Diamo i numeri
118: attivisti politici UCCISI DA ESTREMISTI ISLAMICI in Pakistan durante le campagna elettorale.
Ultimo cinguettio
Caro Grillo, se una canoista non sta bene al Governo, che ci fa un comico in politica? Ha fatto più la Idem come atleta di te come attore...
DI LORENZO MONTANARO – Nel 2011 le autorizzazioni alle esportazioni di armamenti sono aumentate del 5,28%. E le operazioni più consistenti riguardano Paesi come l’Algeria e Singapore, al di fuori delle tradizionali alleanze dell’Italia: solo il 36% delle autorizzazioni, infatti, è verso Stati della Nato, dell’Ue o dell’Osce (per un valore di 1,1 miliardi di Euro), mentre oltre il 64% (per un valore di 1,959 miliardi di euro) è diretto verso Paesi non inseriti in queste rete di rapporti diplomatici che si nutre di valori comuni.
Non si tratta di dati isolati, ma di una tendenza in atto da tempo. Nell’ultimo triennio, come rivela un’analisi congiunta dei rapporti governativi, le direttrici delle esportazioni italiane sembrano essersi nuovamente orientate verso Paesi in via di sviluppo. Qualcosa di simile a quello che accadeva negli anni Settanta e Ottanta. «Questi dati allarmanti – commenta Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace – dimostrano che le armi si vendono nei Paesi dove cresce l’instabilità, in contrasto con i principi della Costituzione e della legge 185 del 1990. E’ particolarmente grave che l’elenco dei destinatari includa anche territori carichi di conflitti e tensioni».
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