Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

VERONICA DIVORZIA? COLPA DELLA SINISTRA. A ROMA VOLANO I COLTELLI? COLPA DELLA TV

Sui politici del centrodestra, purtroppo, ci puoi regolare l’orologio. Appena ti distrai un attimo e ti lasci andare, appena provi a giudicarli solo per l’azione politica, loro PAF! saltan su a ricordarti che hanno nel Dna un germe autoritario inconfondibile, che nei giorni migliori riposa ma non scompare mai. Guardiamo a qualche fatto di questi giorni.

  1. Il cavalier Silvio Berlusconi è impegolato in una separazione crudele e, immagino, dolorosa dalla moglie Veronica Lario. Come in ogni vicenda privata e familiare, nessuno ha il diritto di parlare e tutti hanno il dovere di tacere e soprattutto di non giudicare. Detto questo, se la vicenda è diventata oggetto di pubblico dibattito e di pettegolezzo, i protagonisti possono solo ringraziare se stessi. Tra le dichiarazioni all’Ansa di lei, le festicciole napoletane con tanto di foto per il settimanale di gossip Chi di lui, le accuse e le minacce reciproche, che cosa ci si poteva aspettare? Dopo di che il Cavaliere, invece di prendersela eventualmente con la moglie o con se stesso, che fa? Sproloquia sul solito complotto della sinistra, che avrebbe imbeccato quella che solo nell’autunno scorso (vedasi copertine compiacenti) era una bella first lady che camminava con lui mano nella mano in una delle tante ville di famiglia. Ripeto: i problemi personali sono cosa loro e solo loro. Ma si può avere un premier che anche per il proprio divorzio deve dare la colpa all’opposizione? Io l’ho votato una volta sola tanti anni fa e poi mai più, ma chi l’ha votato adesso mi dica: uno così vi pare una persona normale?
  2. E quell’altro genio di Marcello Dell’Utri, già ministro della Repubblica per meriti berlusconiani? Intervistato n tv se ne esce a dire che “Mussolini ha perso la guerra perché era troppo buono” (e non perché mandava in Russia, da dove sono tornati tutti a pezzi, gli alpini con gli stivali di cartone) e che “non è colpa di Mussolini se il fascismo diventò un orrendo regime” (anche se, come risulta, di quel regime fu il capo indiscusso per vent’anni). Il buon Marcello, parlando di dittatori davvero cattivi, cita ovviamente Stalin ma, altrettanto ovviamente, non cita Hitler. E come potrebbe, visto che per lui i repubblichini di Salò “avevano dei valori e hanno lottato al pari degli altri per le loro idealità”. Idealità che comportavano la collaborazione, e qualche volta l’ubbidienza, con le SS, ma per Dell’Utri non conta. Si arriva così a un paradosso da dementi: i partigiani comunisti non erano “liberatori” perché comunisti legati alla Mosca di Stalin (anche se poi l’Italia è diventata una democrazia) ma i repubblichini erano idealisti anche se erano alleati di Hitler ed espressione di un regime dittatoriale come il fascismo a sua volta alleato dei nazisti. Ma che Paese stiamo diventando?
  3. E Alemanno a Roma? L’ex ministro (lodato e apprezzato) dell’Agricoltura, come ben ricordiamo, è diventato sindaco della capitale anche sfruttando con cinismo una campagna sulla sicurezza che prese le mosse dal brutale omicidio di una signora indifesa da parte di un rumeno. E’ la politica, bellezza. Bene. Ma da quando Alemanno è sindaco violenze e stupri su donne e ragazze non sono certo diminuiti, nonostante il tanto strombazzato dispiegamento dei militari. Tra divertimenti assortiti (per dire: un po’ di aggressioni a extracomunitari, quello che dava fuoco ai Suv…) siamo arrivati all’epidemia di coltellate tra adolescenti. E il sindaco che mai e poi mai avrebbe permesso all’Urbe di degenerare come ai tempi di Veltroni, con quale analisi se ne esce? Pare che certi fenomeni criminali siano incentivati da “operazioni culturali come la serie tv Romanzo criminale o altre simili, che hanno lanciato atteggiamenti e modi di fare sbagliati”. Viene da chiedersi: chissà che film danno in Romania… Un po’ più seriamente, è utile notare che lo spaccio abusivo di retorica politica si ritorce sempre, prima o poi, contro gli spacciatori. Il problema della sicurezza urbana in una metropoli complessa come Roma non si risolve certo con le quattro sciocchezze xenofobe distribuite dal centro-destra in campagna elettorale. Ottenuto dagli elettori il legittimo mandato a provarci comunque, bisognerebbe avere però la dignità di ammettere la complessità, non di prendersela con la televisione. A meno di non ammettere, al contempo, che le questioni irrisolte dell’Italia dipendono(anche) dalle tv di Berlusconi. Ma non credo che Alemanno ci metterebbe la firma.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>