I giornali americani hanno molto parlato del sondaggio condotto da Washington Post, il grande quotidiano della capitale, e Abc News Poll sul tema del presunto, prossimo, temutissimo sorpasso della Cina ai danni degli Usa. E’, almeno in apparenza, l’ultima ossessione americana, dopo quelle dedicate all’invasione rossa, al predominio tecnologico giapponese, alla bomba post-sovietica, all’islam. Persino, ma per un brevissimo periodo, alle insidie portate dall’Unione Europea.

Non c’è molto di cui stupirsi. Se sei il primo in classifica, il tuo incubo è che spunti qualcuno più forte di te. E che gli americani vedano nella Cina un concorrente più che attrezzato è ormai sicuro. Il sondaggio di cui parliamo è stato preceduto da altri, analoghi, condotti da Gallup, Pew Research Center e altri stimabili centri di ricerca. Tutti hanno mostrato un crescente rispetto e timore per la potenza cinese. Secondo Gallup, per esempio, nel 2000, quando l’economia Usa galoppava, il 65% degli americani pensava che la posizione predominante del proprio Paese fosse ancora inattaccabile; l’anno scorso si era già quasi al 50 e 50.
E’ più che normale che nei periodi di magra si tenda a essere anche pessimisti. E negli Usa, con la disoccupazione al 9,7%, il deficit statale più alto della storia e due guerre in corso, non c’è molto di cui stare allegri. Bisognerebbe anche aggiungere che un sondaggio condotto l’anno scorso in Cina dal Lowy Institute, il centro studi e ricerche più prestigioso d’Australia, ha rilevato tra i cinesi l’opinione che gli Usa sono il maggior ostacolo allo sviluppo e alla crescita del loro Paese. Dunque, tutto il mondo è Paese, quanto a timori.
Comunque sia, quest’idea degli americani super-depressi, con problemi di personalità e d’identità, pessimisti e quasi rassegnati mi suonava un po’ strana. Così sono andato a leggermi i dati dell’ultimo sondaggio e credo di averne scoperto uno bizzarro e interessante. Mettiamoli in bell’ordine.
- Nel Ventunesimo secolo il ruolo internazionale degli Usa sarà uguale, minore o maggiore che nel Ventesimo secolo?
In economia: minore 53% uguale 18% maggiore 26%
Nella politica: minore 46% uguale 19% maggiore 32%
- Il Ventunesimo secolo sarà un secolo americano o un secolo cinese?
In economia: cinese 41% americano 40% altro/non so 12%
Nella politica: cinese 43% americano 38% altro/non so 15%
- Se nel Ventunesimo secolo gli Usa avranno un ruolo meno dominante, crede che per gli Usa sarà un bene, un male o né bene né male?
In economia: un male 43% né bene né male 40% un bene 15%
Nella politica: un male 39% né bene né male 40% un bene 15%

Ieri la California, domani il Fiume Giallo?
A me non pare, dunque, che gli americani siano così pessimisti. Soprattutto se pensiamo al momento che attraversano. Rassegnati alla crescita della Cina, sì. Convinti che questa crescita finirà con l’erodere parte dell’influenza americana, anche. Dispiaciuti che questo accada, certo. Ma pessimisti non direi. Un bel 40% di loro pensa che il ridimensionamento non sarà poi un gran male (di poco inferiore alla quota di coloro che credono che sarà un male in economia e di poco superiore a quelli che credono che sarà un male in politica) e mi pare che in questo dato ci sia molto del cosiddetto “spirito americano”: la disponibilità ad andare incontro ai grandi cambiamenti, l’attitudine a gestirli, la convinzione di superarli. E poi, importantissima: la capacità di riconoscere i meriti e la forza del “nemico”. Base di partenza per la vittoria in qualsiasi “battaglia”.
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