VENEZUELA, LA STRAGE DEI GIOVANI

Si vota per rinnovare il Parlamento in Venezuela, il Paese che dal 3 febbraio 1999 è controllato, dominato e governato da Hugo Chavez, presidente della Repubblica e capo del Governo. Tutti sanno che l’economia del Paese vive di petrolio, che da solo vale il 90% delle esportazioni, il 50% degli introiti fiscali dello Stato e il 30% del Prodotto interno lordo. Non tutti, invece, sanno che la vita sociale del Paese è ossessionata dalla violenza e dalla criminalità, che hanno raggiunto livelli forse unici al mondo.

Ragazzi in un rancho (baraccopoli) di Caracas.

Ragazzi in un rancho (baraccopoli) di Caracas.

Per averne una descrizione tanto precisa da essere agghiacciante basta consultare l’Osservatorio sulla violenza in Venezuela, nato dagli sforzi di alcune università, unica fonte attendibile visto che lo Stato venezuelano ha smesso di fornire statistiche. Nel 2009 sono state uccise addirittura 16.047 persone, alla media di 44 omicidi al giorno. Tra il 2007 e oggi le vittime sono già 43.792: per fare un confronto, basta ricordare che in Messico, negli stessi anni, gli scontri tra bande di narcotrafficanti hanno fatto “solo” 28 mila morti.

E non basta. Nel 91% dei casi l’omicidi0 resta impunito. In quasi il 90% dei casi, il morto ha un’età compresa tra i 15 e i 35 anni. Nell’83% dei casi l’ucciso è un abitante delle baraccopoli. Gli omicidi, inoltre, non solo l’unica piaga. Un’altra, e non meno grave, è quella dei “sequestri lampo” che quest’anno, sempre secondo l’Osservatorio, sono stati già 16 mila. La vittima è costretta a pagare rapidamente e con poco, magari anche solo un prelievo bancomat o l’automobile.

La cause fondamentali di questa vera strage di giovani poveri sono due. Da un lato il Venezuela è diventato la base d’appoggio dei trafficanti di cocaina della Colombia, e in particolare il centro logistico delle spedizioni dirette verso l’Europa, dove il consumo di tale droga è in crescita. L’Unodc ( l’Agenzia dell’Onu per la lotta contro il narcotraffico e il crimine organizzato) ha dedicato diversi studi al ruolo sempre più importante dei porti e degli aeroporti del Venezuela nelle rotte del traffico internazionale. Un ruolo che, ovviamente, ha portato con sé un incremento della violenza.

Ma la gran parte dei crimini sono causati da una situazione sociale sempre più esplosiva, a

Hugo Chavez, Presidente e Primo ministro del Venezuela.

Hugo Chavez, Presidente e Primo ministro del Venezuela.

cui il regime bolivarista di Chavez non riesce, nonostante le ricchezze portate dal petrolio, a porre rimedio. Stando ai dati ufficiali, la disoccupazione è relativamente bassa, l’8% circa. Ma è altissima tra i giovani (il 30% di loro non lavora né studia) e il 38% della popolazione vive sotto la soglia della povertà. Enormi le differenze sociali, cresciute proprio negli anni in cui la retorica rivoluzianaria di Chavez ha toccato l’apice: il 10% più “basso” della popolazione gode dell’1,7% della ricchezza generale mentre il 10% più “alto” si gode il 32,7% della ricchezza collettiva.

Il Presidente-Premier Chavez non ha saputo far nulla, finora. Unici provvedimenti: la creazione di una polizia speciale (detta “bolivariana”, ovviamente) per il controllo della capitale Caracas, e la costituzione di una milizia civile (“bolivariana” anche lei) sul genere delle ronde che furono ipotizzate anche da noi. Ma la sensazione è che si tratti di pura retorica, e che lo scopo sia non tanto di mettere sotto controllo il crimine ma, semmai, il crescente dissenso.

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Fulvio Scaglione

Mi chiamo Fulvio Scaglione, sono nato nel 1957, sono giornalista professionista dal 1983. Dal 2000 al 2016 sono stato vice-direttore del settimanale "Famiglia Cristiana", di cui nel 2010 ho anche varato l'edizione on-line. Sono stato corrispondente da Mosca, ho seguito la transizione della Russia e delle ex repubbliche sovietiche, poi l'Afghanistan, l'Iraq e i temi del Medio Oriente. Ho pubblicato i seguenti libri: "Bye Bye Baghdad" (Fratelli Frilli Editori, 2003) e "La Russia è tornata" (Boroli Editore, 2005), "I cristiani e il Medio Oriente" (Edizioni San Paolo, 2008), "Il patto con il diavolo" (Rizzoli 2017).

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