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CARCERI E IMMIGRAZIONE: IPOCRITA L’ITALIA, ANCOR PIU’ IPOCRITA L’EUROPA

Sono sempre colpito dall’ambiguità degli uomini politici italiani, che mostrano sprezzo per l’Unione Europea e le sue istituzioni quando si sentono forti, ma chiedono aiuto a gran voce quando invece hanno un problema che non riescono a risolvere (o che hanno incasinato da soli). La discussione sul sovraffollamento delle carceri, in atto in queste settimane, ne è un caso tipico. Ed è anche la dimostrazione di come si possa rinunciare a difendere le giuste ragioni dell’Italia in Europa in cambio di un po’ di vantaggio polemico interno.


      Il nostro ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha ricordato che nel nostro Paese ci sono 63.221 detenuti in 127 carceri che dovrebbero invece ospitarne, da regolamento, 41.351. Ha aggiunto che se non avessimo il peso di 22.644 detenuti stranieri saremmo più che a posto. E ha concluso che poiché il problema immigrazione deve riguardare (e riguarda) l’Europa intera, è la Ue a doverci dare una mano a risolvere il problema delle carceri. Alfano si dichiara “europeista” e forse lo è davvero. Ma il suo ragionamento non sta in piedi.
Intanto per una ragione pratica. Tutti i Paesi europei hanno un problema di immigrazione ma quasi nessuno ha un problema di immigrati in carcere ampio come il nostro. In Italia i detenuti stranieri sono il 37,1% del totale, in Germania il 26,3%, in Francia il 19,2%, in Gran Bretagna l’8%: vogliamo sostenere che in questi Paesi ci sono meno immigrati che da noi? O che tutti gli immigrati “cattivi” sono in Italia? Messa peggio di noi c’è solo l’Austria, con il 43,6%: sarà un caso ma anche lì le destre sono forti.

      Ma poi, ancor più pesantre, c’è la ragione politica. L’Unione Europea interviene ormai in molti aspetti della nostra vita quotidiana. Ma l’amministrazione della Giustizia, come il ministro sa benissimo, è di competenza dei singoli Governi nazionali. E il nostro attuale Governo, almeno da questo punto di vista, si comporta in modo bizzarro. Abbiamo un problema di capienza delle carceri e loro che fanno? Intanto escludono l’indulto, che dipingono come una sciagura foriera di ulteriore crimine, mentre le statistiche (www.ristretti.it/commenti/2009/luglio/pdf7/indulto_recidiva.pdf) dimostrano quanto segue: la recidiva, tra coloro che hanno beneficiato dell’indulto del 2006, è stata del 30,31% per quelli usciti dal carcere e del 21,78% per quelli che stavano scontando le cosiddette “pene alternative”, quando la media in tempi normali è del 68% e del 30% rispettivamente. D’accordo, niente indulto. Ma non basta: allargano il numero dei possibili reati e ne introducono di inediti, per esempio quello di “clandestinità”. Nel frattempo, non una sola nuova cella è stata costruita. Ma quale volevate che fosse la conseguenza, se non un sistema carcerario che scoppia?
      Per nostra sfortuna, all’italica ipocrisia corrisponde un’altrettanto evidente ipocrisia europea. L’amministrazione della Giustizia, pasticci compresi, è affar nostro. Ma la gestione dei flussi migratori è, o almeno dovrebbe essere, un affare europeo, visto che con il Trattato di Schengen tutti i Paesi dell’Unione si sono dati un confine esterno comune. Ma anche se sono stati firmati accordi e trattati (Protocolli di Dublino, Patto per l’immigrazione), ognuno va per conto proprio. In questo il Governo italiano ha stra-ragione di protestare. Oggi la Spagna di Zapatero respinge ma insieme regolarizza; l’Europa centrale (Francia, Germania, Gran Bretagna, Austria, Olanda) si fanno i fatti propri, convinti che qualunque iniziativa comune si tradurrebbe, per loro, in un aggravio di costi; l’Europa dell’Est non ha il problema (chi è che vuole emigrare, per dire, in Lituania?) e, anzi, ci manda decine di migliaia di persone. Restano i Paesi del Mediterraneo, piccoli come Grecia, Malta e Cipro (che infatti sono in piena crisi di fronte al problema immigrazione), o grandi ma confusi come l’Italia, abbandonati a se stessi da un’Europa che l’eccessivo e troppo rapido allargamento ha reso ingovernabile e infatti ingovernata.   

