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USA, RALLENTA LA CARICA DEGLI OBESI

Gli americani perdono peso. O, per essere più precisi, tendono ad accumularne meno di qualche tempo fa. Obesità ed eccesso di chili sono da molti anni, negli Usa, una vera piaga sociale. Il tasso di obesità è del 33,8% (dieci volte più alto che in Giappone, per esempio) e il 68% della popolazione ha problemi di obesità o di sovrappeso. Ogni anno, ha fatto notare il Journal of the American Medical Association, il 25% degli uomini e il 43% delle donne tenta di mettersi a dieta, con scarsi risultati.

Obeso

Il fenomeno aveva ovviamente provocato studi, ricerche e funeste previsioni. Un obeso, hanno scritto i professori Eric Finkelstein e Justin Trogdon in Health Affairs, autorevole rivista che si occupa dei problemi della sanità, costa al sistema sanitario nazionale il 42% in più. E le tendenze del recente passato non erano per nulla rassicuranti: nel 2008, una ricerca del Johns Hopkins Centre for Global Health si era conclusa con questo funesto quadro: tutti gli americani sarebbero stati sovrappeso entro il 2040 e nel 2030 i costi attribuibili alla lotta all’obesità e al peso in eccesso avrebbero raggiunto l’astronomica somma di un triliardo (un milione di milioni) di dollari. Per fortuna non è andata così. Per ragioni non ancora chiarite il ritmo di diffusione dell’obesità negli ultimi tre anni non è aumentato e si è stabilizzato su quello di cinque anni fa. Non è ancora un’iversione di tendenza ma è comunque una buona notizia.

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