I fatti sono noti a tutti. Lo “scudo fiscale” escogitato dal ministro Tremonti è stato approvato dal Parlamento, chiamato dal Governo a un voto di fiducia, con uno scarto di 20 voti. Alla votazione, però, mancavano 29 deputati delle opposizioni (6 dell’UdC, 1 dell’IdV e addirittura 22 del Pd), che sarebbero stati più che sufficienti per sparigliare il conto. Visto che si trattava di un voto di fiducia, la loro presenza in aula avrebbe fatto cadere il Governo Berlusconi.
Dopo i fatti, qualche personalissima considerazione.
1. È vero che l’opposizione a Berlusconi soffre di un certo vuoto propositivo. Soffre anche, però, di un’insostenibile mancanza di palle, cervello e pura e semplice voglia di faticare. Scusate, ma comunque la pensiate in politica, quei senatori novantenni (Scalfaro, Levi Montalcini… ) che faticosamente aiutavano Prodi a raccogliere i suoi precarissimi e provvisori voti parlamentari, al confronto con queste mammolette sono degli eroi. E dei gran lavoratori.
2. Lo “scudo” di Tremonti è una tale porcheria che una maggioranza più che abbondante come quella del centrodestra (PdL e Lega hanno in totale 171 senatori, Pd e IdV 132; alla Camera, PdL e Lega assommano 340 deputati contro i 242 messi insieme da Pd e IdV) si è di fatto squagliata al momento del voto, salvandosi solo per l’imbecillità altrui.
3. I gruppi parlamentari del centrodestra sono notoriamente ben organizzati ed efficienti. E’ quindi impossibile che non avessero avuto sentore di quanto andava preparandosi in aula. Bisogna quindi chiedersi: perché la maggioranza ha messo addirittura a rischio il Governo pur di far passare le norme così gradite a evasori fiscali, falsificatori di fatture e riciclatori di denaro? La mia tesi, se la volete, è questa: lo “scudo”, assai più che a recuperare quattrini altrimenti perduti, serve a gratificare gruppi sociali e di pressione che portano molti voti al centrodestra. Difficile che un insegnante o un tranviere falsifichino fatture o bilanci, no?
mari
4 October 2009 at 09:00
Molto difficili, ilproblema è che siamo alla deriva e i deputati assenti per spiegabili motivi di salute io li manderei a faticare sul serio.Siamo proprio messi male.
Simone Colzani
4 October 2009 at 14:20
Egregio Fulvio,
Personalmente, rimango abbastanza indifferente allo Scudo di Tremonti, che è, nè più nè meno la riproposizione dei famigerati condoni agli scempii edilizi realizzati per ogni dove in questo Paese. Un malcostume destinato ad imperare pure nelle maglie della legge…
Tuttavia, visto che buona parte di quei capitali sono (saranno?) transitati dalla dogana di Chiasso, mi chiedo che fine abbia fatto la vicenda dei Titoli di Stato USA, i cui portatori sono stati fermati proprio in quel luogo ameno.
Se fossero veri, le manovre di Tremonti sarebbero veramente bruscolini…
Fulvio Scaglione
4 October 2009 at 17:07
Caro Simone,
che l’Italia abbia una storica avversione alla serietà e alla cura del bene comune, di cui anche una politica fiscale è parte, è più che accertato. Proprio per questo mi sarei aspettato maggiore serietà da un ministro come Tremonti, che ogni tre per due ci fa la predica sull’etica dell’economia. E in ogni caso, il messaggio lanciato ai contribuenti (tranquilli, ogni due anni vi faccio un condono) è vergognoso.
Ciao, a presto
Fulvio
Italo
4 October 2009 at 21:11
C’é un gran bisogno di fare cassa.
E lo scudo fiscale va in questa direzione incurante di tutti gli aspetti negativi correlati.
La finanziaria per il prossimo anno sara’ ‘leggera’: appena tre articoli e le tabelle. Il governo guarda allo scudo fiscale ed eventuali aggiustamenti verranno fatti solo se ci saranno entrate aggiuntive.
E’ un momento molto difficile a livello mondiale. La crisi economica sta mettendo a dura prova gli Stati.
In Italia bisognerebbe incominciare a ridurre il numero dei tanti politici disseminati sul territorio (governo cenrale, regioni, province, comuni), ma non si sta facendo granché, purtroppo.
E bisognerebbe fare quello che disse l’attuale presidente del Consiglio durante una video chat con il Corriere.it, poco prima delle elezioni del 2008: «Basta con la stagione dei condoni. La prossima sarà una stagione di forte contrasto all’elusione e all’evasione fiscale».
Enrico Usvelli
6 October 2009 at 07:57
Un conto è quello che si dice in campagna elettorale ed un conto è quello che si fa. E un qualche condono i governi di Berlusconi lo hanno sempre fatto.
I soldi che torneranno non è detto che saranno reinvestiti. Se non si controlla chi riporta a casa i soldi, quello continuerà a portarli all’estero e li farà tornare pagando una tassa ridicola.
Facendo (poca) cassa ora in questa maniera si sta dando un segnale che evadere paga e pertanto perderemo molti più soldi in futuro.
Si dovrebbe imporre a stati come il Lussemburgo di piantarla di accogliere gli evasori fiscali degli altri Paesi della comunità.
Fulvio Scaglione
6 October 2009 at 17:55
Caro Enrico,
mi colpisce in particolare l’ultima parte della tua mail. Non so se si possa obbligare il Lussemburgo ma una cosa mi pare certa: un altro po’ di crisi mondiale e in Europa ci verranno tutti, Svizzera compresa. Questo solo per dire che un’iniziativa comunitaria anche contro il riciclaggio di denaro è un’altra delle cose che mancano. E che sarebbero tanto utili.
Ciao, a presto
Fulvio