E se uno volesse tenersi lontano sia da Feltri sia da Santoro? E se mi piacesse criticare i trucchetti dello “scudo fiscale” senza confondermi con la beceraggine dei seguaci di Di Pietro? Il regalo più beffardo che ci fa questa democrazia nevrotica è proprio non poter più dire “no a questo e a quello” (o anche “sì a questo e a quello”). Dobbiamo perennemente schierarci, o di qua o di là. Come se uno, entrato dal fruttivendolo, si sentisse dire: o prendi le banane o prendi le pere. Un po’ dell’uno e un po’ dell’altro non è più possibile. E naturalmente, se prendi le pere quelli delle banane ti considerano non uno che ha altri gusti ma un traditore della patria, un venduto, uno schifoso. E viceversa.
Gli esempi sono innumerevoli perché quotidiani. Sono partito con Feltri e Santoro perché l’informazione è ormai il campo dove più vistosamente si esercita quella costrizione del pensiero che sta facendo gran danno al Paese. All’epoca trovavo assai interessante l’Europeo (1989-1992) di Feltri, che poi ha fatto una grande carriera in altri mondi e con altri modi, per me spesso indigeribili. Santoro, invece, lo detestavo sin dai tempi di Samarcanda (1988-1992), il programma che lo lanciò su scala nazionale. Niente di personale ma lo stile tribunizio-assembleare non fa per me. Di Anno Zero ho visto pochi minuti qua e là, anche se faccio poco testo perché la sera leggo, scrivo (come adesso, ore 23,30) e se frugo in Tv è solo per cercare film o partite di calcio. Starei benissimo anche senza occuparmi di Feltri e di Santoro, e credo che avrei pure il diritto di farlo. E invece no: devo battermi per l’uno o per l’altro, magari pure difendere Santoro (la puntata con la D’Addario era un orrore civile) perché sospetto che pian piano quegli altri farebbero chiudere qualunque cosa e farebbero tacere chiunque in nome della difesa del Capo.
Posso dirlo? Che strazio! E che pena un’Italia dove a dettare la linea sono le estreme, i tori scatenati, quelli con tre narici. Attenzione, però: questo processo si accentua adesso, con e sulle vicende private di Berlusconi, ma non è certo nato ieri. Io mi occupo prevalentemente di esteri e ricordo benissimo le polemiche, tanto per fare un esempio, sulla guerra in Iraq. Dire che Saddam era un tiranno mostruoso e la guerra un errore gigantesco ti attirava le contumelie dei pacifisti e gli insulti dei guerrafondai. Peccato che fosse la cosa giusta da dire, come poi abbiamo visto. Berlusconi o non Berlusconi, questa deriva sta trasformando un Paese prima forse confuso ma civile in un Paese sempre confuso ma incivile. Nessuno ne uscirà vincitore.
Italo
3 October 2009 at 09:01
Preg.mo Sig. Scaglione,
premetto che neanche a me Santoro piace più di tanto perché, nonostante voglia fare credere il contrario, la realtà sembrerebbe mostrare che invece é parecchio schierato. Le sue tramissioni mi sembrano improntate a schemi ben precisi e direzionali: si vuole fare sottendere le ragioni contrastanti in eguale misura ma guarda caso predomina sempre una certa linea.
Il programma volto a fare luce sul giro di escort che si sono imbattute nel Presidente del Consiglio apre gli occhi sull’altra faccia della medaglia.
Il Presidente del Consiglio che sbandiera per mari e monti che é un assiduo lavoratore che é sempre impegnato politicamente (24 ore su 24 ?) e via dicendo poi, si scopre, che stando a quanto riportato da Repubblica ha annullato impegni “istituzionali” per fare fronte ad impegni privati particolari. Beh, ritengo che questo non vada bene e sia giusto rilevarlo.
Si é parlato più volte se per un politico di primo piano bisogna distinguere la vita pubblica dalla vita privata e cioé se una persona si comporta bene nel suo impegno istituzionale mentre nella vita privata no, ci si chiede se la situazione vada bene ugualmente, se sia tollerabile.
Io sono abbastanza in linea con quanto affermato da Famiglia Cristiana:
…decadimento morale
…”Il problema dell’esempio personale è inscindibile per chiunque accetta una carica pubblica. In altre nazioni se i politici vengono meno alle regole (anche minime) o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alle dimissioni. Perché tanta diversità in Italia?”
