C’è una maledizione d’agosto per la Russia? Non ci spingiamo fino al punto a cui sono arrivati certi colleghi russi i quali, cronologie alla mano, ritengono che il 25% delle tragedie nazionali del Ventunesimo secolo si sia compiuto proprio in questo mese. Certo è che le coincidenze cominciano a essere inquietanti, soprattutto se consideriamo la Russia post-sovietica.

Un ragazzo fruga tra le macerie della sua casa distrutta dagli incendi.
Proviamo a stendere un sintetico riassunto, partendo proprio dai drammi di questi giorni
Insomma, pare piuttosto chiaro che agosto è un mese infausto per la Russia. Il nostro elenco, già piuttosto drammatico, non tiene conto di altri eventi. E’ ormai lontano il ricordo del golpe contro Michail Gorbaciov e la sua perestrojka nel 1991, ma anche quello si verificò in agosto e a Mosca ci furono i morti. L’agosto del 1993 vide crescere il contrasto tra il presidente Eltsin e il Parlamento, contrasto che sfociò in ottobre nel bombardamento dela Casa bianca, con decine di morti. Nel 2004, la strage cecena a Beslan (394 morti di cui 156 bambini) fu compiuta il primo settembre, data che in tutta la Russia segna l’inizio dell’anno scolastico.
Trarre una lezione da tutto questo sarebbe presuntuoso e illegittimo. Al massimo, vista l’alta percentuale di incidenti e disastri in cui può aver avuto parte la mano dell’uomo, si può pensare che le grandi strutture russe pubbliche e private (dalla sicurezza ai trasporti alle grandi industrie), anche in condizioni normali non sempre impeccabili, risentano del clima estivo e di un eccesso di rilassatezza nei controlli e nella manutenzione. Ma le babushki (le “nonnine”) che in questi giorni pregano in processione dietro i popi (i sacerdoti ortodossi) avrebbero pochi dubbi nel rispondere: di fronte a certi disastri, è molto più sicuro affidarsi a Dio che alle autorità.
Recent Comments