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5 Responses to CARCERI E IMMIGRAZIONE: IPOCRITA L’ITALIA, ANCOR PIU’ IPOCRITA L’EUROPA

  1. ettore

    28 August 2009 at 09:34

    Perdonami caro Fulvio!
    Se pensanso all’indulto come foriero di nuovo crimine ci si
    riferisce alla recidiva, potrei essere d’accordo con te.

    Ma se foriero di nuovo crimine si riferisce al fatto
    che la gente pensa di poter delinquere tanto prima o poi
    c’è un indulto, allora non sono più d’accordo con te.

    La pena contiene anche una componente “retributiva” :
    chi sbaglia deve pagare il conto alla società.

    Altrimenti , al limite chi commettesse un omicidio ammazzando la
    propria suocera per odio, potrebbe tranquillamente non andare
    in carcere perchè, a meno di nuovo matrimonio del
    suocero, le suocere sono finite e quindi
    l’assassino non è più pericoloso.

    D’altronde se affermiamo che le operazioni di Tremonti
    sono un invito a non comportarsi correttamente con il
    fisco, cosa dobbiamo dire dell’indulto?
    Ciao
    Ettore

  2. Fulvio Scaglione

    28 August 2009 at 13:46

    Caro Ettore,
    io la penso esattamente come te. Per me, l’indulto non dovrebbe proprio esistere. E nemmeno i condoni fiscali. Ma nel 2006, al tempo dell’indulto deciso da Prodi (su richiesta del Papa, come ricorderai), la destra che ora governa non disse disse “no all’indulto” (lo fece solo Di Pietro con pochi altri) ma disse “sì”, salvo fare in seguito una farneticante e falsa campagna sull’aumento dei reati proprio a causa dell’indulto.
    Ora si discute della stessa cosa di cui si discuteva nel 2006: non della bellezza o meno dell’indulto ma dello stato comatoso del sistema carcerario. Chi allora approvò l’indulto, avendo poi sostenuto che l’indulto creava più criminalità, è ora costretto a escluderlo dai provvedimenti possibili. Benissimo. Il problema è che non hanno la più pallida idea di come uscire dal pasticcio, visto che nel frattempo hanno penalizzato altri comportamenti. Ti pare un modo serio di governare, questo?
    Infine: paragonare un assassinio all’evasione fiscale, come fai tu, è retoricamente efficace. Ma i delitti di sangue non sono compresi in nessun indulto. In più, i dati sulla recidiva criminale segnalano un calo dei reati dopo l’indulto. Ti pare che i condoni del professor Tremonti abbiano segnalato un calo dell’evasione fiscale?
    Ciao, a presto

    Fulvio

  3. Enrico Usvelli

    28 August 2009 at 16:58

    Mi pare che nessuno abbia ancora fatto notare il comportamento sconcertante del nostro Governo: ci pavoneggiamo per essere nel G8 e anzi ci arrabbiamo di brutto se qualcuno osa scrivere che la Spagna ci sta scavalcando e poi litighiamo con Malta per qualche decina di persone su un gommone. ‘L’avevi visto prima tu!’ ‘No, non l’avevo visto e se l’avevo visto non era nelle mie acque!’.
    Si comportano così le mie 3 bambine, peccato solo che la più grande non abbia nemmeno 7 anni.

  4. Fulvio Scaglione

    28 August 2009 at 21:18

    Caro Enrico,
    non a caso, credo, ho titolato “… e ancor più ipocrita Europa”.
    Ciao, a presto

    Fulvio

  5. ettore

    29 August 2009 at 08:05

    Caro Fulvio,
    solo per precisione : i delitti di sangue sono compresi
    nell’indulto; furono esclusi i reati di mafia e qualche altro
    caso.
    E’verissimo che l’indulto fu votato dal centrodestra.
    Con l’atteggiamento del centrodestra nei confronti del Vaticano d’altronde era ovvio.
    Però è passato alla storia e nel pensiero collettivo
    con targa centrosinistra. Fu l’inizio della fine di
    Prodi. Prima con le mini-liberalizzazioni di Bersani
    c’era stato un grosso riscontro positivo tra la gente.
    Poi, a partire dall’indulto, fu la fine.
    Ciao
    Ettore

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