D’accordo, bisogna fare una certa tara. Dimenticare i pettegolezzi (è andato a chiedere aiuto agli ex Kgb), le maldicenze (affari… personali) e anche gli equivoci che lui stesso riesce mirabilmente a generare (definire “privata” la visita a un altro premier con cui parla di scambi economici tra Stati) con una noncuranza per le forme che sfiora l’incoscienza del ruolo. Ma detto questo, che dovrebbe fare il primo ministro di un Paese privo di risorse energetiche (l’Italia brucia ogni giorno 2 milioni di barili di petrolio e oltre 5 miliardi di metri cubi di gas) se non andare a parlare con i primi ministri di Paesi che invece di tali risorse abbondano? In altre parole: non è ipocrita accusare Silvio Berlusconi di cercare, e magari ottenere, rapporti privilegiati con Vladimir Putin, premier e anche qualcosa di più di una Russia che è il primo esportatore mondiale di gas e il secondo di petrolio? Non farebbero la stessa cosa, domani, i leader dell’opposizione che oggi lo criticano?

Silvio Berlusconi con Vladimir Putin.
L’origine di certe polemiche risiede nella confusa e sempre partigiana definizione che nel nostro Paese si tende a dare del concetto di “interesse nazionale”. Sarà bene, a proposito di patria convenienza e forniture energetiche, ricordare quanto avvenne nel 2006 e 2009. In quei due inverni, la Russia cercò di riscuotere i miliardi che l’Ucraina le doveva minacciando di bloccare l’erogazione del gas. Il blocco, se realizzato, avrebbe danneggiato anche il resto dell’Europa. Non successe nulla, ma in Italia uscirono migliaia di articoli allarmistici, pronostici funerei, analisi catastrofiche. Nessuno, allora, aveva dubbi sul fatto che sostituire la Russia di Putin come fornitore di gas e petrolio fosse un problema dalla soluzione maledettamente complicata. E che far arrabbiare il Cremlino, in prima persona o per interposta Ucraina, fosse un gran danno per l’economia nazionale e il benessere degli italiani.
Nel frattempo, il nostro Governo non è rimasto inerte. Ha varato un piano per il rilancio del nucleare e il lancio della rete di rigassificatori. Ha intensificato i rapporti con fornitori alternativi. E’ tanto o poco? Lo scopriremo. Comunque non illudiamoci di aver così aggirato la questione: avere a che fare con il colonnello Gheddafi o con il presidente Bouteflika, insediato dall’esercito nel 1999 dopo un’elezione fraudolenta, è meglio che trattare con Putin? Che dire, allora, degli Usa di Obama che, proprio come quelli di Bush, comprano petrolio da vere autocrazie come il Venezuela di Chavez e l’Azerbaigian degli Aliev?
La questione vera, decisiva, è un’altra. Questa legittima e anzi doverosa corsa alle forniture è solo la scorreria al supermarket della massaia che mette a tavola una famiglia numerosa o s’inquadra in una serie di rapporti e intese che fanno politica estera? La differenza non è da poco. Un Paese come l’Italia non può andare avanti in eterno condannando l’Iran all’Onu per fare poi affari con gli ayatollah. Prima o poi qualcuno potrebbe, come dire, risentirsi. Certi presunti scoop giornalistici sui nostri soldati in Afghanistan bastano a farci capire che la posizione del battitore libero (dall’Europa, dagli Usa di Obama… ) produce gloria ma pure una quantità imprevedibile di grane.
mirella
24 October 2009 at 14:50
Scusa, sarà accecata dall’antiberlusconismo, ma non ci credo nemmeno un po’. Se avesse dovuto parlare di gas ed energia con Putin (e perché non con Medvedev?) lo avrebbe fatto alla luce del sole e da premier, non da privato cittadino. Questa dell’energia ha proprio l’aria di una bella foglia di fico dopo che la visita è diventata un segreto di Pulcinella. E poi…Schröder che doveva esserci e che non c’era, Ergogan che doveva arrivare e che non s’è visto, e alla fine pure una bella tempesta di neve fantasma per trattenerlo lì ancora un po’… ma va là!
Italo
24 October 2009 at 15:28
Sicuramente i motivi che hanno portato Berlusconi a correre da Putin, a San Pietroburgo, saranno stati gravi.
Tuttavia questo “imprevisto” ha provocato un incidente diplomatico che ha portato il re di Giordania a protestare con il governo italiano.
Da mesi era stata fissata una “visita di Stato”, ovvero un impegno al massimo livello del protocollo e della formalità. Martedì sera, a poche ore dall’appuntamento, il presidente del Consiglio Berlusconi ha fatto sapere al re di Giordania Abdallah e sua moglie la regina Rania che non avrebbe più potuto ospitarli a pranzo a Villa Madama come era stato previsto. Per “sopravvenuti impegni”, ovvero per la convocazione dell’incontro con Vladimir Putin a San Pietroburgo, Berlusconi ha dato “buca” ai sovrani, promettendo che un nuovo incontro ci sarà presto.
Il re e la regina non hanno avuto nessuna autorità, nessun ministro, nessuno che li invitasse a pranzo.
L’Italia, nell’occasione, ha fatto una pessima figura.
Fulvio Scaglione
24 October 2009 at 23:14
Cara Mirella e caro Italo,
sulla rozzezza istituzionale del Nostro (vedi figuraccia con i giordani) e sulla sua tendenza a confondere interesse privato e interesse pubblico, siamo tutti d’accordo. A me premeva dire che sul tema dei rapporti con Putin si fa molta retorica, basandosi sul fatto che il buon Vladimir non è proprio un fan della democrazia all’anglosassone. Ma le risorse energetiche (fatta salva la parentesi del petrolio del Mare del Nord di Gran Bretagna e Norvegia, ormai esaurito) sono quasi interamente in mano a dittatori, tiranni, autocrati, generali, colonnelli e mafie assortite. Ribadisco: Putin, al confronto per esempio degli sceicchi sauditi, è quasi un gentiluomo. E in ogni caso, se non hai petrolio, non puoi che parlare con chi ce l’ha.
Ciao, a presto
Fulvio
mirella
25 October 2009 at 10:16
Hai ragione, ma solo partendo dal presupposto che l’oggetto in questione è l’energia. E infatti per tenersi buona la Libia l’Italia ha dovuto assistere a quello spettacolo indecente che tutti abbiamo visto. Ma era ufficiale, un po’ tutti ci siamo tappati il naso e vabbé.
Qui mi sa che l’energia non c’entri proprio un bel niente. Anzi: la villanissima “buca” data al re di Giordania è contemporanea all’annuncio della costruzione della più grande centrale solare europea… italo-giordana!
http://www.agienergia.it/NewsML.aspx?idd=54079&id=66&ante=0
Enrico Usvelli
26 October 2009 at 09:04
Forse è meglio se Berlusconi non ha pranzato con i reali di Giordania: vista la bellezza della regina Rania avrebbe sicuramente tirato fuori una delle sue battute da scaricatore
Mirella, a questo punto sono curioso: di cosa hanno parlato secondo te?