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	<title>Fulvio Scaglione - Giornalista &#187; Berlusconi</title>
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		<title>TREMONTI PROFETA ANCHE SUL GOVERNO</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 15:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avendo la rara occasione di incontrare il ministro Giulio Tremonti, mi sono riletto &#8220;La paura e la speranza&#8221;, il libro (pubblicato da Mondadori) che ha contribuito alla sua meritata fama di &#8220;uomo che seppe prevedere la crisi&#8221;. Il saggio è tutto interessante, è ovvio. Ma mi ha colpito quanto scrisse allora (2008) Tremonti sui governi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avendo la rara occasione di incontrare<strong> il ministro Giulio Tremonti</strong>, mi sono riletto &#8220;La paura e la speranza&#8221;, il libro (pubblicato da Mondadori) che ha contribuito alla sua meritata fama di &#8220;uomo che seppe prevedere la crisi&#8221;.</p>
<p><span id="more-9883"></span></p>
<div id="attachment_9888" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/tremonti.jpg"><img class="size-full wp-image-9888" title="tremonti" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/tremonti.jpg" alt="Il ministro Giulio Tremonti con Silvio Berlusconi." width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il ministro Giulio Tremonti con Silvio Berlusconi.</p></div>
<p>Il saggio è tutto interessante, è ovvio. Ma mi ha colpito quanto scrisse allora (2008) Tremonti sui governi. Sembra scritto oggi per il Governo di cui lui stesso fa parte. Ecco il brano.</p>
<blockquote><p>&#8220;L&#8217;intensità<em> straordinaria</em> dei problemi che arrivano da fuori sull&#8217;Europa sovrasta la forza<em> ordinaria </em>dei governi, per una ragione molto semplice: sono problemi che, imponendo riforme ad alto impatto economico e sociale,<strong> non possono essere gestiti con il 50 virgola qualcosa di suffragio elettorale,</strong> come invece è stato finora per decenni e decenni.</p>
<p>E&#8217; questa la ragione per cui nell&#8217;Europa continentale il pendolo della politica non va più da destra a sinistra, o da sinistra a destra, ma in una direzione sola: contro i governi in carica.<strong> E la soluzione non è nella scorciatoia delle leggi elettorali.</strong></p>
<p>Difatti, se sei minoranza o risicata maggioranza nel Paese e diventi larga maggioranza in Parlamento solo perché la legge elettorale ti attribuisce un <em>premio</em> &#8211; un premio di collegio o un premio nazionale &#8211; comunque non riesci a governare solo per effetto di questo artificio. Le leggi elettorali premiali di questo tipo funzionavano infatti per il governo della normalità.<strong> Non funzionano più, se come ora devi governare problemi straordinari.</strong> Se hai il 40% dei voti nel Paese e vinci per premio il 55% dei seggi in Parlamento, vinci le elezioni ma non vinci il governo&#8221;.</p></blockquote>
<p>La legge elettorale vigente in Italia, a suo tempo redatta dal leghista Calderoli ma con l&#8217;aiuto dello stesso Tremonti, garantisce un minimo di 340 seggi (sui 630 totali) alla Camera dei deputati alla coalizione che ottiene la maggioranza relativa dei voti. Come &#8220;premio&#8221; è enorme ma non è questo il punto. <strong>Dalla fine del 2010, con la defezione dei finiani, il Governo Berlusconi ha appunto una maggioranza risicata,</strong> contrattata di settimana in settimana con i &#8220;responsabili&#8221; e altri transfughi; subisce il dissenso della Lega su questioni certo non secondarie (la difesa dell&#8217;industria nazionale, per esempio, o la guerra in Libia); è esso stesso spaccato sulla politica economica (vedi il rigore di Tremonti contro il rilancio auspicato da Galan e altri ministri).  Caro ministro Tremonti, proprio per le sfide eccezionali e per le riforme da fare, non è ora di staccare la spina a Berlusconi?</p>
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		<title>SARKO E BERLU&#8217;, FALLIMENTI PARALLELI</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2011 21:22:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[La bega tra Francia e Italia sugli immigrati tunisini, sulle frontiere, sul Trattato di Schengen è così triste e patetica che verrebbe voglia di non occuparsene. Ma non si può. Non tanto per il nodo della contesa (la sorte, appunto, dei tunisini) ma per ciò che essa ci dice dei nostri Paesi e dell&#8217;Europa intera. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La bega tra Francia e Italia sugli immigrati tunisini, sulle frontiere, sul Trattato di Schengen è così triste e patetica che verrebbe voglia di non occuparsene. Ma non si può. Non tanto per il nodo della contesa (la sorte, appunto, dei tunisini) ma per ciò che essa ci dice dei nostri Paesi e dell&#8217;Europa intera.</p>
<p><span id="more-9784"></span></p>
<div id="attachment_9793" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/due.jpg"><img class="size-full wp-image-9793" title="PD*27160657" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/due.jpg" alt="Nicolas Sarkozy e Silvio Berlusconi." width="300" height="188" /></a><p class="wp-caption-text">Nicolas Sarkozy e Silvio Berlusconi.</p></div>
<p>Riassumendo: la Francia propone di sospendere il Trattato di Schengen o almeno di rivederlo in modo da ricostituire quelle frontiere nazionali che, all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea, dal 1985 erano state appunto abolite in nome della libera circolazione delle persone e delle merci. Si badi bene: sono gli stessi mugugni (che ci stiamo a fare in Europa? a che serve il Trattato di Schengen?) che si erano levati dal nostro Governo e intorno a esso dopo che gli altri Paesi dell&#8217;Unione Europea ci avevano dato torto (24 contro 3) sui permessi temporanei di soggiorno concessi dall&#8217;Italia ai tunisini. <strong>Però adesso, di fronte alla &#8220;minaccia&#8221; di Sarkozy, ecco i nostri prodi diventare frenatori: parliamone, discutiamone, non prendiamo decisioni affrettate&#8230;</strong> Sanno bene, Berlusconi, Maroni e giù di lì, che se tornassero le frontiere saremmo davvero soli a gestire i flussi migratori del Mediterraneo. Molto, molto più soli di adesso. E molto, molto più nei guai.</p>
<p>Ovviamente, questo è un gioco in cui il più pulito ha la rogna, come dice il proverbio. La Francia, che pure spara allegramente, dice che non c&#8217;è alcuna crisi nel Mediterraneo, quindi i tunisini sono un problema solo nostro. Noi, che abbiamo Pulcinella nel sangue, che cosa facciamo? <strong>Gridiamo dai tetti che questi sono invasori, volgari immigrati clandestini da rimandare a casa loro. Poi gli diamo un permesso di soggiorno provvisorio e facciamo finta che scappino dai centri di raccolta</strong>, sapendo benissimo che si avvieranno verso la Francia. Come dice Alfredo Mantica, sottosegretario agli Esteri: &#8220;Noi stessi abbiamo attuato delle strategie di autoprotezione, consentendo che molti immigrati si spingessero fino a Ventimiglia. Nessuno di noi ha mai pensato che volessero andare al mare&#8230;&#8221; (<em>La Stampa</em>, 23 aprile 2011, pag. 3)</p>
