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ELUANA, LA CHIESA E LE TANTE VITE MORTIFICATE OGNI GIORNO

Di Eluana Englaro e del suo drammatico destino parlano ormai tutti, legittimati o no, con qualcosa di serio da dire o no. L’effetto, inevitabile, è una cacofonia a volte insopportabile. Per quanto mi riguarda, ho due sole certezze: far morire per sottrazione di cibo e bevande una persona viva, resa inabile fino all’estremo ma comunque viva, è a dir poco orribile; giudicare il dramma di un padre come il signor Englaro, senza sapere come ci comporteremmo noi nella sua situazione, è una leggerezza a dir poco stolta.

Di tutta la vicenda, vorrei qui trattare un altro aspetto, magari marginale rispetto al dramma umano di Eluana. Ed è l’atteggiamento della Chiesa. E’ naturale che il Papa, i vescovi, i sacerdoti e i semplici fedeli difendano il diritto alla vita. E che vogliano proteggerla, anche quando essa è ridotta ai termini estremi in cui è quella di Eluana. Non possiamo nasconderci, però, che l’intera vicenda ha ormai preso una forte connotazione politica, con tutti i tentativi di strumentalizzazione che sappiamo.

Dal Vaticano sono arrivati molti applausi per le posizioni del Governo e del premier Berlusconi in particolare. Giusto e normale. Mi domando, però, se oltre Tevere si siano accorti della tenace opera di scristianizzazione del Paese condotta dalla Lega Nord, con la complicità dello stesso premier Berlusconi, e di cui sono un efficace esempio i provvedimenti di ordine pubblico da poco approvati al Senato. Provate a confrontarli,e con le sette opere di Misericordia (quelle corporali sono: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi, visitare i carcerati, seppellire i morti) e ditemi quanto c’è di cristiano nella politica interna del Governo e in particolare del ministro Maroni.

Ammettiamo pure che Berlusconi abbia preso una posizione onorevole sul “caso Englaro”. E il resto? Ciò che viene fatto da questo Governo,  giorno per giorno, nella gestione generale del Paese non conta? Non incide sul tessuto cristiano della popolazione? Incitare i medici a denunciare i malati non in regola con i documenti che cos’è? Cacciare i bisognosi che cos’è? Dare riconoscimenti ufficiali a ronde di cui nessuno conosce i fini e la composizione che cos’è? La difesa della vita indebolita dalle circostanze e messa in pericolo dagli uomini è decisiva, come negarlo. Ma non corriamo il rischio di scambiarla con troppa facilità con la mortificazione continua di tante altre vite non meno degne e preziose e non meno deboli?

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2 Responses to ELUANA, LA CHIESA E LE TANTE VITE MORTIFICATE OGNI GIORNO

  1. mardi

    9 February 2009 at 19:59

    Non entro nel merito della vicenda di Eluana, ennesimo caso assurto a merce da qualche esibizionista.Mi piacerebbe scorgere qualche italiano con un cartello in difesa del diritto alla vita e alla dignità delle centinaia di immigrati rinchiusi(stipati) nei centri di accoglienza, questo si’ che sarebbe un diverse belvedere.

  2. Fulvio Scaglione

    10 February 2009 at 14:00

    Cara Picclocca,

    come sai, sul “caso Eluana” vorrei distinguermi, se possibile, per ritegno. Ribadisco: Eluana era viva e adesso è morta perché non più alimentata; ed è impossibile a chiunque mettersi nei panni del padre. Per il resto, non posso credere che siano attaccati alla difesa della vita altrui tutti coloro che hanno approvato e approvano qualunque guerra o che fanno passare provvedimenti come quelli recenti sull’ordine pubblico.
    A presto, ciao

    Fulvio

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