ITALIA: LA PAURA DEL CRIMINE CHE NON C’E’

Sarà una mania ma mi paiono ben spese tutte le parole che sottolineano la paura esagerata del crimine di cui soffrono gli italiani. Esagerazione che si protrae nel tempo e che resiste a qualunque dato o fatto. Ce lo ha dimostrato, ancora una volta, una ricerca: il terzo rapporto sulla Sicurezza in Italia realizzato da Demos in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia per la Fondazione Unipolis.

Criminalità

Che cosa ci dice, dunque, lo studio? Che i reati diminuiscono (e i successi delle forze dell’ordine aumentano) ma gli italiani (per la precisione, il 77% di loro) ancora credono che stiano aumentando. Tanto che il 79% ritiene che ci vorrebbe più polizia in giro, sulle strade e nei quartieri. Curiosamente, poi, se interrogati a proposito del loro specifico ambiente, gli italiani risultano meno preoccupati di prima: rispetto al 2008 è calata di 3 punti la percentuale di coloro che rilevano un aumento della criminalità nel proprio quartiere e di 7 (ma rispetto al 2007) quella di coloro che temono di essere rapinati. Come si dicessero: dove vivo io va meglio, ma in generale va peggio.

La tabella del Sole 24 Ore che illustra il calo della criminalità nel primo semestre 2009.

La tabella del Sole 24 Ore che illustra il calo della criminalità registrato nel primo semestre 2009.

Ovviamente non è così: la criminalità è in calo, punto e basta. E lo è da anni, a prescindere dal colore del Governo di turno, senza che per questo la paura degli italiani accenni a diminuire. Ho “rubato” la tabella a un quotidianoaffidabile come il Sole 24 Ore, che l’aveva peraltro composta sui dati forniti dal ministero degli Interni. Nel primo semestre 2009 i reati si sono ridotti del 6% e gli arresti sono aumentati del 5% rispetto al 2008. Bravi Berlusconi e Maroni. Ma nel primo semestre del 2008 i reati erano calati del 10% rispetto al 2007, quindi bravi Prodi e Amato. Oppure bravo nessuno, visto che gli italiani continuano ad aver paura del babau.

L’Osservatorio di Pavia mette sul banco degli imputati la televisione, pubblica e privata, che quanto a over dose di cronaca nera è insidiata solo da quella della Spagna. Certo, la paura è un instrumentum regni di provata efficacia, e non lo scopriamo certo noi. Però io ho la sensazione che sia nel giusto il sociologo Zygmunt Bauman quando fa notare che ormai “tutta la vita è diventata una lotta, lunga e probabilmente impossibile da vincere, contro l’impatto potenzialmente invalidante delle paure e contro i pericoli, veri o presunti, che temiamo” (La paura liquida, Laterza).

Bauman, in un altro passo efficace del suo libro, chiede sarcasticamente: “Quale computer è mai stato preda del millennium bug? Quanti vostri amici sono morti per la malattia della mucca pazza? Conoscete qualcuno che si sia ammalato per colpa di cibi geneticamente modificati?”. E’ un modo, mi pare, per farci notare che la nostra epoca, così mobile e, appunto, così “liquida”, è una grande produttrice di paure. Non ci fa paura la crisi economica? Il degrado ambientale? Il nucleare? Il prezzo del petrolio? L’immigrazione? La potenza della Cina? Il terrorismo? Dovremmo semmai chiederci perché, con tante paure nuove di zecca e in crescita, l’istinto ci porti a focalizzare il panico su un fenomeno vecchio e in calo come la criminalità. Alla fin fine, forse, il capro espiatorio di terrori inediti che non sappiamo ancora esorcizzare.

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Fulvio Scaglione

Mi chiamo Fulvio Scaglione, sono nato nel 1957, sono giornalista professionista dal 1983. Dal 2000 al 2016 sono stato vice-direttore del settimanale "Famiglia Cristiana", di cui nel 2010 ho anche varato l'edizione on-line. Sono stato corrispondente da Mosca, ho seguito la transizione della Russia e delle ex repubbliche sovietiche, poi l'Afghanistan, l'Iraq e i temi del Medio Oriente. Ho pubblicato i seguenti libri: "Bye Bye Baghdad" (Fratelli Frilli Editori, 2003) e "La Russia è tornata" (Boroli Editore, 2005), "I cristiani e il Medio Oriente" (Edizioni San Paolo, 2008), "Il patto con il diavolo" (Rizzoli 2017).

3 Commenti

  1. Giorgio said:

    Il tasso di criminalità non è mai troppo basso…
    e non dimentichiamoci che il tasso di reati impuniti nel nostro paese tocca l’80%.

  2. Fulvio Scaglione said:

    Caro Giorgio,
    come non essere d’accordo con te? Idealmente, speriamo tutti in una società senza crimini. Ma il mio discorso non era sui crimini ma sulla paura, decisamente sproporzionata rispetto ai dati reali. Avere paura, vivere nella paura, non può certo dirsi un fatto positivo.
    E poi, perché non accettare col sorriso sulle labbra il fatto che almeno in qualche settore, per esempio nel contrasto alla criminalità, qualche passo avanti siamo riusciti a farlo?
    Ciao, grazie, a presto

    Fulvio

  3. wimaro barbatos said:

    Le cronache locali testimoniano il contrario soprattutto per la criminalità predatoria dei pendolari stranieri

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