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POCHI MEDICI O INFERMIERI? GRAZIE LEGA

Nel costante tentativo di trasformare il fanatismo in metodo di Governo, la Lega Nord ne ha partorita un’altra. Prima, però, una testimonianza. Una mia parente stretta, malata di Alzheimer, è stata di recente ricoverata in una struttura ospedaliera di Roma. In diverse ore della giornata c’era una sola infermiera, peraltro sempre disponibile ed efficiente, per un reparto con 10 stanze da 6 ricoverati ciascuna.

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Nel giro dei turni capitavano infermiere e infermieri italiani e stranieri. Che cosa succederebbe se gli infermieri stranieri sparissero di colpo? Bene, questo è il risultato che la Lega Nord cerca di ottenere in Lombardia. Nella regione mancano 8 mila infermieri, dei quali 4 mila a Milano e provincia, cioè l’area con la più alta concentrazione di ospedali e ricoveri per anziani. Proprio qui la Lega ha bloccato un provvedimento il cui scopo era garantire agli infermieri assunti all’estero, attraverso la rete degli sportelli Eures per la mobilità professionale in Europa, alloggi per almeno un anno nelle case popolari.

Giustificazione? Quei posti di lavoro e quelle case potrebbero andare a tanti baldi lombardi se solo fossero incentivati a fare l’infermiere. Lombardi come il Trota? O lombardi come quei giovani che di fare l’infermiere non hanno proprio voglia? E quale altro incentivo dovrebbe servire, ai lombardi, se non il fatto di avere un lavoro sicuro, a prova di disoccupazione? Ma non era il Sud che ragionava così? Non erano i “terroni” quelli che preferivano un bel sussidio a un lavoro scomodo?

L’idiozia non è nemmeno l’aspetto più penoso. Il problema vero è che questi sono degli stalinisti di ritorno. Mancano gli infermieri, quindi i malati e gli anziani sono curati peggio di quanto sarebbe possibile e dovuto. Ma alla Lega non importa, l’importante è nutrire la xenofobia dell’elettorato. Sulla pelle dei malati e sulla pelle di ogni buon senso, visto che questi sarebbero immigrati regolari, anzi regolarissimi, e per giunta europei. Mica quegli africani che affidiamo al buon Gheddafi.

Alla Lega, e a coloro che ancora la votano, bisognerebbe far leggere il rapporto che Amedeo Bianco, presidente della Federazione degli Ordini dei Medici, ha di recente illustrato.Tra il 2020 e il 2025 andranno in pensione 115 mila medici che oggi hanno fra i 51 e i 59 anni, cioè il 38% di tutti i medici. Speranze di colmare i vuoti senza gli stranieri? Nessuna, visto che a Medicina c’è il numero chiuso e che, in ogni caso, l’Italia ha un tasso di natalità di 1,41 figli per coppia. Ma c’è la Lega, perbacco, ci penseranno loro. Andremo tutti a far curare la nonna dal Trota.

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