La manovra finanziaria da 24 miliardi di euro è arrivata quando era ormai consolidata nell’opinione pubblica la sensazione che una stretta ulteriore fosse in pratica inevitabile. L’esempio della Grecia e le grida d’allarme che si levavano da ogni parte d’Europa ci avevano preparato tutti. Ma nonostante questo, la presentazione della nuova lista di sacrifici ha assunto contorni da commedia dell’arte, com’è nel nostro costume. E ci ha regalato un nuovo cast di figure piuttosto patetiche, almeno in rapporto al momento che stiamo vivendo. In ordine di apparizione:

Silvio Berlusconi con Giulio Tremonti.
- come lo scudo fiscale, la cosiddetta “manovra economica” è, di fatto, una manovra politica. Pagano per (quasi) tutti i 3,5 milioni di impiegati statali, una categoria non troppo simpatica alle altre e non priva di privilegi (niente cassa integrazione, niente licenziamenti), ma soprattutto molto sindacalizzata e generalmente orientata a votare per l’opposizione. Con lo scudo l’evasione fiscale delle partite Iva è stata condonata, con questa manovra gli statali sono indicati come il capro espiatorio delle difficoltà italiane.
- il Premier ha detto che con la manovra non sono state messe le mani in tasca agli italiani e che solo lo Stato è stato costretto al risparmio. Ma i 3,5 milioni di statali non sono oggetti, sono italiani come gli altri. 3,5 milioni di famiglie avranno i salari bloccati fino al 2o13. Una cosa da piccolo regime sudamericano, altro che liberali.
- dopo le regionali, il Cavaliere aveva promesso riforme rapide. Tutto annullato, ovviamente. Tutto annullato come sempre, perché di riforme il Berlusca parla tanto ma non le fa mai. Vedremo quali riforme della Pubblica amministrazione andranno in porto, con gli statali puniti in quel modo.
- colpa della Grecia, questo il nuovo mantra dei berlusconiani. Ma per salvare la Grecia l’Italia ha contribuito con 5,5 miliardi di euro, mentre ora bisogna raccoglierne in fretta almeno 24. I 18,5 di differenza sono roba nostra. Oggi il problema dell’Europa, quello che mette a rischio l’euro, è appunto il debito. E non c’è mai stato un Governo Berlusconi-Tremonti che non abbia aumentato il deficit dello Stato italiano. Certo, gli ultimi due anni della crisi hanno imposto spese superiori al previsto. Ma non è pretestuoso riflettere sul fatto che forse questi due son più bravi a spendere che a risparmiare.
Lino
29 May 2010 at 20:17
Sottoscrivo tutto alla lettera.
In più aggiungo un’altra bufala di questi giorni, la frase che più di un politico, compreso Casini, ha stradetto in questi giorni: “L’Europa ha vissuto in questi ultimi anni sopra le proprie possibilità”!
Incedibile: i precari, i cassintegrati, gli statali, le famiglie con più figli, i pensionati hanno vissuto sopra le loro possibilità? O i soliti noti che in questi anni si sono fatti i SUV, le seconde case, le settimane bianche, le speculazioni in borsa ecc…? E oggi questa manovra chiede sacrifici proprio a quelli che già li hanno fatti, mentre chi ha fatto la bella vita continuerà a spassarsela e tra una serata con una velina e un accantonamento di denaro in un paradiso fiscale ci farà anche la morale: eh, cari, avete vissuto sopra le vostre possibilità…
Fulvio Scaglione
30 May 2010 at 17:01
Caro Lino,
con te sono già debitore di una reazione a un tuo commento, che ho invece lasciato passare. In questo periodo, purtroppo, non riesco a seguire bene come vorrei. Anch’io condivido quanto dici tu e ribadisco: come nel caso dello “scudo”, anche questa manovra rivela una forma di calcolo politico a favore dei ceti sociali più tradizionalmente filo-governativi. Un Governo è un’entità politica, mica tecnica, e quindi ha il diritto di fare certe scelte. Basta saperlo e rendersi conto delle conseguenze. Tra le altre, come ho scritto in un post seguente, la fine di qualunque speranza di una riforma della Pubblica Amministrazione.
Ciao, a presto
Fulvio