GHEDDAFI E I BERLUSCONI, UN PO’ STATISTI E UN PO’ SOCI

Offro un modesto contributo affinché non sparisca negli archivi la seguente notiziola. La finanziaria libica Lafitrade, a sua volta controllata dalla Lafico, finanziaria personale della famiglia Gheddafi, è entrata nel capitale di Quinta Communications, grande società francese di produzione televisiva e cinematografica il cui il principale azionista è l’uomo d’affari tunisino Tarek ben Ammar, che è tra l’altro consigliere di Mediobanca e di Telecom. A fine aprile il colonnello Gheddafi ha speso 19 milioni di euro per sottoscrivere, in occasione di un aumento di capitale, 258.433 azioni di Quinta Communications e ottenere così una quota del 10% della società.

     Se fate un salto sul sito di Quinta (www.quintaindustries.com), trovate alla prima riga della storia del gruppo la seguente ricostruzione: “Quinta Communications nacque nel 1990 dall’incontro tra Silvio Berlusconi e Tarek Ben Ammar…”. E già, perché la famiglia Berlusconi, attraverso la società Trefinance (che ha sede in Lussemburgo e ha in portafoglio partecipazioni in altre società e in decine di fondi di private equity, oltre che un bel gruzzolo contante), a sua volta controllata dalla Fininvest, prima di quest’ultimo aumento di capitale era socia al 29,67% della Quinta Communications.      

      Sembra complicato ma non lo è. In termini pratici, degni di noi cittadini qualunque: quando il colonnello Gheddafi è venuto a Roma, ha incontrato non solo il Silvio Berlusconi capo del Governo italiano ma anche il Silvio Berlusconi suo socio in affari. O meglio: il padre dei suoi soci in affari, perché come sappiamo il “conflitto d’interessi” è stato dal cavalier Berlusconi risolto una volta per sempre intestando le aziende di famiglia ai famigliari. Passo e chiudo.      

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Fulvio Scaglione

Mi chiamo Fulvio Scaglione, sono nato nel 1957, sono giornalista professionista dal 1983. Dal 2000 al 2016 sono stato vice-direttore del settimanale "Famiglia Cristiana", di cui nel 2010 ho anche varato l'edizione on-line. Sono stato corrispondente da Mosca, ho seguito la transizione della Russia e delle ex repubbliche sovietiche, poi l'Afghanistan, l'Iraq e i temi del Medio Oriente. Ho pubblicato i seguenti libri: "Bye Bye Baghdad" (Fratelli Frilli Editori, 2003) e "La Russia è tornata" (Boroli Editore, 2005), "I cristiani e il Medio Oriente" (Edizioni San Paolo, 2008), "Il patto con il diavolo" (Rizzoli 2017).

3 Commenti

  1. Fulvio Scaglione said:

    O tempora, o mores!
    Cara Mardi, tu no perché insegni. Ma anche gli studenti di adesso del liceo si ricordano solo queste frasi fatte?
    Ciao, a presto

    Fulvio

  2. mardi said:

    speriamo che non vivano di frasi fatte, soprattutto

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