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SARRAZIN, L’IMBECILLE CHE FA IL RAZZISTA

E’ finita come doveva la penosa vicenda di Thilo Sarrazin, 65 anni, ex politico del Partito socialdemocratico tedesco e consigliere (uno dei sei) della BundesBank, la Banca centrale di Germania. L’imbecille è stato esautorato dalla carica dal presidente della Repubblica Wulf su richiesta della stessa BundesBank.

Thilo Sarrazin, ex politico socialdemocratico ed ex consigliere della BundesBank.

Thilo Sarrazin, ex politico del Partito socialdemocratico tedesco ed ex consigliere della BundesBank.

Vale la pena di ripetere che Sarrazin (e quelli come lui) è sì un razzista ma soprattutto un imbecille. In un libro intitolato La Germania si distrugge da sé (Deutschland schafft sich ab) e in una lunga serie di interviste, il bel propotipo di politico e banchiere ha sostenuto tesi come queste: “Non voglio che il paese dei miei nipoti e dei miei antenati diventi rapidamente musulmano, nel quale il turco e l’arabo sono parlati correntemente, dove le donne portano il velo e dove il ritmo della vita quotidiana dipende dalle chiamate del muezzin”; “«Tutti gli ebrei condividono un gene particolare, come i baschi condividono un certo gene che li differenzia dagli altri»; “Gli ebrei sono dei buoni immigrati”.

Il libro di Thilo Sarrazin.

Il libro di Thilo Sarrazin.

A dispetto dell’evidente antisemitismo, il libro sta andando a ruba e Sarrazin riscuote anche qualche apprezzamento nei sondaggi.  E poiché affermazioni come le sue risuonano spesso anche in Italia, sarà bene ricordare alcuni fatti. La Germania ha 82 milioni di abitanti. Il 64% dei tedeschi (53 milioni di persone) si professa cristiano e il 4% (3,3 milioni di persone) musulmano. Voi direste che questo è il quadro di un Paese che si sta rapidamente islamizzando? Certo che no, soprattutto se consideriamo che dall’anno 2000, quando fu introdotto un pacchetto di restrizioni all’immigrazione, il numero degli stranieri in arrivo è sempre calato di anno in anno. In più, vorrei fare una considerazione: perché il prode Sarrazin, così preoccupato dai muezzin, non spende una parola su quel 29,6% della popolazione (24,4 milioni di persone) che dichiara di non credere in alcuna religione?

Ma non basta. La comunità straniera più numerosa è quella turca (2,7 milioni di persone). Poi ci sono quelle italiana, serba, polacca e greca. Quindi ci siamo anche noi tra quelli che a Sarrazin garbano poco. Ma il problema vero è che all’ex banchiere Sarrazin garbano poco le cifre, i numeri. Che dicono questo: la Germania ha un tasso di fecondità di 1,39 figli per ogni madre, vale a dire uno dei più bassi del mondo.  L’Ufficio federale di statistiche stima che di questo passo la popolazione si ridurrà tra i 69 e i 74 milioni entro il 2050 (69 milioni nell’ipotesi che entrino almeno 100 mila immigrati l’anno; 74 milioni con  200 mila entrate l’anno). Cioè scenderà a una quota che potrebbe inceppare la macchina economica tedesca, afflitta nello stesso tempo da scarsità di manodopera ed eccesso di pensionati e popolazione non più attiva.

Il fenomeno è stato misurato da molti studiosi (si veda, per esempio, The economic impact of immigration in Germany di Christian Schultz e Ingo Wolter) e non c’è verso, il risultato è sempre quello: con quei dati sulla natalità, una consistente quota di immigrati non è utile ma necessaria. Ecco perché Sarrazin, che da politico-economista queste cose dovrebbe saperle, è prima di tutto un imbecille. E se poi vi pare che la situazione della Germania somigli come una goccia d’acqua a quella dell’Italia, beh, sappiate che vi sbagliate: noi siamo messi peggio, con un tasso di fertilità di 1,31.

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2 Responses to SARRAZIN, L’IMBECILLE CHE FA IL RAZZISTA

  1. Nicholas

    20 September 2010 at 02:32

    Non credo che Sarazzin possa essere considerato un imbecille, anche perchè pone delle questioni e dei problemi reali che esistono in Germania e nel resto dell’Europa occidentale.
    Almenoché non si voglia dare nessun valore alla difesa della propria identità o che si ritenga che una società organizzata come quella tedesca sia nata dal nulla o per caso..
    Sarazzin ha sbagliato nell’aver dato l’impressione di disprezzare i turchi come popolo e come persone, ma la maggiorparte della responsabilità di una mancata integrazione è da attribuire proprio alla comunitò turca o mussulamana in genere, mentre anche i tedeschi dovrebbero ripensare a loro modo di intendere la vita, considerando che non fanno più figli perchè preferiscono avere una vita comoda e patinata.

  2. Fulvio Scaglione

    20 September 2010 at 11:50

    Caro Nicholas,

    capisco che dare dell’imbecille a qualcuno non è molto “professionale”. Io, però, i razzisti non li sopporto. E Sarrazin razzista lo è stato nei confronti degli ebrei e anche dei turchi. L’identità odierna della Germania, almeno nel recente passato, è stata determinata anche dal lavoro di quelle comunità straniere (turchi, ma anche italiani, spagnoli, portoghesi, polacchi) che l’hanno aiutata a risorgere dalla seconda guerra mondiale. Lamentarsi dei turchi senza considerare anche quanto di positivo la loro presenza ha comportato, è almeno disonesto.
    E poi l’identità. Io credo che se un Paese ne ha una, e se questa identità è forte, lo straniero sarà inevitabilmente portato a farsene assorbire, che è poi quanto è successo a tanti turchi, italiani, polacchi ecc. ecc. in Germania. Ci sono dei problemi? Certo. Ma che succederebbe all’economia tedesca se gli immigrati di colpo tornassero a casa loro? Guardare solo al lato negativo, secondo me, serve alla propaganda ma porta anche a interpretazioni sbagliate (quando non pericolose) della realtà.

    Ciao, grazie, a presto

    Fulvio

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