Dalla Germania, che così spesso ammiriamo, arriva una storia istruttiva anche per noi. E’ una storia che rimanda ai travagli che ora patisce il premier Silvio Berlusconi, anche se non sembra. Eccola. Nel nuovo Governo guidato da Angela Merkel c’è una giovane e affascinante ministra: Kristina Kohler, 32 anni, parlamentare cristiano-democratica di Wiesbaden.

Kristina Kohler in uno dei suoi manifesti elettorali.
La Kohler è ministro della Famiglia e, come tale si occupa anche di anziani. Hanno cominciato a criticarla perché sarebbe troppo giovane per occuparsi di terza età. Per questo è stata attaccata dalla Vdk, l’organizzazione degli anziani che ha oltre un milione di iscritti. Poi, in modo più insidioso, i critici hanno cambiato strada: la Kohler sarebbe un cattivo ministro della Famiglia perché… non ha famiglia. Non ha figli e convive da anni con un altro deputato cristiano-democratico, Ole Schroeder, 38 anni. E’ finita così: la cancelliera Merkel, che la stima ma non vuole perdere consensi, l’ha in pratica spinta al matrimonio. Kristina e Ole saranno sposi in febbraio.
Ci sono un po’ di circostanze accessorie. La Merkel conosce bene il problema e, a suo tempo, l’ha risolto allo stesso modo. Divorziata e poi a lungo convivente con Joachim Sauer, convolò a giuste nozze proprio prima di presentarsi per la prima volta (come sappiamo, con successo) agli elettori quale candidata al cancellierato. La Kohler, inoltre, è succeduta nel ministero a un’altra donna, Ursula von der Leyden, madre di sette figli, che è andata a fare il ministro del Lavoro ed è sempre stata molto amata dagli elettori tedeschi.
Detto questo, resta la domanda: in quale misura il politico deve corrispondere alla definizione ideale del suo ruolo? Il ministro della famiglia deve per forza avere famiglia? E se, per dirne una, non potesse avere figli, sarebbe per questo un ministro da evitare? E se di famiglie ne avesse più d’una, in seguito magari a un divorzio, dovremmo dedurne che non è degna di restare al Governo? Che non sa che cosa sia e come si gestisca una famiglia? Che non è in grado di decidere che cosa serve a genitori e figli?
Come vedete, ci siamo avvicinati ai problemi di Berlusconi. Fatta la tara alle speculazioni politiche e agli attacchi strumentali (che ci sono, ovvio, come le difese strumentali), la gente di buona fede e buon senso proprio quello si chiede: se i suoi comportamenti personali siano (o non siano) troppo lontani dai comportamenti che riteniamo ”ideali” per il ruolo. Ma anche qui: un premier (eventualmente) “allegro” sarebbe per forza un premier inefficace nell’azione di governo? Si ripropone così l’eterno teorema di Maradona: il campione interessa solo quando va in campo o c’importa anche di ciò che fa fuori?
P.S.: ma se la Kohler non fosse stata donna e fosse stata invece uno scapolo o un uomo convivente, la Merkel le avrebbe rotto le scatole alla stessa maniera? E a Guido Westerwelle, il ministro degli Esteri gay, che cosa dirà?
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