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SE GLI USA FINANZIANO LA GUERRIGLIA

Ora dicono che la vera ragione del siluramento del generale Stanley McChrystal (e quasi certamente il brodo di coltura di quella sua bizzarra intervista a Rolling Stone) sia stato un rapporto assai pessimistico sulla situazione in Afghanistan da lui presentato alla Casa Bianca. Obama, che vuole risultati e non profezie, e per di più è stato anche giudicato un incompetente nella famosa intervista, lo ha fatto fuori.

Un convoglio Usa in Afghanistan.

Un convoglio Usa in Afghanistan.

Chissà se quel “rapporto McChrystal” esiste davvero. In ogni caso farebbe bene a essere pessimista, perché lo sono tutti coloro che si occupano di Afghanistan con una certa serietà. L’ultimo caso è quello di un rapporto che, purtroppo, è stato effettivamente redatto ed è a disposizione di chiunque. S’intitola Warlord, Inc., è stato pubblicato dalla Commissione per la Sicurezza Nazionale e gli Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti, guidata dall’onorevole democratico (del Massachussets) John F. Tierney.

Questo Rapporto spiega che indirettamente, ma non inconsapevolmente, le truppe Usa finanziano la guerriglia. Come? Non è molto complicato. Più del 70% delle “merci” (dal cemento ai carri armati) che tengono in vita la missione americana viene trasportata in Afghanistan da un programma che si chiama Host Nation Trucking, un subappalto del valore di quasi 3 miliardi di dollari l’anno diviso tra otto società afghane, americane e di Paesi del Medio Oriente.

In cifre, si tratta di 6-8 mila camion in giro ogni mese. I contractors (cioè le 8 compagnie di cui sopra) si assumono anche la responsabilità di garantire la sicurezza dei carichi. Altre cifre: vuol dire  che un convoglio di 300 camion (definito “tipico” nel Rapporto) viaggia con non meno di 400-500 guardie armate di mitragliatrici e lanciarazzi. I capi dei servizi di sicurezza ( i body guard dei camion Usa) lamentano di aver perso centinaia di uomini in scontri armati nel 2009 e denunciano ai ricercatori Usa di spendere 1,5 milioni di dollari al mese di sole munizioni.

Dall’esterno, costi a parte, tutto sembra funzionare abbastanza bene. L’Armata Rossa sovietica fu scofitta in Afghanistan nel decennio

Soldati russi dopo un attacco dei mujaheddin afghani.

Soldati russi dopo un attacco dei mujaheddin afghani.

10179-1989 anche perché fu sempre costretta a impiegare una parte cospicua dei soldati nella scorta ai convogli. Però le indagini della Commissione del Parlamento Usa ha trovato anche che:

  1. Gran parte degli uomini impiegati nelle operazioni di scorta dipende, a tutti gli effetti, dagli stessi “signori della guerra” che da anni lottano contro l’affermazione di un solido Governo centrale a Kabul.
  2. Decine di milioni di dollari sono pagati ogni anno dai contractors ai “signori della guerra” che gestiscono una specie di racket delle strade. Se non paghi, gli incidenti e gli agguati si moltiplicano. Quando si dice “signori della guerra” si dice, ormai, qualcosa di molto simile a talebano. In ogni caso, sono quattrini che finiscono o alla guerriglia o alla grande criminalità.
  3. Altri milioni se ne vanno per accontentare le pretese della corrottissima polizia afghana, o per ottenere i via libera dei governatori e dei ras locali. Anche questi sono soldi di dubbia destinazione.

In un modo o nell’altro, dunque, le attività dell’esercito Usa in Afghanistan finanziano anche le attività di chi a esso si oppone. E’ un paradosso, drammatico. Ma illustra bene la realtà di un fronte che finora non è stato pacificato (giugno 2010 è il mese più sanguinoso, per caduti occidentali, dal dicembre 2001) ma forse nemmeno capito. Soprattutto per chi osserva da fuori e ha il giudizio un po’ troppo facile.

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