<p>E infatti: <strong>dei 22-25 mila tunisini sbarcati, dice il sindacato di polizia, almeno 10 mila sono già in Francia.</strong> Ovvio che Sarkozy non ci stia a farsi prendere per il naso, anche se sulla questione globale ha torto marcio. Così minaccia il Trattato di Schengen e a noi vengono i sudori freddi.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/venti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9796" title="venti" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/04/venti.jpg" alt="venti" width="300" height="225" /></a>Berlusconi e Sarkozy si devono incontrare presto, un compromesso lo troveranno. Un pateracchio, ma qualcosa inventeranno. Intanto possiamo avanzare qualche considerazione.</p>
<ol>
<li>Questa lite mostra che<strong> sia Silvio sia Sarko sono andati a sbattare in un fallimento politico piuttosto clamoroso</strong>. Si erano offerti alle masse come leader decisionisti, risolutori di problemi in nome di una visione del mondo simile, riformatori. L&#8217;uno e l&#8217;altro hanno mantenuto pochissime delle loro promesse elettorali, hanno riformato poco o nulla e si ritrovano ora a rincorrere le destre (<strong>la Lega Nord in Italia, il Fronte nazionale della Le Pen in Francia</strong>) nella speranza di restare incollati al potere ottenuto. E non solo: Sarko cerca di rifarsi una faccia bombardando le truppe di Gheddafi, Berlusconi invece di Gheddafi è orfano, perché senza lo sgherro libico non ha uno straccio di politica mediterranea. Magari ce la faranno, chissà, e ce le troveremo al potere ancora per anni. Come leader, però, sono equiparabili a certi Governi della prima Repubblica: balneari.</li>
<li> Sia Sarko sia Berlù confermano la legge universale della politica europea:<strong> le destre, non importa quanto moderate o bene educate, producono solo più destra.</strong> I casi dell&#8217;Italia (a fine 2010, quando si pensava di poter votare presto, tutti pronosticavano una crescita della Lega Nord) e della Francia (<strong>Marina Le Pen avanza come un treno</strong>), come quelli dell&#8217;Ungheria e della Finlandia, per non parlare dell&#8217;Austria ma anche della Gran Bretagna, sono piuttosto eloquenti. Mediocri al governo, i famosi &#8220;moderati&#8221; aiutano la crescita di chi moderato non è. Complimenti.</li>
<li><strong>Le destre, non importa quanto moderate e bene educate, sono incompatibili con l&#8217;ideale europeistico.</strong> In soli due anni di Governo della Ue, il Partito popolare europeo (non più democratico cristiano ma dominato dai Sarkozy e dai Berlusconi) e i movimenti euroscettici hanno distrutto anche quel tanto di significativo che era stato con gran fatica costruito. Proprio questo, e non altro, significa proporre l&#8217;abolizione del Trattato di Schengen.</li>
</ol>
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		<title>IL GOVERNICCHIO E IL TALENT SHOW</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 20:58:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nulla parla del Governicchio dei guardaspalle in modo più eloquente dei fatti di questi giorni. Mentre il Real Silvio organizza il suo talent show a Lampedusa, promettendo ciò che non farà mai (casinò, campo da golf, insomma l&#8217;età dell&#8217;oro, una versione isolana del famoso &#8220;nuovo miracolo italiano&#8221;), e facendo ciò che non si dovrebbe fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nulla parla del Governicchio dei guardaspalle in modo più eloquente dei fatti di questi giorni. Mentre il Real Silvio organizza il suo <em>talent show</em> a Lampedusa, promettendo ciò che non farà mai (casinò, campo da golf, insomma l&#8217;età dell&#8217;oro, una versione isolana del famoso &#8220;nuovo miracolo italiano&#8221;), e facendo ciò che non si dovrebbe fare mai (ostentare la ricchezza, mi compro una villa quando voglio, sotto gli occhi di chi sta male, lampedusano o immigrato che sia), <strong>i sottopanza approfittano della distrazione generale </strong>per far passare l&#8217;unica legge che a loro interessi: l&#8217;immunità dalle leggi per il Capo, colui che protegge tutti, l&#8217;unica vera fonte di esistenza e sussistenza di questa pseudo-classe politica.</p>
<p><span id="more-9519"></span></p>
<div id="attachment_9534" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-9534" title="berlu" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/03/berlu.jpg" alt="Silvio Berlusconi a Lampedusa." width="300" height="167" /><p class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi a Lampedusa.</p></div>
<p>Vogliono farcela ma, soprattutto, devono farcela. Se non ottengono il &#8220;processo breve&#8221; che sarà mai di loro? Silvio se la caverebbe comunque, come in fondo se la cavò il suo mentore <strong>Bettino Craxi</strong>, che andò a spiaggiarsi in Tunisia. Ma loro? Gli ex fascisti entrati finalmente nelle stanze del potere e nella mangiatoia? Le mezzecalze che nella Dc avrebbero fatto al massimo i passacarte di qualche onorevole? I &#8220;responsabili&#8221;? <strong>Basta vedere la bava alla bocca</strong> che gli viene quando incontrano qualche ostacolo: lì non c&#8217;è più rispetto per nessuno, presidente della Repubblica, presidente della Camera o collega disabile che sia. Ma la posta è alta, si può capirli.</p>
<p>Ma se uno alza gli occhi dalla suburra para-televisiva, dallo spettacolino truccato che ogni giorno mette in scena Berlusconi, <strong>vede in azione lo squallore del Governicchio, il dilettantismo di fondo di quella che, più che una compagine, è una compagnia di giro. </strong>Avevamo un piano per accogliere e contenere 50 mila immigrati (non profughi, mi raccomando!), questo hanno strombazzato in giro per tutti i canali Tv gli uomini del Capo. <strong>Ma con 20 mila arrivi in tre mesi siamo già alla frutta: per mandare qualche nave a Lampedusa ci sono volute settimane, il famoso accordo con le Regioni è carta straccia</strong>, i sindaci si ribellano al buon ministro Maroni. Molti sospettano che sia stato tutto creato ad arte, per poi consentire a Berlusconi la passerella miracolosa. Che peccato, allora che il ministro La Russa gli abbia rovinato tutto con quella scenata alla Camera.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_9540" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><strong><strong><img class="size-full wp-image-9540" title="sbarco" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/03/sbarco.jpg" alt="Uno dei tanti sbarchi a Lampedusa." width="300" height="225" /></strong></strong><p class="wp-caption-text">Uno dei tanti sbarchi a Lampedusa.</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Maroni, sia detto senza astio, raccoglie nel momento della crisi esattamente quanto ha seminato per anni, come esponente della Lega Nord ma anche come ministro.</strong> La cultura del rifiuto e del rastrellamento si rivolta contro di lui, che vorrebbe distribuire gli immigrati ma si prende dei &#8220;no&#8221; da ogni parte. E questo è il Paese, questo è il Governo che vorrebbe fare le centrali nucleari! Pensa un po&#8217; se, al posto di un po&#8217; di tendopoli per profughi, dovessero distribuire dei reattori nucleari o dei depositi di scorie radioattive&#8230;</p>
