Il ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, ha diffuso i dati (aggiornati al 30 giugno 2010) sugli incassi dei giochi per via telematica, dalle scommesse ippiche al Gratta e Vinci, dal Totocalcio al Superenalotto dal Win for Life al Big Race.

Una parata di schedine.
La prima cosa da notare è che la crisi ha colpito anche gli italiani che giocano. Dei primi sei mesi del 2010, l’unico “in attivo” rispetto al 2009 è stato giugno (+ 21,2%): tutti gli altri sono “in passivo” con il picco di maggio in calo del 40,1% rispetto al 2009. In media, nel primo semestre, il calo è stato del 24,4%.
La media giornaliera delle giocate è pari a 12,4 milioni di euro. Buona, in maggio e giugno, la tenuta delle scommesse sportive, grazie soprattutto ai mondiali di calcio del Sudafrica. A giugno 2010 questo genere di scommesse ha fatturato 101,1 milioni di euro, contro i 61,7 milioni dello stesso mese del 2009. Resta però il fatto che le scommesse sportive contano “solo” per il 27% sul totale delle giocate telematiche, mentre i “giochi di abilità” coprono la fetta più ampia, pari al 66% del totale.
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