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LA RUSSIA E LA MALEDIZIONE D’AGOSTO

C’è una maledizione d’agosto per la Russia? Non ci spingiamo fino al punto a cui sono arrivati certi colleghi russi i quali, cronologie alla mano, ritengono che il 25% delle tragedie nazionali del Ventunesimo secolo si sia compiuto proprio in questo mese. Certo è che le coincidenze cominciano a essere inquietanti, soprattutto se consideriamo la Russia post-sovietica.

Un ragazzo fruga tra le macerie della sua casa distrutta dagli incendi.

Un ragazzo fruga tra le macerie della sua casa distrutta dagli incendi.

Proviamo a stendere un sintetico riassunto, partendo proprio dai drammi di questi giorni

  • agosto 2010: gli incendi devastano la Russia europea. Centinaia di morti, Mosca assediata dal fumo, guarnigioni militari e centrali nucleari a rischio.
  • agosto 2009: esplosione nella centrale idro-elettrica di Sayano-Sushenskaja, la più grande della Russia. Nell’impianto della Siberia meridionale salta un trasformatore d’olio, 62 morti e pesantissimi rischi ecologici per il fiume Enissej.
  • agosto 2008: scoppia la guerra tra Georgia e Russia.
  • agosto 2007: terremoto nell’Estremo Oriente russo, morti e 2.500 senza tetto.
  • agosto 2006: precipita in Ucraina un aereo di linea russo. tutti morti i passeggeri e l’equipaggio, 174 persone.
  • agosto 2005: un sommergibile in difficoltà nelle acque dell’Estremo Oriente. L’equipaggio viene salvato all’ultimo momento.
  • agosto 2004: cadono nello stesso giorno due aerei passeggeri. Sono 94 in totale i morti.
  • agosto 2003: un sommergibile nucleare K-159 sprofonda nelle acque del Mare di Barents. Dei dieci uomini a bordo, solo uno si salva.
  • agosto 2002: un elicottero militare precipita in Cecenia. Nell’incidente muoiono 115 soldati.
  • agosto 2000: il sommergibile atomico “Kursk” sprofonda nel Mare del Nord dopo un’esplosione a bordo. Morti tutti i 118 uomini dell’equipaggio.

Insomma, pare piuttosto chiaro che agosto è un mese infausto per la Russia. Il nostro elenco, già piuttosto drammatico, non tiene conto di altri eventi. E’ ormai lontano il ricordo del golpe contro Michail Gorbaciov e la sua perestrojka nel 1991, ma anche quello si verificò in agosto e a Mosca ci furono i morti. L’agosto del 1993 vide crescere il contrasto tra il presidente Eltsin e il Parlamento, contrasto che sfociò in ottobre nel bombardamento dela Casa bianca, con decine di morti. Nel 2004, la strage cecena a Beslan (394 morti di cui 156 bambini) fu compiuta il primo settembre, data che in tutta la Russia segna l’inizio dell’anno scolastico.

Trarre una lezione da tutto questo sarebbe presuntuoso e illegittimo. Al massimo, vista l’alta percentuale di incidenti e disastri in cui può aver avuto parte la mano dell’uomo, si può pensare che le grandi strutture russe pubbliche e private (dalla sicurezza ai trasporti alle grandi industrie), anche in condizioni normali non sempre impeccabili, risentano del clima estivo e di un eccesso di rilassatezza nei controlli e nella manutenzione. Ma le babushki (le “nonnine”) che in questi giorni pregano in processione dietro i popi (i sacerdoti ortodossi) avrebbero pochi dubbi nel rispondere: di fronte a certi disastri, è molto più sicuro affidarsi a Dio che alle autorità.

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