<p><strong>Il Governicchio prende sberle in Europa, dove nessuno se lo fila.</strong> Ci hanno fatto grandi pernacchie e lasciati completamente soli di fronte a un&#8217;emergenza continentale, alla guerra che scuote il Mediterraneo. <strong>La Francia ci ha persino chiuso il confine in faccia</strong>, alla faccia (appunto) del Trattato di Schengen e della libera circolazione in Europa. Da Ventimiglia a Mentone si apprezza tutta la differenza tra la destra da osteria che abbiamo noi, e la destra odiosa ma almeno capace di fare la destra che hanno loro; tra un ministro che di fronte a una crisi epocale riesce solo a dire &#8220;Immigrati fora di ball!&#8221; (ragionamento, appunto, da osteria) e <strong>un Presidente come Sarkozy</strong> che in Libia vede un&#8217;occasione di interesse nazionale e ci si butta senza esitare. Ma vi ricordate che Maroni ebbe persino il becco di dire: &#8220;Gli Usa si diano una calmata&#8221;. Gli Usa! E ora basta un sindaco per dare una calmata a lui, il nostro ministro dell&#8217;Interno.</p>
<p>D&#8217;altra parte, non eravamo pochi a dire e scrivere che <strong>l&#8217;accordo sui migranti stretto con Gheddafi (a lui 5 miliardi di euro, armi e altri aiuti perché rastrellasse nel Mediterraneo i migranti e li buttasse in qualche galera delle sue) nascondeva un enorme cinismo e un sostanziale vuoto di idee. </strong>Quel che si vede adesso, insomma, mentre il buon Gheddafi è troppo impegnato a bombardare i concittadini per occuparsi dei migranti. Almeno metà dei profughi fuggiti dalla Libia per colpa della guerra sono cittadini del Bangladesh, che in Libia avevano lavoro e alloggio. Hanno perso tutto e stanno nelle tende in Tunisia: se prendessero un barcone e arrivassero a Lampedusa, come li gidicherebbero i vari Cota&amp;C? Profughi? Immigrati clandestini?</p>
<p>Certo, hanno ragione tutti gli illuminati e i benpensanti che dicono: è un problema dell&#8217;Europa. Ovvio che sia così. Purtroppo, cari illuminati benpensanti, <strong>gli altri Paesi d&#8217;Europa sono pieni di politici come Bossi, ministri del &#8220;fora di ball!&#8221;, populisti da quattro soldi che sulla xenofobia si sono fatti una carriera. </strong>E secondo voi questi qui dovrebbero dire, proprio adesso: ah già, la crisi del Mediterraneo è un problema europeo, dobbiamo impegnarci tutti insieme? Ma se in Germania arrivasse dal Mare del Nord un&#8217;ondata migratoria di russi, per dire, secondo voi che cosa direbbero Bossi, Maroni, Cota e compagnia bella? Direbbero &#8220;prego, mandatecene un po&#8217;&#8221; o direbbero &#8220;affari vostri&#8221;?</p>
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		<title>IL GOVERNICCHIO</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 20:39:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fondamentalmente incaricato di far da guardaspalle a Silvio Berlusconi, ai suoi problemi e ai suoi affari, quello attuale, più che un Governo, è un Governicchio. Bada a Silvio e nei ritagli di tempo, quando ha tempo e voglia, all&#8217;Italia. Nel modo che alcune vicende recenti, che qui provo a elencare, esemplificano in modo efficace. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fondamentalmente incaricato di far da guardaspalle a Silvio Berlusconi, ai suoi problemi e ai suoi affari, quello attuale, più che un Governo, è un Governicchio. Bada a Silvio e nei ritagli di tempo, quando ha tempo e voglia, all&#8217;Italia. Nel modo che alcune vicende recenti, che qui provo a elencare, esemplificano in modo efficace.</p>
<ol>
<li><span id="more-9460"></span></li>
</ol>
<p><img class="alignright size-full wp-image-9472" title="governicchio" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/03/governicchio.jpg" alt="governicchio" width="300" height="243" /></p>
<ol>
<li><strong>La crisi della Libia,</strong> che è poi solo l&#8217;episodio a noi più vicino di un rivolgimento epocale che riguarda l&#8217;intero Medio Oriente. <strong>Il ministro Frattini si sbatte per due</strong> (alla lettera, perché si porta sulle spalle il fardello di Berlusconi) ma le esitazioni del Premier, apertamente nostalgico dei bei vecchi tempi con la tenda del Rais piantata nei parchi di Roma, azzoppano ogni suo passo. Prima stiamo a guardare, bofonchiando con Bossi che arriveranno le orde di clandestini; nel frattempo, <strong>Francia e Gran Bretagna, con l&#8217;appoggio degli Usa, ci sorpassano in tromba e prendono il comando delle operazioni.</strong> Allora noi chiediamo che intervenga la Nato contro il perfido francese, e ci sentiamo i più furbi del mazzo. Il comando Nato intanto non è ancora partito ma Francia e Gran Bretagna, che per non sbagliare bombardano Gheddafi, sono già altrove: trattano un&#8217;uscita diplomatica per il Rais. Allora diciamo &#8220;anche noi, anche noi&#8221;, e studiamo un asse con la Germania. Continuiamo a inseguire, con la lingua sempre più fuori. E applichiamo la politica del sor Tentenna (vado e non bombardo, bombardo solo un poco, bombardo a giorni alterni, pattuglio qui oppure là) al tracollo del regime che ci vendeva il 25% del petrolio e il 12% del gas che consumiamo.</li>
<li><strong>I profughi o i clandestini. </strong>Il ministro Maroni ha già provato a far la voce grossa con l&#8217;Unione Europea e i suoi colleghi (di ruolo e di orientamento ideologico) gli hanno fatto dei gran pernacchioni. Intanto, i suoi colleghi della Lega Nord finiti a governare le Regioni
<div id="attachment_9475" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-9475" title="maroni" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/03/maroni1-150x150.jpg" alt="Il ministro Maroni." width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Il ministro Maroni.</p></div>
