TURISTI FAI DA TE… IN SIRIA

turistiTuristi a Damasco.

Duemila dollari più il costo del volo aereo per otto giorni da turisti in Siria, girando le maggiori città tra cui Damasco, Aleppo e Palmira. È questa la proposta lanciata da due agenzie russe, Kilimanjaro e Miracle Tours, a quanto pare disposte a sfidare il buon senso, la prudenza e anche gli ammonimenti delle autorità. Compresi quelli dell’Agenzia federale russa per il turismo che ha invitato a sospendere qualunque viaggio in Siria «fino a quando la situazione non sarà normalizzata». L’agenzia Kilimanjaro, che aveva realizzato un primo tour nell’ottobre scorso e ne programmava un secondo per l’aprile 2020, ha ritirato l’offerta. La Miracle, invece, ha mantenuto i piani per un viaggio di gruppo che dovrebbe aver luogo nel marzo 2020.

Il prezzo è alto, soprattutto per un Paese in cui, dicono le statistiche, il salario medio sta intorno ai 750 dollari al mese, con punte intorno ai 1.200 dollari nella regione di Mosca. E le condizioni potrebbero non essere sempre agevoli, dalle parti di Damasco. Gli stranieri si muovono per il Paese in relativa sicurezza ma i russi non sono stranieri come gli altri. Il ruolo che le loro forze armate hanno avuto nel rovesciare le sorti della guerra a favore del presidente Bashar al-Assad potrebbe anche trasformarli in un bersaglio.

Nonostante questo, nel 2019, come scrive il Kommersant Daily sulla base dei dati forniti dal servizio doganale della Federazione russa, già 334 russi hanno fatto «vacanze» in Siria, il triplo di quanti avevano osato nel 2018. E gli esperti del settore turistico prevedono che si possano contare in migliaia già a partire dai prossimi anni.

Stiamo parlando di numeri ancora molto piccoli. Ma il turismo, prima del 2011 e dell’inizio della guerra, era una risorsa fondamentale per la Siria, che nel 2010 accolse 8,5 milioni di turisti con incassi per 9 miliardi di dollari. E ora potrebbe diventare anche uno strumento di iniziativa politica da parte dei Governi che non hanno mai condiviso l’ostracismo nei confronti di Assad. Della Russia, e del suo atteggiamento prudente, abbiamo detto. Si attende ora la Cina, che da molti anni usa i flussi di turisti anche come termometro dello stato dei rapporti con gli altri Paesi.

Si calcola che nel 2020 ben 190 milioni di turisti cinesi viaggeranno all’estero, spendendo 350 miliardi di dollari. Lo faranno nei Paesi che hanno ricevuto l’Approved Destination Status (Ads), una specie di «certificato di garanzia» che il Governo cinese può ritirare a piacimento. In Medio Oriente la Siria, a dispetto di tutte le difficoltà, è uno dei Paesi con l’Ads e coltiva l’ambizione di inserirsi prima o poi nel circuito dei turisti che Pechino cerca di promuovere secondo il progetto della nuova Via della Seta. I circa 400 mila turisti cinesi arrivati in Turchia nel 2018 e i circa 100 mila che hanno visitato l’Iran autorizzano anche la Siria a coltivare (senza fretta) qualche speranza.

Pubblicato in Babylon, il blog di Terrasanta.net

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Fulvio Scaglione

Mi chiamo Fulvio Scaglione, sono nato nel 1957, sono giornalista professionista dal 1983. Dal 2000 al 2016 sono stato vice-direttore del settimanale "Famiglia Cristiana", di cui nel 2010 ho anche varato l'edizione on-line. Sono stato corrispondente da Mosca, ho seguito la transizione della Russia e delle ex repubbliche sovietiche, poi l'Afghanistan, l'Iraq e i temi del Medio Oriente. Ho pubblicato i seguenti libri: "Bye Bye Baghdad" (Fratelli Frilli Editori, 2003) e "La Russia è tornata" (Boroli Editore, 2005), "I cristiani e il Medio Oriente" (Edizioni San Paolo, 2008), "Il patto con il diavolo" (Rizzoli 2017).

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