Conosco tante persone che simpatizzano per il centrosinistra. Quasi tutte detestano Berlusconi ma non lesinano critiche al proprio schieramento. Anzi, gli tirano ironie, contumelie, sarcasmi. Tagliano i panni addosso a Franceschini, D’Alema, Bersani, Veltroni. Profetizzano disastri. Riproducono in mille varianti individuali la famosa invettiva di Nanni Moretti: “Con questi dirigenti non vinceremo mai”. Conosco, però, anche tante persone che simpatizzano per il centrodestra. Quasi tutte amano Berlusconi ma quasi nessuna osa criticare il proprio schieramento, per non parlare dei leader. Per non parlare del Leader.
E poiché conosco persone intelligenti sull’uno come sull’altro fronte, non posso non chiedermi: perché la militanza nel centrodestra (a differenza di quell’altra, che nella voluttà autodistruttiva ha uo dei suoi tratti) sembra implicare l’accettazione pronta e totale di qualunque cosa provenga dal proprio schieramento, anche quando si tratta di una palese scemenza? Perché i militanti del centrodestra tendono a trasformarsi in tanti piccoli Capezzone, con la differenza che lui almeno è pagato mentre loro lo fanno gratis? Possibile che la loro squadra non sbagli mai, i giocatori non facciano mai autogol, l’allenatore centri ogni mossa, l’arbitro sia sempre al soldo dell’avversario?
Qualche esempio.
1 - Il sagace ministro Tremonti, quello che fustiga le banche un giorno sì e l’altro pure, sta per varare uno “scudo fiscale” (leggasi: condono) che persino il Wall Street Journal, giornale-tempio del pensiero economico liberale, giudica “di gran lunga il più importante provvedimento a favore degli evasori fiscali in Europa, anche rispetto a scelte analoghe fatte da Regno Unito e Germania”, un provvedimento (dice sempre il WSJ) che andrà soprattutto a favore delle banche, pronte ad assorbire i patrimoni così “lavati”. Al terzo condono tremontiano in sette anni, i militanti del centrodestra che pagano regolarmente le tasse non hanno proprio nulla da dire?
2 – Il coerente ministro degli Interni della Repubblica italiana, Roberto Maroni, dal palco della manifestazione della Lega Nord a Venezia grida “Padania libera!”. Fa il ministro della Repubblica unitaria e vuol “liberare” la Padania. Nulla da dire, voi del PdL?
3 – Il composto ministro Brunetta si abbandona a scene da soubrette isterica, mandando affanculo questo e a morì ammazzati quegli altri e farneticando di colpi di Stato. Va bene così? E perché, allora, è definito “bandito” il buon Di Pietro quando dice che Berlusconi farà la fine di Saddam?
4 – L’illuminato ministro della Cultura Bondi scrive per il Corriere della Sera una lunga invettiva contro il mondo della cultura, cioè contro quelli che dovrebbe patrocinare e promuovere. Nomi non ne fa, ma come fa a tenersi quella carica?
5 – Il prudente ministro delle Riforme Bossi, passati nemmeno cinque minuti dalla morte dei sei soldati italiani a Kabul, chiede a gran voce che tutti i nostri militari tornino a casa. In pratica, è come mettere nel mirino dei terroristi i soldati ancora sul campo: qualche altro morto, possono pensare i talebani, e il Governo italiano cederà. Poco dopo Bossi ritratta con qualche acrobazia verbale, ma a voi di centrodestra, che avete il senso della Patria e dell’onore, le parole di Bossi che effetto fanno?
Potrei fare molti altri esempi e, come vedete, mi sono tenuto sul politico, non ho nemmeno provato a evocare il Leader Maximo e gli scandali veri o presunti che lo riguardano. Quel che colpisce, però, non è il rumore dei politici ma il silenzio dei militanti. Avanti ragazzi del centrodestra, non abbiate paura, concedetevi un mugugno di tanto in tanto, mollate un’imprecazione (non le solite contro Prodi e D’Alema), lasciate andare un “vaffa” anche verso i vostri. Così, per cambiare.
fabio cangiotti
22 September 2009 at 09:11
Caro Fulvio, si sta col fiato sospeso per via della crisi, e non s’ha voglia di sfruculiare il capo, che ci ha già tanti problemi anche con nemici e pure amici. Si è un po’ clericali un po’ presidenzialisti e non s’ha voglia di fare continuamente casino,per non fare la fine di Prodi.
Fulvio Scaglione
22 September 2009 at 18:41
Caro Fabio,
meno male che qualcuno dotato di un po’ di spirito ancora resiste, di qua e di là. O no?
Ciao, a presto
Fulvio
Sibbica
22 September 2009 at 22:40
Complimenti vivissimi. Mi piacerebbe spedire questo articolo
a tutti i miei conoscenti berlusconiani, ma mi odierebbero ancora di più. E’ vero, è proprio inspiegabile come questa gente non voglia essere intaccata da alcuna critica. Vogliono restare nella loro illusione, va tutto bene per loro. E osservandoli in questo comportamento acritico e . . . incosciente, capisco cosa è stato il nazismo, come una nazione intera si sia resa complice di un pazzo. Non ci si spiegava come i tedeschi non si facessero delle domande sui lagher. Ecco in parte stiamo verificando questo fenomeno in questi anni di berlusconismo.
Fulvio Scaglione
23 September 2009 at 15:35
Cara (o caro? Sibbica,
grazie per i complimenti. Per natura, però, io ci andrei piano co i paragoni col nazismo. Capisco che non lo intendi alla lettera, ma mi danno così fastidio quelli che tirano in ballo lo “stalinismo” a vanvera che, per par condicio, mi sono imposto una ferrea autodisciplina su “fascismo” e “nazismo”. Che vuoi, ognuno ha i suoi pallini…
Ciao, fatti viva, a presto
Fulvio