<p>fanno il solito giochino. <strong>A Roma dicono una cosa (ognuno di noi smaltirà una quota degli arrivi), appena tornati a casa dicono l&#8217;opposto</strong>: solo i profughi della Libia, gli altri sono clandestini e non li vogliamo. Sono le stronzate del Governicchio. Più di metà dei profughi fuggiti dalla Libia e ammassati nei campi appena dentro la Tunisia sono cittadini del Bangladesh. Con la guerra civile libica hanno perso il lavoro e i pochi beni, qualcuno anche la vita. Se arrivasse a Lampedusa un barcone di questa gente, li considereremmo clandestini da respingere in mare e non profughi? Nel frattempo ci viene la bella idea di dare alle autorità della Tunisia 2 mila euro per clandestino/profugo riaccolto: <strong>un ottimo sistema per farsi ricattare a vita</strong> (li fai partire, poi prendi pure i soldi per riaccoglierli, e così via), così com&#8217;era riuscito a fare l&#8217;assai più furbo Gheddafi. Intanto Berlusconi va ai vertici europei e tace. <strong>Dovrebbe forse parlare il ministro delle Politiche Comunitarie, no? Peccato, non l&#8217;abbiamo più da novembre</strong>, da quando Ronchi (allora ministro) è passato con Fini. D&#8217;altra parte, in piena crisi mondiale, siamo stati nove mesi senza ministro dello Sviluppo Economico, diche possiamo lamentarci?</li>
<li>3. Già egregio governatore del Veneto, poi fugace ministro dell&#8217;Agricoltura impegnato soprattutto a minacciare dimissioni (mai date) contro provvedimenti che la Lega Nord ha sempre fatto passare, <strong>Giancarlo Galan è diventato ministro della Cultura. </strong>Dai
<div id="attachment_9476" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-9476" title="romano" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/03/romano-150x150.jpg" alt="Saverio Romano, nuovo ministro dell'Agricoltura." width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Saverio Romano, nuovo ministro dell&#39;Agricoltura.</p></div>
<p>pomodori agli arazzi, ma nel Governicchio tutto è possibile.<strong> </strong>Vabbè. <strong>Ma Galan è finito alla Cultura per far posto, all&#8217;Agricoltura, a Saverio Romano,</strong> uno dei &#8220;responsabili&#8221;, che per sostenere responsabilmente Berlusconi e il Governicchio hanno chiesto (e ottenuto) ministeri e prebende. Ministro, Romano, che viene nominato da un Presidente della REpubblica che dice: non ho appigli formali per rifiutare la nomina ma si faccia luce su certe sua faccende poco chiare. Sarà mai successo iun un&#8217;altra parte del mondo?</li>
<li>Per non fare la malinconica fine del suo predecessore Bondi, però, Galan ha chiesto una &#8220;dote&#8221; (240 milioni di euro, cito a memoria) per il suo nuovo ministero. Per costituirla, <strong>Berlusconi ha chiesto a Tremonti di mettere una tassa in più sulla benzina. </strong>Non contento di averci già regalato la massima imposizione fiscale nella storia della Repubblica e una delle più alte d&#8217;Europa (Padoa Schioppa era un santo, al confronto), il duo insiste e ci tira pure una fregatura: perché <strong>la nuova tassa, visti i consumi di benzina in Italia, renderà quasi un miliardo di euro se sarà di un centesimo e quasi due miliardi se sarà di due centesimi.</strong> Altro che i 240 milioni di euro per Galan, qui il Governicchio si fa il tesoretto a nostre spese.</li>
<li>Per finire, la vicenda Rai. Quel genio del <strong>direttore generale Masi, non abbastanza &#8220;cattivo&#8221; contro Santoro&amp;C a dispetto degli oltre 700 mila euro annui di salario, va a dirigere la Snam.</strong> Dalle antenne ai gasdotti, altro bell&#8217;esempio di onniscienza per uno che prima era stato alla Siae a occuparsi di diritti d&#8217;autore. Tra i candidati a sostituirlo c&#8217;è anche un ex manager della Edilnord di Berlusconi. Dai cantieri agli show.</li>
</ol>
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		<title>DESTRA-SINISTRA, GUERRA TRA MINORANZE</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 22:34:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DI GIORGIO VECCHIATO E così i Democratici hanno portato aPalazzo Chigile firme contro Berlusconi, che non saranno magari dieci milioni tondi, si sono giovate della scorciatoia di Internet, sono pure viziate dall’apporto di buontemponi ma comunque mantengono un loro indubbio peso. Un entusiasta Bersani ha poi citato Vasco Rossi, oggi più popolare di Goffredo Mameli: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DI GIORGIO VECCHIATO</p>
<p>E così i Democratici hanno portato aPalazzo Chigile firme contro Berlusconi, che non saranno magari dieci milioni tondi, si sono giovate della scorciatoia di Internet,<strong> sono pure viziate dall’apporto di buontemponi ma comunque mantengono un loro indubbio peso.</strong> Un entusiasta Bersani ha poi citato Vasco Rossi, oggi più popolare di Goffredo Mameli: quando “lui” andrà via, noi saremo ancora qui. Clima di battaglia, dunque, anzi di vittoria. Realistico o no, cerchiamo di capire.</p>
<p><span id="more-9265"></span></p>
<div id="attachment_9267" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-9267" title="bersani bici" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/03/bersani-bici.jpg" alt="Il segretario del Pd Bersani." width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Il segretario del Pd Bersani.</p></div>
<p>Sessanta e più anni fa, elezioni del 18 aprile 1948, gli italiani dovevano scegliere fra Stalin e l’Occidente. Mancando Internet,<strong> la spinta popolare si esercitava nei  comizi: e quelli di sinistra erano gremitissimi</strong>, assai più di quelli democristiani. La Dc però vinse a mani basse. Un capo socialista che si chiamava<strong> Pietro Nenni</strong>, alleato allora con i comunisti e in seguito dissociato, analizzò amaramente nei suoi diari la differenza fra la piazza e le urne. Non contava il numero dei dimostranti, anzi era illusorio. Contavano i voti.</p>
<p>Oggi tante cose sono cambiate. Non esistono più né Pci né Dc. Eppure, <strong>in quello che si continua a definire bipolarismo sebbene riemergano forze intermedie, permane il conflitto fra destra e sinistra</strong>. Che non si risolve con le piazze e i decreti ma, non troppo diversamente dal ’48, con libere elezioni. La sinistra sembra convinta che presto ci arriveremo, con esiti trionfali. La destra sostiene l’opposto, sghignazzando sulle firme.</p>
<div id="attachment_9269" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-9269" title="manifesto" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/03/manifesto.jpg" alt="Un manifesto di propoaganda elettorale del 1948." width="300" height="213" /><p class="wp-caption-text">Un manifesto di propoaganda elettorale del 1948.</p></div>
<p>Ovvio che, parlando dei due schieramenti, ci riferiamo ai loro capi e militanti. Il resto del Paese, che è in stragrande maggioranza, assiste preoccupato e attonito a questo show speculare. Di qua e di là solo grida di guerra, lasciando irrisolti i veri problemi nazionali.</p>
