Diamo i numeri
118: attivisti politici UCCISI DA ESTREMISTI ISLAMICI in Pakistan durante le campagna elettorale.
Ultimo cinguettio
Caro Grillo, se una canoista non sta bene al Governo, che ci fa un comico in politica? Ha fatto più la Idem come atleta di te come attore...
E così, la decisione con cui l’Unesco ha inserito la Basilica della Natività e la Via del Pellegrinaggio nella lista dei siti che formano il Patrimonio dell’Umanità sarebbe una “decisione politica”, come ripetono i portavoce dei Governi di Usa e Israele. Se non fossimo alle prese con problemi drammatici, potremmo anche metterci a ridere. Betlemme, la città dove per entrare bisogna passare un check point di militari armati e attraversare una barriera alta sei metri, potrebbe mai ospitare decisioni non politiche? E potrebbe non essere politica una questione che riguarda la Basilica che, giusto dieci anni fa, fu tenuta in ostaggio per 39 giorni dai miliziani palestinesi (rifugiatisi all’interno) e l’esercito di Israele (schierato all’esterno)?
Da quelle parti tutto è politica. Come fu tutta politica la decisione degli Usa di bloccare con il veto in Consiglio di Sicurezza la mozione per riconoscere la Palestina come Stato autonomo, approvata dalla gran parte dei Paesi membri dell’Onu. O come quella di smettere di finanziare l’Unesco dopo che questa, unica agenzia Onu, decise comunque di accettare nei suoi ranghi la Palestina. Quindi: certo, quella dell’Unesco è stata una decisione anche politica. Una decisione che scalfisce (niente più) lo status quo in cui è Israele a decidere tutto, anche per i palestinesi, per la loro vita economica e sociale, per la storia e la cura del territorio. Sull’altro lato di questo “anche” c’è l’oggettivo bisogno che la Basilica mostra di cure e restauri urgenti. Un bisogno che nessuno può negare.
Recent Comments