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CATTOLICI IN POLITICA: A SINISTRA I MUGUGNI, A DESTRA IL SILENZIO

Diciamola così, con qualche omissis. Vado a parlare di Medio Oriente nella scuola un Comune di una certa importanza, in una regione dell’Italia centrale, governato dal centro-sinistra. L’ambiente? Cattolici, come si diceva una volta, impegnati nel sociale, gente che almeno in parte conosco e stimo. Persone oneste, normali, non imbevute d’ideologia. Mi scappa la domanda: allora, come va col Pd? Disagio, sguardi rivolti verso l’alto. Poi uno di loro, tra l’altro dotato di una carica di una certa importanza, mi prende da parte e dice: un disastro, da rimpiangere i tempi della peggiore Dc. E giù il racconto di faide delle tessere, primarie da burla o da tribunale, ecc. ecc.

E vabbé. Sulla consistenza del Pd guidato da Veltroni e sul suo slancio politico nessuno, per ora, può farsi illusioni. Mi domando, invece, che cosa fermenta nell’animo dei cattolici confluiti nel Pd e di giorno in giorno sempre più perplessi e scontenti. C’è chi parla, ormai, di nuova scissione dopo la fusione. Non per un ritorno all’antico, dicono, ma piuttosto per evolvere verso un nuovo soggetto politico che raduni (cito Elvio Ubaldi, ex sindaco di Parma, da un bel servizio di Guglielmo Nardocci per Famiglia Cristiana numero 6, febbraio 2009; http://www.famigliacristiana.it) persone “che adesso sono coattivamente schierate di qui o di là, oppure eroicamente isolate”. L’idea, come dice Ubaldo Maroni, assessore della Provincia di Ascoli Piceno, è che “i nostri interlocutori privilegiati di domani sono in quel Centro indipendente dove stanno nascendo davvero nuove speranze”.

Diamo per scontato che Rosa Bianca (Tabacci, Pezzotta, ecc. ecc.) e Udc (Casini) possano davvero funzionare da laboratorio politico; che un’intesa con eventuali transfughi del Pd sia possibile; che esista uno spazio politico centrista e popolare non ancora presidiato da altri. E, ripeto, lo diamo per scontato qui, perché nella realtà quotidiana la musica è spesso assai diversa sotto tutti gli aspetti. Resta una domanda, secondo me fondamentale: la nascita di un nuovo soggetto politico a radice cattolica è ipotizzabile senza il contributo dei cattolici che ora militano nel PdL?

Dubbio legittimo, per almeno due ragioni. Un partito cattolico (diciamo così per brevità e per capirci) nato come semplice aggregazione di una costola del Pd e delle attuali formazioni di centro non avrebbe molta libertà di movimento. Appiattito sul PdL, assai maggioritario, sparirebbe. Alleato ai resti del Pd lascerebbe tutto come prima. La scarso dinamismo politico si accoppierebbe, poi, a una scarsa prospettiva elettorale: chi potrebbe rivolgersi a un partito cattolico sì, ma anche impotente?

Non m’intendo di politica italiana ma mi pare che così si torni punto e a capo. Se non si muovono i cattolici del PdL è inutile sognare un nuovo partito cattolico. Nello stesso servizio di Famiglia Cristiana viene intervistato anche don Sandro Vigani, direttore del settimanale Gente Veneta (http://www.gvonline.it). Il sacerdote-giornalista, a proposito dei cattolici del centro-destra, si domanda: “Non sono forse confusi? Muti di fronte alle provocazioni anticlericali di Fini? Assimilati a un partito azienda che ha poche motivazioni ideali? Insofferenti degli estremismi della Lega?”.

Forse esagero ma verrebbe da rispondere: caro don Vigani, forse no, visto che se ne stanno buoni e quieti. Qualcuno ha notizia di mugugni particolari dei cattolici di centro-destra verso Fini o verso la Lega? Com’è che tutti i provvedimenti proposti dalla Lega, anche i più stolti, passano senza alcuna opposizione? Dove sono i famosi cattolici di centro-destra a disagio, quando si tratta di votare in Parlamento o di discutere il merito delle leggi? Saranno anche a disagio, certo non lo dimostrano. Saranno anche infelici ma ingoiano tutto con grande facilità.

Il problema dei cattolici in politica, oggi, è tutto qua. A sinistra se non altro impazza la polemica contro la prepotenza degli ex Ds dentro il Pd, anche se con l’effetto di lacerare l’unica opposizione esistente. A destra sul lato cattolico tutto tace, con l’effetto di rinforzare Berlusconi e la Lega, che già si sono sbarazzati dei vari Tabacci e Casini che prima, se non altro, riuscivano un poco a moderarli.

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