<p>Ora nessuno può dire se e quando finirà la legislatura. Quel che tutti sappiamo è che il mondo politico sta offrendo il peggio di sè. Le forze governative continuano a fossilizzarsi sulla giustizia, per di più a tutela del premier e non dei cittadini. L’opposizione fa del colore, confermandosi disunita e priva di un progetto credibile. Se in definitiva un pronostico elettorale si può azzardare, è questo: o cambiano davvero le cose, nei tempi che fatalmente si accorciano, o<strong> prevarrà il partito dell’astensione.</strong> Gli altri partiti, minoritari, fingeranno di esprimere la volontà popolare.</p>
<p><em><strong>di Giorgio Vecchiato</strong></em></p>
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		<title>PRESCRIZIONE LAMPO. E SE POI SILVIO&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 20:28:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DI GIORGIO VECCHIATO Un deputato del Pdl che è anche avvocato, Luigi Vitali, ha proposto una legge sulla prescrizione breve. Anzi sulla prescrizione immediata, nel senso che basterebbe aver superato i 65 anni per far prevalere le attenuanti sulle aggravanti e quindi, in pratica, ritrovarsi subito assolti. L’iniziativa non è piaciuta al collega Ghedini, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DI GIORGIO VECCHIATO</p>
<p>Un deputato del Pdl che è anche avvocato, <strong>Luigi Vitali</strong>, ha proposto una legge sulla prescrizione breve. Anzi sulla prescrizione immediata, nel senso che basterebbe aver superato i 65 anni per far prevalere le attenuanti sulle aggravanti e quindi, in pratica, ritrovarsi subito assolti. L’iniziativa non è piaciuta al collega Ghedini, il quale, al posto del “ma va là&#8230;” con cui zittisce in Tv gli avversari, ha detto due cose. Una, in via ufficiale, che c’è rischio di strumentalizzazioni; e in effetti si sa che la gente è cattiva. L’altra, in via ufficiosa, che ci risiamo col “tumulto degli imbecilli”. Chissà a chi si riferiva.</p>
<p><span id="more-9174"></span><strong></strong></p>
<div id="attachment_9178" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-9178" title="ghedini" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/03/ghedini.jpg" alt="Il ministro della Giustizia Alfano (a sinistra) e l'onorevole Ghedini." width="300" height="186" /><p class="wp-caption-text">Il ministro della Giustizia Alfano (a sinistra) e l&#39;onorevole Ghedini, avvocato di Berlusconi.</p></div>
<p><strong>In verità Vitali, al pari di Ghedini, si preoccupa dei processi a Berlusconi.</strong> Però non ritiene che la prescrizione supersonica miri a salvaguardare il suo capo. Quella da lui prospettata, ha detto in un’intervista, è una legge “erga omnes”, valida cioè per qualunque cittadino in età. “Poi può capitare che anche il premier ne tragga giovamento. Ma è una colpa?”. Per carità, nessuno parla di colpe. Né ha dubbi sugli intenti civici del Vitali e sul suo limpido disinteresse. Quando costui si dice disponibile a incarichi di Governo, precisando che “si vedrebbe bene” come sottosegretario alla Giustizia, salta agli occhi la mancanza di secondi fini. <strong>Vitali pensa al bene della Nazione</strong>, non ad altro.  Si riserva anzi di sottoporre la faccenda alla Consulta del Pdl e allo stesso Berlusconi, che non è parte in causa ma sicuramente apprezzerà l’intento “erga omnes”. Progresso giuridico, niente di personale.</p>
<p>Ora non si sa come il deputato Vitali vorrà sviluppare la sua idea. Potrebbe riferirsi ad altri casi cui Berlusconi è ugualmente estraneo: per esempio la prescrizione a chi indossa abiti blu e cravatte a pallini, o ha portato per un certo periodo la bandana, o si è visto ricrescere i capelli dopo una incipiente calvizie,<strong> o si serve di tacchi rinforzati per aumentare la statura</strong>. Di nuovo potrebbe capitare che il premier ne tragga vantaggio. Ma l’abbiamo già riconosciuto, non sarebbe una colpa.</p>
<p><em><strong>di Giorgio Vecchiato</strong></em></p>
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		<title>SILVIO VATTENE! FIRMATO: FINANCIAL TIMES</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 21:05:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A dispetto degli sforzi ben retribuiti dei vari Ferrara, Sallusti e Minzolini, la realtà esiste. Per chi non volesse proprio capirlo, ecco l&#8217;editoriale pubblicato tre giorni fa dal Financial Times, il più prestigioso quotidiano economico del mondo. Era intitolato: &#8220;Arrivederci Silvio&#8221;. In Italiano. Sette anni fa il medico di Silvio Berlusconi descrisse il premier italiano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A dispetto degli sforzi ben retribuiti dei vari Ferrara, Sallusti e Minzolini, la realtà esiste. Per chi non volesse proprio capirlo, ecco l&#8217;editoriale pubblicato tre giorni fa dal Financial Times, il più prestigioso quotidiano economico del mondo. Era intitolato: &#8220;Arrivederci Silvio&#8221;. In Italiano.</p>
<p><span id="more-8968"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8991" title="silvio" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/02/silvio1.jpg" alt="silvio" width="300" height="221" /></p>
<p>Sette  anni fa il medico di Silvio Berlusconi descrisse il premier italiano,  all&#8217;epoca sessantasettenne, &#8220;dal punto di vista tecnico, quasi  immortale&#8221;. A volte il miliardario magnate dei media sembra  politicamente quasi indistruttibile. Ma, proprio come le esagerazioni contenute nei commenti  del buon dottore, anche la carriera politica di  Berlusconi prima o poi arriverà alla fine. <strong>La cosa migliore, per  il suo Paese e per l&#8217;Unione Europea, sarebbe se quel momento arrivasse ora</strong> e non più avanti.</p>
<p>Questa settimana un  giudice di Milano deve decidere questa settimana se Berlusconi  debba andare sotto processo per aver pagato una ballerina di nightclub  minorenne in cambio di rapporti sessuali, e per aver usato il proprio  potere per farla rilasciare da una stazione di polizia dov&#8217;era trattenuta perché sospettata di furto. <strong>Sono pochissime le democrazie in cui un premier coinvolto in uno  scandalo del genere non dà le dimissioni</strong> per risparmiare al  proprio Governo e al proprioPaese i problemi che derivano dalla sua esigenza di ripulirsi il nome. Ma proprio il caso Ruby Rubacuori dimostra che questo non è lo stile di Berlusconi.</p>
<p><strong>Restando in carica, Berlusconi può essere sicuro  che il nome dell’Italia  continuerà a  essere trascinato nel fango</strong>, sotto la costante attenzione dei media  internazionali. Fa sí che la coalizione di  centro destra, già priva di un&#8217;affidabile maggioranza parlamentare, sia  distratta  dai propri doveri e incapace di un’azione politicamente vigorosa mentre  la crisi economica dell&#8217;Europa è lungi dall&#8217;essere risolta.   Infine rende l’Unione Europea poco credibile ed ipocrita nel cercare di impartire lezioni di buon governo a  Egitto, Tunisia e altri Stati non europei, mentre ha un   esempio supremo di malgoverno al suo interno.</p>
