del 2007. Gli economisti, per finire, prevedono che il prodotto interno lordo Usa risulti in calo, nel quarto trimestre 2008, del 7-8%.</p>
<p class="MsoNoteLevel1" style="text-align: justify; margin-left: 0cm; text-indent: 0cm">      <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">E’ questo ciò che lascia Bush ai suoi concittadini e al mondo</span>, visto che nessun presidente ha esaltato quanto lui il ruolo globale degli Usa. Ma non solo: qual è il bilancio della famosa campagna “democrazia e libertà” che doveva cambiare, in meglio ovviamente, il volto del pianeta? <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">L’Iraq, dopo 5 anni di guerra e 150 mila (secondo le stime ufficiali del Governo iracheno) civili morti</span> (oltre a 4.228 caduti tra i soldati Usa, quasi 45 mila soldati e poliziotti iracheni e circa 500 <span class="Apple-style-span" style="font-style: italic">contractors</span>), resta una grande pasticcio e non si sa ciò che potrà succedergli quando le truppe Usa si ritireranno.</p>
<p class="MsoNoteLevel1" style="text-align: justify; margin-left: 0cm; text-indent: 0cm">      <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">L’Iran è in agguato e la sua corsa verso la bomba atomica</span>, direttamente conseguente alla destabilizzione portata nella regione da Bush (che ha eliminato Saddam, il dittatore che si opponeva alla dittatura degli ayatollah), ha quasi rovinato uno dei pochi risultati conseguiti negli ultimi anni: il blocco della proliferazione nucleare. Nel resto del Medio Oriente, come vediamo in questi giorni, gli spazi di pace e democrazia si riducono invece di aumentare. Che altro? Ah, sì, in Afghanistan come andrà a finire? Intanto va sempre peggio.</p>
<p class="MsoNoteLevel1" style="text-align: justify; margin-left: 0cm; text-indent: 0cm">      Quindi: come facciamo a stupirci se <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">Obama</span> non può archiviare di colpo una simile eredità? E’ già tanto che non ne venga travolto, ipotesi che, con tutta la stima per il nuovo Presidente, ancora non mi sento di escludere.</p>
<p class="MsoNoteLevel1" style="text-align: justify; margin-left: 0cm; text-indent: 0cm"><span> </span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2009/01/18/troppa-fretta-con-obama-ancora-sepolto-dalle-macerie-di-bush/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA GUERRA DI GAZA E IL PARTITO DEGLI &#8220;SPARA SPARA&#8221;: POVERA BORGHESIA ITALIANA</title>
		<link>http://www.fulvioscaglione.com/2009/01/05/la-guerra-di-gaza-e-il-partito-degli-spara-spara-povera-borghesia-italiana/</link>
		<comments>http://www.fulvioscaglione.com/2009/01/05/la-guerra-di-gaza-e-il-partito-degli-spara-spara-povera-borghesia-italiana/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 22:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bomba atomica]]></category>
		<category><![CDATA[Ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[fondamentalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[Hezbollah]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Sarkozy]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fulvioscaglione.com/index.php/medio-oriente/la-guerra-di-gaza-e-il-partito-degli-spara-spara-povera-borghesia-italiana/</guid>
		<description><![CDATA[      L&#8217;editoriale di Ostellino sulla prima pagina di oggi completa il capolavoro giornalistico che il Corriere della Sera ha realizzato negli ultimi giorni, riuscendo quasi a far scomparire la parola &#8220;Gaza&#8221; dalle cronache. Non un&#8217;immagine dalla Striscia, ovviamente, ma articoli su articoli sulle ragioni di Israele, sul fanatismo di Hamas, sull&#8217;appoggio internazionale alle decisioni del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>      L&#8217;editoriale di Ostellino sulla prima pagina di oggi completa il capolavoro giornalistico che il <em>Corriere della Sera</em> ha realizzato negli ultimi giorni, riuscendo quasi a far scomparire la parola &#8220;Gaza&#8221; dalle cronache. Non un&#8217;immagine dalla Striscia, ovviamente, ma articoli su articoli sulle ragioni di Israele, sul fanatismo di Hamas, sull&#8217;appoggio internazionale alle decisioni del Governo Olmert. Con un effetto surreale: <strong>la guerra di Israele è giusta ma del nemico non sappiamo null</strong>a perché, con uno stile degno della vecchia propaganda sovietica, non lo si nomina, non lo si mostra, delle sue ragioni e delle sue affermazioni non si parla. Chissà se esiste davvero?</p>
<p>     <strong>Ostellino chiude il cerchio</strong>. Intendiamoci, sulla <em>Stampa è</em> persino rispuntato Antonio Martino, così preso dalla sua foga anti-araba da dare dell&#8217;antisemita al presidente francese Sarkozy, quindi tutto è possibile. Ma l&#8217;editoriale di cui sopra è, nel suo genere, un piccolo capolavoro. Il concetto, anche se il giornalista cerca di pasticciarlo con citazioni che vanno da <strong>Sofri</strong> alla <strong>Arendt</strong> a <strong>Bentham</strong>, è semplice: in generale tutta la colpa è degli arabi, nel particolare di questa crisi è di Hamas, paragonato niente meno che a Hitler e al nazismo.</p>
