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CASINI PER TUTTI, ANCHE PER IL CAVALIERE

Non sono un politologo, questo è chiaro. Però mi sto facendo un’idea, forse bislacca e forse no, che si è rafforzata in queste ore dopo l’intervista a Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc. L’idea è questa: che nessuno voglia realmente la caduta di Silvio Berlusconi e che molti, al contrario, vogliano che il Cavaliere resti esattamente dov’è. Cioè al Governo a fare poco e a sembrare (in gran parte, a essere) legato mani e piedi ai desideri della Lega Nord, cotto a fuoco lento dall’incapacità di fare riforme vere, dall’antipatia ormai dichiarata di Gianfranco Fini, dall’abissale superiorità di stile del ”comunista” Napolitano, dai pasticci dei suoi legali che lo espongono alle banderillas della Corte Costituzionale, dagli intrighi e dalle scoperte della magistratura.

            Mi han fatto venire quest’idea due fatti e una sensazione. I fatti. Primo: Pier Luigi Bersani, nuovo segretario politico del Pd, non sarà glamour come il Cavaliere ma stupido non è. Come si spiega, allora, che non schiera il partito al No Berlusconi Day targato Di Pietro ma intanto chiede che Berlusconi se ne vada un giorno sì e l’altro pure? L’altro fatto è, appunto, l’intervista di Casini che, dopo aver detto per anni che Di Pietro è il peggio del peggio, annuncia che in caso di elezioni anticipate l’Udc formerà “uno schieramento repubblicano a presidio della democrazia” con il Pd e con il tanti disprezzato Di Pietro.

      Credo che tutto questo voglia semplicemente dire questo: il Pd e l’Udc, che reclamano elezioni o dimissioni del premier, in realtà preferiscono l’attuale situazione, con Berlusconi sulla graticola. E sono confermato nella mia idea dalla sensazione che l’unico a volere davvero le elezioni anticipate, nonostante dica ogni giorno il contrario, sia proprio il Cavaliere. Il momento, d’altra parte, sarebbe abbastanza favorevole per una simile sfida: può fare la parte della vittima, del perseguitato dalla magistratura; ha in mano quasi tutto il sistema televisivo e una parte consistente dell’informazione generale; può gettare nella lotta una quantità enorme di quattrini; parte da una quota già notevole di consenso popolare.

      Il problema di Berlusconi è questo: come cavolo faccio a ottenere le elezioni anticipate, essendo sotto gli occhi di tutti che in Parlamento ho una maggioranza vasta e fedele? Il buon Cavaliere, tra l’altro, si è complicato la partita riuscendo in brevissimo tempo a inimicarsi quasi tutte le alte cariche dello Stato (dal presidente della Camera Fini al presidente della Repubblica) e gli organismi istituzionali, dalla Corte Costituzionale all’Assemblea delle Regioni, cioè gli snodi attraverso cui passa la complessa procedura da affrontare per arrivare al voto anticipato. Gli resta, è vero, il fedelissimo Schifani che, quale presidente del Senato, è la seconda carica dello Stato. Una sponda un po’ debole, però, per sciogliere il Parlamento e andare a votare.

Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc.

Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc.

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2 Responses to CASINI PER TUTTI, ANCHE PER IL CAVALIERE

  1. fabio cangiotti

    16 December 2009 at 09:23

    Caro Fulvio, la tua ipotesi non è irragionevole, ma credo che urti con i limiti di età di Berlusconi, che per quanto sia ottimista saprà bene di non essere eterno, soprattutto dopo lo sfregio di Milano (che a mio modesto avviso lo indebolirà, la violenza qualche frutto lo produce sempre).
    Quanto al sistema televisivo mi sento di obbiettare: ogni sera, dico ogni sera, c’è almeno un programma di approfondimento profondamente ostile al premier, e questi programmi hanno sempre un ottimo share. Quindi o Berlusconi fa del male a se stesso, oppure non è così padrone come si dice del sistema televisivo. Il Censis ha detto che l’opinione di voto gli italiani se la formano guardando la televisione. Questo non spiega però come mai, negli ultimi 15 anni, le lezioni sono state regolarmente perdute da chi “aveva” il Tg1, cioè il notiziario più seguito e autorevole, il cui direttore è nominato dal governo in carica. Quindi: perché continuare a pensare che gli italiani sino sempre e comunque stupidi come i topi del pifferaio di Hamlin?

  2. Fulvio Scaglione

    16 December 2009 at 21:40

    Caro Fabio,
    anch’io ho sostenuto spesso, in passato, che Berlusconi ha vinto e perso elezioni con o senza le Tv. Adesso non ne sono più tanto sicuro. D’altra parte basta fare il conto: tre canali Mediaset e due canali Rai sono saldamente in mano ai partiti della maggioranza. Il che fa, più o meno, l’80% dell’audience. Tu dici: i talk show. Ma credo che nel formare l’opinione pubblica conti molto di più uno show domenicale di qualunque Ballarò. D’altra parte lo stesso Cavaliere, del quale tutto si può dire tranne che non conosca i media, si confida al gossipparo Signorini, mica a Panorama. Comunque, non credo affatto che gli italiani siano tutti dei boccaloni, ci mancherebbe. Berlusconi non vincerebbe se non avesse anche una “carica” politica da spendere. Resta il fatto che tutti i candidati a qualcosa, ovunque nel mondo, si affannano a conquistare spazi in Tv. E l’unica vera vittoria elettorale del Pci, se non ricordo male, venne dopo il malore di Enrico Berlinguer a Padova, come il successivo funerale trasmesso in diretta Tv.
    Sono molto d’accordo, comunque, su quanto dici rispetto all’episodio milanese: penso anch’io che, in ogni caso, la pietrata del Tartaglia qualche danno glielo faccia, e non solo fisico.
    Ciao, a presto

    Fulvio

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