<p>Berlusconi  si considera vittima di una persecuzione di magistrati di sinistra, che  vorrebbero sovvertire il voto popolare e farlo cadere con un golpe giudiziario. <strong>Le sue lamentele hanno un qualche effetto solo perché  l&#8217;opposizione, un coacervo di ex-comunisti, cristiani democratici  progressisti, verdi ed altri, è cosí debole da fare sembrare i tribunali  la vera opposizione</strong>. Nonostante questo, l&#8217;eventuale uscita di scena di Berlusconi non  dovrebbe presentare problemi: il centro-destra italiano può  facilmente trovare un sostituto.</p>
<p>L&#8217;Italia  ha molti encomiabili servitori pubblici, da Giorgio Napolitano, il Capo  dello Stato, a Mario Draghi, governatore della Banca Centrale. Fanno  onore alla nazione e rappresentano il meglio dell&#8217;Italia. Berlusconi no, e il suo rifiuto a fare la cosa giusta e  mettersi da parte non è altro che una vergogna.</p>
<p><em><strong>Di seguito, la versione originale inglese dell&#8217;editoriale del Financial Times.</strong></em></p>
<p><em>Seven years ago Silvio Berlusconi’s doctor described the Italian prime   minister, then 67 years old, as “technically, almost immortal”. At  times  the billionaire media mogul appears politically almost  indestructible  as well. But just as the good doctor’s remark contained  more than a  touch of exaggeration, so Mr Berlusconi’s political career  is certain  one day to come to an end. It would be best for his nation,  and for the  European Union, if that moment arrived now rather than  later.</em></p>
<p><em>A  Milan judge is expected to rule this week on whether Mr Berlusconi   should stand trial on charges of paying for sex with an under-aged   nightclub dancer and using his power to free her from a prison where she   was held on suspicion of theft. There can be few democracies where a   prime minister caught up in such an affair would not tender his   resignation to spare his government and country difficulties while he   sought to clear his name. But as the tale of Ruby the Heart-Stealer is   teaching us, this is not Mr Berlusconi’s style.</em> <em> </em></p>
<p><em>By remaining at  his post, he ensures that Italy’s name will continue to  be dragged  through the mud under the relentless spotlight of the  international  media. He ensures that his centre-right coalition  government, with its  lack of a reliable parliamentary majority, will be  distracted from its  tasks and incapable of vigorous action at a time  when Europe’s sovereign  debt crisis is far from over. Lastly, he  ensures that the EU looks  foolish and hypocritical in delivering  lectures to Egypt, Tunisia and  other non-European countries on how to  govern themselves when it  contains such a supreme example of  misgovernment at its heart.</em> <em> </em></p>
<p><em>Mr  Berlusconi calls himself a victim of persecution by leftwing   prosecutors and judges bent on reversing the electorate’s verdict and   overthrowing him in a judicial coup d’état. His complaint has merit only   in the sense that his centre-left opponents, a jumble of  ex-communists,  progressive Christian Democrats, Greens and others, are  so weak that  the courts often look like the real opposition.  Nonetheless Mr  Berlusconi’s departure need not present a problem:  Italy’s centre-right  could easily find a replacement in its ranks.</em> <em> </em></p>
<p><em>Italy has numerous  fine public servants, ranging from Giorgio  Napolitano, its head of  state, to Mario Draghi, its central bank  governor. They do honour to  their country and represent the Italian  nation at its best. Mr  Berlusconi does not, and his refusal to do the  right thing and step down  is nothing short of shameful.</em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>OSTELLINO E FERRARA INQUINANO I POZZI</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 11:04:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Passato il primo momento di sconcerto gli inquinatori di pozzi hanno cominciato a fare il proprio lavoro. Sono i berlusconidi in doppio petto, quelli che lavorano ai fianchi la borghesia istruita e per bene. Loro non fanno il lavoro duro e in un certo senso onesto (o almeno chiaro) dei Minzolini, dei Sallusti o dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Passato il primo momento di sconcerto gli inquinatori di pozzi hanno cominciato a fare il proprio lavoro. Sono i berlusconidi in doppio petto, quelli che lavorano ai fianchi la borghesia istruita e per bene. Loro non fanno <strong>il lavoro duro e in un certo senso onesto (o almeno chiaro) dei Minzolini, dei Sallusti o dei Feltri,</strong> messì lì a presidiare l&#8217;ortodossia e il culto della personalità. Loro sono incaricati di fornire alle persone decenti gli argomenti e le scuse per allinearsi a un personaggio indecente ma forse conveniente.</p>
<p><span id="more-8529"></span></p>
<div id="attachment_8538" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-8538" title="berlu" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/01/berlu.jpg" alt="Silvio Berlusconi, primo ministro per la quarta volta dal 2008." width="300" height="188" /><p class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi, primo ministro dal 2008.</p></div>
<p>Nella mia personale top ten metto, in questa riedizione allargata del &#8220;caso Ruby&#8221;, <strong>Giuliano Ferrara e Piero Ostellino</strong>. In un pensoso editoriale, non a caso ripubblicato dal <em>Giornale</em>, il direttore del <em>Foglio</em> ci ricorda che lui si è presentato alle elezioni con una lista anti-aborto e che non ha simpatia per il degrado dei costumi, ma che nessuno può fare prediche a Berlusconi in questa società che ogni giorno rinnega la morale e attacca la vita. Giusto. In un certo (e molto parziale) senso. Limitiamo pure il numero di quelli che possono fare la predica ma cerchiamo di stare al punto. <strong>Silvio Berlusconi, in Italia e non solo, è un oligopolista della televisione, della pubblicità, dell&#8217;editoria e del cinema. </strong>E questo, ormai, da molti decenni. Non ha contribuito anche lui a costruirla, questa società che disprezza i valori? Il buon Ferrara ha mai dato un&#8217;occhiata alla programmazione dei canali Mediaset? Ha visto, per esempio, com&#8217;erano agghindate, in perfetto stile festa ad Arcore, le ballerine di <em>Zelig</em> ieri sera? Ha mai seguito i &#8220;dibattiti&#8221; del<em> Grande Fratello</em> o delle tante trasmissioni del primo pomeriggio? <strong>Insomma, di che cavolo parla, Ferrara? Del mondo reale o di quello dei sogni?</strong> Alla costruzione di questa società, così come essa è, il Cavaliere ha dato e dà una grossa mano con le sue aziende, assai prima che con i comportamenti privati. Ci vuol altro che qualche passeggiata in piazza San Pietro per farcelo dimenticare.</p>