<p>    <strong>E&#8217; abbastanza difficile trovare radunate tante sciocch</strong>ezze per giustificare una sola affermazione, per giunta rozza. Che una cosa così faccia da porta-bandiera al quotidiano della meglio borghesia italiana dimostra che cosa sia, o sia diventata, la classe che nel nostro Paese dovrebbe dettare il passo dello sviluppo economico e della civiltà politica. Un simile articolo, infatti, presume che il lettore non sappia nulla di storia e quindi ignori il fatto che <strong>l&#8217;Inghilterra, potenza mandataria in Palestina dal 1922 al 1947</strong>, avesse promesso nel 1917  ai leader del movimento sionista (con la Dichiarazione Balfour) proprio quanto nel 1916 aveva promesso a <strong>Hussein ibn Ali</strong>, sceriffo della Mecca: uno Stato autonomo e indipendente a base religiosa. Musulmano per gli uni, ebraico per gli altri. Si sa com&#8217;è andata. Ma la fregatura presa forse contribuisce a spiegare perché i Paesi arabi non presero con <em>fair play</em> la nascita del pur legittimo Stato ebraico, lanciandosi in una serie di guerre dall&#8217;esito disastroso. Allo stesso modo il lettore di Ostellino non sa (anche perché nessuno glielo racconta) che i sionisti più saggi, quelli che conoscevano la Palestina, si erano premurati di avvisare i compagni di ideale del fatto che quella terra non era deserta, anzi, era assai popolata, per di più da gente che con ogni probabilità non avrebbe gradito l&#8217;improvviso ritorno dei &#8220;padroni di casa&#8221;. </p>
<p>    <strong>Il <em>Corriere</em> non ci risparmia neppure l&#8217;equazione Hamas uguale Hitler, che fa sempre effetto</strong>. Perché contro i nuovi Hitler tutto è permesso, ovviamente, quindi non si può certo stare a guardare se ci rimettono la pelle centinaia di donne e bambini. Certo, c&#8217;è il piccolo particolare che Hitler aveva dietro di sé la potenza (militare ma non solo) della Germania, agli inizi del secolo scorso uno dei Paesi più sviluppati e industrializzati del mondo, mentre <strong>Hamas spara i razzi Qassam</strong>. Certo, c&#8217;è il piccolo particolare che Israele può radere al suolo Gaza e decimare i palestinesi che la abitano mentre Hamas non può fare il contrario. Ma che fa, mica andremo a spaccare il capello, anche se poi la legittimità politica di un&#8217;azione militare si giudica dai risultati ottenuti, dai mezzi impiegati e dal costo sopportato dai belligeranti e dalle popolazioni,e così sarà anche per questa guerra di Gaza.</p>
<p>  <strong>Ostellino, poi, fa la scoperta del secolo: la responsabilità di questa crisi è di Hamas</strong>. Qualcuno lo nega? Figuriamoci, lo ha detto persino il leader palestinese <strong>Abu Mazen</strong>. Ma questo vuol dire che la risposta di Israele è insindacabile? Che non si può porre alcun limite al diritto a difendersi? Che qualunque mezzo e prezzo è legittimo? E se Israele decidesse di usare la bomba atomica, che detiene fuori da qualsiasi trattato internazionale, per risolvere il problema di Hamas una volta per tutte? Perché no, in fondo: nulla ci dice, almeno fino a queste ore, che l&#8217;invasione di Gaza basterà a sradicare Hamas e i lanciatori di razzi. Nè che l&#8217;obiettivo di eliminare Hamas sia raggiungibile, o che ciò che eventualmente ne prenderà il posto sarà migliore di questi <strong>idioti barbuti che hanno pianificato una piccola strage di cui vantarsi presso l&#8217;Iran</strong> e gli altri regimi arabi e che adesso si trovano alle prese con una strage enorme.</p>
<p>     <strong>Quando in Palestina si scatena una crisi come quella che stiamo vivendo, in Italia subito alza la voce il partito dei &#8220;spara spara&#8221;</strong>. Un carro di Tespi un po&#8217; penoso, che valuta l&#8217;efficacia delle azioni dal numero delle bombe lanciate e che per di più fa finta di fare analisi politiche in nome dell&#8217;amicizia con Israele. Li abbamo visti all&#8217;opera nel 2006, con la guerra di Israele in Libano. <strong>Allora l&#8217;obiettivo era sradicare Hezbollah, adesso Hezbollah governa il Libano.</strong> Con Hamas non succederà, almeno non in questi termini. Ma i morti di Gaza potrebbero scavare la fossa ai moderati di Abu Mazen in Cisgiordania e potenziare all&#8217;infinito il senso di estraneità allo Stato ebraico che già dimostrano, astenendosi al momento del voto, i palestinesi cittadini di Israele, pari al 21% della popolazione totale. <strong>Gli ebrei oggi sono circa il 50% dei 10 milioni di abitanti della Palestina storica e tra un decennio saranno il 35%</strong>. Il partito degli &#8220;spara spara&#8221; lo sa? La borghesia imprenditoriale a cui vendono fumo lo capisce? Quisquilie, mi rendo conto, rispetto a una bella bomba al fosforo. Gli israeliani hanno le infinite perle di saggezza della loro tradizione religiosa, filosofica e letteraria. Se non si offendono, ecco un proverbio italiano: da certi amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fulvioscaglione.com/2009/01/05/la-guerra-di-gaza-e-il-partito-degli-spara-spara-povera-borghesia-italiana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

