A quest’ora siamo ormai tutti stufi di ascoltare spiegazioni e retroscena delle dimissioni di Walter Veltroni dalla carica di segretario del Pd. E da tempo, ormai, eravamo stufi di leggere le cronache delle liti, delle risse, delle polemiche tra dirigenti, dello scontento dei militanti. Quando si perde si perde e il Pd veltroniano è come una squadra che abbia incassato tre gol nel primo tempo.
Detto questo, e chiedendo licenza di aggiungere anche il mio (ma breve) all’infinita lista dei commenti, ho la sensazione che alla base del tracollo del Pd e delle dimissioni di Veltroni ci sia un equivoco mai davvero affrontato. Che cosa vuol dire “stare all’opposizione”? Che cosa vuol dire “essere riformisti”? E in che rapporto stanno le due cose?
Non credo che fare un’opposizione dura e decisa voglia dire non essere più riformisti. Opporsi alla politica sulla sicurezza della Lega (fatta di medici spioni, di ronde più o meno padane e di una strategia anti-clandestini che clamorosamente non funziona) non vuol certo dire precipitarsi nel radicalismo della sinistra antagonista. Far notare il il mezzo flop della cosiddetta “riforma Gelmini” della scuola (basta chiedere a qualche genitore per vederne i contorni) è più che legittimo. Denunciare le promesse molto strombazzate in campagna elettorale ((dal quoziente familiare alla riduzione del carico fiscale) e mai mantenute dal Governo non equivale a dare l’assalto al Palazzo d’Inverno. Opporsi all’uso a tappeto dei decreti e dei voti di fiducia da parte di un Governo che pure gode di una vastissima maggioranza alla Camera e al Senato non è da comunisti con la bava alla bocca.
Che cosa abbiamo visto, invece? Sulla sicurezza, qualche debole pronunciamento senza costrutto, anche mentre a Roma impazzano le stesse violenze su cui Alemanno costruì la propria campagna elettorale. Sulla scuola, grandi manifestazioni di piazza e poi nulla al momento di tirare le somme politiche. Sulla questione fiscale, decisiva al momento del voto nell’aprile 2008, zero. Sul declino delle competenze parlamentari pochissimo, e magari attraverso un personaggio ormai estraneo al sentire degli italiani come l’ex presidente Scalfaro.
Ecco, a me pare che l’errore (molto tipicamente veltroniano) sia stato di credere che si possa fare l’opposizione “da signori”, coi guanti bianchi, tubando con il Governo Berlusconi. Anzi, un giorno cinguettando e l’altro mandando maledizioni, nell’uno e nell’altro caso senza costrutto, perché Berlusconi non ha alcuna intenzione (e alcun bisogno) di dialogare con l’opposizione (e men che meno con un’opposizione smandrappata come questa) e non ha ragione di temere le intemerate della parte minoritaria del Paese. Mi pare invece che l’opposizione debba essere sì corretta ma anche dura e inflessibile proprio perché riformista, perché di riformismo nel berlusconismo ce n’è davvero poco.
Il mio sogno?Un leader di un partito di opposizione (sia esso il Pd o qualcos’altro) che sappia dire: su questa cosa il Governo e Berlusconi hanno fatto bene. E poi sappia anche dire: su quest’altra cosa il Governo e Berlusconi sono una chiavica e vi dimostro perché. Il mio incubo? Un altro leader che confonda le idee agli italiani dicendo: il Governo e Berlusconi fanno schifo ma non lo diciamo perché siamo riformisti e poi comunque, certo, in fondo, a ben vedere…
mardi
19 February 2009 at 21:43
a ben vedere siamo… tutti uguali.
Fulvio Scaglione
19 February 2009 at 22:11
Cara Picclocca,
mi sei diventata criptica. Aiuto!
Ciao, a presto
Fulvio
mardi
19 February 2009 at 22:30
No, solo sconsolata.L’affossamento di Veltroni è il risultato del grado zero con cui è percepita l’opposizione in Italia.Ci stiamo dirigendo solo verso il monopartito in cui destra e sinistra sono solo gli aspetti della stessa medaglia.Non possiamo scegliere a chi dare il nostro voto, non seguiamo nessuna ideologia;siamo una democrazia molto oligarchica.Il centrodestra ha vinto in Sardegna,ma qualcuno ha misurato l’astensionismo?Le azioni e le riforme del Governo nonché l’uso dei decreti avrebbero dovuto innescare qualche voce critica in piu’e invece siamo tutti li’ ad aspettare a fare gli spettatori.Lo scollamento tra la vita reale e il come viene raccontata è enorme. Sono ancora criptica o sto diventando demagogica?, forse solo stanca d’aver fatto tardi al lavoro ! Ecco… allora… solo un po’ di circo please! mardi
Fulvio Scaglione
20 February 2009 at 21:48
Carissima,
intanto da questo tuo messaggio ho capito una cosa importante: ti firmi Mardi, e quindi è così che bisogna chiamarti. Questo anche per dire che pure io, forse proprio perché anch’io arrivato tardi a casa, condivido un senso generale di scoramento. Anch’io sono abbastanza convinto che il problema non sia nella dialettica destra-sinistra (o quel che ne rimane: Di Pietro è all’opposizione della destra, ma qualcuno si sente di definirlo di sinistra?) ma nel divario crescente che c’è tra come viviamo davvero e come ci viene descritta la vita che facciamo. Chissà, forse c’entra l’overdose di tv, o forse no. A me, ogni tanto, mancano le care vecchie ideologie, ma forse è solo un segno dell’età. Boh!? Però non credo che questa storia potrà andare avanti per sempre, mi pare troppo irreale per durare. Per favore, almeno stasera non dirmi che mi illudo.