<p>E poi c&#8217;è<strong> Ostellino</strong>, che ha fatto imbufalire anche una cinquantina di giornalisti del <em>Corriere della Sera</em>. La sua tesi è che molte donne hanno usato il proprio corpo per ottenere qualche grosso o piccolo vantaggio dal potente di turno. In una società liberale l&#8217;individuo fa ciò che vuole del proprio corpo e quindi le ragazze di Arcore  non possono essere considerate automaticamente delle &#8220;zoccole&#8221;. <strong>Il simpatico editorialista ci fa sempre questa pippa della società liberale e va cercandola anche nelle camere da letto di Arcore. </strong>Sullo zoccolame, non capisco bene il punto: se una ragazza la dà al professore per passarer l&#8217;esame è un conto, se la dà a tutti i professori un altro. Una che va con Berlusconi per la gloria di una sera e un braccialetto è un conto, una che eventualmente ci vada  tutti i fine settimana a tariffa fissa è un altro.</p>
<p><strong>Ma m&#8217;interessa di più la presunta passione per il liberalismo.</strong> Se badasse un po&#8217; meno agli alberi e desse un&#8217;occhiata alla foresta, Ostellino si sarebbe accorto che in Italia c&#8217;è un signore, di nome Silvio Berlusconi, che con la propria abilità e con la politica ha assunto posizioni dominanti in alcuni settori della vita economica. Quelli elencati (per di più, la Tv lavora con frequenze che appartengono allo Stato) ma anche le assicurazioni o la finanza.<strong> Siamo in una situazione in cui un ex socio del premier, il ministro Romani, deciderà l&#8217;assegnazione delle nuove frequenze televisive. Molto liberale, no? </strong>Ma su questo, non una parola.</p>
<p>Al fondo, e dietro tanti sofismi, il messaggio degli inquinatori di pozzi è un altro. Primo: siamo tutti uguali,dicono, quindi nessuno può rimproverare nulla a nessuno, neanche al Berlusconi dei festini. Sbagliato. E&#8217; vero il contrario: nessuno è come Berlusconi, in nessun altro Paese del mondo. <strong>L&#8217;anomalia italiana è lui, e solo lui</strong>. Secondo: se non c&#8217;è contenzioso penale non c&#8217;è nulla da dire, opgnuno di sé fa ciò che vuole. Sbagliato. <strong>Berlusconi non è un cittadino qualunque, uno dei 60 milioni di italiani. Lui è il primo ministro, l&#8217;unico e solo primo ministro del Paese.</strong> Il suo ruolo pubblico sovrasta quello privato, inevitabilmente. Inoltre, la dignità e l&#8217;affidabilità delle persone non si giudica solo con il codice penale. Posso stimare molto un amico ma se mi fa la pipì sul tappeto del salotto lo caccio di casa. E Berlusconi la fa sul tappeto di tutti, per abitudine.</p>
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		<item>
		<title>CARO GOVERNO, CE L&#8217;HAI COI BAMBOCCIONI MA POI FINANZI IL CEPU. PERCHE&#8217;?</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 14:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sempre più spesso ministri ed esponenti vari della maggioranza di Governo invitano i giovani a riscoprire il lavoro manuale e i loro genitori a indirizzare i pargoli verso gli istituti tecnici. Perché, com&#8217;è noto, è la società che deve adattarsi alla teoria e non il contrario. La predica è arrivata (vedi Repubblica di oggi) anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre più spesso ministri ed esponenti vari della maggioranza di Governo invitano i giovani a riscoprire il lavoro manuale e i loro genitori a indirizzare i pargoli verso gli istituti tecnici. Perché, com&#8217;è noto, è la società che deve adattarsi alla teoria e non il contrario. La predica è arrivata (vedi <em>Repubblica</em> di oggi) anche dalla prode<strong> Stefania Craxi</strong>, che quand&#8217;era vivo il babbo si dava da fare con le produzioni televisive e poi, mettendo a frutto il cognome e l&#8217;amicizia con Berlusconi, ha ereditato una comoda carriera politica. Chi meglio di lei per convincere i ragazzi a diventare tapezzieri o falegnami?</p>
<p><span id="more-8224"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8236" title="WORKERS" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2011/01/WORKERS.jpg" alt="WORKERS" width="300" height="220" /></p>
<p>Un altro gran teorico è <strong>il ministro Sacconi</strong>. Lui fa anche della filosofia: parla di &#8220;desideri trasformati in diritti&#8221; e così via. Bene. Allora mi piacerebbe sapere, da lui e dagli altri, come mai, se ne hanno le scatole piene di questi giovani che (orrore!) vogliono studiare e magari poi trovare un posto degno degli studi fatti,<strong> il loro Governo ha deciso di favorire con denari sonanti il Cepu e le altre &#8220;università telematiche&#8221;</strong>. Non c&#8217;erano abbastanza università in Italia? Non abbiamo forse fin troppi aspiranti laureati? E poi, francamente: queste &#8220;università telematiche&#8221; non funzionano nella maggior parte dei casi come diplomifici, incaricati appunto di trasformare il &#8220;desiderio&#8221; di una laurea in un &#8220;diritto&#8221;?</p>
<p>La cosa funziona così: con la Riforma Gelmini, le università che laureano a distanza potranno accedere alla quota di fondi destinata agli istituti non  statali come la Cattolica o la Bocconi. Bel paragone, no? Soprattutto se teniamo a mente i dati pubblicati da <strong>Sergio Rizzo</strong> sul <em>Corriere della Sera</em>: &#8220;Basta dire che <strong>gli 11 atenei telematici esistenti messi insieme,  ovvero l’11,5% delle università italiane (95 in tutto) hanno appena  sette professori ordinari</strong>. Sette su 18.861&#8243;.</p>
<p>Naturalmente ci sono le solite porcherie berlusconiane di mezzo. L’università San Raffaele di Roma, una delle &#8220;università telematiche&#8221; beneficiate, ha come azionista di controllo il gruppo Tosinvest di<strong> Antonio Angelucci</strong>, il re delle cliniche private: che è anche editore di Libero, deputato del Pdl e socio di Silvio Berlusconi, visto che la <strong>San Raffaele appartiene per l&#8217;8% a Fininvest servizi e per un altro 8% a  Mediolanum comunicazione</strong>, a sua volta controllata da una società di Ennio  Doris e dello stesso Berlusconi. Per non parlare del Cepu: il fondatore e proprietario, <strong>Francesco Polidori,</strong> in estate aveva messo la propria rete a disposizione della campagna elettorale la propria rete; e sua cugina Catia Polidori è quella famosa deputata del Fli che all&#8217;ultimo momento ha fornito uno dei tre voti che, il 14 dicembre, hanno salvato il Governo alla Camera.</p>
