Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone
Il discorso con cui Barack Obama (anzi, Barack Hussein Obama, come vogliono i trinariciuti della destra Usa) ha ribadito “in quanto cittadino, in quanto Presidente… che i musulmani abbiano lo stesso diritto di praticare la propria religione come qualsiasi altra persona in questo Paese”, offrendo così il proprio autorevole endorsement alla costruzione di una moschea nei pressi di Ground Zero a New York, è un gesto di grande coraggio e grande civiltà. Uno di quei gesti che spiegano perché gli Usa sono il Paese che sono, capace di risollevarsi e rinnovarsi anche nei periodi più bui.

L'immenso quartiere di Ground Zero, a New York.
Obama sa benissimo di aver preso una posizione corretta ma facilmente sfruttabile dagli speculatori politici repubblicani, e comunque invisa a tanti cittadini americani comunque sinceri nella loro contrarietà. I musulmani americani sono l’1% della popolazione totale ma la loro visibilità è in crescita costante. Le moschee sono ormai quasi 2.000, mentre solo dieci anni fa erano 1.200. Una comunità nuova (il 39% dei musulmani adulti è immigrato negli Usa dopo il 1990, come da una ricerca del Pew Research Center), che paga, oltre ai sospetti immaginabili, anche la brevità delle proprie radici americane. Contro la costruzione di nuove moschee si sono levate proteste in molti parti del Paese, da Nashville (Tennesse) a Temecula (California) a Murfreesboro (Tennesse ancora). Il caso più clamoroso, però, è quello di New York. Accanto a Ground Zero dovrebbe sorgere il Cordoba Centre, un complesso polifunzionale da 100 milioni di dollari che comprenderà, oltre a negozi e centri commerciali, anche una moschea.

Le proteste contro la costruzione del Cordoba Centre, che conterrà anche una moschea, a Ground Zero.
Su quest’idea sono scoppiate le polemiche. Molti dei parenti delle vittime degli attentati del settembre 2001 hanno protestato, sollevando una questione di “opportunità”. La loro bandiera, comprensibile perché radicata nel dolore, è stata poi impugnata dai politici e dalle organizzazioni ebraiche. Mentre il sindaco di New York, Michael Bloomberg, si è detto a favore, una forte campagna contraria è stata intrapresa dalla Anti Defamation League e dal suo presidente Abraham Foxman. Anche se non si capisce bene che cosa c’entri con la moschea un’organizzazione fondata nel 1913 per combattere l’antisemitismo, e se la questione sollevata è sempre quella della “opportunità” (“Non è questione di diritti ma di che cosa è giusto”, scrive discutibilmente Abraham, forse convinto di avere il monopolio del senso del giusto), l’atteggiamento di fondo è quello di far passare il messaggio che la costruzione del Cordoba Centre nasconde comunque qualche segreto inconfessabile, qualche piano sospetto. Un po’ come dire che dove c’è una moschea non può mancare il complotto. Un’idea più che sufficiente a far imbufalire molti americani, che infatti la riprendono ovunque protestano contro la costruzione delle nuove moschee.
Qualche settimana fa sono stato a Ground Zero. La visita aiuta a capire lo sfondo vagamente razzista della polemica. Dove crollarono le Torri Gemelle ora sorge un immenso cantiere. Da esso non spunterà un mausoleo o un monumento alle vittime, come si pensava subito dopo le stragi, ma un colossale snodo che conterrà centri commerciali, negozi e soprattutto una stazione ferroviaria destinata a smistare il traffico da e per il New Jersey, da cui ogni giorno migliaia di pendolari potranno approdare direttamente nel cuore del centro finanziario. Nessuna sacralità ma tanto sano pragmatismo made in the Usa. Prima di Obama, però, si era espresso con lo stesso coraggio e tanto acume Michael Bloomberg, sindaco di New York, ebreo. Con parole che vale la pena ripetere: “C’erano anche musulmani americani tra le vittime dell’11 settembre. Sono parte della comunità di Manhattan e hanno tutti i diritti di costruire a Ground Zero. Se una qualche confessione vuole costruire un centro di preghiera, non è affar nostro decidere quali religioni possano e quali no. La libertà e la possibilità di praticare la propria religione è una delle ragioni per cui gli Stati Uniti sono stati fondati. E dire che la costruzione di una moschea non sarebbe opportuna è, semplicemente, un atteggiamento sbagliato”.
Per approfondire la vicenda, consiglio lo studio di Melissa Rogers pubblicato dalla Brookings Institution.
Mi chiamo Fulvio Scaglione, sono nato nel 1957, sono vice direttore di Famiglia Cristiana e responsabile dell'edizione online del giornale. © 2010, ↑ Fulvio Scaglione – Giornalista
Log in- Posts - Add New - Powered by WordPress - Designed by Gabfire Themes
Enrico Usvelli
16 August 2010 at 15:39
Concordo con Obama.
Secondo me garantire realmente la libertà di religione svela le menzogne di Alqaeda che usa la religione per propri fini.
Purtroppo capita che chi dovrebbe svelare queste menzogne invece le sostenga. Come ad esempio il sito Pontifex, che forse conoscerai perchè quando non se la prende con gli omosessuali attacca Famiglia Cristiana e in generale i catto-comunisti-progressisti (categoria che comprende tutti coloro che vedono in maniera positiva il Concilio vaticano II).
Si atteggiano ad apologeti della Dottrina cattolica ma sono in realtà piuttosto ai bordi perchè nutrono parecchia simpatia per le idee lefebvriane (concilio negativo, ebrei deicidi…).
I loro articoli sono sempre molto polemici e perciò stanno attirando l’attenzione di atei, gay e noncredenti in generale. A volte usano toni veramente sopra le righe e penso che prima o poi gli arrivi una denuncia. Loro francamente la meriterebbero ma ne andrebbe di mezzo anche la Chiesa.
Scusa il parziale OT.
Fulvio Scaglione
16 August 2010 at 15:56
Caro Enrico,
temo purtroppo che Obama pagherà caro, in termini di consenso, l suo coraggio. Per il resto: non seguo Pontifex ma adesso che me lo segnali andrò a dargli un’occhiata. D’altra parte quella dei catto-comunisti è una tale menata che credevo fosse venuta a noia a tutti, anche a quelli che ci credono.
Stammi bene, a presto
Fulvio
Enrico Usvelli
16 August 2010 at 16:13
Per don Sciortino naturalmente trattamento speciale: nel titolo di un articolo, il catto- l’hanno tolto, hanno lasciato solo ‘comunista’.
Fulvio Scaglione
16 August 2010 at 17:44
Ah ah ah, sono fantastici. Bisogna proprio che mi metta a seguirlo, ‘sto sito, troppo divertente.
Ciao, grazie
Fulvio
leone
21 November 2010 at 04:04
E costruire una moschea da un’altra parte?
Chiara e solita provocazione dal mondo arabo. Il si’ di Obama e’ una grande mancanza di rispetto verso l’America, i suoi cittadini, e tutte le vittime che ci hanno rimesso.
Poi parliamo di liberta’ quando a ogni manifestazione mussulmana vengono bruciate bandiere americane e israeliani senza scrupoli.
Un minimo di umanita’ ragazzi.
Fulvio Scaglione
21 November 2010 at 11:10
Caro Leone,
non sono molto d’accordo, così come non lo è il sindaco ebreo di New York, Bloomberg. D’altra parte, per fare un ragionamento molto cinico, la guerra in Iraq, basate sulle bugie, ha fatto fuori un sacco do musulmani che non c’entravano con al Qaeda: come ritorsione non può bastare?
Ciao, a presto
Fulvio