Ciao, a presto
Fulvio
P.S.: non per farmi gli affari tuoi, ma solo perché un giornalista è curioso dentro: che lavoro fai? f.
mardi
20 February 2009 at 22:23
1.Ti illudi se speri in un cambiamento a breve termine. Forse l’opposizione(o quel che ne resta) dovrebbe riappropriarsi della sua identità,non è facile. Si è avverato il vaticinio di un signore che alcuni anni fa parlava di omologazione.2.L’overdose di tv c’entra, ma non so quantificare quanto.Ma di fatto siamo tutti colonizzati e lo spirito critico quando c’è spesso è ondivago, cosi’ la coerenza. Lo dico forse con astio e senso di colpa, e sbagliandomi, ma ad es. Englaro non si era imposto il silenzio?Non si era scocciato dei media?
mardi
20 February 2009 at 22:28
3.Non so se sei nostalgico xché in età di malinconie..ma mi è capitato di rileggere articoli roventi sugli anni settanta e oltre di fini intellettuali e non sono molto sicura che i vecchi tempi erano i migliori.Io ho 15 anni meno di te; ho vissuto la disfatta della prima repubblica, non sono riuscita ad avere un’ideologia ma il sentimento dell’ideologia, che forse è cosa piu’ vitale.Ps: il mio lavoro?prova ad indovinare!un giornalista è anche un po’ detective!Alla prima ipotesi errata ti verro’ in aiuto!
Fulvio Scaglione
21 February 2009 at 09:49
Cara Mardi,
vado anch’io con i numeri.
1. forse mi illudo ma io, invece, credo e spero in un cambiamento non troppo lontano. Non credo, invece, che la questione sia “maggioranza-opposizione”, anche perché l’opposizione non c’è quasi più e, in ogni caso, segue maldestramente l’agenda imposta dalla maggioranza. Ho fiducia, invece, nella realtà dei fatti, anzi, nella banalità dei fatti. Non ci piace sentirlo dire, ovvio, ma il nostro Paese sta scivolando in coda su tutto, dalla scuola alla ricerca, dai trasporti pubblici al turismo. A questo, destra o sinistra che sia e che sarà, dovremo prima o poi reagire.
2. a differenza di molti, credo che la tv aiuti Berlusconi a mantenere il potere assai più di quanto l’abbia aiutato a conquistarlo. Ieri sera, per dire, su Rai Uno, rete regina, intorno all’ora di cena c’era: “L’eredità” (quiz e soldi), il Tg (con lunga intervista a Mara Carfagna), “Affati tuoi” (quiz e soldi).
3. Anni Settanta: brrrrr! Se c’è una cosa che non idealizzo sono proprio quegli anni lì. Per dire: nel 1976 mi sono iscritto all’Università, a Torino. Dopo un mese scoppia un grande casino, arrivano gli autonomi a manifestare, il servizio d’ordine del Pci li prende a bastonate. Gli autonomi, allora, fotografa i bastonatori e mette in tutta l’Università le foto con nome, cognome, indirizzo, telefono e l’invito a gambizzarli. E poi il rapimento Moro, la Torino delle Br e di Prima Linea, grigia e tetra… Credo che possa avere nostalgia di cose così? Anche le mie malinconie, però, sono al presente. Ti pare che il Berlusconismo o il leghismo non siano ideologie? La differenza, però, è che quando si discuteva (per dire cose del mesozoico) di socialismo reale o capitalismo, di femminismo o di rivoluzione, si discuteva anche di una visione del mondo, di qualcosa che riguardava noi ma anche gli altri. Tu vedi una qualche “visione” in ciò che dice o fa Berlusconi? Gli ideologismi degli anni Settanta, rivisti ora, fanno ridere o piangere, dipende. Ma perché Calderoli, secondo te, che effetto fa?
4. Forse lavori in un’agenzia di pubblicità?
Ciao, a presto
Fulvio
mardi
21 February 2009 at 17:23
Calderoli mi ricorda quelle barzellette con sotto scritto:senza parole.Sono docente di scuola superiore,pensa un po’ che sfigata.
