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DAL BELGIO ALLA PADANIA, E’ SEMPRE BLUFF

Se questo Paese non fosse troppo occupato con veline, D’Addario e Noemi assortite, troverebbe qualche minuto per dare un’occhiata a quanto succede altrove. Per esempio in Belgio, dove si è votato e dove ha gridato giustamente vittoria (dopo i primi exit poll si parlava del 30% dei voti) Bart De Wever, leader della Nuova Alleanza Fiamminga.

Bart De Wever, leader autonomista delle Fiandre, durante un recente comizio.

Bart De Wever, leader del partito autonomista delle Fiandre, durante un recente comizio.

Perché ci riguarda? Per tante ragioni: De Wever è un leader separatista come Umberto Bossi; il suo partito guadagna voti nelle Fiandre, cioè nella parte Nord del Belgio; le Fiandre sono la regione più industrializzata e sviluppata del Belgio; il Sud, cioè la Vallonia, è quella meno ricca, e lì ha vinto un partito tradizionale come il Partito socialista. Anche le Fiandre (Nord) si lamentano per l’assistenzialismo nei confronti della Vallonia (Sud). Anche De Wever, come Bossi, parla di riforma dello Stato agitando la clava del separatismo.

Come si vede, le somiglianze sono molte. Possiamo quindi chiederci che cosa potrebbe essere delle Fiandre se, come vuole De Wever – Bossi, arrivasse la famosa indipendenza. Le Fiandre hanno poco più di 6 milioni di abitanti, affacciano sul Mare del Nord, confinano con Francia e Olanda (oltre che, ovviamente, con l’odiata Vallonia). Rispetto alla Vallonia, che fu il motore dello sviluppo belga fino agli Settanta e ha sofferto il declino del settore minerario, le Fiandre hanno un’economia molto più moderna e sfruttano alla perfezione i grandi porti e la rete autostradale per incentivare le esportazioni. In più, parlano una lingua diversa (quella forma di olandese che lì è chiamato fiammingo). Quindi, perché non se ne vanno e basta?

Per la stessa ragione per cui non lo fa la cosiddetta Padania. Se la Fiandre diventassero uno Stato avrebbero un confine in più, quello appunto con la Vallonia, così come la Padania si troverebbe a confinare con l’Italia. Un problema, per Paesi che vivono di commercio ed esportazioni. Secondo: entrare o no nell’Unione Europea? Starne fuori come la Svizzera? Oppure dentro come la Gran Bretagna, cioè con una valuta propria? E se la Ue non lo volesse, uno Stato come le Fiandre o la Padania? Terzo: una burocrazia statale non s’inventa dall’oggi al domani. La fortuna delle Fiandre viene in gran parte dal fatto di inglobare la regione metropolitana di Bruxelles, che di per sé (e anche per il fatto di ospitare le strutture della Ue) non è né fiamminga né vallone. Siamo proprio sicuri che ùmilano e Venezia e Torino, staccate da Roma e dal resto del Paese, avrebbero la stessa importanza? Quarto: e se un bel po’ di valloni se ne andasse dalle Fiandre diventate indipendenti (e un bel po’ di non nordici se ne andasse dalla Padania)?

Non a caso il buon De Wever parla di indipendenza in campagna elettorale e didi autonomia dopo il voto. Così come il nostro Bossi evoca le doppiette nei comizi ma poi, mandati a casa i padani, si tiene strette quelle miserande province, una delle istituzioni più tipiche dello Stato centralista.

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