…”Chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non può pretendere una ‘zona franca’ dall’etica”.
Ecc.
La vicenda privata extraconiugale del Presidente del Consiglio ha avuto e sta avendo una risonanza mondiale.
E’ anche giusto che qualcuno ne tratti. Non nella misura in cui ha fatto Santoro nella sua trasmissione ma nella misura in cui é lecito chiedersi se di fronte ad un marasma che ha riguardato anche sedi istituzionali (Palazzo Grazioli) é giusto tollerare questo clima di harem (termine utilizzato anche dalla D’Addario), utilizzando strutture e risorse uma ne pubbliche?
Fulvio Scaglione
3 October 2009 at 13:18
Caro Italo,
(scusa, cortesemente mi dai del Lei ma qui usiamo sempre il tu)
le vicende di Berlusconi sembrano fatte apposta per far litigare la gente. Tu dici cose secondo me giuste ma non prive di punti “critici”. Mi spiego meglio, o almeno ci provo.
1.francamente, non credo si possa dire che Berlusconi non lavora perché troppo impegnato a “ricevere”.
2. sono assolutamente d’accordo sul fatto che chi occupa certe cariche istituzionali debba essere anche un modello, almeno di stile. Anche a prescindere dalle ragazze, Berlusconi con gli anni ha accentuato una “disinvoltura” del tutto fuori posto.
3. è ovvio che non solo si può ma addirittura si deve parlare delle vicende che riguardano il premier. Nel rispetto delle leggi. Tutto il resto non c’entra.
4. parlarne si deve, ma a me riesce impossibile accettare che una prostituta venga trasformata in una specie di star o di bocca della verità. Non considero tale nemmeno Berlusconi, dovrei entusiasmarmi per la D’Addario?
5. vale sempre il “lodo Maradona”. Aveva una vita privata disastrosa ma giocava al calcio divinamente. La sua società e i tifosi lo pagavano per essere una brava persona o un bravo calciatore? Infatti capirei chi mi dicesse: Berlusconi fa il prila ma governa benissimo. Così, sgombrato il campo dall’eventuale pirlaggine personale, potremmo discutere di politica. Qui si vede anche che un premier non è un calciatore. E comunque i comportamenti di Maradona venivano stigmatizzati da tutta la stampa e da tutti gli osservatori.
5. è assolutamente vero, in ogni caso, che una vicenda come questa è possibile solo in Italia e, forse, in Thailandia. Negli Usa, per faccende analoghe, Bill Clinton finì sotto processo e rischiò la Casa Bianca. Qui ci sono ministri che parlano di congiura e colpo di Stato.
Ciao, a presto
Fulvio
fabio cangiotti
3 October 2009 at 21:08
Caro Fulvio, sono d’accordo su Feltri e Santoro, e mi pare che tu colga lo spunto per rimpiangere il sistema proporzionale, che permetteva posizioni più sfumate e intermedie: la mia impressione è ci sarà una spinta in tal senso nel dopo-Berlusconi, che si prospetta un bel casino, perché, piaccia o no, il Cav. è l’unico elemento di compattezza di là e di qua. Cosa ne dici?
Fulvio Scaglione
3 October 2009 at 21:59
Caro Fabio,
su “proporzionale o bipartitismo”, come su mille altre cose, non ho certezze. Il primo, è vero, permetteva più sfumature ma spalancava anche la porta alle tattica dei “due forni” di cui Craxi era specialista. Forni che ci hanno portato al più alto livello di indebitamento pubblico del mondo sviluppato.
Certo, non posso non registrare che il Pd è un insieme non funzionante di modi dissimili, né che la maggioranza di centrodestra era assai meno fegatosa ed estremista quando inglobava l’Udc. Però, boh!?!?! Sono d’accordo sul fatto che quando, tra cent’anni, non ci sarà più Berlusconi, ne vedremo delle belle. Può anche darsi che quel giorno, finita quella che senza dubbio è un’anomalia tutta italiana, possa nascere una destra davvero europea. E che la sinistra, finita l’ossessione antiberlusconiana, si senta libera di produrre qualche idea. Speriamo, che ti devo dire…
Ciao, a presto
Fulvio