<p>Ma poiché il conflitto d&#8217;interessi non esiste, e comunque agisce solo per il bene del Paese, non baderemo a queste quisquilie. Mi fa più schifo, invece, che il Governo dica alle famiglie di piantarla con questa storia dell&#8217;istruzione del lavoro degno, mentre ai mammozzoni di regime elargisca favori proprio per l&#8217;esatto contrario. In modo che<strong> i bamboccioni veri, i figli di papà, possano arrivare alla laurea con l&#8217;aiuto dei quattrini di famiglia, mentre gli altri possono incamminarsi verso gli istituti tecnici</strong> e le splendide prospettive dell&#8217;artigianato. Sotto lo sguardo severo ma soddisfatto di Stefania Craxi.</p>
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		<title>WIKILEAKS, GLI USA NON CI AMANO PIU&#8217;</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 22:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio Scaglione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Usa]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>E così il ciclone Wikileaks si è finalmente scatenato. I 251 mila file, solo in piccola parte segreti, sono stati scaricati su internet e i soliti giornali (<a href="http://www.guardian.co.uk" target="_blank">The Guardian</a>, <a href="http://www.nytimes.com" target="_blank">New York Times</a>, <a href="http://www.lemonde.fr" target="_blank">Le Monde</a> e <a href="http://www.elpais.com" target="_blank">El Pais</a>) hanno cominciato a riempire le prime pagine. I soliti retori, puntuali e obbedienti non solo in Italia, hanno cominciato per tempo a distillare luoghi comuni sul &#8220;giornalismo anarchico&#8221;,  sulla riservatezza violata, sul rischio per le persone coinvolte. Sono, in realtà, tutte balle. Se Seymour Hersh e il <a href="http://www.newyorker.com" target="_blank">New Yorker</a> non avessero raccontato lo scandalo del carcere iracheno di Abu Ghraib, non avremmo mai saputo nulla delle torture ai danni dei prigionieri. Anche allora fu chiaro che lo sforzo militare americano avrebbe subito un danno d’immagine, che qualche segreto sarebbe stato violato e che forse qualche soldato sarebbe stato in pericolo. Nessuno, però, ha mai discusso la legittimità di quelle informazioni, né dubitato del fatto che fosse meglio sapere. Evitiamo, quindi, i moralismi inutili sull’ennesimo colpaccio di Wikileaks e di <strong>Julian Assange</strong> e andiamo piuttosto a vedere che cosa contengano e che cosa significhino, in particolar modo per l&#8217;Italia.</p>
<p><span id="more-7763"></span></p>
<div id="attachment_7767" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-7767" title="AssangeJ" src="http://www.fulvioscaglione.com/wp-content/uploads/2010/11/AssangeJ.jpg" alt="Julian Assange, &quot;mente&quot; di wikileaks." width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Julian Assange, &quot;mente&quot; di wikileaks.</p></div>
<p>Le comunicazioni riservate tra le ambasciate americane nel mondo e il Dipartimento di Stato, cioè il ministero degli Esteri Usa, diretto da <strong>Hillary Clinton</strong>, sono state precedute dal fuoco di sbarramento del nostro Governo che, evidentemente allertato dal Governo americano, ha sentito la necessità di parlare di un complotto ai danni dell’Italia (il Consiglio dei ministri), di un “11 settembre della diplomazia internazionale”  (il ministro degli Esteri Frattini), addirittura di “terrorismo” (il Pdl). Una campagna di contro-informazione per delegittimare le rivelazioni di Wikileaks? Certo, ma non solo.</p>
<p>Per capire il resto bisogna distinguere tra le chiacchiere e le notizie. Gli Stati Uniti avevano varato un&#8217;operazione di spionaggio ai danni del segretario generale dell&#8217;Onu, <strong>Ban Ki-moon</strong>? Colpisce ma non era difficile da immaginare. Un sacco di Paesi arabi e Israele premevano sugli Stati Uniti (e gli Usa a loro volta premevano sui Paesi europei, tra cui l&#8217;Italia) perché attaccassero <strong>l&#8217;Iran </strong>e i suoi impianti nucleari? Non avevamo bisogno di immaginarlo, lo sapevamo. Venendo a noi: i dispacci diplomatici che parlano di <strong>Silvio Berlusconi</strong> e di “party scatenati” appartengono al regno delle indiscrezioni da bar. Chiacchiere, appunto, che qualunque giornalista o semplice appassionato di gossip avrebbe potuto raccogliere e diffondere. Altro che Dipartimento di Stato, Cia, servizi segreti e ambasciate. Se invece salta fuori che a Washington pensano che il nostro primo ministro sia &#8220;incapace, vanitoso e inefficace come leader europeo moderno&#8221; e che sembri  “il portavoce di Putin”, questa è una notizia. <strong>Indica un distacco, inedito per l’Italia, rispetto al tradizionale alleato americano.</strong> Una freddezza nei rapporti politici che giustifica e spiega tutto il nervosismo mostrato dal nostro Governo alla vigilia della pubblicazione su Wikileaks. Se poi <strong>la stessa Hillary Clinton ha chiesto ai suoi un &#8220;supplemento d&#8217;indagine&#8221; sugli investimenti personali di Berlusconi e Putin</strong>, ecco certificato che il conflitto d&#8217;interessi non è solo un&#8217;ossessione della sinistra italiana.</p>
<p><strong>Dietro quel giudizio pure un po’ spregiativo, c’è tutta la proiezione verso Est della politica estera italiana.</strong> Fatta dei cordiali rapporti tra Silvio e Vladimir ma soprattutto degli accordi sul gas e sul petrolio, degli appalti alle grandi aziende come Finmeccanica, Eni ed Enel, e quindi per converso del tacito consenso italiano all’aggressività russa verso Paesi cari agli Usa come i Baltici, la Polonia, l’Ucraina. C’è il timore americano che l’Italia si affianchi alla Germania (altro Paese oggi non molto popolare a Washington: e infatti Wikileaks ha trovato commenti negativi anche sulla cancelliera <strong>Angela Merkel</strong>) nel costruire una relazione privilegiata con la Russia, magari fino a tracciare un asse filo-russo dentro l’Unione Europea. E c’è, ovviamente, tutta la disinvoltura del Cavaliere nel trasformare la politica in <em>business</em>, la sua simpatia per il conservatorismo populista incarnato negli Usa dai <em>Tea Party</em> ostili a Obama, il suo aver portato l&#8217;Italia ai margini di un’Europa che già come tale non è al centro dell’agenda politica americana.</p>
<p>In tutta la faccenda dei file di Wikileaks resta un aspetto da chiarire. Quelli sull’Iraq e sull’Afghanistan venivano da fonti interne alle forze armate Usa. Questi rapporti (quasi tutti relativi agli ultimi due anni) venivano trasmessi da 180 ambasciate americane nel mondo usando un sistema Internet chiamato Siprnet (<em>Secret Protocol Router Network</em>), gestito dall’esercito. <strong>La sensazione è che qualcuno, al Pentagono, non ami molto Barack Obama</strong> e stia facendo di tutto per metterlo in difficoltà, facendo uscire carte che mettono in imbarazzo lui e la sua amministrazione. Un giorno, forse, Wikileaks pubblicherà qualcosa in proposito.</p>
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