GAS ALL’UCRAINA, PAGHIAMO NOI

gasUn gasdotto in Ucraina.

Si è trovato l’accordo, la Russia ricomincerà a fornire il gas all’Ucraina. Il patto firmato da Russia, Ucraina e Unione Europea significa, oltre a un inverno forse più tranquillo per gli ucraini, una sola cosa: a pagare il gas all’Ucraina saremo noi cittadini della Ue. Diamo un’occhiata ai termini dell’accordo: Mosca ottiene 4 miliardi in anticipo sulle forniture future, per evitare che si ripeta l’accumulo di debiti da parte dell’Ucraina; l’Ucraina si impegna a pagare parte del debito per il gas in passato fornito dalla Russia con una tranche immediata da 1,45 miliardi e una seconda tranche da 1,65 miliardi da versare entro il 2014;  per le nuove forniture di gas, infine, l’Ucraina pagherà 378 dollari per mille metri cubi sino a fine anno, e a 365 sino a fine marzo 2015. 

Fatto qualche conto della serva, ciò vuol dire che in pochi mesi, per la sola bolletta del gas all’Ucraina, Kiev dovrebbe pagare oltre 7 miliardi di dollari (5,6 miliardi di euro), cosa di fatto impossibile. Non solo l’Ucraina non ha questi soldi. Ma anche il Fondo Monetario Internazionale, che si è mosso per aiutare il nuovo regime, ha promesso in tutto 18 miliardi di dollari: 3 già versati, 15 che saranno versati quando le riforme economiche saranno sdoganate dal Parlamento di Kiev e implementate dal futuro Governo. Ammesso (e non concesso) che questo exploit politico riesca (in luglio il premier Yatsenyuk si era dimesso proprio perché il Parlamento non approvava le riforme), volete che l’Ucraina spenda per il gas quasi metà della dote complessiva offerta dal Fondo?

Gas all’Ucraina e sanzioni, chi paga

Quindi pagheremo noi. E com’era ampiamente prevedibile, tutta la questione dell’Ucraina si risolve così: i vantaggi politici agli Usa (primo fra tutti, aver portato Kiev nell’orbita della Nato), i costi vivi a carico dell’Europa. Naturalmente la Ue non andrà in malora per 5,6 miliardi di euro, essendo il suo bilancio per l’anno 2014 di 142 miliardi. Però la pratica si è appena aperta, e questo è il costo del solo gas all’Ucraina, per il solo periodo iniziale e per i debiti pregressi.

Poi c’è da considerare la politica di sanzioni contro la Russia. I provvedimenti europei e americani dovrebbero costare al Cremlino un centinaio di miliardi di dollari, secondo le previsioni degli esperti vicini alla Casa Bianca. Le stesse fonti prevedono per l’Europa un costo-sanzioni di 40 miliardi per il 2014 e di 75 per il 2015. Cifra che si spiega con l’importanza dell’interscambio tra Ue e Russia: 410 miliardi di dollari nel 2012, in crescita del 4,1% sull’anno precedente.

Tutt’altro quadro per gli Usa, che nel 2011 hanno esportato in Russia merci per soli 11,2 miliardi di dollari, importandone dalla Russia invece per 26,4 miliardi. Per gli americani, quindi, le sanzioni contro il Cremlino sono a costo irrisorio, mentre noi europei ne sosterremo quasi per intero il costo. Come per la vicenda del gas all’Ucraina.

A questo si può aggiungere qualche considerazione accessoria. La politica delle sanzioni e degli embargo non ha mai ottenuto il risultato per cui era stata varata. Decenni di embargo non hanno fatto crollare Cuba, tredici anni di embargo contro l’Iraq non fecero cadere Saddam Hussein, le sanzioni economiche non hanno piegato l’Iran. Con la Russia sta succedendo la stessa cosa. La Crimea non tornerà all’Ucraina. E l’insurrezione nelle regioni dell’Est non verrà certo placata dall’eventuale scomparsa dello Champagne o del Parmigiano reggiano dai banchetti degli oligarchi di Mosca.

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Fulvio Scaglione

Mi chiamo Fulvio Scaglione, sono nato nel 1957, sono giornalista professionista dal 1983. Dal 2000 al 2016 sono stato vice-direttore del settimanale "Famiglia Cristiana", di cui nel 2010 ho anche varato l'edizione on-line. Sono stato corrispondente da Mosca, ho seguito la transizione della Russia e delle ex repubbliche sovietiche, poi l'Afghanistan, l'Iraq e i temi del Medio Oriente. Ho pubblicato i seguenti libri: "Bye Bye Baghdad" (Fratelli Frilli Editori, 2003) e "La Russia è tornata" (Boroli Editore, 2005), "I cristiani e il Medio Oriente" (Edizioni San Paolo, 2008), "Il patto con il diavolo" (Rizzoli 2017).

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