Fulvio Scaglione
21 February 2009 at 19:43
Insegnante era la mia opzione B. I miei indizi: proprietà di linguaggio (con qualche preziosismo: la parola “vaticinio”, ormai, la conosciamo in 12 in tutta Italia…), prosa secca con poche coordinate (che mi ha fatto pensare alla pubblicità), un filo (ma giusto un filo) di pessimismo… Meno male che non ho fatto l’investigatore privato.
E poi, che c’entra la sfiga. Ho un sacco di colleghi che farebbero follie per una bella insegnante sveglia nel pieno dei trenta.
Piuttosto: come li vedi, tu, ‘sti ragazzi delle superiori. Le mie due figlie (26 e 23 anni) sono uscite dall’adolescenza ma se dovessi dirti come… Vabbé, padre distratto, fanatico del lavoro, sempren in giro, mettiamoci pure tutta la retorica anti-genitori del mondo. Ma per me, per molti versi, anche loro restano un mistero.
Ciao, a presto
Fulvio
mardi
22 February 2009 at 10:21
Come vedo i ragazzi?: umorali, vitali, desiderosi piu’ di essere rispettati che capiti.Le tue figlie sono per te un mistero?Forse è un bene e in ogni caso evita psicologismi e sensi di colpa vari.Si è quello che si è. La verità spesso è cosi’ semplice che va ricercata nella superficie, nella leggerezza, non nella profondità.Caspita siamo partiti dal dopo Veltroni per arrivare ai grandi temi!
mardi
22 February 2009 at 10:25
Non mi fa pu’ intervenire..concludo sulla pagina dedicata agli extracomunitari
Fulvio Scaglione
22 February 2009 at 10:46
Cara Mardi,
e poi dicono che la politica non nobilita! Sui ragazzi, ti dirò che, anche a costo di sembrare un padre snaturato, non ho enormi sensi di colpa. Però adesso riconosco in loro, accanto al carattere che gli è proprio, anche i “segni” lasciati dalla mia personalità, dai miei gusti, dalle mie abitudini, dal fatto insomma che il padre sono io. Diventa anche un modo per rileggere se stessi e ciò che vedo a volte mi piace e a volte no, a volte mi pare un vantaggio per loro e a volte uno svantaggio. Ma, appunto, si è ciò che si è.
Stammi bene e… grazie per la consulenza.
Fulvio
mardi
22 February 2009 at 16:07
Censura la seconda parte del mio intervento, non c’è verso di trascriverlo! Aspetto tempi migliori.
Ps:evita rispecchiamenti, a ciascuno la sua personalità, bisogna frequentare il narcisismo solo a piccole dosi…
Fulvio Scaglione
22 February 2009 at 20:49
Hai figli? Ppoi ti spiego perché…
f.
mardi
22 February 2009 at 21:03
Perché? Vuoi far scoccare una possibile liason con qualche collega che farebbe follie per me? Scherzo.Ma perché il blog non rende visibile il mio intervento? mi dice che è un duplicato ma non è cosi!
Fulvio Scaglione
22 February 2009 at 21:52
Giusto, sembrava un’invasione della privacy e non voleva esserlo. Ti dico perché chiedevo. Ho scoperto una cosa: i figli non li senti mai così “tuoi” (non nel senso del possesso ma nel senso che li hai fatti tu) come quando, crescendo, cominciano giustamente ad allontanarsi da te. Quello che sento, nel momento in cui le vedo con orgoglio avviarsi verso una vita autonoma, è paradossalmente una responsabilità maggiore di prima. Mi chiedo: nel loro bagaglio umano ci sono le cose giuste? Hanno il corredo adatto per fare una vita bella, ricca, produttiva, magari addirittura felice? E questo perché nel loro bagaglio distinguo con abbastanza chiarezza cose “messe” da me, cose messe da altri, cose capitate lì per caso, ecc. ecc. Non so se questo sia narcisismo, ma non credo.
Ciao
Fulvio
P.S.: sei insegnante di francese?
P.P.S: non so che cosa dirti delle bizze del blog, mi spiace. Solo qualche giorno fa ho scoperto che ogni tanto bisogna ripulire la mail interna al blog. Aveva 1.734 messaggi.
mardi
24 February 2009 at 09:04
Sei solo un genitore normalmente inquieto, e insicuro.Augurati che nel loro bagaglio ci sia principalmente il rispetto sia per la loro vita che per quella altrui.Un binomio semplice semplice ma fondamentale.Ricchezza, produttività e bellezza sono parimenti importanti, per carità!, ma per ciascuno di noi sono “attributi” inevitabilmente soggetti ad intepretazioni diverse e al caso.Ma mi sto addentrando in un tema in cui è facile scadere nel banale,non credi?Il narcisismo diventa a mio avviso patologico quando ci si rispecchia totalmente negli altri per trarne gratificazione per sanare ferite personali e per ottenere un passaporto per l’immortalità. Questa logica delle simmetrie è un po’ pericolosa e credo sia all’origine di tanta falsa tolleranza. Ti accetto solo xché sei come me e invece dovrei accettarti proprio xchè sei diverso da me.E’ un discorso complesso e molto ingarbugliato. Insegno lettere