EUROSCETTICI GIA’ BOLLITI IN EUROPA

EuroscetticiMarine Le Pen.

Avanzata degli euroscettici o no, l’Europa più tradizionale di tutte, quella a trazione tedesca, ha centrato tutti i suoi colpi: lussemburghese (ma scelto dalla Merkel) è il popolare Juncker, il nuovo presidente della Commissione Europea; tedesco (e approvato dalla Merkel) è Martin Schulz, socialdemocratico, presidente del Parlamento europeo; tedeschi i vertici di Popolari, Verdi e Sinistra Unita.

E gli euroscettici? Gli anti Europa? I nazionalisti? Quelli che volevano andare a Bruxelles per abbattere i palazzi della Ue, possibilmente con gli euroburocrati dentro? Un buco dopo l’altro. Primo fra tutti quello di Marine Le Pen e della Lega Nord, che non sono riusciti a formare un “gruppo” nell’Europarlamento. Attenzione: per fare un gruppo parlamentare, in Europa, basta abbastanza poco: 25 parlamentari in rappresentanza di 7 Paesi. Ripetiamolo meglio: 25 parlamentari sui 751 totali e 7 Paesi sui 26 totali.

Eppure gli euroscettici non ce l’hanno fatta e resteranno nel limbo dei “non iscritti”. Neanche le acrobazie della Lega Nord, che qualche tempo fa voleva fare la Padania e adesso era disposta ad allearsi persino con il Fronte Nazionale della Le Pen, cioè con il movimento più statalista e nazionalista che ci sia in Europa. Nemmeno l’inclinazione al compromesso della stessa Le Pen, pronta a unirsi persino con l’ultraliberista Partito della libertà dell’olandese Wilders ma portando in dote un’idea tutta francese che metterebbe la mano dello Stato ovunque. Nemmeno la prospettiva, presto tramontata, di un’intesa col Congresso per la Nuova Destra, il movimento polacco così reazionario da chiedere l’abolizione del voto delle donne. Insomma, per gli euroscettici niente.

Euroscettici in minoranza

E’ la conferma di due fatti ch’erano chiari già prima del voto. Il primo è che la grande massa degli elettori, in Europa, non la pensa come gli euroscettici. Al contrario, sia nei Paesi “messi bene” tipo Germania sia in quelli messi male tipo Italia o Grecia, la maggioranza delle persone pensa che abolire l’euro o disfare l’Unione Europea sarebbe una disgrazia ancora maggiore che tenersi questa Europa poco efficiente e tanto divisa. Parlar male dell’Europa, come fanno senza sosta gli euroscettici, senza assumersi mai l’onere di fare qualcosa di pratico e concreto, non è una politica. Lo scopriranno presto anche gli euroscettici Grillo e Farage, che invece il gruppo sono riusciti bene o male a comporlo.

Il secondo fatto è che i movimenti euroscettici hanno in comune solo la critica nei confronti della Ue: per il resto, su tutti gli argomenti che concorrono a formare una visione politica (economia, politica estera, immigrazione, Stato sociale… )  hanno visioni così diverse (e in qualche caso, come i polacchi di cui sopra, quasi demenziali) da rendere impossibile qualunque vera convergenza. Di fatto, anche se è politicamente poco corretto dirlo, i voti agli euroscettici sono voti buttati via. Soprattutto se uno vuole cambiare questa Europa.

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Fulvio Scaglione

Mi chiamo Fulvio Scaglione, sono nato nel 1957, sono giornalista professionista dal 1983. Dal 2000 al 2016 sono stato vice-direttore del settimanale "Famiglia Cristiana", di cui nel 2010 ho anche varato l'edizione on-line. Sono stato corrispondente da Mosca, ho seguito la transizione della Russia e delle ex repubbliche sovietiche, poi l'Afghanistan, l'Iraq e i temi del Medio Oriente. Ho pubblicato i seguenti libri: "Bye Bye Baghdad" (Fratelli Frilli Editori, 2003) e "La Russia è tornata" (Boroli Editore, 2005), "I cristiani e il Medio Oriente" (Edizioni San Paolo, 2008), "Il patto con il diavolo" (Rizzoli 2017).

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