SERBIA E ALBANIA, ALL’UEFA SONO PAZZI

Serbia e AlbaniaUn'immagine della rissa durante l'incontro tra Serbia e Albania.

La rissa allucinante che ha posto fine anzitempo alla partita di qualificazione per gli Europei del 2016 tra Serbia e Albania ha un doppio sfondo politico. Il primo, e più evidente, è quello che tutti hanno visto: la provocatoria bandiera con la scritta “Kosovo libero” trasportata da un drone (mezzo che non tutti possono permettersi o trovano nella bottega sotto casa), il calciatore serbo che la strappa, gli scontri tra i giocatori, l’invasione di campo dei tifosi serbi e così via.

E’ la rivalità tra due Paesi che si detestano, divisi da una guerra ancor troppo vicina perché i rancori siano tenuti sotto controllo. Ma se questo è lo sfondo, il sottofondo è ancor più politico, nonostante che riguardi la gestione dell’Uefa e i suoi criteri. Serbia e Albania, in un certo senso, ne sono le vittime.

Serbia e Albania come Spagna e Gibilterra?

Se uno visita il sito dell’Uefa, e in particolare la sezione dedicata alla fase di qualificazione per gli Europei del 2016, trova scritto esattamente questo: “Per ragioni politiche l’Azerbaigian non potrà affrontare l’Armenia e la Spagna non potrà giocare contro Gibilterra”. Sembra ragionevole e non lo è. Intanto, Azerbaigian e Armenia si scontrarono in guerra proprio negli stessi anni (190-1991) in cui altrettanto fecero Serbia e Albania per interposto Kosovo. Ma non solo: il Nagorno Karabach, la regione a maggioranza armena che apparteneva all’Azerbaigian e che con la guerra si staccò, non è mai diventato uno Stato autonomo, mentre il Kosovo sì. Quindi, l’incontro di Serbia e Albania era potenzialmente più a rischio di quello tra Armenia e Azerbaigian, che pure per l’Uefa non si possono e non si devono incontrare.

Se pensiamo a questo, e aggiungiamo che per l’Uefa persino un’eventuale partita tra Spagna e Gibilterra era più a rischio di quella di Serbia e Albania, allora decisamente non si sa se ridere o piangere. Non si ha notizia, infatti, di guerre recenti tra Spagna e Gran Bretagna per il controllo di Gibilterra, e nemmeno di guerre probabili. Ma tant’è.

In poche parole: o quelli dell’Uefa sono pazzi oppure in questi ultimi decenni hanno vissuto sulla Luna, osservando con lontana pigrizia le tristi vicende del genere umano.

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Fulvio Scaglione

Mi chiamo Fulvio Scaglione, sono nato nel 1957, sono giornalista professionista dal 1983. Dal 2000 al 2016 sono stato vice-direttore del settimanale "Famiglia Cristiana", di cui nel 2010 ho anche varato l'edizione on-line. Sono stato corrispondente da Mosca, ho seguito la transizione della Russia e delle ex repubbliche sovietiche, poi l'Afghanistan, l'Iraq e i temi del Medio Oriente. Ho pubblicato i seguenti libri: "Bye Bye Baghdad" (Fratelli Frilli Editori, 2003) e "La Russia è tornata" (Boroli Editore, 2005), "I cristiani e il Medio Oriente" (Edizioni San Paolo, 2008), "Il patto con il diavolo" (Rizzoli 2017).

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