Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

SANREMO: LOOK E BON TON, CHE RECLAME!

Meno male che c’è Carla Bruni! Così recita la canzone dell’ironico Cristicchi, curioso ragazzotto dalla testa a cespuglio e occhiali anni Settanta che ricorda più uno scienziato pazzo che un cantante di Sanremo. Sì, diciamo noi, perché almeno lei ha esportato l’italica eleganza. In eurovisione non ci fa fare altrettanta bella figura Antonellina Clerici. Il suo sorriso disarmante e l’aria dolce e procace da recente mamma non distolgono dal fatto che raramente si è vista una diva della televisione così inadeguata in un abito da sera. Il seno che straborda come un ripieno, sembra una torta alla crema. E i tacchi? Altissimi, firmati Loriblu: non riesce proprio a camminarci.Buffa: è espressione che viene in mente vedendola gironzolare sul palco dell’Ariston. Le si perdona quasi tutto, perché molte donne italiane forse si riconoscono. Quelle che non hanno la parlantina alla Bonolis, quelle che non sanno ballare con i tacchi a stiletto come Rossella Brescia, quelle che non hanno la sicurezza della Ventura. Italiana media. Ma il sorriso disarma e il gioco è fatto.

Antonella Clerici, padrona di casa al Festival.

Antonella Clerici, padrona di casa al Festival.

Anche di fronte alla bellezza stratosferica di Rania di Giordania, elegantissima nel suo abito bianco e nero di Armani Privé (lei sì che il tacco dodici a spillo lo sa portare). Ma Antonellina, forse anche per merito del bacio che la regina le ha stampato sul viso appena salita sul palco, è riuscita a parlare con lei come si fa con la massaia del pianerottolo. “Ci può dire la ricetta dei suoi biscotti al cioccolato?”. La prova della cuoca… di Giordania.

La regina Rania di Giordania: bella di suo, aiutata dall'abito Armani.

La regina Rania di Giordania: bella già di suo e pure aiutata dall'abito Giorgio Armani.

Ma dello stile italico non è  testimonial neppure una delle big della canzone pop italiana, Irene Grandi, che con la La cometa di Halley è considerata una delle probabili vincitrici di questa edizione del Festival di Sanremo. Nella prima serata ha esibito uno strano look: vestito a straccetti informi color rame con faccia cadaverica e occhio stralunato (ma chi l’ha truccata? Lei, che normalmente è una donna solare, sembrava una drogata). Un filo meglio il secondo giorno: banale miniabito di pelle con leggings. Per la cronaca firmato Marithé & Francois Girbaud. Decisamente meglio anche il viso: non sembrava malata. Ma perché i sandaletti quasi da mare con dita dei piedi in vista in febbraio?

Carina Noemi: i capelli rossastri pettinati con onde retrò e gli occhi già belli resi enormi da ciglia finte lunghissime. L’abito è anni Cinquanta.

L'attrice Michelle Rodriguez, ospite al Festival: nell'abito di Ermanno Scervino è impossibile riconoscere la dura pilota d'elicottero del filmone "Avatar".

L'attrice Michelle Rodriguez, ospite al Festival: nell'abito di Ermanno Scervino è impossibile riconoscere la dura pilota d'elicottero del filmone "Avatar".

Eleganza in nero, perfetto per le rotondità italiche, per Maria Nazionale (il nome è già tutta una storia), la bella napoletana che canta a fianco del simpatico Nino D’Angelo, che si è riscoperto in queste ultime stagioni con canzoni dalle allegre sonorità mediterranee. Simpatico il look di Arisa, che mentre interpretava la sua orecchiabile Malamorenò, sembrava il fumetto di Betty Boop in versione rotondetto, con gli occhialoni strani e il trucco da bambolina: labbra rosse rosse e occhi enormi. Al suo fianco, look anni Quaranta per le Sorelle Marinetti, trio maschile che si esibisce en travesti.

Perfetto l’accostamento al tono di questo Sanremo dell’anniversario dei sessant’anni. Se i seni in vista sono perlopiù quelli dell’Antonellina, arrivano anche quelli dello spogliarello di Dita Von Teesen , diva del burlesque che si ispira agli spettacolini di una volta (questo basta a dire che è uno spogliarello raffinato?). E le gambe sono quelle (tante) delle ballerine del cancan. Ma qui di nuovo l’Antonellina italica ci ha tenuto a mostrarci le sue, imitando le bellissime ragazze del Moulin Rouge di Parigi.

Varietà davvero retrò, come ha già detto qualcuno, alla Macario. Al punto che all’annuncio del break pubblicitario la Clerici dice “Adesso c’è la reclame“… E niente più che varietà datato è la terza serata dove per la centomillesima volta abbiamo potuto vedere Massimo Ranieri in Perdere l’amore o Edoardo Bennato in Capitan Uncino. Ironia da varietà anche Miguel Bosé che da ex bel ragazzo canta Non ho l’età.

E torniamo ai ragazzi di Sanremo. Anzi, ai ragazzini. Sono loro quelli che ci piacciono di più. Gara nella gara, sembra di assistere a una sfida tra le vecchie glorie alla Pupo e Toto Cutugno, entrambi vestiti dal classico Carlo Pignatelli, e i ragazzini dei talent show. Dolce il diciannovenne Valerio Scanu. Seppure in un primo tempo eliminato e poi ripescato, gli scommettitori puntano su di lui (l’abbinata con l’Amoroso  è già una garanzia per accaparrarsi migliaia di sms-voto dai giovanissimi). Per lui codino per rendere bon ton i capelli lunghissimi, giacca elegante di Massimo Rebecchi e parole romantiche.

Aggressivo fino all’esagerazione, ma forse se lo può permettere per la voce vistosa, il recente vincitore di X-Factor, Marco Mengoni. Ventidue anni,  è l’autentico divo nato. Si muove con la sicurezza dei grandi dei concerti. E sfodera look strani, da Re Matto (il titolo del suo ultimo cd). Prima serata con camicia bianca da una parte e nera dall’altra da giullare. Seconda serata con completo strizzato nero di Neil Barrett, stilista trendy amato dai modaioli, ciuffo in piedi da ska e occhialini alla Psyco Killer, una delle cover che ha interpretato anche nel cd uscito da X-Factor. La sua Credimi ancora è la favorita presso i bookmaker sanremesi.

Meno male che c’è Carla Bruni. E anche Carmen Consoli, diva della canzone, italianissima nella sua sicilianità, si è presentata a Sanremo con un caschetto riccio e un abito stile anni Trenta ricamato ma minimale. Canta Mandaci una cartolina, dedicata al papà che non c’è più. Una canzone dal tema retrò. Lei dice che i suoi capelli castano rossicci sono tinti, perché la prima partecipazione a Sanremo le ha fatto venire i capelli bianchi. E spiega che “Sanremo si ama se si ama l’Italia. Gli italiani non possono non amare Sanremo”. Per lei finale con un inedito Grazie dei fiori(1951) canzone entrata nella storia del costume italiano. Arriva anche Nilla Pizzi, 91 anni, e canta la sua Vola colomba in un abito nero con strascico di cinque metri sorretto da boys e ricamato con una colomba. Di nuovo il vecchio varietà.

di Giusi Galimberti

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>