INDIA: IL BOOM NON SALVA I BABY OPERAI

Un bambino al lavoro in India.

Comunque la giri, sono sempre i disgraziati a rimetterci. Legge universale, valida quindi anche in India. Dove le manifestazioni di protesta per la morte della studentessa di 23 anni stuprata e massacrata di botte su un autobus sono “servite” anche a far scordare il fatto che il Parlamento non ha approvato il Child Labour (Prohibition and Regulation) Amendment Bill, cioè la legge contro il lavoro minorile lungamente attesa e sempre disattesa.

Un bambino al lavoro in India.

Il Bill stabilirebbe pene assai severe (fino a 2 anni di carcere) per chi mette al lavoro i bambini; vieterebbe l’impiego di lavoratori di età inferiore ai 14 anni in qualunque settore produttivo; e vieterebbe l’impiego di lavoratori di età inferiore ai 18 anni nei settori a rischio, come le miniere o l’industria chimica. Se approvata, la nuova legge farebbe compiere un balzo in avanti alla normativa, tuttora ancorata al Child Labor Act del 1986, che vieta il lavoro dei minori solo in certi settori, mentre in altri (industria tessile o ristorazione) addirittura lo regola come se fosse cosa normale. Condizionale più che mai d’obbligo perché il Parlamento indiano, oltre a essere in perenne arretrato col lavoro (giacciono in aula più di 100 leggi da discutere e approvare), non sembra particolarmente desideroso di intervenire su una pratica, quella appunto del lavoro minorile, ancora largamente diffusa, a dispetto del boom economico degli ultimi anni.

L’India, che con 1 miliardo e 200 milioni di abitanti è il secondo Paese più popoloso al mondo dopo la Cina, è considerato anche il Paese con il maggior numero di baby operai. L’ultimo dato ufficiale risale al 2001, anno del censimento nazionale: 12,6 milioni di bambini lavoratori di età compresa tra i 5 e i 14 anni. Ma è molto difficile avere cifre precise su un fenomeno che ovviamente non viene ostentato e comunque riguarda in modo massiccio l’agricoltura, che ancora occupa il 52% della forza lavoro indiana, dispersa in una miriade di piccole imprese familiari.

In ogni caso il lavoro minorile entra in quasi tutti i settori produttivi del Paese. Secondo Plan International, una Ong impegnata sul fronte degli abusi e dei maltrattamenti all’infanzia, un milione e 700 mila minori, in gran parte bambine, lavorerebbero nell’industria dei “bidi”, le sigarette senza filtro fatte a mano popolarissime in India. Della nuova legge, comunque, si riparlerà al più presto in febbraio, alla riapertura dei lavori del Parlamento.

 

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Fulvio Scaglione

Mi chiamo Fulvio Scaglione, sono nato nel 1957, sono giornalista professionista dal 1983. Dal 2000 al 2016 sono stato vice-direttore del settimanale "Famiglia Cristiana", di cui nel 2010 ho anche varato l'edizione on-line. Sono stato corrispondente da Mosca, ho seguito la transizione della Russia e delle ex repubbliche sovietiche, poi l'Afghanistan, l'Iraq e i temi del Medio Oriente. Ho pubblicato i seguenti libri: "Bye Bye Baghdad" (Fratelli Frilli Editori, 2003) e "La Russia è tornata" (Boroli Editore, 2005), "I cristiani e il Medio Oriente" (Edizioni San Paolo, 2008), "Il patto con il diavolo" (Rizzoli 2017).

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